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Lui & Lei

TORINO ANNI 70 cap. 27


di Lonewolf4
31.10.2025    |    712    |    12 9.5
"Ma anche, la sola presenza, il coinvolgimento, seppure passivo, del marito durante il rapporto, mi disturberebbe..."
Alessia disse: “Noto con piacere che ti è tornato il buon umore.
Intanto ne e apparsa un'altra, non credere che non abbia notato come ti ha sorriso.”

Le risposi: “Lascia perdere Silvia, quel suo sorriso suona strano anche a me.
Sul lavoro siamo cane e gatto, non ci siamo mai sopportati.
Chissà cosa le è preso.
È noto a tutti che ha una tresca con Nicola.
È sposata con un nostro venditore, ancora non si è capito se lui sappia di questa relazione della moglie, o lo sta cornificando a sua insaputa.
Comunque, stai tranquilla, mi sopporta come il fumo negli occhi.
Se proprio devi essere gelosa, concentrati su Enrica. Non mi hai risposto, in merito al suo reiterato tentativo, di fare sesso con me”.

Mi guardò seria, a bassa voce, ma energicamente, con determinazione mi disse:” stai cercando di girare la frittata?
Mi stai chiedendo se sono io quella gelosa?
Secondo te, io sarei la gelosa?
Finora, sono stata io, che ho accettato che tu facessi sesso con Carla, anche se in mia presenza e con la mia complicità.
Sono ancora io, che ti sta preparando il terreno con Clara, senza nasconderti il mio coinvolgimento e il fatto che Clara mi piace moltissimo.
È una di quelle esperienze che desidererei fare. Ma condividendola con te.
Come l’esperienza di venerdì, non penso che tu non abbia gradito la novità.
Daddy, per me, puoi fare sesso con chi ti pare, Caterina, Enrica, Ester, Silvia, Anna.
Scusa, Anna no, quella, ci puoi provare quanto vuoi, ma non te la molla, neanche se la preghi in ginocchio.
Ma anche con le altre, non è che ti va meglio.
Silvia, metti che il marito non sia così coinvolto e lo venisse a sapere? Un bel rischio non credi?
Ester, devi superare il confronto con Antonio e si suoi amici, visti i calibri a cui è abituata.
Così come Caterina, metti che quello di Oronzo sia stato di suo gradimento.
Ti rimane la separata. Enrica.
Te la potresti scopare, però me lo devi chiedere.
Ne devi, prima, parlare con me, non dopo. Dopo, sarebbe una dichiarazione di tradimento.
Mi devi dire, Alessia, io desidero scopare con Enrica.
Con chiunque tu lo voglia fare, devi prima parlarne con me ed avere il mio consenso, la mia approvazione.
Alla stessa regola sono assoggettata anch’io. Non rispettarla significa, la fine del rapporto, bello quanto si vuole, ma non più perseguibile.
Noi, non ci siamo dichiarati eterno amore. Ma correttezza e sincerità.
Finché stiamo insieme dobbiamo onorare questi aggettivi.
Ti è mai passato per l’anticamera del cervello, di propormi di fare sesso, con te e un altro uomo, come ho fatto io con Carla?
Cos’è, temi il confronto? Hai il timore di trovarti tra le mani qualcosa che non ti appartiene? Io mi sono aperta con te, tu pensi di farlo con me?
E poi, se anche dovessi prospettarmelo, sei sicuro che accetterei? Potrei anche rifiutarmi, ma se non me lo proponi, non saprai mai che risposta ti darei”.
Avevamo smesso di mangiare, avevo perso l’appetito e anche il sorriso.
I tre colleghi non c’erano più, usciti senza farsi notare.
Nella mia testa, lo stato confusionale. Argomenti a cui dare una risposta seria ma anche sincera e meditata. Non volevo dire bugie, ma neanche tutta la verità.
Anche perché, la verità non l’avevo ancora metabolizzata del tutto, non volevo espormi troppo, senza sembrare in difficoltà, impacciato.
Aveva bombardato la mia nave.
Io credevo che viaggiasse in acque tranquille, ero sereno, non mi aspettavo che mettesse in funzione il B52.
Dalla sua faccia, compresi che il bombardiere stava ancora volando sopra la mia testa, pronto a sganciare altro materiale dal quale difendermi, stavo subendo un vero attacco e dovevo trovare le parole giuste.
Parole che non dovevano sembrare una difesa. Non avevo niente da difendere, ma da chiarire sì.
Più che le parole, mi serviva una batteria contraerei, contro quel B52, per non permettergli di sganciare ancora.
Dissi:” Comincio dalla fine perché è l’unica certezza che ho.
Io non potrei mai accettare di dividerti con altri.
Se stiamo insieme, pretendo l’esclusiva.
Non ti proporrò mai un ménage a tre con un uomo, neanche se a proporlo fossi tu. Non potrei mai accettare che facessi sesso con un altro uomo.
Se ciò dovesse avvenire, riterrei il nostro rapporto non più esclusivo, ma concluso.
Rimanendo in argomento, ti posso assicurare che venerdì è stata una esperienza che non avevo mai gustato con quella intensità, anche perché, avendolo sempre fatto o in macchina o nei boschi all’aperto e mai in casa dopo una doccia, il timore della scarsa pulizia rimaneva, come qualche pelo da sputare”.
Con la mente tornai a quella notte. Il suo sesso e il mio, glabri e profumati dopo la doccia, si prestavano in modo divino ad essere adorati. Non avevo provato niente di simile nel passato.
Mi rivedevo, mentre stringevo le sue grandi labbra, leccando il solco fino al monte di venere. Poi le lasciavo dischiudersi lentamente aiutate dalla mia lingua che si faceva spazio tra le piccole labbra alternandosi tra il clitoride e l’ingresso vaginale.
Tutto questo mentre lei si occupava con maestria del mio sesso.
Pensai, visto il trattamento che mi riservava, che per lei non dovesse essere la prima volta. Ma non mi dava fastidio. Traevo benefici e gustavo il frutto delle sue esperienze passate.
Era stata una notte lunghissima e appagante.
Stavo cercando di mascherare un leggero, goduto sorriso, quando.
A cosa stai pensando? mi disse.
Le risposi: “Sinceramente, stavo pensando a venerdì, alla meravigliosa notte che mi hai regalato”.
Lei replicò: “Il regalo e stato reciproco, è stata una nuova e bella esperienza.
Confesso che per me, non era la prima volta, l’avevo fatto un paio di volte ma sempre in modo frettoloso e con le stesse sensazioni tue.
Per questo ho deciso di depilarci. Non volevo ingoiare qualche pelo. Visto il risulta finale, lo dobbiamo rifare.
Ma non stasera, purtroppo”.
“Questo significa che stasera non ci vediamo”? Chiesi io.
Rispose: “Dipende, da come va la discussione e poi lo sai, sono ancora mestruata.
Se vengo da te, possiamo solo dormire insieme, abbracciati come due fidanzatini innamorati”.
L’aveva detto ridendo, ma il B52 aveva buttato, per me, il pezzo più intricante.
Allora dissi:” hai pronunciato la frase più importante. Non siamo fidanzati, ci stiamo frequentando con soddisfazione reciproca, ma non siamo fidanzati.
Tu non sei innamorata di me, attratta sì, ma innamorata no.
Io, invece, sto cercando di non innamorarmi di te. Perché, alle attuali condizioni e regole, percepisco che tu hai per il tuo futuro, ben altri proponimenti, che non sembrano collimare con i miei.
Quindi stiamo insieme, godiamoci questo periodo di reciproca attrazione. Senza farcelo rovinare da intromissioni non cercate.
Hai fatto un elenco di donne, molto attrattive, disposte ad avere rapporti con me, ma nessuna rientra nel novero del mio interesse.
Di silvia ti ho appena detto.
Enrica la conosci meglio di me. Nonostante le promesse che ti possa fare, ci proverà sempre.
Caterina non so se la vedrò ancora. Nessuno di noi due ha il numero di telefono o l’indirizzo dell’abitazione dell’altro.
Spero abbia trovato, in Orazio, l’uomo giusto per lei.
Ester, non lo sai ancora, ma domenica mi ha telefonato, sollecitandomi una risposta alla sua proposta.
Le ho ribadito, che non amo il tipo di rapporto che ha instaurato con Antonio e i suoi amici. Lo trovo troppo violento. Quel BDSM non fa per me.
Ma anche, la sola presenza, il coinvolgimento, seppure passivo, del marito durante il rapporto, mi disturberebbe.
Le ho ricordato, che sto con una bella ragazza, sono sodisfatto e non sento il bisogno di altre donne.
Mi ha risposto che, seppure a malincuore, capiva. Mi ha detto di salutarti, di dirti che sei una ragazza fortunata e abbiamo riattaccato”.
Feci una lunga pausa, guardai l’orologio, era tardi, ma non era un problema.
“E Anna”? Disse Alessia:” hai dimenticato Anna.
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