tradimenti
TORINO ANNI 70 cap. 31
12.11.2025 |
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"Non fraintendermi, ma Davide ha bisogno di farsi le ossa, ma con ragazze meno impegnative di te..."
Pronto”. “Ciao Laura, mi passi Alessia”?
“Ciao, non sono Laura ma Gabriella la madre”.
“Mi scusi, ha una voce così giovanile che lo scambiata per sua figlia, sono Sandro”.
“Grazie, sei tanto gentile, ti prego dammi del tu, il lei mi fa sentire tanto vecchia.
Da quello che so, non sono tanto più vecchia di te! Mi piacerebbe conoscerti”.
“Non credo che sua figlia sarebbe contenta”.
“Perché dici questo, lei parla così bene di te, non fa altro che tessere le tue lodi. Sandro qua Sandro là”.
“Allora, me lo spieghi tu, perché stasera da voi, ci sia Davide invece di Sandro”?
Le avevo dato secco del tu, di lei sapevo quel poco che mi aveva raccontato Alessia e del suo tradimento a Francesco, il padre. Se avesse concepito Alessia a vent’anni oggi avrebbe solo 38 anni. Effettivamente non c’era una grossa differenza di età tra di noi.
Tagliò corto la discussione dicendo:” Ho capito, un attimo, ti chiamo Alessia”.
Mi arrivò un vocio indistinto, percepì solo Alessia che si domandava, Sandro?
Al suo pronto, dissi secco: “Si, sono Sandro, ieri ti avevo detto che non avrei telefonato e che aspettavo che lo facessi tu. Da come vedi, non ho resistito.
Visto che non chiamavi tu, l’ho fatto io. Ti starai chiedendo, il perché di questa mia? Prova ad indovinare chi ce qui da me”.
Rispose: “Scusa, che sono questi indovinelli? Parla chiaro”.
Dissi:” Ti ho telefonato per informarti che stasera ci stiamo dividendo una famigliola.
Solo, che la mia metà si è autoinvitata, mentre l’altra metà, l’hai invitata tu.
Mi dici che ci fa lì Davide? Cosa c’entra lui con il compleanno di tua sorella “?
Mi rispose: “Adesso capisco la frase di mia madre. Quel, Sandro è arrabbiato!
Cosa le hai detto”?
“Niente in particolare. Credo, che a tua madre più che quello che le ho detto io interessi di più cosa non gli dici tu”.
“Lasciamo stare mia madre. Ma tu veramente sei geloso di Davide?
Mia sorella, ha invitato il suo ragazzo e due suoi coetanei. Allora io, non volendo essere da sola in mezzo a dei ragazzini del biennio, ho chiesto a Davide di darmi una mano. Non l’ho chiesto a te perché ho voluto evitarti il disagio, buttandoti nella mischia di gente sconosciuta, adulti e ragazzini. Mi dovresti ringraziare, invece ti lamenti e soprattutto, la tua lamentela, con mia madre, mi hai creato un problema.
I miei non sanno, esattamente, fino a che punto sia arrivato il nostro rapporto e quindi non avrei saputo come presentarti”.
Stizzito risposi:” Guarda che, se tu me lo avessi chiesto, io avrei rifiutato. Non è questo il contendere.
Io non sono geloso di Davide, mi ci vedi? Ma sapere che stasera sarebbe stato lì, avrei preferito che a dirmelo fossi stata tu, non sua sorella.
Il mio numero di telefono lo conosci, alzavi la cornetta e me lo dicevi, in modo che non arrivassimo a questa sterile discussione”.
Anche il suo tono cambiò, da conciliante divenne irritato: “ Ho capito, lì da te si è presentata la stronzetta, chissà cosa ti ha raccontato e adesso hai le balle in giostra, sei incazzato e sproloqui. Avvicinale la cornetta, parlo ad alta voce così potrai ascoltare, le devo dire due cose che devi sentire anche tu”.
“Più che le balle in giostra, avevo il cazzo duro; che non voleva saperne di tornare tranquillo. Come glielo spiegavo, che mi trovavo in una strana situazione di conflitto, tra il cervello razionale e quello che non ne voleva sapere di ragionare. Misi la cornetta tra le nostre orecchie le bocche vicino alla cornetta e dissi:” parla ti ascoltiamo”.
“Ciao Enrica, vedo che non riesci a mantenere la promessa fatta, che non ci avresti più provato con Sandro, ma fa niente, dico a te quello che Sandro già sa.
Per me, può scoparsi chi vuole, compresa te, senza problemi. È lui, che si crea un sacco di problemi mentali, si fa venire un sacco di scrupoli. Lui pensa che facendo sesso con un'altra, senza il mio coinvolgimento è come tradirmi quindi, volete scopare, vi dò la mia benedizione”.
Enrica, prese la parola, cercando di scusarsi:” Alessia, di giuro che non sono venuta qui con intenzioni sessuali, ma politiche, stavo cercando di convincerlo a entrare nel mio gruppo.
Lui, come te, deve aver frainteso e invece di aderire alla mia richiesta ha preso un’altra strada. Adesso tu ipotizzi mie intenzioni bellicose che non c’erano quando ho superato quella porta, ma adesso…….
Alessia la interruppe e rivolgendosi a me disse:” Sandro, siccome questo mese di lontananza sta creando non pochi problemi, ti propongo di prendercelo di riposo, una pausa di riflessione, appena torno ne riparliamo, da stasera, per il prossimo mese possiamo agire come meglio crediamo, le regole che ci eravamo date, da questo momento non valgono più, quindi, se ti vuoi scopare la rivoluzionaria? Fallo liberamente, non sarà un tradimento né per me né per te.”.
La più semplice delle soluzioni l’aveva trovata lei, in un attimo aveva risolto.
Era questo che volevo? Essere libero di agire? Liberava me? O, anche se stessa? Stavo per replicare, ma Enrica mi anticipò:” Alessia, mio fratello lascialo perdere è un ragazzino non sarebbe in grado di reggere una delusione, tu non sei per lui, né lui per te. Non fraintendermi, ma Davide ha bisogno di farsi le ossa, ma con ragazze meno impegnative di te. È ancora come un bambino”.
Le rispose: “Lo so, cercherò di non ferirlo, sono quattro anni che lo gestisco, so come comportarmi con lui, forse, lo conosco meglio di te. Una cosa te la posso assicurare, non tornerà vergine. Vi lascio solo il dubbio su chi ne avrà colto il frutto”.
Non avendo un videotelefono, potevo solo immaginare la sua faccia irridente mentre pronunciava quelle parole. Non sapevo cosa rispondere, anche perché mentre parlava, Enrica si era messa a trafficare con il mio cazzo, era un pezzo di marmo. Indossavo un pigiama leggero, lei ci aveva infilato la mano destra e mi stava masturbando.
Potevo fermarla, ma la lascia fare. Le parole di Alessia erano state il lasciapassare per soddisfare la mia e la sua voglia. Si era staccata dalla cornetta si era chinata mi aveva tirato giù il pigiama e comincio a lavorarmelo con la bocca. A questo punto la mia volontà andò a farsi benedire. Come potevo mettere in discussione, cosa aveva appena deciso unilateralmente non potevo che accettare la sua proposta.
Dissi:” ok Alessia come vuoi”. La mia voce tradì una certa languidezza.
Credo, che Alessia non potette non aver intuito, infatti, mi disse:” buon divertimento Sandro, se vuoi ci sentiamo al telefono, in ogni caso ci vediamo appena torno da Riccione.
Volevo dirle qualcosa che non suonasse falso, in quel momento anche la mia voce mi avrebbe tradito. Senza riuscire a dissimulare, le dissi che le avrei telefonato mercoledì pomeriggio per sapere se li avevano assunti.
La salutai, lei rispose al saluto dicendo: “ciao Sandro ciao Enrica. Alla mancata risposta di lei, disse: “ho capito, ha la bocca occupata. Salutamela tu e riattaccò.
Poggiai la cornetta e la feci alzare. Non volevo continuare, volevo mandarla via, ero deluso da me stesso, tramortito dagli sviluppi che Alessia aveva dato alla serata.
La feci alzare, lei mi guardò fisso negli occhi prese le mie mani e attraverso la giacca a vento aperta le portò sul suo seno. Mi “sorrise” e disse: “mordimi le labbra! Fammele diventare “rosso fuoco” voglio essere Marta. Tu stasera non scoperai Enrica, ma Marta. E in futuro sempre tutte le volte che mi vorrai scopare mi chiamerai Marta e io sarò pronta. Ad Alessia potrai sempre dire che non hai mai scopato Enrica. Ma che nel vortice della perdizione sei stato trascinato da Marta, un etereo, fantastico personaggio”.
Questa era Enrica, quella che sapeva cosa voleva, come prenderselo, usando tecniche aggressive, tipiche dei maschi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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