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lesbo

Aisha capitolo 3


di bullmarchigiano
01.09.2026    |    855    |    2 9.5
"Dentro, mentore e discepola, amanti e strumenti, si preparavano al prossimo prezzo..."
Capitolo 3 –
Un Anno Dopo

L’attico di Brera era avvolto in una luce calda e soffusa.
Fuori Milano brillava, ma all’interno regnava un silenzio intimo.
Aisha era seduta nuda sul bordo del letto. Rosa le stava in ginocchio tra le cosce, completamente nuda, la testa appoggiata contro il suo seno.
Un anno.
Aisha le passò le dita tra i capelli, tirandoli indietro.
«Ricordi gli americani di due mesi fa?» chiese con voce bassa e cinica.
Rosa sollevò lo sguardo, già arrossata.
«Sì… i tre di New York.
Il contratto da duecentottanta milioni.»
«Esatto.
Il più anziano voleva solo la bocca. Il più giovane la figa.
Quello di mezzo il culo.
Tu eri spaventata.
Eppure li hai fatti venire tutti.
Mentre io firmavo.»
Rosa deglutì.
«Mi hai detto di non pensare.
Solo di obbedire.
E mentre mi prendevano… ti guardavo.
E mi sono bagnata di più proprio perché mi stavi guardando.»
Aisha sorrise, fredda e soddisfatta.
«Brava.
Stai imparando.
Il piacere e l’umiliazione possono convivere.
E tu godi di entrambi.»
Si alzò e fece sdraiare Rosa sulla schiena.
Si posizionò sopra di lei e scese fino a sedersi sul suo viso.
«Leccami.
Lentamente.
Come ti ho insegnato.»
Rosa obbedì immediatamente.
La sua lingua calda e docile lavorava sulla figa di Aisha con dedicazione quasi devota. Aisha gemette piano, muovendo i fianchi, strofinandosi sulla bocca della ragazza.
«Più pressione… sì.
Sei migliorata tanto.
All’inizio eri goffa.
Ora la tua lingua sa esattamente cosa fare.»
Dopo diversi minuti Aisha si staccò e si girò, mettendosi a 69.
«Ora tocca a me.»
Aisha abbassò la testa tra le cosce di Rosa e cominciò a leccarla con precisione sadica. Infilò due dita, poi tre, muovendole mentre succhiava la clitoride.
«Aisha… ahhh…»
«Zitta e lecca» ordinò.
Rosa riprese a lavorare sulla figa di Aisha, mentre le dita di lei la scopavano con ritmo esperto.
«Senti?»
disse Aisha tra una leccata e l’altra.
«Questo è il modo in cui ti ho insegnato a prendere. Prima le dita, poi i cazzi. Prima la paura, poi il piacere.
E tu… tu godi quando ti comando. Lo sento da quanto sei bagnata.»
Rosa gemette contro di lei, il corpo già tremante.
Quando era vicina all’orgasmo, Aisha si fermò di colpo.
«Non ancora. Non senza il mio permesso.»
Rosa ansimava, gli occhi lucidi di bisogno.
Aisha prese un dildo nero medio-grande e un piccolo plug di cristallo.
Lubrificò il culo di Rosa e inserì lentamente il plug, facendola gemere.
Poi cominciò a spingere il dildo nella sua figa fradicia.
«Prendilo tutto.
Come hai preso i cazzi degli americani.
Più a fondo.»
Il dildo entrava e usciva con suoni bagnati. Aisha lo muoveva con forza, mentre torturava il clitoride.
«Tu sei la mia allieva» disse con voce cinica. «Ti ho presa quando eri solo una ragazza ambiziosa.
Ti ho insegnato a usare questo culo, queste tette, questa bocca.
Ti ho insegnato a venire mentre ti umiliano. E tu hai imparato a godere proprio di questo. Di essere mia.»
Rosa piangeva di piacere.
«Sono tua… Aisha… mi piace… mi piace quando mi comandi…»
«Lo so.»
Aisha accelerò il movimento.
«Lo vedo da come ti stringi intorno al dildo. Da come ti tremano le gambe.
Tu non fai solo finta di sottometterti.
Tu vieni proprio perché sei sottomessa.
È la tua natura»
Il ritmo divenne più duro.
Il dildo entrava fino in fondo, il plug si muoveva a ogni spinta, la lingua di Aisha tornava sul clitoride con insistenza crudele.
«Aisha… non ce la faccio più… ti prego…»
«Vieni.
Vieni per me.
Mostrami quanto ti piace essere la mia puttana.»
L’orgasmo di Rosa esplose con una violenza inaspettata.
Il corpo le si inarcò di scatto, un grido lungo e rotto le uscì dalla gola.
Le cosce tremarono in modo incontrollabile, le tettone ondeggiarono pesantemente.
Un potente squirt schizzò fuori, bagnando il viso, il collo e il petto di Aisha.
Rosa continuò a venire a ondate successive, sempre più intense, il corpo scosso da spasmi profondi, mentre piangeva e gemeva:
«Aisha… sto venendo… sto venendo perché sono tua… ahhh… non smettere… non smettere…»
Aisha non rallentò.
Continuò a muovere il dildo e a leccarla, prolungando l’orgasmo fino a renderlo quasi doloroso di piacere.
Rosa si contorceva, le mani che afferravano le lenzuola, il viso stravolto, le lacrime che le solcavano le guance.
Ogni nuova ondata sembrava più forte della precedente. Il suo culo si contraeva intorno al plug, la figa pulsava e stringeva il dildo come se non volesse lasciarlo andare.
Solo quando Rosa fu completamente distrutta, ridotta a un mucchio tremante e ansimante, incapace di parlare, Aisha si fermò.
Tirò fuori lentamente i giocattoli e la strinse contro di sé.
Rosa singhiozzava ancora di piacere residuo, aggrappata a lei.
«Brava ragazza» sussurrò Aisha contro i suoi capelli.
«Hai visto? Quanto hai goduto solo perché ti ho comandato di farlo.
Questo è il potere che ti ho insegnato.
E tu lo ami.»
Rosa annuì debolmente, ancora scossa.
«Lo amo… perché sei tu…»
Aisha le fece riaprire le gambe e le pose la mano sulla propria figa.
«Ora tocca a te.
Fammi venire.
Con le dita e con la bocca.»
Rosa, nonostante fosse ancora debole, si mise in ginocchio e cominciò a leccarla con dedicazione.
Infilò due, poi tre dita, muovendole mentre succhiava.
Aisha la guidava.
«Più a fondo… curva le dita.
Brava. Sei diventata brava a farmi godere.
Un anno fa non sapevi nemmeno dove mettere la lingua.
Ora sei la mia discepola perfetta.»
Rosa lavorava con fervore. Aisha le afferrò i capelli e cominciò a muovere i fianchi.
«Il prossimo deal…» ansimò,
«è più grande. Quattro uomini.
Due arabi e due europei.
Contratto da quattrocentocinquanta milioni. Vogliono entrambe.
Contemporaneamente.
Ti prenderanno in tutti i buchi.
Io pure.
E mentre lo faranno, tu continuerai a guardarmi.
E godrai.
Perché sei mia.»
Rosa mugolò contro di lei.
L’orgasmo di Aisha arrivò intenso e controllato.
Si irrigidì, gemendo basso, stringendo le cosce intorno alla testa di Rosa mentre veniva sulla sua lingua.
Quando si rilasciò, tirò Rosa su di sé e la strinse.
«Brava ragazza. La mia allieva. La mia puttana. La mia donna.»
Rosa si accoccolò contro di lei, ancora tremante.
Aisha le parlò con voce bassa e distaccata.
«Gli americani ti hanno usata.
Questi quattro ti useranno di più.
Ma tu non sei più la stessa.
Sei diventata quello che volevo.
E domani sera lo dimostrerai… godendo di nuovo mentre ti comando.»
Rosa sollevò lo sguardo, gli occhi ancora lucidi di piacere e di devozione.
«Obbedirò. E godrò. Come sempre.»
Aisha le baciò la fronte.
«Dormi. Domani sera iniziamo.»
Fuori la città continuava a brillare.
Dentro, mentore e discepola, amanti e strumenti, si preparavano al prossimo prezzo.





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