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Marta e Elena


di Membro VIP di Annunci69.it Bolognavoglia
08.01.2026    |    4.026    |    2 8.3
"In quella intimità fatta di pause, di contatto scelto, di desiderio che non aveva bisogno di essere nominato, c’era tutto l’amore saffico che le univa: la dolcezza, la forza, il..."
La pioggia cadeva lenta sui vetri del caffè, disegnando linee irregolari che si rincorrevano come pensieri distratti. Elena era arrivata in anticipo, come sempre quando sapeva che avrebbe visto Marta. Aveva scelto con attenzione cosa indossare: una camicia color avorio, morbida sulle spalle, e sotto un completo di lingerie color vinaccia, semplice ma preciso, quello che le faceva sentire il corpo presente, abitato.

Quando Marta entrò, il mondo si spostò leggermente di lato. Il cappotto scuro le incorniciava il viso, i capelli ancora umidi, gli occhi vivi. Elena notò subito il dettaglio che conosceva bene: sotto il maglione chiaro, Marta portava quella biancheria nera con il pizzo sottile, quasi invisibile, che non era fatta per essere mostrata, ma per essere sentita. Un segreto condiviso prima ancora di essere rivelato.

Il saluto fu un bacio sulle guance che durò mezzo secondo in più del necessario. Le dita di Elena si chiusero sul polso di Marta, sentendo il battito, la pelle calda. Marta sorrise piano. Si sedettero una di fronte all’altra, parlando di cose quotidiane, mentre sotto il tavolo le ginocchia si sfioravano con naturalezza, come se avessero una memoria propria.

C’era qualcosa di profondamente saffico nel modo in cui si osservavano: non uno sguardo che prende, ma uno sguardo che accoglie. Elena seguiva con attenzione i movimenti delle mani di Marta, il modo in cui si aggiustava il maglione, come se sapesse esattamente cosa stava lasciando immaginare. Marta, a sua volta, notava la curva del collo di Elena, la linea sottile del reggiseno che si intuiva sotto la camicia.

Uscirono sotto la pioggia senza ombrello. Camminavano vicine, le braccia che a tratti si toccavano. Sotto un portico, Elena si fermò. Marta fece lo stesso. Non si baciarono subito. Marta sollevò una mano e la posò lentamente sul fianco di Elena, sentendo il tessuto, poi il corpo sotto. Il bacio arrivò con calma, profondo, consapevole. Non aveva fretta, perché era carico di tutto ciò che le aveva portate lì.

A casa di Elena, le luci erano soffuse. La porta si chiuse alle loro spalle con un suono che sembrava isolare il mondo. Rimasero in piedi, vicine, respirando lo stesso silenzio. Elena slacciò lentamente la cintura del cappotto di Marta, come un gesto di fiducia più che di spogliazione. Il maglione scivolò via, rivelando la pelle e quella lingerie nera che Elena conosceva già, ma che ogni volta sembrava nuova. Il pizzo disegnava il corpo senza nasconderlo, come un invito discreto.

Marta fece lo stesso con Elena, aprendo piano i bottoni della camicia. Sotto, il completo vinaccia contrastava con la sua pelle chiara, elegante, intimo nel senso più profondo del termine. Marta si prese un momento per guardarla, per farle capire che la vedeva davvero. Le dita seguirono il bordo del tessuto, senza superarlo subito, lasciando che il desiderio crescesse nello spazio tra pelle e sguardo.

Si sedettero sul divano, poi non sedute davvero, più appoggiate l’una all’altra. Fronti che si toccavano, respiri che si intrecciavano. Ogni gesto era lento, attento, come se stessero scrivendo una lingua comune. La lingerie diventava parte del gioco silenzioso: il contrasto dei tessuti, la sensazione sotto le dita, il modo in cui faceva sentire ciascuna più consapevole di sé, più donna accanto a un’altra donna.

La notte le accolse senza chiedere nulla. In quella intimità fatta di pause, di contatto scelto, di desiderio che non aveva bisogno di essere nominato, c’era tutto l’amore saffico che le univa: la dolcezza, la forza, il riconoscimento reciproco. E mentre fuori la pioggia smetteva di cadere, dentro restava quella certezza profonda—che il loro modo di amarsi era un atto lento, luminoso, e intensamente vero.
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