Le terme di notte
Bassolazio35
E’ il primo giorno di vacanza, ho preso possesso della casa, sistemato la valigia, riposato ma non ho grandi programmi per la serata. I vari personaggi con cui ho chattato per giorni prima di partire si sono dimostrati degli inconcludenti, per cui decido di andare verso Viterbo. L’estate scorsa, infatti, nelle sere in cui non avevo nulla da fare, ho fatto diversi incontri nella zona delle terme, pur non avendone mai usufruito per fare il bagno.
Parto poco dopo aver cenato, comincia a fare buio e capisco che arriverò attorno alle 22. Sfrutto l’informazione che mi ha dato uno dei ragazzi con cui ho parlato nel pomeriggio in chat e mi dirigo alla pozza degli Asinelli, anche se ho solo le coordinate Maps, senza altri riferimenti. Penso che sia una zona urbanizzata come le altre pozze del Bullicame e Piscine Carletti ma così non è. Arrivato al punto indicato dal navigatore, infatti, mi ritrovo in una zona di campagna molto buia, senza case e negozi e senza alcuna indicazione per le terme. Noto tre macchine parcheggiate di lato alla strada e intuisco che sia quello il punto. Mentre sto parcheggiando, vedo che da una delle macchine scende una persona con la torcia del cellulare acceso, così mi affretto a scendere per seguirlo. Afferro cellulare, marsupio e pashmina e mi avvio. Entro dallo stesso punto dove è passato il tizio ma, dopo pochi passi, già non vedo più la luce. Accendo la mia torcia e cammino nel sentiero ricavato tra la macchia mediterranea e mi ritrovo su una collinetta in un campo arato con zolle bruciate dal caldo del sole e, di lato, un po’ di vegetazione tipo ‘oasi’. Suppongo che dietro quella macchia mediterranea possa esserci la pozza, così entro al primo piccolo sentiero che si apre tra gli arbusti e cammino per qualche decina di metri.
All’improvviso sbuco sulla vasca, rischio quasi di finirci dentro e con la luce del cellulare disturbo due ragazzi, all’apparenza giovani, che stanno a bagno sul lato destro. Spengo al volo la luce del cellulare e chiedo scusa a bassa voce. Sto lì per una decina di minuti, cercando di abituare gli occhi alla scarsa luminosità e di capire la situazione. Al centro della vasca c’è una testa che esce dall’acqua e ogni tanto si avvicina, così decido di andare sul lato sinistro, credendolo libero, per non disturbare quella coppia di ragazzi. Appena mi volto, però, mi trovo davanti un ragazzone nudo appena uscito dall’acqua, che si sta asciugando a bordo vasca: fisico massiccio, barba e capelli lunghi, quarantenne. Una sorta di mini vichingo, mi viene da pensare. Faccio per superarlo, lui mi lascia passare ma, per via del poco spazio tra lui e la vasca, sono costretto a strusciarlo, cosa che lui non disprezza affatto. Anzi, noto che si sporge un po’ per farmi sentire il suo uccello sul lato della gamba. Fingendomi ingenuo, proseguo e mi posiziono sul bordo, con la visuale che mi permette di vedere lui, il centro vasca e, in fondo, i due tipi che ormai vedo appena. Lancio diverse occhiate al vichingo e lui a me, rallentando le operazioni di asciugatura e vestizione. Nessuno dei due, però, fa la mossa e quindi l’occasione sfuma. Il vichingo se ne va… Immediatamente mi si avvicina quella testa che vaga in acqua dall’inizio e mi rendo conto essere un arzillo settantenne, se non di più. Lo ignoro e decido di togliermi in vestiti per non sembrare un maniaco guardone. Non immaginavo minimamente di fare il bagno, poi di notte, ma ormai sono qui e mi calo i pantaloni, tolgo la maglia, giù gli slip ed eccomi nudo come mamma mi ha fatto. Mi siedo sul bordo con il culo sulla roccia e immergo i piedi. Non mi aspettavo l’acqua fosse così calda, quasi scotta, il che mi fa temere reazioni avverse come sempre mi capita nelle saune. Ad un certo punto, dai suoni che arrivano dall’altro lato dalla pozza, capisco che i due ragazzi stanno facendo sesso, così mi decido a immergermi e, superata la sgradevole sensazione di bollito, mi avvicino a loro furtivamente. L’idea che mi ero fatto appena arrivato è giusta, sono due bei ragazzi, credo sulla trentina, bei fisici per quanto posso vedere, uno dei due molto dotato e in piena erezione. Purtroppo, però, non sembrano interessati ad un terzo, anche se ci provo più volte ad attirare l’attenzione muovendo l’acqua, tossendo e fissandoli. Capito che sto facendo la figura del maniaco, decido di allontanarmi e tornare sul lato dove ho lasciato i vestiti, evitando accuratamente contatti col vecchietto che, stizzito, se ne esce e se ne va.
A quel punto, decido di uscire per non avere conseguenze per via dell’acqua troppo calda e noto un piacevole leggero alito di brezza che mi sfiora il corpo. Mi asciugo un pochino con quella pashmina che ho portato con me e me ne sto in piedi a guardare i due. Ad un certo punto, l’attivo si mette in disparte vicino al suo borsone, controlla il cellulare e comincia ad asciugarsi. Sento che dice al suo amico che andrà via, ma l’altro non accenna a seguirlo. Io ormai sono asciutto, il mio cazzo sembra un wurstell bollito ma la sensazione di pelle liscia e relax è piacevole. Mi siedo sul mio lato della vasca e, appena l’altro è andato via, il secondo ragazzo attraversa l’intera pozza e si viene a mettere proprio sotto di me, disteso con spalle e sedere che escono a pelo d’acqua. Il culo spicca moltissimo perché è molto chiaro di pelle, rispetto all’abbronzatura del resto del corpo. Lui finge di rilassarsi e quasi dormire ma noto che ogni tanto, con la coda dell’occhio, controlla i miei movimenti. Tra la voglia di non bagnarmi di nuovo, il fatto che lo avevo visto fare il passivo e l’incognita che mi voglia o meno, passa un po’ di tempo prima che mi decida. Poi il predatore che è in me si sveglia, penso che mai mi sia capitata una situazione da film come questa, al buio, nella natura, nudo in acqua con un bel giovane e mi decido. Rientro in acqua dallo stesso lato, solo che il fondo è molto scivoloso a causa delle alghe formatesi sulle rocce, così scivolo e con un piede sbatto contro la gamba del ragazzetto disteso. Lui non si scompone, rimane immobile e, soprattutto, non ritrae il piedino. Al che immergo una mano e comincio ad accarezzarglielo sott’acqua, poi glielo tiro fuori e comincio a baciargli la pianta. Noto che emette subito un suono di godimento, così continuo e mi dedico a ciucciare ogni singolo dito. Poco dopo, però, avendo quel culo sodo e bianchissimo davanti alla faccia, mi faccio coraggio e mi fiondo a leccarlo e baciarlo. È lì che il tipo comincia a godere e a dire frasette che mi fanno capire lo stupore, forse mi aveva sottovalutato e non si aspettava tanta passione. Mentre sto lì a pomiciare con il suo buchino stretto stretto, sott’acqua vado a cercare palle e cazzo, che trovo duro come il marmo. Evidentemente l’effetto pollo lesso lo subisco solo io. Così attivo una delle mie pratiche preferite, lo mungo mentre gli lecco a fondo il buco del culo. Poco dopo lui si gira verso di me e, finalmente, ci ritroviamo faccia a faccia. Confermo che è davvero un bel ragazzo, barbetta folta, bei lineamenti e bei capelli. Cominciamo a strusciarci l’un l’altro, con le mani e i piedi che si intrecciano, provo a baciarlo sul collo e gli piace molto, gli sussurro cose all’orecchio e provo a sfiorargli le labbra ma vedo che si sposta. Non insisto. Ad un certo punto, decidiamo che è arrivato il momento di uscire dall’acqua per non rischiare malori e stare più comodi, si fa per dire. La soluzione che suggerisce, infatti, è metterci sul bordo dal lato dove stava con l’altro tizio, dove ci sono degli scalini naturali a pelo d’acqua. Continuiamo a leccarci, segarci e, visto che siamo fuori dall’acqua, anche a succhiarci reciprocamente il cazzo. Ad un certo punto, mentre mi alzo per cambiare posizione, lui si ritrova il mio culetto davanti al naso. Non resiste e allunga le mani, anzi le dita direi, visto che si bagna con la saliva e me ne infila dentro due senza esitare. La manovra mi piace molto e comincio a godere esplicitamente, mentre lui è lì che lavora con la mano delicatissima. Poco dopo mi giro e gli metto il cazzo in bocca e lo lascio ciucciare un po’. A quel punto decido che dobbiamo venire, così mi rimetto in acqua con mezzo busto fuori, proprio davanti al suo cazzone duro. Mentre lo ciuccio, sotto l’acqua mi sego e quando mi scoppia in bocca, mi alzo di scatto e gli sborro sette fiotti densi addosso su pancia a cazzo.
Neanche il tempo di rilassarci che sentiamo delle voci e vediamo una luce avvicinarsi, sono due ragazze con due cani che ci puntano le torce in faccia, in barba a qualsiasi regola di bon-ton. Dopo poco, soddisfatte della perlustrazione, se ne vanno e noi ci rivestiamo. Lui mi aspetta per farmi strada, io apprezzo molto il gesto, nonostante lo veda ormai distaccato e pronto a chiudere lì l’incontro.
Arrivati alla macchina sono io a chiedergli il nome e a presentarmi, fosse stato per lui, giustamente, poteva anche rimanere tutto com’era. Oltre al nome mi dice che è di Viterbo ma vive all’estero, dettaglio che un po’ avevo capito perché al momento di sborrare ha esclamato in inglese. Mi metto in macchina, accendo la radio, rifletto su quanto appena accaduto e poi me ne riparto. Serata indimenticabile.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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