Cesare e Nadia capitolo 4
Era successo tutto tre settimane prima, durante un weekend in una bellissima villa con piscina in Toscana, ospiti di amici comuni.
Mario e Alessia erano una coppia di nostri coetanei: lui 36 anni, alto, spalle larghe, fisico atletico mantenuto con la palestra, capelli corti scuri e uno sguardo calmo ma intenso.
Lei, Alessia, 34 anni, era uno spettacolo: 1,72 m, corpo morbido e provocante, tette naturali quarta abbondante che ondeggiavano a ogni movimento, vita stretta e un culo grosso, rotondo e perfetto.
Capelli biondo ramato lunghi, occhi azzurri maliziosi e un sorriso da troia nata.
Si capiva subito che era molto bisessuale e senza troppi filtri.
Durante quel weekend io e Nadia avevamo flirtato pesantemente con loro.
Nadia e Alessia si erano baciate una sera in piscina, mentre io e Mario le guardavamo con i cazzi duri.
La cosa era rimasta sospesa… fino a quando, due settimane dopo, Nadia mi aveva guardato a letto con quel suo sorriso da porcellina e aveva detto:
«Perché non li invitiamo a cena da noi? Voglio finire quello che abbiamo iniziato in Toscana.»
Così sabato sera erano arrivati.
Nadia si era vestita per uccidere: un abitino nero cortissimo, scollatura vertiginosa che lasciava vedere metà delle sue tette, una terza abbondante, senza reggiseno.
Sotto aveva solo un perizoma di pizzo nero e un butt plug piccolo già infilato.
Io avevo preparato una cena buona ma leggera, con tanto vino bianco fresco.
Quando suonò il campanello, Nadia mi strizzò l’occhio e andò ad aprire.
Alessia entrò per prima, bellissima in un vestito rosso aderente che le fasciava le curve generose.
Mario la seguiva, sorridente e già con lo sguardo che sembrava scansionare il corpo di mia moglie.
«Cesare, Nadia… grazie dell’invito» disse Mario stringendomi la mano.
Alessia abbracciò Nadia con calore, premendo le sue tette grosse contro quelle di mia moglie, e le diede due baci sulle guance molto vicini alla bocca.
«Sei uno spettacolo stasera» sussurrò Alessia a Nadia, guardandola senza vergogna.
La cena fu un crescendo di tensione. Risate, vino, sguardi sempre più lunghi.
Nadia era scatenata: si chinava in avanti offrendo la vista delle tette, toccava il braccio di Mario e ogni tanto lanciava occhiate complici ad Alessia.
A un certo punto Alessia le posò una mano sulla coscia sotto il tavolo e non la tolse più.
Quando finimmo il dolce, l’aria era densa di desiderio.
Ci spostammo in salotto con i bicchieri di vino.
Nadia si sedette sul divano tra me e Mario, mentre Alessia si accomodò sulla poltrona di fronte, accavallando le gambe in modo provocante.
Nadia mi guardò con occhi già velati di lussuria e disse:
«Amore… secondo me è arrivato il momento di smetterla di girarci intorno.»
Poi si voltò verso Alessia, si alzò, andò da lei e la baciò profondamente.
Il bacio tra Nadia e Alessia non rimase timido.
Le due donne si divorarono la bocca con una fame che si sentiva nell’aria.
Nadia prese il viso di Alessia tra le mani e approfondì il bacio, la lingua che entrava e usciva con decisione. Alessia rispose immediatamente, gemendo piano contro le labbra di mia moglie.
Le loro lingue si intrecciarono in modo viscido e rumoroso, baci umidi e lunghi che facevano schioccare le labbra.
Nadia non si fermò al bacio. Una mano scese sul seno di Alessia, lo strinse forte attraverso il vestito rosso, e poi infilò le dita nella scollatura, cercando un capezzolo. Alessia inarcò la schiena e mormorò:
«Cazzo… le tue mani…»
Nadia le staccò le labbra solo un attimo, il respiro corto, e sussurrò contro la sua bocca:
«Ho pensato a te per tre settimane.
A come sapevi di vino e di desiderio quella sera in piscina.
Stasera voglio leccarti tutta.»
Alessia sorrise da troia e le rispose con un altro bacio ancora più profondo, mentre la sua mano scendeva a stringere il culo di Nadia.
Le due donne si alzarono in piedi, ancora attaccate alla bocca, e iniziarono a toccarsi con più decisione.
Nadia tirò giù una spallina del vestito rosso di Alessia, liberando una tetta pesante e naturale.
Il capezzolo era già duro. Nadia se lo portò alla bocca e lo succhiò con avidità, mentre Alessia le teneva la testa e gemeva.
«Così… succhiami…»
Io mi alzai e mi avvicinai.
Presi Nadia da dietro, le sollevai il vestitino nero fino alla vita e le scivolai una mano tra le gambe.
Era già fradicia.
Il perizoma di pizzo era completamente bagnato.
Le massaggiai la fica sopra il tessuto mentre lei continuava a succhiare il seno di Alessia.
Mario non rimase a guardare. Si alzò e si mise dietro Alessia, le sollevò il vestito rosso e le strinse il culo grosso e morbido con entrambe le mani.
Nadia e Alessia si separarono solo per un secondo, guardandosi con gli occhi lucidi di lussuria.
Poi Nadia si voltò verso di me, mi baciò con la bocca ancora calda del sapore di Alessia e sussurrò:
«Amore… voglio che ci vediate entrambe nude. Adesso.»
Senza aspettare risposta, Nadia si tolse il vestitino nero con un gesto fluido, rimanendo solo con il perizoma e il butt plug già infilato.
Poi aiutò Alessia a sfilarsi il vestito rosso. Alessia rimase in reggiseno e mutandine di pizzo nero.
Le tette erano ancora più belle di quanto ricordassi: grandi, pesanti, con i capezzoli rosa scuro già turgidi.
Le due donne si rimisero a baciarsi, questa volta in piedi e nude dalla vita in su, i seni premuti l’uno contro l’altro.
Le mani di Nadia scesero a infilarsi dentro le mutandine di Alessia, mentre Alessia faceva lo stesso con lei.
Si strofinavano i clitoridi con le dita, gemendo nella bocca l’una dell’altra.
Io e Mario ci eravamo tolti le magliette. Stavamo a guardare lo spettacolo, i cazzi che premevano contro i pantaloni.
Nadia si staccò dal bacio, si voltò verso di noi con un sorriso da porcellina e disse con voce roca:
«Ora… vogliamo i vostri cazzi in bocca.
Poi ci metteremo in 69 e vi farete il nostro culo.»
Prima però le due donne vollero godere ancora tra loro.
Si spinsero verso il grande divano.
Nadia spinse Alessia a sedere e le sfilò le mutandine, poi si chinò tra le sue cosce e le leccò la fica con avidità.
La lingua di mia moglie scorreva lenta e piatta sul clitoride di Alessia, poi entrava dentro, succhiando i suoi umori.
Alessia tenne la testa di Nadia e gemette forte, aprendo di più le gambe.
«Sì… leccami così… non fermarti…»
Dopo un paio di minuti Alessia tirò su Nadia e la fece sdraiare.
Si mise sopra di lei in 69, abbassando la bocca sulla fica di mia moglie mentre spingeva il suo sesso contro la lingua di Nadia.
Le due donne iniziarono a leccarsi con fame, i corpi che si muovevano, i suoni umidi e osceni che riempivano il salotto.
Nadia leccava e succhiava il clitoride di Alessia, infilando due dita dentro di lei. Alessia faceva lo stesso, la lingua che lavorava veloce sulla fica di mia moglie.
Nadia venne per prima.
Il suo corpo si tese, le cosce si strinsero intorno alla testa di Alessia e un gemito lungo e rotto le uscì dalla gola mentre si contraeva contro la bocca dell’altra donna.
«Sto venendo… cazzo… leccami…»
Alessia non si fermò.
Continuò a succhiare il clitoride fino a farla tremare.
Poi fu il turno di Alessia: Nadia accelerò la lingua e le dita, e Alessia esplose con un urlo soffocato contro la fica di mia moglie, il corpo che sussulta, i fianchi che si spingevano contro la bocca di Nadia.
Le due donne si separarono ansimanti, le facce lucide di umori, gli occhi velati di piacere.
Si misero in ginocchio sul tappeto, una accanto all’altra.
Nadia prese il cazzo di Mario, Alessia il mio. Iniziarono a succhiare i nostri cazzi in modo incrociato, le teste che andavano su e giù, le lingue che leccavano le cappelle, le labbra strette intorno alle aste.
Ogni tanto si staccavano per baciarsi con i nostri cazzi in mezzo, scambiandosi la saliva e i sapori.
Nadia succhiava Mario con avidità, prendendolo in gola e guardandomi negli occhi mentre lo faceva.
Alessia mi leccava i testicoli e poi mi ingoiava fino in fondo, la gola calda e stretta.
Io e Mario ci guardavamo, godendo dello spettacolo delle due donne che lavoravano le nostre erezioni con fame.
Dopo diversi minuti Nadia si staccò, la bocca lucida, e disse con voce roca:
«Adesso vogliamo il 69… e vogliamo che ci scopiate il culo. Entrambi.»
Le due donne si sistemarono di nuovo in 69 sul divano: Nadia sotto, Alessia sopra.
Si misero a leccarsi di nuovo la fica mentre alzavano i culi verso di noi.
Io mi posiziona dietro Alessia. Le spalancai le natiche, vidi il suo buchetto e ci sputai sopra.
Poi appoggiai la cappella e spinsi lentamente dentro il suo culo.
Alessia gemette forte contro la fica di Nadia.
«Ahhh… sì… mettimelo nel culo…»
Mario si posizionò dietro Nadia.
Tolse il butt plug di mia moglie e le entrò nel culo con un colpo deciso.
Nadia urlò di piacere mentre leccava ancora più forte Alessia.
Iniziammo a scoparle il culo in sincronia, spingendo a fondo mentre le due donne si divoravano la fica a vicenda.
I gemiti erano continui, i corpi che sussultavano a ogni colpo.
Dopo un po’ ci scambiammo.
Io uscii dal culo di Alessia e mi misi dietro Nadia, entrando nel suo buchetto già caldo e aperto.
Mario si spostò su Alessia e le infilò il cazzo nel culo.
Continuammo a inculare le due donne mentre loro rimanevano in 69, leccandosi senza sosta, i corpi scossi dai nostri colpi.
Nadia gemeva contro la fica di Alessia:
«Scopate il mio culo… più forte…»
Alessia rispondeva ansimando:
«Anche a me… non fermatevi…»
Sentivo il piacere salire in fretta.
Guardai Mario e annuii.
Accelerammo entrambi. Nadia venne per prima, il corpo che si tese e un gemito lungo e rotto le uscì contro la fica di Alessia mentre il suo culo mi strizzava il cazzo. Subito dopo venne anche Alessia, tremante, la voce spezzata mentre si contraeva intorno al cazzo di Mario.
Non ci fermammo.
Continuammo a scoparle il culo fino al limite.
Io venni per primo, seppellito fino in fondo nel culo di Nadia, schizzando fiotti caldi e abbondanti dentro di lei.
Pochi secondi dopo Mario esplose nel culo di Alessia, riempiendola con un grugnito basso.
Uscimmo lentamente.
Dalle due buche aperte iniziò a colare la nostra sborra.
Nadia e Alessia si girarono immediatamente.
Si misero faccia a faccia e iniziarono a leccarsi.
Nadia leccò la sborra che usciva dal culo di Alessia, la lingua che raccoglieva i fiotti bianchi e densi.
Alessia fece lo stesso con Nadia, succhiando e leccando finché non ebbero raccolto tutto.
Poi si baciarono profondamente, scambiandosi la nostra sborra con la lingua, i suoni umidi e osceni che riempivano il salotto.
Quando si staccarono, entrambe avevano le labbra lucide e sorrisero.
«Buona…» mormorò Nadia.
«Molto» rispose Alessia.
Le due donne si misero di nuovo in ginocchio davanti a noi.
Ripresero a succhiare i nostri cazzi ancora semi-duri, pulendo con la lingua e riportandoli rapidamente all’erezione.
Nadia prendeva il cazzo di Mario in gola, Alessia il mio, poi si scambiavano, baciandosi ogni tanto con le bocche piene.
Mario ci guardò e disse con un sorriso:
«Alessia ha una specialità… gli prendere due cazzi insieme nel culo.
Se volete, ve la facciamo vedere.»
Nadia si accese subito, gli occhi che brillavano di lussuria.
«Voglio vederla. E voglio aiutarla a godere.»
Alessia si mise a quattro zampe sul divano, il culo alto e già rosso e aperto dalle inculate precedenti.
Mario si sdraiò sotto di lei, le cosce divaricate, e la guidò a scendere lentamente sul suo cazzo.
La cappella premette contro il buchetto ancora rilassato e pieno di sborra, poi scivolò dentro centimetro dopo centimetro. Alessia emise un gemito lungo e basso mentre si abbassava, finché non ebbe tutto il cazzo di suo marito sepolto nel culo.
«Così… tutto dentro…»
ansimò lei, muovendo leggermente i fianchi per abituarsi.
Io mi posizionai dietro di lei.
Presi il lubrificante e ne versai una generosa quantità sul suo buco già occupato, poi ne spalmai ancora di più sul mio cazzo.
Con una mano le tenni aperta una natica, con l’altra guidai la cappella contro lo stesso ingresso stretto.
Spinsi piano.
All’inizio incontrai resistenza.
Il buco di Alessia era già pieno e caldo.
Lei trattenne il fiato e sporse di più il culo.
«Forza… spingi… voglio sentirvi tutti e due» mormorò con voce tremante.
Spinsi ancora, lentamente.
La cappella iniziò a entrare, allargando il bordo del suo ano.
Alessia gemette forte, la schiena che si inarcò.
«Ahhh… cazzo… è grosso… piano…»
Continuai a spingere, millimetro dopo millimetro.
Sentivo il cazzo di Mario contro il mio, caldo e duro.
Quando la cappella fu completamente dentro, mi fermai un momento per farla abituare.
Alessia respirava a scatti, le mani strette sui lenzuoli del divano.
«Ancora… mettimelo tutto…» disse con voce roca.
Spinsi di nuovo.
Il mio cazzo scivolò più in profondità, allargando ulteriormente il suo culo.
Alessia emise un suono acuto, mezzo gemito e mezzo lamento, mentre il suo corpo tremava.
«Oddio… mi state aprendo tutta… li sento entrambi…»
Quando fui sepolto fino in fondo, affiancato completamente al cazzo di Mario, restammo immobili per alcuni secondi. Il culo di Alessia era teso all’inverosimile, una morsa calda e pulsante che ci stringeva entrambi.
Nadia si sistemò davanti al viso di Alessia, le aprì le cosce e le premette la fica bagnata contro la bocca.
«Leccami mentre te lo fanno nel culo» ordinò con voce bassa e autoritaria.
«Voglio sentire la tua lingua mentre ti riempiono.»
Alessia obbedì immediatamente.
Iniziò a leccare avidamente la fica di Nadia, la lingua che scorreva sul clitoride e entrava dentro.
Io e Mario iniziammo a muoverci.
All’inizio con colpi corti e lentissimi, quasi solo facendo pulsare i cazzi dentro di lei. Poi allungammo le spinte.
Quando io entravo, Mario usciva leggermente, e viceversa, creando un ritmo alternato che faceva oscillare il corpo di Alessia.
«Cazzo… li sento che si strofinano…» gemette Alessia contro la fica di Nadia.
«Mi state sfondando… non fermatevi…»
Nadia, con una mano, raggiunse il clitoride di Alessia e iniziò a strofinarlo in cerchi veloci e precisi.
Con l’altra mano si teneva un seno, i fianchi che si muovevano contro la bocca di Alessia.
«Brava… leccami più forte… e godi con due cazzi nel culo» ansimava Nadia.
«Sei una puttana meravigliosa… guarda come ti stiamo usando.»
Il ritmo aumentò.
Io e Mario iniziarono a spingere più a fondo e più in sincronia, i bacini che sbattevano contro il culo di Alessia.
Il suono era umido e osceno: carne contro carne, gemiti, il respiro affannoso di tutti.
Il culo di Alessia faceva resistenza e allo stesso tempo succhiava i nostri cazzi, caldo, stretto e ormai completamente allargato.
Alessia tremava sempre di più.
La lingua su Nadia diventava disordinata, i gemiti più alti.
«Sto per venire… non ce la faccio… mi state aprendo troppo… ahhh!»
Nadia accelerò le dita sul suo clitoride.
«Vieni… vieni con due cazzi nel culo… voglio sentirlo.»
Alessia esplose.
Il corpo le si contrasse violentemente, il culo che strinse i nostri cazzi in una morsa spasmodica.
Urlò contro la fica di Nadia, le gambe che tremavano, il viso premuto tra le cosce di mia moglie.
Continuò a venire a ondate, il corpo scosso da brividi lunghi mentre io e Mario non smettevamo di muoverci dentro di lei. Nadia venne poco dopo, tenendo la testa di Alessia contro la sua fica e gemendo forte:
«Sì… leccami… sto venendo…»
Restammo ancora diversi minuti in quella posizione.
Io e Mario alternavamo spinte profonde e lente a colpi più secchi, godendo della strettezza estrema e del calore del culo di Alessia.
Lei era quasi senza forze, ma continuava a leccare Nadia e a spingere indietro il bacino, cercando di prenderci ancora più a fondo. «Ancora… usatemi… riempitemi il culo…» mormorava tra un gemito e l’altro.
Quando sentimmo di essere vicini al limite, ci ritirammo lentamente.
Il buco di Alessia rimase aperto e rosso, un filo di lubrificante e sborra precedente che colava.
Nadia e Alessia si misero subito in ginocchio, una accanto all’altra, le bocche aperte e le lingue fuori.
Io e Mario ci masturbammo velocemente e sborrammo nelle loro bocche.
Fiotti densi e abbondanti che riempirono le lingue e colarono sui mento.
Le due donne tennero tutto dentro, poi si voltarono l’una verso l’altra e si baciarono profondamente, scambiandosi la sborra con la lingua in un bacio lungo, umido e sporco. Alla fine ingoiarono tutto, leccandosi le labbra.
Ci sdraiammo tutti e quattro sul divano, ansimanti e sudati.
Nadia si strinse contro di me, la testa sul mio petto, e sussurrò:
«È stato meraviglioso… mi sono sentita completamente libera e desiderata.
Ti amo da impazzire quando condividiamo così.»
Le accarezzai i capelli e risposi:
«Anche io. Vederti godere così tanto, vedere come ti apri e ti lasci andare… è la cosa più bella che conosca.
Siamo fatti per questo.
Per amarsi e per godere insieme, senza limiti.»
Alessia e Mario sorrisero, ancora stretti tra loro.
Nadia mi baciò piano sulle labbra e aggiunse:
«Promettimi che ne faremo ancora. Con loro… o con chiunque altro ci ecciti.»
«Lo prometto» risposi, stringendola forte. Quella sera, tra sesso, sborra e complicità, sentii ancora una volta quanto fossimo uniti. Non solo come marito e moglie, ma come amanti che sapevano vivere il piacere fino in fondo.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Cesare e Nadia capitolo 4 :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
