lesbo
Dopo la serata
Bolognavoglia
09.03.2026 |
3.973 |
1
"Sofia obbedì, penetrandola piano, centimetro per centimetro, fino a quando il dildo fu tutto dentro..."
Incontro InfuocatoElena e Sofia si erano conosciute all’università, entrambe ventenni, con corpi snelli e curve perfette che attiravano sguardi ovunque andassero. Elena aveva capelli neri corvini che le arrivavano alle spalle, occhi verdi penetranti e un sorriso malizioso. Sofia, bionda con onde dorate, aveva labbra piene e un tatuaggio discreto sul fianco che la rendeva ancora più intrigante. Erano amiche da mesi, ma quella sera, dopo una festa dove l’alcol aveva sciolto ogni inibizione, decisero di tornare insieme nell’appartamento di Elena.
Appena entrate, Sofia spinse Elena contro la porta, chiudendola con un calcio. “Cazzo, ti voglio da morire,” mormorò Sofia, premendo le labbra sulle sue con fame. Le loro bocche si unirono in un bacio profondo, lingue che danzavano e si intrecciavano, mentre le mani di Sofia scivolavano sotto la maglietta di Elena, accarezzando la pelle calda del suo ventre.
Elena gemette, afferrando i fianchi di Sofia e tirandola più vicino. “Stronza, mi fai bagnare solo guardandoti. Spogliami, fammi vedere quanto mi desideri.” Sofia non se lo fece ripetere: le strappò via la maglietta, esponendo i seni sodi con capezzoli già duri. Li prese in bocca uno alla volta, succhiando forte, mordicchiando piano mentre Elena inarcava la schiena. “Oh sì, succhiali così… fai male, cazzo, mi piace da impazzire.”
Si spostarono in camera da letto, buttandosi sul materasso. Sofia si tolse i jeans, rivelando mutandine nere bagnate. Elena le abbassò con i denti, inalando l’odore muschiato della sua eccitazione. “Hai una figa perfetta, Sofia. Voglio leccartela fino a farti urlare.” Si tuffò tra le sue gambe, la lingua che lambiva le grandi labbra, poi il clitoride gonfio. Sofia afferrò i capelli di Elena, spingendola più a fondo. “Leccami più forte, troia… infilami la lingua dentro, fammi venire sulla tua faccia.”
Elena obbedì, succhiando e leccando con avidità, mentre le sue dita scivolavano dentro Sofia, pompando ritmicamente. Sofia tremava, i fianchi che si muovevano contro la bocca di Elena. “Cazzo, sì… sto per venire… non fermarti!” Un orgasmo la travolse, il corpo che si contraeva mentre schizzava sui lenzuoli, urlando il nome di Elena.
Ma non era finita. Sofia ribaltò la situazione, spingendo Elena a pancia in giù. “Ora tocca a te, puttana. Voglio il tuo culo.” Le abbassò le mutandine, ammirando il sedere rotondo e sodo. Baciò le natiche, mordicchiandole, mentre le sue dita esploravano tra le gambe di Elena, trovandola fradicia. “Sei così bagnata… ti piace l’idea di farmi entrare nel tuo buco stretto, eh?”
Elena ansimò, girando la testa per guardarla. “Sì, scopami il culo, Sofia. Prendimi come una cagna in calore. Ma fai piano all’inizio, poi spingi forte.” Sofia prese del lubrificante dal comodino – lo tenevano sempre pronto per queste serate – e ne spalmò una generosa quantità sul dito, poi sul buco anale di Elena. Infilò piano un dito, sentendo i muscoli stringersi intorno. Elena gemette: “Oh Dio, è grosso… mettimene un altro, allarga questo culo per te.”
Sofia aggiunse un secondo dito, scivolando dentro e fuori, preparando Elena mentre con l’altra mano le strofinava il clitoride. “Sei così stretta, amore… il tuo culo mi sta succhiando le dita. Pronta per il mio strap-on?” Elena annuì, eccitata. Sofia indossò il giocattolo, un dildo nero spesso lubrificato, e lo posizionò contro l’ingresso anale di Elena.
“Spingi, cazzo… riempimi!” ordinò Elena. Sofia obbedì, penetrandola piano, centimetro per centimetro, fino a quando il dildo fu tutto dentro. Elena urlò di piacere misto a dolore: “È enorme… mi stai spaccando, troia! Scopami più forte ora!” Sofia iniziò a muoversi, pompando con ritmo crescente, le mani sui fianchi di Elena per tenerla ferma. Il suono dei loro corpi che sbattevano echeggiava nella stanza.
“Ti piace il mio cazzo nel tuo culo, eh? Dimmi quanto lo vuoi,” ringhiò Sofia, schiaffeggiando una natica. Elena gridò: “Lo adoro, scopami come una porca! Più profondo, fammi male!” Sofia accelerò, il dildo che entrava e usciva con forza, mentre infilava due dita nella figa di Elena, stimolandola da entrambi i lati. Elena venne per prima, il corpo che si irrigidiva in un orgasmo violento, stringendo il dildo così forte da far gemere Sofia.
Poi fu il turno di Sofia: si tolse lo strap-on e si mise a quattro zampe. “Ora tocca a me. Prendimi il culo, Elena. Fammelo sentire.” Elena, ancora ansimante, indossò il giocattolo e lubrificò Sofia. Entrò piano, ma Sofia la incitò: “Non essere gentile, spingi tutto dentro! Voglio sentirmi piena della tua troia.” Elena affondò, scopandola con colpi potenti, mentre le tirava i capelli.
“Sei una puttana anale, Sofia… il tuo culo è fatto per questo,” disse Elena, ansimando. Sofia rispose: “Sì, scopami fino a farmi piangere… sto venendo, cazzo!” Un altro orgasmo le squassò il corpo, e crollarono esauste sul letto, baciandosi piano tra i respiri affannati.
Quella notte, il loro legame si era trasformato in qualcosa di più selvaggio, pronto per altre avventure spinte.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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