Prime Esperienze
La mia prima volta con coppie .
Bolognavoglia
20.03.2026 |
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"Trucco da puttana da autostrada, parrucca bionda, corpo da uomo ma con un culo enorme, molle e già dilatato..."
La mia prima volta con coppie. Storia vera ma arricchita. Una storia con relatà aumentata. Appena ho messo piede nell’appartamento ho capito che sarebbe stata una notte da animale. Odore di fica matura, di culo usato e di sborra vecchia che impregnava l’aria. Tre coppie over 50, tutte grasse e sfatte nel modo giusto. Le donne erano delle vere vacche da monta: tette enormi che penzolavano, pance morbide, culi larghi e quelle fiche prlosette, gonfie come due bistecche crude, già spalancate e colanti umori densi, giallastri, che puzzavano di piscio, di sudore e di fica non lavata da ore.
Monica, 49 anni, rossa tinta, è stata la prima a saltarmi addosso. Mi ha strappato i pantaloni e mi ha ingoiato il cazzo fino alle palle, facendo rumori da pompa da cesso: «Glurp glurp glurp». Saliva densa le colava dal mento. Poi si è girata, ha aperto le cosce e mi ha mostrato il suo tesoro: una fica enorme, labbra majore grosse come salsicce, clitoride sporgente e un buco che già sbavava un filo di muco bianco e appiccicoso. L’odore era bestiale, acido, di fica in calore da tutto il giorno.
Ho sputato dentro e ci ho infilato la lingua fino in fondo. Sapeva di formaggio stagionato e di troia. Leccavo il buco del culo mentre lei mi pisciava umori in bocca: «Bevi la mia sborra di fica, figlio di puttana!» Ho infilato il cazzo e l’ho sfondata con un colpo solo. La fica faceva “sclaf sclaf sclaf”, schizzi di umori che mi bagnavano la pancia e le palle. La scopavo come una bestia, schiaffi sul culo che diventava rosso, e lei urlava: «Sfondami questa figa da vacca, riempimi di sborra calda!» Veniva come una fontana, spruzzando piscio e umori dappertutto, mentre suo marito si segava il cazzetto guardando.
Carla, 53 anni, mora con tette da mucca, mi ha preso subito dopo. Si è seduta sulla mia faccia e mi ha soffocato con quella fica prlosa enorme. Le grandi labbra mi coprivano tutta la bocca. L’odore era ancora più forte: puzza di fica sudata, di urina e di culo. Le ho infilato la lingua nel buco del culo mentre lei mi cagava quasi in bocca dagli umori. Poi mi ha cavalcato rovesciata: il suo culo grasso che sbatteva sulle mie palle, la fica che mi inghiottiva il cazzo e lo strizzava come una mano bagnata. «Senti come godo, bastardo? La mia figa è una fogna!» Le ho riempito la figa di sborra densa mentre lei mi mordeva le palle.
E poi è arrivato lui: Valeria, il travestito 48 anni. Trucco da puttana da autostrada, parrucca bionda, corpo da uomo ma con un culo enorme, molle e già dilatato. Quando ha tolto il perizoma ho visto il suo buco: un ano largo come un pugno, rosa scuro, già aperto, luccicante di lubrificante misto a sborra vecchia di chissà chi. Le altre troie si sono messe in cerchio a guardare e a segarsi le fiche.
Valeria si è messa a pecorina, ha allargato le chiappe con tutte e due le mani e ha ringhiato: «Vieni, sfondami questo culo da fogna, voglio sentire le tue palle dentro!» Ho sputato un grumo di saliva densa e ci ho infilato quattro dita di colpo: entravano come nel burro, il buco era una voragine calda, viscida, che puzzava di culo inculato per anni. Ho appoggiato la cappella e ho spinto tutto dentro fino alle palle. Era così largo che il cazzo ci nuotava dentro, ma le pareti interne mi strizzavano lo stesso. Faceva un rumore osceno: “slurp slurp slurp” di culo bagnato e pieno di sborra.
Mentre lo inculavo come una troia, Monica si è messa sotto e gli ha succhiato il cazzo floscio, ingoiando la sborra che gli colava. Carla invece mi leccava il culo e mi infilava la lingua dentro mentre io pompavo. Valeria urlava: «Più forte, fammi diventare una latrina di sborra! Sfondami l’intestino!» Gli ho scaricato dentro la prima sborra calda, tanta che quando ho tirato fuori il buco è rimasto spalancato, un cratere rosso che vomitava sborra bianca e densa mista a lubrificante marrone.
Non mi sono fermato. L’ho girato, gli ho messo le gambe sulle spalle e l’ho inculato in missionario, guardandolo negli occhi da puttana. Il suo buco ormai era una poltiglia: entravo e uscivo senza resistenza, sborra che schizzava fuori a ogni colpo. Intanto le due vacche si leccavano le fiche a vicenda, succhiandosi gli umori forti e pisciandosi in bocca. Io passavo da una figa all’altra: tiravo fuori dal culo di Valeria e lo infilavo nella figa di Monica, poi di nuovo nel buco largo del trav, ass to pussy, pussy to ass, senza lavare niente.
Alla fine gli ho dato altre due sborrate dentro: una nel culo, una in gola mentre le donne mi tenevano la testa. Il suo ano era ormai un buco aperto per sempre, gocciolante sborra, lubrificante. Le fiche delle donne erano ridotte a due crateri gonfi e colanti, piene della mia sborra mista ai loro umori puzzolenti.
Mi hanno lasciato lì, distrutto, coperto di sborra, umori, saliva e piscio. Monica mi ha dato un ultimo bacio con la bocca che sapeva di culo e figa: «La prossima volta ti pisciamo tutte addosso mentre ti inculi Valeria fino a fargli uscire la sborra dal naso».
Prima volta… e già so che diventerò il loro oggetto fisso
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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