tradimenti
TORINO ANNI 70 cap. 22
11.10.2025 |
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"E mentre smise di parlare allontanando leggermente la testa dall’orecchio di Alessia, vidi una mano che si appoggiava sulla coscia nuda della mia ragazza..."
Lunedì 12 giugnoQuella mattina mi alzai riposato come non facevo da tempo.
Non vedevo Alessia da sabato, da quando, nel primo pomeriggio, dopo un pranzo frugale, l’accompagnai a casa.
La sera, doveva andare a mangiare una pizza, con i compagni e le compagne, per festeggiare la fine dell’anno scolastico. Domenica mattina, mi telefonò.
Le erano venute le mestruazioni.
Le sue erano dolorosissime e inoltre era stanca, non se la sentiva di uscire.
Buon motivo, anche per me per prendermi una giornata di riposo.
Con la mente tornai a venerdì sera, ma soprattutto la notte.
Entrammo anche noi in pista.
Massimiliano fece coppia con Alessia ed io con Clara.
A bassa voce Max mi fece capire, che ballando con Alessia, poteva dire a Simona che con Clara non aveva ballato.
E con il suo sguardo tra il sardonico e il faceto, mi disse:” non le dirò, però, che Alessia e più bella di Clara, sarebbe peggio”.
Si divertiva, ironizzando e ridendo. Spiritoso l’amico. Si cresce, si invecchia, ma il marchio quello è.
Dopo il primo ballo, il nuovo arrivato invece di continuare a ballare con Caterina, si avvicinò e invitò Clara.
Massimiliano continuo a ballare con Alessia, io strinsi Caterina, mentre andava il triangolo di renato zero.
Alessia mi sorrise e mi fece l’occhiolino.
Era il suo modo per farmi capire che non era gelosa? O altro?
Chiesi a Caterina:” come mai il tuo spasimante ti ha abbandonata?
Che gli hai fatto?
Perché ti ha scambiata con Clara?
Incazzata rispose:” Si chiama Oronzo, fa il metronotte e fa anche rima con stronzo.
Ballando, mi ha fatto mille domande, su Clara, ma soprattutto, su Alessia.
Mentre mi chiedeva di loro, strusciava il suo coso sulla mia pancia, lui domandava e quello ingrossava.
Mentre parlava di Alessia, di come era bello e sodo il suo seno, di come era bello e sodo il suo culo; il suo cazzo andò ai massimi livelli.
Ad un certo punto ha preso la mia mano, me la teneva bloccata tra i due bacini mentre spingeva il suo e con l’altra mano poggiata sul mio culo spingeva il mio. Me lo avesse chiesto non avrei avuto nessuna difficoltà a soddisfarlo.
Ma lui seguiva un suo metodo. Forzava per prendersi, quello che poteva benissimo essergli donato.
Forse, in questo modo, si crede più uomo. Gioca a fare il dominante.
Devo dire che, come proporzioni, non è niente male, credo all’altezza di Enzo che ne ha almeno venti centimetri.
Mi ha stupito che a ballare abbia invitato Clara, invece di Alessia, la sua preferita. Forse, ha capito che, una sta con te e l’altra non è accoppiata.
Una cosa, comunque l’ho capita, perfettamente.
Questo ha deciso che, stasera infila il suo cazzo in un buco. E credo che ci riuscirà.
Lui mira ad altro ma, mi sa che, si dovrà accontentare del mio.
Ti confesso, che io ho sempre una certa voglia, Franco mi soddisfaceva poco, un po’ dovuto alle sue dimensioni, che potevano anche bastare a saperlo usare, ma lui neanche quello. Si preoccupava poco del mio piacere. Venuto lui, una sigaretta e si addormentava.
Oronzo, in quanto a misure, per come l’ho percepito, si difende bene, speriamo non sia affetto dallo stesso problema di Enzo. Cazzo grosso con scarsa irrorazione ed eiaculazione precoce”.
La allontanai per guardarla in faccia.
Rideva.
Il suo viso, prima nero da incazzatura, ora sprizzava gioia nel vedere me, rabbuiato, per quello che mi raccontava.
Caterina sapeva benissimo, che quello non aveva chance con nessuna delle due e quindi, alla fine, a letto se lo sarebbe portato lei.
Oronzo voleva cuccare ed invece sarebbe stato cuccato dall’Ape regina, lui era uno dei tanti fuchi da sacrificare.
Caterina nell’usa e getta era una esperta.
“Cos’hai da ridere” le dissi.
Mi rispose:” con Clara, va in bianco di sicuro, un metronotte, figurati. Con Alessia, io tifo per lui.
Se gli riuscisse il colpaccio, stanotte, nel cambio ci guadagno io.
Finalmente, potrei avere l’unico che mi abbia rifiutata e dal quale mi farei perdonare per avergli dato del finocchio”.
Ed io sarcastico:” Ridi, ridi, stanotte il destino vuole che il finocchio la passi con Alessia e a te tocca Oronzo lo stronzo.
Finito il pezzo di renato zero tornammo tutti ai nostri tavoli
Ci sedemmo, al primo tavolino max e Clara, Alessia occupò il secondo e prima che io potessi sedermi al suo fianco mi precedette Oronzo, restammo in piedi io e Caterina.
Unendo, alle chiacchiere di Caterina, quel gesto, stavo per sbottare, ma Alessia con uno sguardo rassicurante mi fece capire di stare bravo.
Con gli occhi mi diceva, tranquillo; stai tranquillo.
Gli altri, non potevano sapere cosa mi avesse confessato Caterina e non volendo sembrare troppo possessivo o geloso e che vedevo il marcio a prescindere, mi astenni dall’intervenire.
Io e Caterina occupammo il terzo tavolo.
Massimiliano e Clara mi guardavano incuriositi, mentre Caterina mi incalzava:” che ti ho detto, è Alessia il suo obiettivo”.
Io la guardavo, ma la mia attenzione era rivolta soprattutto allo stronzo che parlava a bassa voce vicino all’orecchio di Alessia, che a sua volta mi fissava con un mezzo sorriso.
Lui mi dava le spalle, visti da fuori sembravano una coppietta che tubava.
Aveva il braccio sinistro sullo schienale della sedia di Alessia. E mentre smise di parlare allontanando leggermente la testa dall’orecchio di Alessia, vidi una mano che si appoggiava sulla coscia nuda della mia ragazza.
Mi alzai di scatto, contemporaneamente ad Alessia che gli tolse la mano e gli disse:” fanculo!
Venne da me, mi prese per mano dicendomi di portarla a bere qualcosa che aveva sete.
Mi bloccò, mi trattenne e mi portò via, con un supplichevole:” ti prego”.
Mi feci trascinare nonostante, la voglia che avevo di rompere il muso a quella testa di cazzo.
Mentre andavamo, mi girai a guardare, erano tutti e quattro in piedi. I miei occhi lanciavano fiamme.
Alessia mi fece una carezza, portando il mio sguardo su di lei e mi dette un bacio sulla guancia.
Arrivammo all’angolo bar e ordinai due cocktail analcolici.
Nel tirare fuori il portafogli per pagare, mi venne in mente che Cosimo, come suo solito, non mi aveva restituito il resto del cinquantone che gli avevo dato. MI scappo un sorriso.
Cosimo non si smentiva mai, faceva sempre così. Eravamo una banda di squattrinati, ma lui ci batteva tutti.
Mentre sorseggiavamo la bevanda le chiesi:” cosa ti diceva sottovoce il coglione”?
Lei mi raccontò:” ha esordito con i soliti, banali, complimenti che mi fanno tutti, che sono bellissima, poi mi ha chiesto perché mi fossi rimessa il golfino, secondo lui stavo benissimo senza, disse che si era eccitato, quando tu mi hai esibita, durante la bachiata, guardando il mio seno e il mio culo.
Ed infine, prima di appoggiare la sua mano sulla mia coscia mi informò che aveva 21 centimetri di cazzo e che mi avrebbe scopata volentieri. Non ti nascondo che quelle sue parole, mi avevano fatto un certo effetto, mi stavo bagnando.
Si fosse accontentato delle parole poteva anche continuare, quella mano sulla coscia ha rovinato tutto.
Anche perché, tu ancora non lo sai ma sono senza mutande. Sono venuta senza, perché volevo farti una sorpresa, volevo vedere la tua faccia quando mi avessi messo la mano li.
Invece per poco la sorpresa l’avrebbe avuta Oronzo.
Oggi pomeriggio mi sono depilata. Ho in programma stanotte di depilare anche te. Prima la doccia con depilazione e poi alla scoperta di nuove frontiere.
Adesso torniamo, tu fai il bravo! Prendiamo Clara salutiamo gli altri e ce ne andiamo. D’accordo”?
Io tacevo. E lei:” allora, d’accordo”?
“ok, come vuoi tu”, risposi poco convinto.
Non ci fu bisogno di uno scontro. Oronzo e Caterina non c’erano, li cercai guardando in pista, ma Massimiliano mi disse che aveva consigliato al coglione di andarsene, se non voleva avere quai seri con me ed, eventualmente, anche con lui, per quello che gli aveva raccontato Clara.
Clara confermò che ci aveva provato anche con lei.
Ridendo e mettendo di buon umore tutti disse:” ballando mi ha elencato tutte le sue qualità.
Lavora per un istituto di vigilanza e mentre provava a farmi sentire quello che teneva tra le gambe, decantandone le proporzioni mi disse che voleva mostrarmi la sua collezione di farfalle da metronotte; due pistole da sceriffo che teneva a casa. Lui me le avrebbe fatte provare tutte e tre. La terza, mi disse che, la teneva tra le gambe.
Il coglione voleva mostrare a me le pistole. Gli ho risposto, che avevo visto più pistole io, di tutti i calibri, di quante scopate avesse fatto lui nella sua vita, anzi che per competere avrebbe dovuto aggiungere anche le seghe.
Clara raccontava e rideva, ma Alessia era con le lacrime agli occhi, non riusciva a trattenersi, disse:” Clara sei una forza della natura, se torni con Giampiero ci dobbiamo frequentare, da te c’è molto da imparare”.
E sempre ridendo ci invogliò ad uscire.
Fuori salutammo Max, che andava via da solo, con la promessa di vederci presto.
Cinque minuti ed eravamo davanti al portone di Clara scendemmo tutti e tre dall’auto.
Clara mi ricordò la promessa, che le avevo fatto, di parlare con Giampiero, poi rivolgendosi ad Alessia disse:” permettimi di salutarlo come si merita, da lui mi aspetto molto”.
E senza aspettare la risposta mi diede un bacio a stampo di tre secondi, le sue labbra.
Non ricordavo, quanto fossero morbide. Erano passati troppi anni, o forse, eravamo troppo giovani da coglierne appieno l’essenza e archiviarne il ricordo.
Poi fece lo stesso con Alessia, le loro labbra si toccarono leggere ma io che le guardavo intravvidi per un attimo un pezzetto di lingua.
Chi l’aveva tirata fuori?
continua.....
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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