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Prime Esperienze

Clara il suo diario "l'incontro"


di bullmarchigiano
15.04.2026    |    1.374    |    3 8.9
"Luigi era lì a due metri, felice e orgoglioso, e io ero lì a bagnarmi come una stupida solo perché quest’uomo più grande mi ha guardata il culo..."
Capitolo 2 –
La serata dell’anniversario
Eravamo già un po’ in ritardo quando Luigi imboccò l’entrata del distributore. Il vestito nero che avevo scelto mi fasciava il corpo come una seconda pelle: corto quanto basta per essere elegante ma pericoloso, con una scollatura a cuore che spingeva in alto la mia terza di seno, facendola sembrare ancora più piena. Sotto portavo un perizoma nero di pizzo sottilissimo e calze velate nere che arrivavano a metà coscia, con un bordo di pizzo appena visibile se il vestito saliva troppo. I tacchi alti mi facevano sentire slanciata e femminile. Mi ero truccata con cura: smokey sugli occhi, rossetto rosso scuro, capelli biondi sciolti sulle spalle con qualche onda morbida. Volevo essere perfetta per i genitori di Luigi. Volevo che tutti pensassero: «Che bella coppia».

Luigi parcheggiò accanto alla pompa.
«Amore, scendo io a fare benzina. Tu resta comoda» disse.Ma poi si ricordò: «Aspetta… ho lasciato il portafoglio nella giacca sul sedile posteriore. Me lo prendi?»Scesi dalla macchina con attenzione, attenta ai tacchi. Il vestito si tese sulle cosce. Luigi era già impegnato con la pompa che ronzava. Il cofano della macchina era alzato: qualcuno aveva iniziato a controllare l’olio.Mi chinai verso il sedile posteriore per prendere la giacca di Luigi. Il vestito corto salì pericolosamente. Sentii l’orlo risalire lungo le cosce, fino a scoprire quasi del tutto il mio culo. Il perizoma nero di pizzo era minuscolo, una striscia sottile che spariva tra le natiche toniche e abbronzate. Le calze velate finivano con quel bordo di pizzo delicato. Mi allungai ancora di più, gambe dritte, schiena inarcata, sedere alto e in bella vista.Sentii il rumore secco del cofano che si chiudeva di colpo.Poi una voce profonda, un po’ rauca, vicinissima.«…Porca miseria.»Mi rialzai di scatto, il viso già caldo. E lo vidi.Marco.Era la prima volta che lo guardavo davvero da vicino, senza il finestrino della macchina tra noi. Aveva quarant’anni, alto circa un metro e ottanta, con un fisico solido e potente: spalle larghe, petto ampio che tendeva la tuta da lavoro blu scura, braccia grosse e muscolose con vene evidenti, coperte da una leggera peluria scura. Pesava sui novantadue chili di muscoli veri, di quelli che si costruiscono lavorando e andando in palestra. Capelli corti sale e pepe, barba di due-tre giorni ben curata, occhi castani scuri e penetranti. Mani grandi, callose, dita spesse. Emanava un odore virile: un misto di dopobarba economico, sudore pulito e un vago sentore di benzina e olio.

Mi stava guardando. Non un’occhiata educata. Uno sguardo lento, diretto, che partì dal mio viso, scese sulla scollatura profonda, sul vestito aderente che mi fasciava i fianchi, e si fermò un secondo di troppo sulle mie gambe e sul punto in cui il vestito era appena tornato al suo posto.Sentii il prurito esplodere all’istante.Fu violentissimo. Un calore improvviso e basso tra le gambe. Il clitoride cominciò a pulsare forte, da solo, come se qualcuno lo stesse sfiorando con insistenza. Il sesso mi si gonfiò in pochi secondi, diventando sensibilissimo e bagnato. Sentii l’umidità calda uscire abbondante, inzuppare subito il perizoma di pizzo sottile e poi scivolare lungo l’interno delle cosce, sotto le calze velate. Le ginocchia mi tremarono leggermente. Dovetti stringerle forte, premendo le gambe una contro l’altra, mentre quel prurito continuava a pulsare, insistente, traditore, facendomi bagnare sempre di più.Marco deglutì visibilmente, poi un sorriso lento e caldo gli apparve sulle labbra.

«Scusa» disse a voce bassa, ma abbastanza perché sentissi. «Non volevo spaventarti. Stavo controllando l’olio… e poi ho chiuso il cofano.»Fece una piccola pausa, gli occhi castani ancora fissi su di me.
«Sei… molto elegante stasera, Clara. Non ti avevo mai vista vestita così. Di solito passi in macchina o in tuta da palestra… ma così sei davvero uno spettacolo.»Arrossii violentemente. Le guance mi bruciavano. Il prurito tra le gambe divenne ancora più intenso, una nuova ondata di calore che mi fece contrarre il sesso. Una goccia calda scivolò lungo la coscia. Strinsi le gambe più forte, mordendomi il labbro inferiore.«Grazie…» mormorai, lanciando un’occhiata nervosa a Luigi, che era ancora di spalle a pagare.

Marco si pulì le mani con lo straccio sporco di grasso, ma non si allontanò. La sua voce divenne un sussurro appena più basso, solo per me.«Devo essere sincero… ti vedo passare qui da mesi. Sempre con lui. Sempre bella. Ma stasera, quando ti sei chinata… beh, è stato difficile continuare a lavorare come se niente fosse.»Il prurito divenne quasi insopportabile. Sentivo il perizoma completamente fradicio, il tessuto appiccicato alla pelle sensibile. Il cuore mi batteva così forte che temevo lo sentisse anche lui.Luigi si girò proprio in quel momento, sorridendo sereno.«Ehi Marco! Tutto a posto con l’olio?»Marco tornò subito professionale, ma i suoi occhi mi lanciarono un’ultima occhiata veloce, carica di significato.«Tutto perfetto, Luigi. La macchina è a posto. E… complimenti per la tua ragazza. È davvero uno spettacolo stasera.»Luigi rise orgoglioso e risalì in macchina. Io feci lo stesso, le gambe che tremavano leggermente e il sesso che pulsava ancora.Mentre partivamo, guardai nello specchietto retrovisore. Marco era ancora lì, immobile accanto alla pompa, che mi fissava con quegli occhi scuri e intensi.E io, con il perizoma inzuppato e quel prurito che non voleva saperne di calmarsi, sentivo già che qualcosa dentro di me era cambiato.

Pagina di diario
– Notte tardi14 –
Mezzanotte passata

Caro diario,non riesco a dormire. Luigi dorme sereno accanto a me, ma io ho ancora il cuore che batte forte e… sono bagnata. Fradicia.Al distributore mi sono chinata per prendere il portafoglio e il vestito è salito tantissimo. Marco ha chiuso il cofano e mi ha vista. L’ho visto bene per la prima volta: alto, muscoloso, con quelle braccia grosse e gli occhi scuri che sembrano leggerti dentro. Ha quarant’anni, ma sembra un uomo vero, non come i ragazzi della mia età.Il prurito è arrivato subito, fortissimo. Mi si è gonfiato tutto lì sotto, il clitoride ha iniziato a pulsare da solo e mi sono bagnata in pochi secondi. Sentivo l’umidità calda che usciva, che inzuppava il perizoma e mi scivolava lungo le cosce. Tremavo solo a stare in piedi.Lui mi ha detto che mi vede passare da mesi, che stasera ero uno spettacolo e che quando mi sono chinata è stato difficile per lui continuare a lavorare. Non ha detto niente di volgare… ma il modo in cui mi guardava… Dio, mi ha fatto sentire nuda.Mi vergogno tantissimo. Luigi era lì a due metri, felice e orgoglioso, e io ero lì a bagnarmi come una stupida solo perché quest’uomo più grande mi ha guardata il culo.Sono una brava ragazza. Ho un fidanzato meraviglioso che viene da una famiglia ricca e mi tratta come una principessa.Però non riesco a smettere di pensarci.
E so già che la prossima volta che passerò di lì… quel prurito tornerà ancora più forte.
Clara




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