tradimenti
TORINO ANNI 70 cap. 24
22.10.2025 |
1.586 |
15
"Adesso ti devo lasciare, devo cominciare il mio giro nei reparti e sono in ritardo..."
Dissi:” passamela”.“Che ti passo Sandro. È qui davanti a me, dice che ti deve parlare. Che faccio”?
Pensai, questa non demorde. È venuta a prendersi l’oggetto del desiderio.
Non è riuscita a convincermi per telefono e ci prova di persona.
Avrebbe potuto venire a casa mia, ma forse la possibilità di trovarsi di fronte anche Alessia era troppo alto.
Avrà pensato che la soluzione migliore, per non rischiare di imbattersi con lei, fosse di venire al lavoro.
Facendo uno sforzo per non imprecare, dissi:” grazie Anna, accompagnala nel mio ufficio”.
Entrò, le indicai la sedia di fronte a me, mentre ne osservavo l’incedere.
Con i lunghi capelli neri, si era fatto un treccione.
Indossava un vestito di seta, o più semplicemente di raso visto le scarse sue finanze. Se fosse stato di seta, si sarebbe trattato sicuramente di un vestito molto costoso. Aveva speso tutto il premio produzione. La stampa evidenziava fiori variamente colorati, frammisti a foglie verdi.
Il vestitino era cortissimo e metteva in evidenza una parte del suo corpo che io apprezzavo meno, le sue lunghe e magre gambe. A mio parere un vestito al ginocchio le avrebbe reso più giustizia.
Leggermente a vu il decolté, con due sottili spalline che si legavano dietro, incrociandosi.
La schiena nuda faceva capire che non indossava il reggiseno, potendo esibire una quarta che si reggeva molto bene. Essendo la sua parte migliore, giusto che cercasse di metterlo in mostra. Il tutto veniva completato dai sandali verdi. All’anulare sinistro un anello color topazio e la fede, che nonostante fosse separata portava ancora.
Le sottili labbra le aveva ridisegnate ingrandendole con un rossetto color corallo.
Stava cercando di mettere in esporre tutto il suo potenziale, cercando di ringiovanirsi, nonostante che i suoi 25 anni non ne facessero una vecchia.
Si era messa in gara con le giovanissime e voleva vincere.
Le dissi:” siediti! come mai questa visita? Cosa devi dirmi, che non potevi dirmi per telefono?
Lei guardandomi negli occhi confessò:” sono venuta di persona perché pensavo di trovarti triste, giù di morale.
Per telefono non mi sembrava che potessi consolarti come si deve.
Pensavo che con la mia presenza potessi aiutarti a superare questo momento.
Ma ho visto che qui c’è una buona concorrenza.
Lo sa Alessia che hai una segretaria bellissima”?
Facendo finta di non aver sentito l’ultima frase, dissi: “Scusa, non capisco, spiegami perché pensi che abbia bisogno di supporto morale, cosa ti passa per la testa”?
Continuando a guardarmi negli occhi, ma stavolta mettendo in mostra i trentadue denti e un beffardo risolino:” Non mi dire che Alessia non ti ha detto niente? Oppure, sai tutto, ma non te ne frega niente”?
“Senti io non vedo Alessia da sabato pomeriggio, domenica ci siamo sentiti due minuti, non stava bene, se ha qualcosa da dirmi, me la dirà lei appena mi telefona. Quindi tu astieniti”.
Mi stavo innervosendo, vedevo la sua faccia soddisfatta, dovuta al fatto che era venuta a conoscenza di una cosa che io non sapevo.
E capivo, che nulla l’avrebbe fermata. Stava per spiattellarmi chissà quale segreto.
Forse, qualcosa successo sabato sera.
"E no bello, ormai sono qui e te lo dico io.
Mio fratello ieri mi ha raccontato che lui, Alessia e Marina, una loro compagna di classe, hanno deciso di andare a fare gli animatori in una colonia estiva di Riccione.
Per un mese dal 19 giugno al 21 luglio. Quindi se li accettano lunedì prossimo dovrebbero cominciare la loro attività”.
Cercai di non darle a vedere il mio disappunto e dissi:” ok, mi hai anticipato quello che Alessia mi dirà appena mi telefona.
Non ci vedo nulla di così grave, da dover aver un supporto morale e consolatorio”.
Allora lei mi incalzò:” Ma tu, lo sai che mio fratello sono anni che fa il filo ad Alessia.
Ieri mi ha confidato che stavolta riuscirà a portarsela a letto. Ci farà l’amore cascasse il mondo.
Pensavo di essere io la candidata a raccogliere i tuoi cocci; invece, mi sto accorgendo che forse tu hai pronta una sostituta più appetibile di me e forse anche di Alessia stessa.
Bravo Sandro, visto che hai un’alternativa, avviso mio fratello che ha campo libero con Alessia”.
Mi stava provocando, faceva delle affermazioni per cercare di carpire dalle mie reazioni una qualche verità.
La stavo ascoltando, cercando di non far trasparire nulla del mio stato d’animo.
Ne, il malumore che stava nascendo in me nel sapere che Alessia avesse concordato tutto sabato sera in pizzeria con Davide e domenica a telefono non mi avesse detto nulla.
Ne, la sua intuizione su Anna. Enrica, stava esternando la solita capacità femminile nel saper riconoscere una vera rivale.
Con tono pacato le risposi:” “Che ti devo dire, convinto lui. È un suo diritto provarci, che poi ci riesca è tutto da vedere. Fagli i miei migliori auguri.
Adesso ti devo lasciare, devo cominciare il mio giro nei reparti e sono in ritardo.
Ti devo chiamare un taxi? Come sei venuta”?
“No, mi ha accompagnato in moto Davide, è fuori che aspetta”. Rispose lei.
Ecco pensai, il corvo è fuori in attesa di buone notizie.
Mi alzai l’accompagnai alla porta d’ingresso, la salutai dandole un bacio sulla guancia, che lei ricambiò rubandomi un bacio a stampo mentre controllava soddisfatta che Anna stesse guardando.
Chiusi la porta, facendo un vistoso sospiro di sollievo rivolgendomi verso Anna che non aveva smesso di osservare.
Le feci un sorriso, che lei ricambio toccandosi le labbra.
Non capivo e le chiesi:” cosa c’è”?
“Hai le labbra sporche pulisciti”, rispose lei ridendo.
Arrossendo, frugai nelle tasche alla ricerca di un fazzoletto. Non lo trovai.
Lei si avvicinò con la sua bottiglietta d’acqua, bagnò un fazzolettino e me lo porse uscendo nel corridoio.
Mi pulivo, mentre finalmente potevo ammirare il resto del suo abbigliamento, la leggera gonna svasata nera a mezza gamba con un sandalo bianco come la camicia, non era una minigonna, ma avevo una ragione in più per farla sedere nel mio ufficio mentre io le dettavo una lettera.
Stavo per buttare il fazzoletto di carta nel cestino, ma mi blocco togliendomi il fazzoletto di mano, mi alzo il viso mettendo la sua mano sinistra sotto il mio mento facendomi alzare lo sguardo dalle sue gambe e fissandomi, fini la pulizia.
Io non l’avevo evidentemente fatta bene, aveva smesso di sorridere, era concentrata ad eliminare i residui di rossetto lasciato da Enrica.
Lei concentrata a pulire delicatamente la mia bocca e io concentrato a guardare la sua che stava a trenta centimetri dalla mia.
Ero pronto a baciarla, inutile dire che, quel solito profumo mi finiva dritto nei pantaloni, mi avvicinai per soddisfare la mia voglia di baciarla, mentre lei si staccava e andava a buttare il fazzoletto.
Ero stato troppo lento io, o tanto veloce lei a sottrarsi?
Se mi fosse ricapitato, non l’avrei fatta scappare a costo di bloccarla.
Ero disposto a correre il rischio di una sua violenta reazione? Di fare la figura del capo che si approfitta del suo ruolo?
Mi ripromisi comunque di moderarmi, dovevo controllarmi non volevo sciupare tutto con azioni inconsulte.
Le dissi:” grazie Anna, adesso faccio un giro nei reparti, poi devo fare una telefonata, appena vedi che ho riattaccato vieni che devo dettarti una lettera”.
Rientrai nel mio ufficio che erano le undici e dieci.
Feci il numero di casa di Alessia. Mi rispose Laura.
Dissi:” ciao Laura, passami Alessia.
“Ciao Sandro, Alessia è uscita da dieci minuti”.
ufficio segreteria bacio guancia vestito corto sedia davanti motorino reggiseno assente detta lettera
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per TORINO ANNI 70 cap. 24:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
