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Alice capitolo 10
03.06.2026 |
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"Li incitavo senza vergogna mentre mi scopavano in tutti i modi: a pecora, a sandwich, contro il muro..."
Capitolo 10 – L’asta della troiaOrmai ero diventata la troia ufficiale del villaggio turistico. Pompini veloci nelle pause di lavoro, gang bang serali con 5-6 uomini: era diventata la mia normalità. Venivo usata ogni giorno, in ogni modo, e il mio corpo aveva imparato a godere sempre di più.
Per la serata finale di chiusura stagione mi misero all’asta. Mi portarono sul palco nuda e bendata, polsi legati dietro la schiena, collare “TROIA” al collo. Marco prese il microfono e mi aprì le gambe davanti a tutti.
«Signori e signore, ecco il pezzo forte della serata: Alice, la troia del villaggio. Ex aspirante modella diventata la puttana di tutto lo staff.»
Mi infilò due dita nella figa già bagnata e iniziò a masturbarmi con forza, muovendole velocemente e premendo il pollice sul clitoride. «Guardate con che facilità gode questa troia.» La sala esplose in risate e commenti volgari.«Cazzo, guarda come cola!»
«Si vede che è abituata!»
«Che troia patetica!»Venni in meno di un minuto, gemendo forte e tremando violentemente davanti all’intera sala. Le mie gambe cedettero, le campanelle ai capezzoli tintinnarono furiosamente mentre il pubblico applaudiva e fischiava.
«Brava troia!» urlò qualcuno.
«Ancora! Falla venire di nuovo!» gridò un altro.Marco rise e continuò a muovere le dita dentro di me, prolungando l’orgasmo finché non iniziai a singhiozzare.« La troia è offerta per tutta la notte. Può essere usata da tutti, in tutti i buchi.»
Venni venduta.
Mi portarono bendata in una suite privata e mi legarono a pecora su un grande letto, culo e figa completamente esposti.Sentii due voci familiari.
«Cazzo… non ci posso credere» disse Luca, mio fratello, con voce sconvolta. «Mia sorella… la mia sorellina è davvero diventata una troia.» Matteo, il mio ex, rise con cattiveria. «Te l’avevo detto.»Mi tolsero la benda.
Luca mi guardava con disprezzo profondo. «Mia sorella… la principessina che non mi faceva toccare nemmeno le tette. Guardati adesso: legata come una vacca da macello, con la figa che cola e il culo aperto davanti a tuo fratello. Sei una vergogna per la famiglia, una troia schifosa.»
Matteo mi afferrò per i capelli: «Con me facevi tanto la schizzinosa, la santarellina. “Non mi va”, “sei troppo insistente”. E invece ti sei fatta sfondare da tutto il villaggio come una troia da autogrill.»
Luca mi infilò il cazzo in bocca senza pietà. «Succhialo, troia. Succhialo al fratello che ti ha sempre protetta. Questa bocca da brava ragazza ora serve solo per prendere cazzi.» Matteo mi penetrò nella figa con forza brutale. All’inizio provavo vergogna, ma il piacere mi travolse rapidamente.Iniziai a muovermi. Spingevo il culo indietro con forza, succhiavo il cazzo di Luca con avidità crescente.«Mmmh… più forte…sto per godere..» gemetti. Luca mi tirò i capelli con violenza: «Sentite? Mia sorella sta già godendo mentre mi succhia il cazzo. Sei proprio una troia schifosa, Alice. La sorellina che giocava a fare la principessa ora supplica di essere usata come una puttana di famiglia.» Matteo mi schiaffeggiò il culo e accelerò:«Dimmi quanto ti piace farti scopare dal tuo ex e da tuo fratello.»«Mi piace da morire!» ansimai, ormai senza freni. «Scopami più forte… sbattimi come la troia che sono! Riempitemi tutta! Lo voglio anche nel culo!»
Da quel momento diventai incontenibile.
Li incitavo senza vergogna mentre mi scopavano in tutti i modi: a pecora, a sandwich, contro il muro. Venivo una volta dopo l’altra, sempre più forte. «Più forte! Sfondatemi il culo! Usatemi come una puttana!» urlavo. «Voglio venire ancora… non fermatevi!» Luca, con rabbia e crudeltà:«Mia sorella che chiede di essere sfondata dal fratello come una troia da quattro soldi. Sei caduta proprio in basso, puttana. Ti sei fatta usare da tutti tranne che da me, e ora mi supplichi come una cagna in calore.» Matteo rideva mentre mi inculava:«Con me facevi tanto la difficile… ora guardati mentre vieni come una cagna davanti a tuo fratello.» Venni più volte, urlando di piacere. Alla fine mi misero in ginocchio. Luca e Matteo mi sborrarono abbondantemente in bocca e in faccia. Ingoiai tutto quello che potei, poi leccai e pulii con cura i loro cazzi, uno alla volta, fino all’ultima goccia. Ancora in ginocchio, ricoperta di sborra, alzai lo sguardo. Guardai Luca:«Ogni volta che vorrai… sarò a tua completa disposizione, fratello. Puoi scoparmi quando vuoi, dove vuoi, come vuoi.»
Poi guardai Matteo:
«E io ti aiuterò con la promozione in ufficio… Portami al tuo capo, farò tutto quello che desidera. Vedrai che ti darà la promozione»
Rimasi sola, distrutta sul pavimento. Mi guardai allo specchio: viso ricoperto di sborra, occhi lucidi, corpo pieno di segni.“Ho supplicato mio fratello di sfondarmi davanti e dietro.
Ho chiesto al mio ex di trattarmi come una troia.
Ho goduto come una puttana mentre mi umiliavano davanti a tutti."
Non c’è più Alice.
C’è solo una troia.
E voglio esserlo. Voglio esserlo per sempre.
Mi lasciai cadere sul letto, sporca e soddisfatta.
Avevo accettato completamente ciò che ero.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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