trio
Cesare e Nadia capitolo 3
23.06.2026 |
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"Nadia urlò di piacere intorno al mio cazzo:
«Ahhh… sì! È così grosso… mi sta aprendo tutta… scopami forte, Jerome!
Più forte!»
Nadia era lì, al centro, inchiodata tra il mio cazzo..."
Capitolo 3 – JeromeEravamo a letto, io e Nadia, un martedì sera dopo una giornata di lavoro.
Lei era sdraiata sopra di me, la mia mano che le accarezzava il culo mentre le parlavo piano all’orecchio.
«Sai, in ufficio ho un nuovo collega.
Si chiama Jerome.
È americano, di colore, 29 anni.
Alto, spalle larghe, fisico da giocatore di basket.
Lavora con me al progetto internazionale da un mese.»
Nadia alzò la testa di scatto, gli occhi verdi che si accesero di curiosità e lussuria immediata.
«Un nero? Dimmi di più…» sussurrò, già con il respiro più corto.
Sorrisi, stringendole una natica.
«È simpatico, intelligente… e si vede che è ben dotato.
L’altro giorno in palestra aziendale l’ho visto negli spogliatoi.
Ce l’ha grosso, nero, circonferenza notevole. Ho pensato… e se lo invitassimo a cena una di queste sere?
Un dopocena piccante, solo noi tre.»
Nadia si morse forte il labbro inferiore, un gemito basso le sfuggì dalla gola mentre si strusciava contro di me con più forza.
«Cazzo, sì… sono ben felice, amore.
Un nero grosso che mi scopa mentre tu guardi e partecipi?
Mi fai già bagnare solo a pensarci.
Invitalo.
Sabato va benissimo.
Voglio sentire quel cazzone nero dentro di me mentre tu mi guardi… ti prego, fammi diventare la vostra troia.»
Le infilai due dita dentro, sentendola fradicia e calda.
Nadia gemette più forte e spinse il bacino contro la mia mano.
«Oddio… già mi immagino in ginocchio tra voi due che mi fate succhiare i vostri cazzoni…»
Sabato arrivò.
Nadia si era preparata con cura per essere una bomba sexy.
Indossava un vestitino rosso fuoco cortissimo, scollatura profonda che metteva in mostra quasi completamente la sua terza abbondante.
Sotto non portava niente tranne un piccolo butt plug nero lucido infilato nel culo.
Tacchi alti, trucco smokey, capelli sciolti.
Durante la cena Nadia fu una provocatrice nata.
Si chinava in avanti mostrando le tette, accavallava le gambe lasciando intravedere che sotto non aveva mutandine, rideva toccando il braccio di Jerome.
«Allora Jerome,» disse con voce sensuale, «Cesare mi ha detto che sei single… e che in palestra fai girare la testa alle ragazze. Chissà quante ne hai fatte bagnare con quel corpo…»
Dopo cena ci spostammo sul divano. L’atmosfera era elettrica.
A un certo punto dissi a Jerome, con tono complice:
«Sai, Jerome, la specialità di mia moglie sono i pompini.
Gli piace proprio farli.
Nadia è una vera maestra.
Vuoi vedere quanto è brava?
Mettiti comodo che la mia mia mogliettina non vede l'ora di succhiarti il cazzone»
Jerome spalancò gli occhi.
Nadia invece sorrise da vera puttana, gli occhi che brillavano di eccitazione.
Si alzò in piedi, si tolse il vestitino rosso rimanendo completamente nuda davanti a noi.
Le tette sode e pesanti, la fica depilata già lucida di umori, e ben visibile tra le natiche il butt plug nero.
Si girò lentamente, mostrando tutto, poi si inginocchiò tra le gambe di Jerome e gli abbassò i pantaloni.
«Vediamo se questo cazzone nero è all’altezza della fama» mormorò con voce roca.
«Cazzo… è davvero enorme.»
Quando vide il cazzo di Jerome, lungo, spesso e nerissimo, Nadia emise un gemito basso di pura ammirazione.
«Porca puttana… guarda che roba.
È così grosso e nero… mi fa già venire l’acquolina in bocca.»
Iniziò a leccarlo dalla base fino alla cappella, la lingua rosa che scorreva avidamente sulla pelle scura.
«Mmm… ha un sapore così buono… così virile.»
Aprì la bocca e lo infilò dentro.
Succhiava con passione, la testa che andava su e giù.
Ogni tanto lo tirava fuori per prendere fiato e parlava sporco:
«Quanto cazzo è grosso… mi riempie tutta la bocca… non riesco a prenderlo tutto ma lo voglio… voglio sentirmelo in gola.»
«Cesare, amore… guardami mentre succhio questo bel cazzo nero… ti piace vedere la tua troia che si impegna a succhiare il cazzone del tuo collega?»
Io mi spostai dietro di lei e iniziai a leccarle la fica mentre la incitavo:
«Brava, porcellina… succhia più a fondo. Prendilo tutto in gola.
Fagli vedere quanto sai essere troia.»
Nadia gemette fortissimo intorno al cazzo di Jerome, spingendo la testa più in basso.
La gola le si gonfiava visibilmente.
«Mmmph… è troppo grosso… mi sta sfondando la gola… ma continua, Jerome… scopami la bocca!»
Dopo quasi dieci minuti di pompino intenso, Jerome ringhiò: «Sto venendo…»
Nadia spalancò gli occhi ma non si spostò. Quando Jerome esplose nella sua bocca con schizzi potenti e abbondanti, lei gemette di soddisfazione:
«Mmm… quanta sborra… è così calda e densa…»
Ingoiò con tre grandi sorsate, poi leccò il cazzo rendendolo pulito.
«Buonissima… grazie Jerome.»
Subito dopo si girò verso di me, la bocca ancora sporca di sborra, e mi prese il cazzo in bocca con avidità:
«Hai visto quanta me ne ha data?
Adesso tocca a te, amore… voglio succhiarti mentre Jerome mi scopa.
Ho davvero voglia di sentire il suo cazzone nero nella mia fighetta»
Jerome si posizionò dietro di lei e le infilò il cazzo nero nella fica bagnatissima con un colpo solo.
Nadia urlò di piacere intorno al mio cazzo:
«Ahhh… sì! È così grosso… mi sta aprendo tutta… scopami forte, Jerome!
Più forte!»
Nadia era lì, al centro, inchiodata tra il mio cazzo e quello di Jerome che le riempiva la figa e il butt plug ancora nel culetto.
Nadia voleva di più, voleva essere presa da entrambi.
Per la doppia penetrazione, io mi sdraiai. Nadia mi salì sopra a cavalcioni, infilandosi il mio cazzo nella fica.
«Oddio… ti sento tutto… ora voglio anche lui nel culo.
Quando mi ricapita un altro cazzone così??»
Jerome tolse il butt plug e spinse il suo cazzo nero contro il buchetto di Nadia.
Lei trattenne il fiato, poi gridò quando entrò:
«Cazzooo… è enorme… mi sta spaccando il culo… piano… no, non fermarti… spingi tutto dentro!»
Quando Jerome fu completamente dentro, Nadia tremava violentemente tra noi due.
«Vi sento entrambi… i vostri cazzi si toccano dentro di me… mi state distruggendo… è troppo bello!
Scopatemi… usate i miei buchi come una troia!»
Iniziammo a muoverci.
Nadia gemeva senza sosta, la voce rotta dall’estasi:
«Più forte… sbattetemi… voglio sentirvi fino in fondo… ahhh sì, così!»
Scambiammo i ruoli.
Quando Nadia era sopra Jerome a reverse cowgirl con il cazzo nel culo, lei urlava:
«Oddio… mi sta sfondando il culo… Cesare, vieni a metterlo nella fica… riempitemi tutti e due!»
Venne la prima volta urlando, il corpo scosso da spasmi violenti:
«Sto venendo… non fermatevi… mi state facendo impazzire!»
La seconda volta, mentre la scopavamo contemporaneamente, pianse quasi di piacere:
«Vi amo… mi state facendo godere come una puttana… non ce la faccio più… sto venendo di nuovo!»
Alla fine la facemmo inginocchiare in mezzo a noi.
Nadia aprì la bocca, lingua fuori, occhi da troia completa:
«Datemi la vostra sborra… voglio tutto in bocca… riempitemi la gola!»
Jerome e io sborrammo quasi contemporaneamente.
Nadia gemette di soddisfazione mentre la bocca le si riempiva:
«Mmm… quanta sborra… è così buona… ne voglio ancora…»
Ingoiò quello che poteva, tossendo leggermente per la quantità, poi leccò i nostri cazzi pulendo entrambi con cura.
«Grazie… mi avete distrutta… ma è quello che volevo, è stato perfetto.»
Ci sdraiammo tutti e tre sul divano, Nadia nel mezzo, il corpo ancora tremante.
Nadia mi guardò con occhi lucidi di amore e lussuria, la voce roca:
«Grazie amore… mi avete fatta sentire una vera puttana… e mi è piaciuto da morire. Ti amo da impazzire.»
Le accarezzai il viso:
«Tu sei la mia porcellina perfetta.»Nadia sorrise debolmente, baciandomi:
«Ti amo, Cesare.
E non vedo l’ora di rifarlo… ancora più sporco.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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