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Alice capitolo 5


di bullmarchigiano
19.05.2026    |    389    |    0 9.0
"» «Sono solo un buco per cazzi…» ripetei mentre venivo per la quinta volta, il corpo che tremava incontrollabilmente..."
Capitolo 5 – La prima notte

Alle 23:00 ero davanti alla porta del bungalow 17, con il cuore che mi martellava nel petto.
Sapevo cosa mi aspettava. Non potevo più scappare. Bussai. La porta si aprì quasi subito. Dentro c’erano sei ragazzi dello staff: Matteo (il capo animatore), due bagnini muscolosi, due barman e l’addetto alla sicurezza. L’aria era calda, densa di testosterone e aspettativa.
Matteo chiuse la porta a chiave e sorrise. «Spogliati. Lentamente.» Mi tremavano le mani mentre mi toglievo la polo e gli shorts. Rimasi completamente nuda davanti a loro. Sei paia di occhi mi scrutavano il corpo come se fossi già loro. «In ginocchio.»
Mi misi in ginocchio al centro della stanza. Due di loro si avvicinarono subito. Uno mi infilò il cazzo in bocca, l’altro mi aprì le gambe e mi penetrò nella figa con una spinta profonda.Gemetti forte intorno al cazzo mentre mi scopavano da entrambi i lati. Il piacere arrivò quasi subito, caldo e traditore. «Cazzo, è già bagnata fradicia» rise il bagnino che mi stava scopando la figa. «La troia di Marco si è eccitata solo a vederci.» Cambiarono dopo pochi minuti. Quello che mi scopava la figa passò al culo. Urlai quando mi penetrò l’ano, il bruciore era intenso, ma dopo poche spinte il dolore si trasformò in un piacere sporco e profondo.«Ahh… è troppo grosso…» gemetti mentre mi dilatava. «Senti come si allarga questo culo da principessa?» ghignò lui spingendo più a fondo. «Credevi di essere troppo per noi? Ora prendi il cazzo nel culo come una vera puttana.»
Un altro mi prese la bocca. Ero piena: culo e bocca. Il piacere saliva velocemente. Il mio corpo reagiva in modo vergognoso. Venni la prima volta con un gemito soffocato intorno al cazzo che avevo in gola, le gambe che tremavano.“No… non di nuovo… non posso godere così tanto…”
Ma il mio corpo non mi ascoltava. Cambiarono ancora. Mi misero a pecora sul divano. Uno mi penetrò nella figa, l’altro nel culo. Doppia penetrazione completa. Urlai di piacere e dolore mentre mi riempivano entrambi i buchi.«Cazzo, guardate come si contorce!» rise Matteo. «La principessa senza cervello gode come una troia quando ha due cazzi dentro.»

Il piacere era devastante. Ogni spinta sincronizzata mi mandava onde di calore in tutto il corpo. Venni una seconda volta, più forte, contraendomi violentemente intorno ai due cazzi.«Oddio… sto venendo… non riesco a fermarmi…» singhiozzai.«Di’ che ti piace essere sfondata» ordinò uno dei bagnini.«Mi piace… essere sfondata…» gemetti, odiandomi per quelle parole.«Più forte, troia!»«Mi piace essere sfondata da tutti voi!» urlai mentre venivo per la terza volta, il corpo scosso da spasmi. Continuarono a cambiarmi di posizione per quasi un’ora e mezza. Mi facevano girare come una bambola. A un certo punto ero sdraiata sulla schiena con un ragazzo che mi scopava il culo mentre un altro mi riempiva la figa. Due mi tenevano le gambe aperte. Gli altri due mi scopavano la bocca a turno.Uno dei barman mi schiaffeggiò leggermente la figa mentre mi scopava: «Questa figa da principessa ora è solo un buco per lo staff. Senti come si bagna? Sei proprio una troia nata.» Un altro mi tirò i capelli e mi disse all’orecchio:«Ogni volta che servi i cocktail al bar domani, ricorderai che stanotte avevi due cazzi dentro mentre urlavi come una puttana.»Venni una quarta volta, urlando intorno al cazzo che avevo in bocca, gli occhi rovesciati all’indietro. «Ancora… scopatemi più forte… vi prego…» supplicai, con le lacrime agli occhi. Non volevo dirlo, ma il piacere mi aveva completamente travolta.I ragazzi ridevano e mi umiliavano senza sosta.«Sentite come incita? La ex Miss ora supplica di essere sfondata come una puttana.»
«Sei solo un buco per cazzi, Alice. Ammettilo.» «Sono solo un buco per cazzi…» ripetei mentre venivo per la quinta volta, il corpo che tremava incontrollabilmente.Alla fine mi misero in ginocchio al centro della stanza, esausta, sudata, con la voce roca e il corpo che ancora pulsava.«Apri la bocca e tira fuori la lingua» ordinò Matteo. I sei ragazzi si disposero intorno a me masturbandosi. Uno dopo l’altro vennero sul mio viso, sul petto, nei capelli. Schizzi caldi e densi mi colpirono ovunque. Ne venne tantissima. Mi ricoprirono completamente: viso, occhi, labbra, tette, capelli. Ero irriconoscibile, una maschera bianca viscida e densa.Matteo mi scattò una foto mentre ero ancora in ginocchio, con la lingua fuori e la faccia distrutta di sborra.«Brava puttana. Questa è solo la prima notte. Domani sarà anche peggio.»Tornai nella mia stanza alle quattro di mattina, barcollando, con il corpo dolorante e la mente distrutta.

Mi guardai allo specchio: viso e tette ricoperti di sborra secca, occhi gonfi, espressione vuota. “Da quasi Miss Provincia… a questo. Ho supplicato di essere scopata. Ho goduto come una troia mentre sei uomini mi usavano. Non c’è più ritorno.”
Mi buttai sul letto senza lavarmi.
Ero diventata esattamente quello che volevano.
La troia del villaggio.

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