orge
Barbara e Bruno
19.08.2026 |
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"Tutti e tre mal nascondevano la loro eccitazione sotto ai costumi e, il nostro bacio, rese ancor più difficile il compito..."
Conoscevamo Barbara e Bruno da molti anni. I nostri figli erano andati prima a scuola, poi a calcio insieme. Non che fossimo proprio amici per la pelle, casomai più quella conoscenza che si approfondisce un po’ più del normale. Qualche cena con la classe o con la squadra, passi tu a prendere i ragazzi, stasera te lo riporto io, le solite cose che i genitori fanno insomma. Quando poi i nostri ragazzi hanno preso strade diverse, ci siamo persi di vista. Dall’oggi al domani, senza grossi drammi. Qualche messaggio, vediamo di fissare una serata insieme, più cortesia che reale desiderio.
Barbara era una stangona bionda, gli occhi azzurri dal taglio sottile sempre nascosti sotto quella lunga frangia. Sempre indaffarata, correva da una parte all’altra della città, ora per il lavoro, ora per il figlio, ora per la palestra, sempre vestita in tuta da ginnastica, ma impeccabile nel trucco e nella cura del sé. Bruno me lo ricordavo un po’ poco. Capelli corti, pizzetto, atletico anche lui, fissatissimo con la palestra. Aveva uno strano tatuaggio all’altezza del cuore, che mostrava sempre tenendo la camicia sbottonata. Era comunque il classico tipo che, a parte questo caratteristico particolare, non avrei riconosciuto se lo avessi incrociato per strada.
Una sera, sedevo distratta sul divano, scorrendo i social. Mio marito Alessio stava innaffiando le piante in giardino, lo sentivo chiacchierare amichevolmente con i vicini. Ad un tratto, una notifica di un messaggio di un numero sconosciuto.
“Cristina! Come stai? Sono Barbara!”
Non pensai subito a quella Barbara. Andai a guardare la foto del profilo Whatsapp e fu in quel momento che si aprì di nuovo un cassetto chiuso da chissà quanto tempo. Il volto sorridente di Barbara, con qualche segno del tempo, reso sempre affascinante dai suoi occhi nascosti dietro a quella frangia sempre troppo lunga e spettinata.
Alessio rientrò in casa, voleva raccontare l’ultima trovata dei vicini, ma lo bruciai sul tempo.
“Amore, ti ricordi Barbara e Bruno?”
Finalmente, dopo anni di silenzio e di incontri promessi e mai realizzati, sembrava essere giunto il momento di rivedersi con Barbara e Bruno.
“Questo fine settimana fanno una cenetta a bordo piscina da loro in campagna e avrebbero piacere se andiamo anche noi! Dice che ci sono degli amici e che possiamo andare nel pomeriggio per stare insieme a loro in piscina. Che ne pensi?”
Alessio era ancora a contare gli anni che ci separavano dall’ultima volta che ci eravamo visti. “Da quale buco nero sono usciti? Saranno almeno dieci anni che non si fanno vivi…”
“Sarà comunque piacevole passare del tempo con loro, no? Se sono dieci anni che non ci vediamo, sai quante cose abbiamo da raccontarci… oltretutto ci sarà anche altra gente, così evitiamo pure di ricordare solo quando i nostri figli erano piccoli”
“Ok, ok… era così per dire. Quando ci vorrebbero vedere?”
“Sabato. Dice se andiamo da loro verso le cinque per un bagno in piscina, poi restiamo a mangiare una cosa da loro”
“Sai che non ho neanche un costume? Devo fare un salto a comprarne uno… a meno che non si possa presenziare come mamma ci ha fatto”
“Stupido! Le rispondo subito allora”
Bruno e Barbara vivevano in una splendida villetta isolata nel bel mezzo della campagna senese, a circa un’ora di macchina da casa nostra. La sagoma squadrata della loro casa rifletteva la luce del sole pomeridiano, stagliandosi maestosa sulla vetta di una collina. Attorno all’edificio, un enorme giardino, verdissimo, cinto da una siepe molto alta e fitta. La costruzione era l’unico elemento che testimoniava la presenza umana nel raggio di qualche chilometro, come una strana toppa cucita sul tessuto delle colline senesi.
“Non credo abbiano problemi col vicinato” disse Alessio.
“Hanno fatto progressi dal loro appartamento fuori città” risposi.
La strada serpeggiava sui fianchi della collina arsa dal sole, biforcandosi in un polveroso nastro bianco di ciottoli che scendeva sulla destra, seguendo il perimetro della proprietà, ornato da un’altissima e fitta siepe. Quando la nostra auto giunse al cancello, lo trovammo aperto.
“Che faccio? Scendo a suonare?” Chiesi.
“Macché, se è aperto vuol dire che ci hanno visto” Rispose Alessio, dando gas e varcando la soglia.
Parcheggiammo poco più avanti, sotto a una elegante pensilina. Accanto alla nostra auto, un gigantesco suv nero, presumibilmente di Barbara e Bruno.
Il caldo di fine estate ci avvolse non appena uscimmo dal fresco dell’abitacolo.
Percorremmo un vialetto che saliva verso la casa, infilandosi tra due file di siepi. Non avevamo idea di dove stessimo andando e, in cuor mio, speravo che i nostri amici sbucassero fuori quanto prima per accoglierci.
Alessio camminava davanti a me, io lo seguivo a poca distanza, accaldata e ansimante. Purtroppo negli ultimi anni avevo preso un po’ di peso e non riuscivo più a essere scattante come un tempo. Inoltre, il caldo torrido mi sfiancava, facendomi sudare eccessivamente. Per evitare di presentarmi ai nostri amici in condizioni pessime, rallentai il mio passo.
Alessio si fermò di scatto, facendomi un silenzioso cenno di invito a raggiungerlo.
“Alessio che c’è?” Dissi spuntando alle sue spalle. Quel che vidi strozzò l’ultima parola nella mia bocca.
Bruno e Barbara, entrambi ancora tonici nonostante gli anni che passavano, si stavano baciando appassionatamente sulla porta finestra che dava sul giardino. Alessio fece un passo indietro, coperto dalla siepe.
L’uomo era poggiato al muro e le sue mani stringevano le natiche di Barbara, contenute in uno stretto pantaloncino nero. La donna si allontanò dalla bocca di Bruno, spostandosi leggermente verso sinistra. Fu in quel momento che vidi la sua mano muoversi sotto ai pantaloni dell’uomo in un gesto inequivocabile.
Restammo alcuni secondi immobili a fissare i nostri amici che amoreggiavano con ardore a pochi metri da noi. Barbara continuò il suo massaggio avvicinandosi alla bocca del marito e baciandolo una seconda volta con passione.
“Dici che ci hanno visto?”
“Non mi pare… che si fa ora?”
“In che senso?”
“Nel senso… mica possiamo sbucare fuori da questo vialetto e dire ‘salve!’, dobbiamo tornare indietro”
“Indietro dove?”
“Alessio, ma hai visto cosa stanno facendo o no? Non mi pare il modo migliore per riallacciare un rapporto dopo anni che non ci vediamo, dai! Torniamo indietro, forse c’è un altro accesso alla casa”
Lasciammo i due alle loro effusioni e senza far rumore, ci incamminammo verso la macchina.
Quando fummo nuovamente al punto di partenza, il cancello si aprì di nuovo. Io e Alessio restammo di sasso ad osservare la scena. Due moto stradali attendevano rombanti sullo sterrato. Quando l’ingresso fu sgombro, con un colpo di acceleratore furono dentro e parcheggiarono accanto alla nostra auto.
I due centauri si tolsero il casco e ci salutarono con un cenno. Due ragazzi, poco più che trentenni, entrambi con lunghi capelli castani e un sorriso magnetico. Si presentarono come Alex e Federico, dissero che erano amici di Bruno e Barbara e che avevano già sentito parlare di noi dai padroni di casa. C’era una luce strana nei loro occhi. Entrambi avevano modi molto gentili, ma provavo un certo imbarazzo ogni volta che mi guardavano. I loro sguardi indugiavano un po’ troppo sulle mie forme generose e sembravano penetrare i miei vestiti, facendomi sentire come nuda al loro cospetto. Un pensiero stupido, ma che non riuscivo a scacciare. Decisi comunque di non dire niente ad Alessio, temendo una sua reazione. Non che fosse geloso, anzi mi aveva dato prova di non esserlo assolutamente, ma non volevo che questa mia percezione lo mettesse a disagio o comunque ci portasse a discutere davanti a due sconosciuti.
“Sapete come si entra in casa?” Disse Alessio “Perché noi siamo andati su per questa via, ma i padroni di casa erano… impegnati”
“Impegnati?” Disse Alex
“Si insomma, erano un attimo in intimità… siamo sbucati lassù e li abbiamo visti con… con le mani in fuorigioco, capisci?”
“E non avete detto nulla?” Fece eco Federico.
“Che dovevamo dire? Siamo tornati indietro… pensavamo di trovare un’altra strada. Magari avevamo preso la via per il retro e…”
“La via per il retro l’aveva presa Bruno mi pare!” Sbottò Federico. L’altro rise.
“Dovevate buttarvi anche voi” Alex mi strizzò l’occhio, poi aggiunse “Venite con me, andiamo a bussare alla porta principale”
Si infilò in un pertugio tra le siepi che precedentemente non avevamo scorto. Mi accorsi delle palpitazioni mentre lo seguivo, scoprendo che non erano causate dal caldo, bensì da quelle parole “dovevate buttarvi anche voi”. C’erano molti punti di domanda da risolvere in quel pomeriggio di fine estate.
“Amore, tutto ok?” Chiesi ad Alessio.
“Si, perché?”
“Non so. Mi sembra un po’ strano”
“Che cosa?”
“Boh, Barbara e Bruno, questi due ragazzi…”
“Amore, Barbara e Bruno non si aspettavano di vederci arrivare dal retro. Come vedi, la strada da seguire era questa. Non è casa nostra, ci siamo infilati nel sentiero sbagliato.”
“Si ma questi due…”
“Saranno amici della palestra, ti ricordi che fissati con la forma fisica che erano!”
“Spero tu abbia ragione”
Alex indicò la porta principale. La villetta era magnifica nella luce del pomeriggio.
“Facciamo un po’ di rumore, almeno i due piccioncini si ricompongono e vengono ad aprirci, che ne dite?”
“A me un po’ dispiace se si ricompongono” disse scherzando Federico.
Feci un cenno ad Alessio come per dirgli “hai visto?” ma lui non colse e sorrise alla battuta.
Barbara venne ad aprire la porta, il suo sorriso non era invecchiato di un giorno. Mi abbracciò con gioia e mi baciò prima sulle guance e poi sulle labbra. Fu una doccia fredda per me. Ci guardammo per un istante, poi lei disse “Sono così contenta di rivederti che ho perso il conto dei baci, scusami!”
I suoi occhi velati dalla sua frangia bionda fissarono i miei. Mi abbracciò di nuovo, poi si gettò al collo dei due ragazzi. Mi sembrò di vederla baciare Federico sulla bocca, ma non posso dirlo con certezza perché la sagoma di Bruno mi si parò davanti con un sorriso da pubblicità.
“Qualcuno ha corrotto per caso il tempo e ha deciso di non invecchiare?” disse stringendomi a sé.
“Stai parlando di te vero Bruno?” Gli dissi. La sua stretta solida e al contempo accogliente mi accelerò i battiti. Aveva i capelli brizzolati e il tatuaggio sul petto un po’ sbiadito, ma gli anni non sembravano averlo intaccato per niente.
“Alessio! Che fine hanno fatto i tuoi capelli?”
“Quali capelli?”
Quei due contatti inusuali furono un lampo in un momento di gioia dopo anni che non ci vedevamo. Non so come feci, ma li derubricai in un istante. Barbara mi prese per mano e ci condusse verso la piscina sul retro, dicendoci di mettere i costumi e di tuffarsi subito per rinfrescarci un po’.
Alex e Federico si aprirono le tute da moto direttamente a bordo piscina. Fui sorpresa nel vedere i loro petti nudi sotto alle zip. Fui ancora più sorpresa di notare che indossavano già il costume da bagno. Forse indugiai con lo sguardo un po’ troppo su di loro, tant’è che Federico mi disse “Abitiamo a dieci minuti di distanza, abbiamo deciso di ottimizzare il bagaglio e partire già pronti”
Barbara sfilò dietro di loro, togliendosi la maglietta bianca e mostrando il suo corpo tonico avvolto in un costume da bagno nero in due pezzi. Quando si abbassò i pantaloncini neri, Alex e Federico gettarono più di una occhiata al suo fondoschiena, facendo un apprezzamento per la scelta del tanga.
“Tanto valeva non ti mettessi niente Barbara!”
“Ho cinquantatre anni e un fisico di marmo. È bene che lo mostri finché regge tesoro!”
“Non fa una grinza. E neanche il tuo fondoschiena!”
Barbara sorrise, ancheggiando in modo lezioso.
“Venite, se volete mettervi comodi potete cambiarvi nella taverna qua dietro” mi disse Bruno.
Il fresco abbraccio della piscina fu una benedizione in quel caldo pomeriggio. Per un po’ dimenticai l’anomalo benvenuto, l’intraprendenza dei due giovani centauri e tutti gli strani dettagli che caratterizzarono quel pomeriggio. Mi rilassai a bordo piscina, carezzata dalle bolle dell’idromassaggio, parlando del più e del meno con i nostri vecchi amici. I due ragazzi erano una presenza discreta sullo sfondo, anche se ogni tanto potevo cogliere i loro occhi su di me.
“Mi sbaglierò, ma qualcuno qui fa girare la testa a dei trentenni!” Mi sussurrò Alessio in un orecchio mentre Barbara era uscita a prendere un altro giro di birre.
“Che dici?”
“Dico che quei due ragazzotti questa bella cinquantenne se la mangerebbero a morsi!”
“Alessio smettila!”
“Prego! Era un complimento!”
“Sai quanto mangerebbero con me allora…”
“Ora smettila tu!”
“Che c’è? Non mi dirai mica che sono tonica e filiforme come Barbara eh?”
“Dico solo che mi piaci come sei, ed è eccitante vedere che qualcun altro la pensa come me”
“Che vi bisbigliate? I segreti?” Barbara sorridente ci porse due freschissime birre.
Verso le sette, Barbara uscì dall’acqua e sparì dentro alla taverna. “Mi è preso freddo” disse.
Quando uscì, era avvolta in un candido e morbidissimo asciugamano bianco che la copriva dal seno alle ginocchia. I capelli bagnati le avevano addomesticato la frangia ribelle, adesso schiacciata all’indietro a rivelare il suo bellissimo volto. Si sedette su un lettino poco lontano da noi, stendendo le lunghe gambe.
Bruno la fissava estasiato da dentro la piscina.
“Passano gli anni ma sei sempre molto innamorato, vedo” gli dissi.
Lui sorrise senza togliere gli occhi di dosso, poi mi disse “Beh, sono un uomo molto fortunato. La vita mi ha dato molto!”
Mentre parlavamo, Bruno seduto di fronte a noi, io e Alessio accoccolati nell’idro, Barbara allentò lentamente l’asciugamano, scoprendo prima il suo seno e poi il resto del suo corpo, nudo e bellissimo. Stese la gamba destra offrendoci la vista del suo pube curato, con un lezioso ciuffetto di pelo.
Restammo di sale. Bruno le sorrideva, Barbara che poggiava l’asciugamano sotto di sé, restando completamente nuda ai pallidi raggi del tramonto.
“Ma…” fu l’unica cosa che dissi.
Bruno si voltò verso Alex e Federico, rivolse loro un cenno. I due si guardarono. Federico indicò Alex che si alzò e si avvicinò a Barbara.
“Ma che cosa sta succedendo? Bruno?”
“Oh niente di che. La padrona di casa ha le sue necessità”
“Che vuoi dire?”
Bruno rispose indicando col capo la moglie.
Barbara sorrise al ragazzo e lo accolse sul lettino prima tirando le gambe verso di sé, poi iniziando ad aprirle piano piano. Alex si avvicinò alla donna, la baciò sulle labbra, poi scese dolcemente verso quel pube così ben curato. Lo esplorò con le dita, lentamente, lasciando che la donna assecondasse il suo tocco. Barbara stese le braccia sopra il capo e chiuse gli occhi, abbandonata al tocco gentile del ragazzo.
“Amore…”
“Cazzo…”
Restammo tutti e quattro immobili ad osservare quell’insolito spettacolo. Bruno in estasi, immerso in acqua, Alessio dietro di me, io che sentivo le palpitazioni scuotere il mio torace, Federico seduto un poco più in là.
Alex abbassò la testa tra le gambe di Barbara, che si lasciò sfuggire un gemito. Ritrasse la gamba destra, le dita del piede contratte, e strinse con una mano la nuca del ragazzo.
Imbarazzo. Confusione. Smarrimento. Cosa stava accadendo? Perché? Adesso capivo la presenza dei due ragazzi. Ma perché oggi e perché proprio con noi? In fondo non ci vedevamo da anni, non sapevamo più niente delle nostre rispettive vite. Tuttavia, né io né Alessio ci muovemmo di un centimetro. Sotto sotto, l’assurdità della scena ci aveva acceso una piccola fiammella, che adesso iniziava ad ardere pericolosamente, facendo vacillare l’ultimo briciolo di razionalità che ci rimaneva.
“Alex è il suo preferito. Dice che sia pure più bravo di me con la bocca. Ma io mi annoio, preferisco sudare martellando” disse Bruno, a nessuno in particolare.
“Senza dubbio è uno che sa il fatto suo” rispose Alessio.
Barbara inarcò la schiena, ansimando forte sotto ai baci profondi del giovane. Alex si alzò un istante, voltandosi verso di noi. Non potei fare a meno di notare la sua enorme eccitazione, costretta in quello slip. Fece un cenno a Bruno, il quale rispose silenziosamente facendo di no col dito. Una smorfia sul volto di Alex, che tornò ad occuparsi di Barbara con la sua abile lingua.
“Voleva metterlo al caldo. Ancora è un po’ presto, non credi?” Disse rivolgendosi a me. Avvampai in volto, la mia reazione lo fece sorridere.
Si avvicinò a me ed Alessio, mi strinsi tra le braccia del mio uomo e sentii la sua erezione spingere contro la mia schiena.
“Mi dicono che anche Federico non sia male. Se vuoi provare, fammelo sapere”
Alessio avvicinò la bocca al mio orecchio. “Amore, vuoi provare Federico? Oppure possiamo andarcene, dimmi tu”
Restammo in silenzio per un attimo che durò un’eternità. Il tempo scandito solamente dai sospiri di Barbara e dal suono del bacio bagnato di Alex.
“Possiamo fare qui?” La voce di Alessio spezzò il silenzio.
“Che intendi?” Chiesi.
“Ma certo” rispose Bruno, facendo un cenno all’altro ragazzo che si tuffò atletico nell’acqua.
“Tu pensa solo a rilassarti” mi disse Alessio “io sono qui dietro a te. Tu adesso tu rilassi, galleggi sul pelo dell’acqua, e questo ragazzone ti regala un po’ di felicità”
Le mani di Alessio corsero sotto all’elastico del mio slip. Lo fermai chiedendogli se fosse sicuro. Mi ripetè di rilassarmi. Con molta fatica, una volta sfilati gli slip, provai a distendermi sull’acqua. Guardai in alto il cielo azzurro, sentii le mani del ragazzo sfiorarmi le caviglie, mi irrigidii. Alessio mi baciò delicatamente, carezzandomi la testa. Federico attese paziente ai miei piedi, quando finalmente riuscii a rilassarmi, fu un fulmine ad aprirmi le gambe e a fiondarsi sulla mia vagina.
Abbassai lo sguardo su di lui, mi rivolse un’occhiata sorridente mentre la sua bocca incontrò le mie labbra bagnate. Le sue dita percorsero il morbido interno delle mie cosce, si ritrovarono sul mio clitoride. Tremai di piacere, stringendomi ad Alessio.
“Te l’avevamo detto che dovevi buttarti nel mezzo” disse Federico poco prima di darmi una lunghissima leccata, spingendo la sua lingua dentro di me e facendomi vocalizzare un lungo gemito che scosse anche Barbara. Dietro di me, Alessio mi abbracciava delicatamente.
Mi abbandonai totalmente ai ritmi dettati da Federico. Le sue dita sembravano conoscermi da una vita. La sua carezza leggera seguiva il profilo delle mie labbra, per terminare in una dolce pressione all’altezza del mio clitoride. Con gran lentezza, il ragazzo alternava le dita alla sua calda bocca, facendomi impazzire di piacere.
Il lungo gemito di Barbara terminò in una lunga risata. Aprii gli occhi e vidi Alex che accoglieva a bocca aperta un copioso spruzzo, poi si rifiondava tra quelle cosce succose. La mia amica era riversa sul lettino.
Spinsi delicatamente Federico verso di me, sentii la sua pressione aumentare contro la mia carne, lo strinsi con le gambe a me, mentre con la mano cercavo il corpo di Alessio. Feci scorrere le mie dita sulla sua pancia, afferrai l’elastico del costume e, a fatica, lo abbassai. Le mie dita si chiusero sulla sua erezione e lo sentii gemere piano al mio orecchio.
Bruno se ne restava immobile in acqua, contemplando la bellezza di Barbara, sempre torturata dalla lingua del giovane centauro.
Mi voltai verso Alessio e le nostre bocche si unirono, strinsi forte il suo cazzo e lo massaggiai lentamente, dall’alto verso il basso. Le mie gambe avevano imprigionato Federico che non sembrava volersi fermare più.
“Tutti all’opera tranne io?” Disse Bruno a un certo momento. Si issò fuori dall’acqua e si avvicinò al lettino di Barbara. Fece un cenno ad Alex che smise immediatamente di leccare la donna e scattò in piedi. Vidi la sua enorme erezione che gonfiava lo slip. Barbara si alzò in piedi e si avvicinò al marito.
Bruno la guardò, la voltò e la spinse verso il basso. In un batter d’occhio, si calò il costume e la penetrò con forza. I colpi secchi della sua pelle bagnata che sbatteva contro il fondoschiena di Barbara si accompagnarono al mio gemere sommesso. Seppur persa in un tornado di piacere, i colpi dei due corpi mi fecero tornare in mente le parole di Bruno pronunciate poco prima “preferisco sudare martellando”.
Alex si sedette a bordo piscina, lo vedevo che stava fissando il suo amico, intento a succhiare e leccare ogni mio umore. Lasciai la presa su Alessio e allargai le gambe, spingendo indietro con dolcezza Federico. Dietro di noi, Bruno non mollava di un millimetro, continuando a scopare Barbara a un ritmo indiavolato. Il gemito musicale della donna si era adesso spento, la sentivo soltanto ansimare e lasciarsi sfuggire qualche gridolino. Mi voltai verso i due, vidi la muscolosa schiena inarcata di Bruno, i glutei contratti a ogni spinta. Dietro di lui, apparivano di tanto in tanto ora le braccia, ora le gambe di Barbara.
Quando tornai con lo sguardo in piscina, davanti a me c’era Alex.
“Posso?” Mi chiese indicandomi tra le gambe.
Gli sorrisi, spinsi il sedere verso l’alto, emergendo dal pelo dell’acqua. Aprii le gambe lentamente, volevo che si gustasse il momento in cui le mie labbra bagnate si aprivano per lui. La sua calda lingua mi percorse dal basso verso l’alto, una volta, due volte. Alla terza, ero nuovamente persa e non mi accorsi neanche che Alessio mi aveva slacciato il reggiseno e stava giocando col mio grosso seno.
“Dai sdraiamoci un po’ nell’erba” disse a un tratto Bruno, passandosi una mano sul volto paonazzo. Barbara si inginocchiò poco distante da lui, lo sguardo sognante e la mano tra le gambe. Il marito fu prima davanti a lei, ficcandole il cazzo in bocca con decisione e tenendole la testa con le mani mentre spingeva forte avanti e indietro col bacino. Barbara emetteva dei suoni gutturali e salivava copiosamente. Bruno la trattenne per qualche minuto, sempre con quel ritmo violento, poi la fece sdraiare sull’erba e gli fu sopra in un istante. Afferrò le caviglie della donna, spalancò le sue gambe e ricominciò a scoparla a quel ritmo indiavolato. Poco distante, Federico osservava i due carezzandosi il pene da sopra il costume.
“Che te ne pare?” Chiese Bruno al ragazzo.
Non vidi la risposta perché la bocca di Alex mi fece venire. Mi sembrò di volare, riuscivo a percepire la sensazione di galleggiare in piscina a una intensità ancor maggiore. Urlai tutto il mio piacere, ansimai con forza, mi persi nel più dolce capogiro, sorretto dall’abbraccio di Alessio che assisteva allo spettacolo dicendomi che ero splendida.
Alex si ritirò con discrezione, lasciandomi in grembo ad Alessio. Ci coccolammo dolcemente in acqua, mentre pian piano tutto tornava alla normalità. Tutto tranne il suono dei colpi di Bruno, che sembrava non dare tregua alla sua Barbara.
Ci voltammo a guardarli. Barbara stava adesso a quattro zampe, testa bassa, scossa dalle spinte incessanti del marito. Respirava profondamente e faticava a trattenere dei gridolini di piacere che erano ben lontani dal suo gemito armonico di poco prima. Bruno la prendeva da dietro, sbuffando. La gamba destra piegata e le mani sui fianchi. Il corpo dell’uomo era madido di sudore e brillava alle prime luci della sera, lasciando tracce sul sedere e sulla schiena di Barbara.
Ad un tratto Bruno uscì fuori e si fermò. Barbara si adagiò nell’erba. La osservò per qualche istante, poi si passò le mani sul volto. Si allungò per prendere l’asciugamano della moglie.
“Uff… io andrei un secondo a farmi una doccia” disse, sparendo nella taverna.
Barbara si tuffò in acqua ed emerse sorridente poco lontano da me. Si avvicinò e mi baciò le labbra.
“Non te l’aspettavi eh?” Mi disse.
Alex e Federico stavano fumando poco più in là. Alessio li vide e mi chiese se poteva andare a scroccare una sigaretta anche lui.
Barbara si sedette accanto a me in acqua. I nostri corpi nudi l’uno accanto all’altro. Il suo, tonico e sinuoso, il mio più morbido e giunonico.
“Ora tu ti domanderai il perché di tutto questo, vero?”
“Beh, diciamo che un paio di domande te le devo proprio fare… non conoscevo questo vostro lato…”
“Ma io conoscevo il vostro!”
Le parole mi si strozzarono in gola. Sapevo dove sarebbe andata a parare, ma non avevo idea di come cazzo facesse a saperlo.
“Come vi chiamate… aspetta… the sweetest thing? Una cosa del genere?”
Barbara aveva visto il nostro annuncio su un sito di incontri. E ci aveva riconosciuto.
“La vostra foto del profilo! Tu forse non ricordi, ma te l’ho scattata io!”
Dannatamente vero. Quella bella foto in cui bacio Alessio sulla guancia sulle tribune di uno stadio di periferia.
“Stavamo guardando un po’ di annunci la scorsa settimana e quando ho visto quella foto ti giuro è stata una rivelazione!”
Alessio e io avevamo pubblicato quell’annuncio alcuni mesi prima, un po’ per gioco e un po’ per curiosità. Volevamo esplorare il nostro lato più intimo e capire fino a dove potevamo spingerci. Ricordo l’imbarazzo di dover censurare i volti nelle foto, il testo dell’annuncio scritto e riscritto cento volte, noi due che ci guardavamo in faccia chiedendoci cosa cercassimo e cosa no.
All’inizio controllavamo i messaggi ogni giorno, anche più volte, poi pian piano abbiamo allentato la presa, fino quasi a non accedere più per settimane. Avevamo ricevuto mille messaggi, centomila proposte, per certi aspetti era molto stuzzicante il gioco della selezione. In una manciata di occasioni abbiamo incontrato altre persone, finendo tutti nello stesso letto un paio di volte. Fu molto appagante. Strano. Nuovo. Ma molto appagante.
E ora sono qui, nuda, fresca si orgasmo, davanti a una vecchia amica che non vedevo da un decennio. E che mi aveva rivisto e riconosciuto su un portale di incontri.
“Quindi, si… ho pensato… chiamiamoli e facciamo loro una sorpresa!”
“E che sorpresa! Quando ti ho vista aprire l’asciugamano ho detto… cosa?” Sorrisi.
“Io e Bruno ogni tanto facciamo queste serate. Alex e Federico sono amici di lunga data. Anche se giovani, li abbiamo inseriti nel nostro giro da un bel pezzo. Son fidati, io con loro vado sempre… insomma hai capito no?”
“No…”
“Dritto!”
“Ah…” per quanto fossi aperta a ogni sviluppo della serata, non mi aspettavo di poter parlare apertamente di orgasmi maschili con una amica che non vedevo da anni.
“Poi se dopo vuoi anche tu…”
“Oh beh, vedremo dopo!” Tagliai corto.
“Sai… A Bruno piace domare. Lo avrai visto, lui è un martello. Gettonatissimo a tutte le feste a cui partecipiamo! Io adoro essere dominata, ma amo di più la lentezza. Ecco perché Alex e Fede sono i miei preferiti! E anche Alessio mi sembra più un tipo da scopata lenta e caliente, vero? Ma ti imbarazza parlarne?”
“No… figurati… è che tutta questa roba insieme! Se ci hai scoperto tu su quel sito chissà quanta altra gente l’avrà fatto!”
“Cristina, io e Bruno frequentiamo questo mondo da venti anni. Sapessi quanta gente abbiamo riconosciuto e quanta ci ha riconosciuto! Sapessi quanti hanno giocato con noi! E sapessi quanti problemi abbiamo avuto: zero! Vivi tranquilla i tuoi desideri, sei ancora bella e desiderabile… pensa a come ti sbavavano dietro quei due ragazzi!”
“Magari! Barbara non mi prendere in giro. Mi vedo e sono cosciente del mio corpo. Mi piace, mi piace prendermene cura, ma so benissimo di non essere esattamente… come te”
“Se non la smetti chiamo il martello pneumatico e gli dico di darti una ripassata!”
Ridemmo tutte e due. I nostri volti troppo vicini. Le mani che carezzavano le spalle, seguivano il profilo del viso, le nostre bocche unite in un dolcissimo bacio.
Intanto i tre uomini, spente le cicche, si erano avvicinati a noi. Tutti e tre mal nascondevano la loro eccitazione sotto ai costumi e, il nostro bacio, rese ancor più difficile il compito.
Barbara si alzò in piedi e chiamò i due ragazzi.
“Sdraiatevi sul bordo della piscina ragazzi, uno di fronte all’altro. Giù i costumi per favore!”
Alex e Federico esultarono felici, le loro turgide erezioni fendevano l’aria fresca della sera.
“Bravi così… un po’ più avanti, ecco”
I due ragazzi erano sdraiati l’uno davanti all’altro, le gambe divaricate e incrociate tra di loro. I loro cazzi eretti torreggiavano sfiorandosi di tanto in tanto.
“Questo è un giochetto che adoro” disse Barbara impugnando i due membri. Senza togliere lo sguardo su di me, prese a strofinarli tra di loro lentamente. Le sue mani spingevano i membri tra di loro, poi li tiravano, li carezzavano, li picchiettavano maliziosamente. Alex e Federico mugolavano sommessamente, sotto al tocco magnetico di Barbara.
Ad un tratto, li spinse uno contro l’altro e si abbassò per succhiarli tutti e due insieme. La sua bocca danzò bagnata sulle due cappelle, le succhiò una per una, inghiottì le aste in un lungo e lento movimento. Alessio assisteva estasiato, seduto poco distante.
Barbara ripetè quell’ammaliante ginnastica, roteando i pollici alla base del glande, carezzandoli e stringendoli di nuovo, per poi finire a succhiarli con avidità.
“Vuoi provare tu?” Mi chiese.
Feci un passo indietro. Sorrise mentre mungeva quei due membri così duri.
“Ragazzi, chiedeteglielo voi… forse si convince!”
Alex e Federico chiamarono il mio nome, pregandomi di continuare quella tortura. Ma la scintilla scoccò quando udii la voce di Alessio.
“Amore, fammi vedere come sai giocare con due cazzi”
Barbara si fece da una parte, mi avvicinai a quei due membri pulsanti, l’uno appoggiato all’altro. Gettai uno sguardo ad Alessio mentre li impugnavo e li sentivo vibrare dentro alla mia mano. Li strofinai tra loro per un po’, poi quando mi sentii pronta aprii la bocca e li accolsi sulla mia lingua. Chiusi le labbra attorno a quella carne caldissima, li sentivo muoversi dentro il mio palato, mossi la testa verso il basso quasi a soffocare, poi con la lingua titillai a lungo quelle due cappelle fiammanti.
Nel frattempo era tornato anche Bruno, fresco di doccia. Lo sentii tuffarsi in acqua e raggiungere Barbara che assisteva alla scena accanto a me.
Dopo che li ebbi succhiati a lungo, strinsi il mio seno attorno ai cazzi di Alex e Federico e li masturbai in quel caldo abbraccio, li sentivo scorrere sulla mia pelle e mi eccitai tantissimo quando vidi Alessio che si toccava il cazzo guardandomi. Senza lasciare la presa col mio grosso seno, mi abbassai un po’ per leccare Alex e Federico.
“Cristina, ho una proposta” sussurrò Barbara.
Non mi dette neanche il tempo di rispondere.
“Che ne dici se io ti faccio fare un giretto sul martello pneumatico e tu mi fai fare un volo sul tappeto volante?”
Il gioco di sguardi tra me e Alessio. Non ci dicemmo neanche una parola. Bastò solo guardarci negli occhi, la sua serenità trovò la mia, il mio desiderio si incontrò con il suo. Ci sorridemmo a vicenda. Alessio si avvicinò al bordo della piscina, offrendo la mano a Barbara. Si issò fuori dall’acqua, rimase un istante a guardarmi, poi soffiò un bacio e si diresse col mio uomo verso un lettino.
La vidi stendersi, nuda e bagnata, lo sguardo carico di passione, allungò un dito verso il costume di Alessio, poi si distese completamente e cinse con le lunghe gambe il mio compagno. Alessio si abbassò su di lei, un istante prima che Bruno arrivasse alle mie spalle. Sentii il suo fiato sulla mia spalla, poi la sua pelle bagnata sulla mia schiena.
“Spostiamoci nell’acqua bassa, ti va?”
Lasciai Alex e Federico e mi diressi alla mia sinistra, dove l’acqua arrivava poco sopra il ginocchio. Le mani di Bruno correvano sul mio corpo senza sosta e senza pudore. Mi appoggiai con le mani al bordo della piscina, offrendogli il sedere.
“Tieniti forte bella mia, che mica lo so se resisti fino in fondo!”
La durezza del suo cazzo spinse sul mio sedere, mi sporsi in avanti un po’ per agevolarlo a scivolare dentro la mia figa perdutamente bagnata. Fu un istante, lo sentii entrare con forza, come se non volesse fermarsi. Spalancai la bocca soffocando un gemito. Mi prese per i fianchi, stringendomi forte e, altrettanto forte, cominciò a scoparmi con una forza e una intensità tale che non avevo mai provato.
Il suo corpo sbatteva sul mio generoso sedere, diffondendo nell’aria un suono morbido, intenso. Mi sentivo mancare il fiato mentre oscillavo in avanti e indietro assecondando i suoi colpi. La forza con cui Bruno mi possedeva mi toglieva ogni appiglio con la realtà, non c’era un solo istante di respiro, ma era al tempo stesso maledettamente eccitante. Mi sentivo completamente nelle sue mani, abbandonata alla sua virilità prorompente che scavava dentro di me, il suo respiro crescente alle mie spalle, la sua pelle profumata, tutto quanto mi inebriava e iniziava a proiettarmi in una dimensione che non sapevo descrivere a parole.
Poco più in là, sdraiati sul lettino, i corpi di Barbara e Alessio sembravano una cosa sola, le loro mani si cercavano, correvano libere sulle curve altrui, i fianchi si incuneavano in lentissime danze bagnate, accompagnate soltanto dai loro gemiti discreti e dai respiri profondi.
In questo contrasto di corpi, Alex e Federico se ne stavano da una parte, visibilmente eccitati e frementi di una chiamata da uno qualsiasi di noi.
Bruno mi penetrò a lungo in quella posizione, fino quasi a farmi perdere conoscenza. Non diminuiva di un colpo il suo ritmo frenetico. Le sue mani saltavano dai miei fianchi ai seni, toccando tutto quel che c’era da toccare.
Dopo alcuni lunghissimi minuti, mi chiese voltarmi. Fu così che mi sdraiai sul bordo della piscina, rivolta verso di lui che era ancora in acqua. Mi afferrò le caviglie, tirandole verso l’alto, dette una spinta poderosa con il bacino e fu nuovamente dentro di me. Stessa esplosione di piacere, amplificata stavolta quando mi spalancò le gambe e iniziò a spingere dal basso verso l’alto.
“Oddio Bruno così mi sfondi…” riuscii a dirgli.
Sorrise senza fermarsi un secondo. Adesso lo potevo vedere in faccia, lo sguardo appagato di chi sa che ha la donna in pugno. Piccole gocce di sudore iniziavano a imperlargli il petto tatuato e la fronte, passai una mano sul torace per godere di quel suo nettare.
“Ti piace come ti martello?” Mi disse. Un gemito lunghissimo fu la mia risposta.
Io e Barbara venimmo la prima volta praticamente insieme. La sentii gridare e ansimare, chiamando il nome di mio marito. Nello stesso istante, scoccò qualcosa dentro la mia profondità bagnata, in un istante si propagò nel mio corpo come una scarica elettrica. Pregai Bruno di non fermarsi, il suo corpo madido di sudore, il suo cazzo sempre tremendamente duro imperversava veloce in me. Il mio orgasmo esplose potente e lo accompagnai con il più dolce dei vocalizzi, sballottato dal continuo stantuffare di Bruno che non voleva fermarsi più. La vista mi si annebbiò e cercai di mantenere il contatto con la realtà afferrando dei ciuffi d’erba con le mani.
Bruno mi voltò di nuovo, schiacciandomi col ventre sul bordo della piscina. La sagoma di Barbara e Alessio mi si parò avanti, un unico corpo avvinghiato su quel lettino a pochi metri da me. Adorai la loro lentezza, la passione dei loro baci e ancora, quel profondo e ampio ancheggiare che stimolava sempre più i loro istinti più nascosti.
“Che ne dici di provare il martello di Bruno anche di dietro?”
La cappella dell’uomo era già puntata sul mio buchetto. Di solito lasciavo solo al mio Alessio il compito di farmi godere da dietro, quella sera però non ebbi la forza di oppormi. Cercai di allargare le natiche con le mani, per aiutare Bruno, che iniziò a spingere con forza, allargandomi il culo sempre di più fino a quando non entrò per metà.
Lanciai un grido che fece trasalire Alex e Federico, adesso concentrati ad osservare Alessio e Barbara. Bruno non si fece impietosire e spinse dentro anche l’altra metà del suo cazzo. Lo sentivo bruciare dentro di me. Non ebbi neanche il tempo di rendermene conto, un istante dopo, Bruno aveva ripreso a scoparmi il culo con la stessa veemenza, benché faticasse di più a tenere quel suo ritmo bestiale.
Ogni colpo mi mandava in estasi quanto e più di prima. Iniziai a pregarlo di fare più lentamente, ma mi rispose con una risata.
“Hai voluto il martello, ora te lo prendi tutto!”
Nel frattempo, accanto a me si era seduto Federico. Il suo bel cazzone era ancora ben teso e la sua cappella lucida risplendeva nella luce bassa della sera.
“Ti va di prenderne due?” Mi disse.
Bruno si fermò e sfilò il cazzo di colpo, mandandomi al tappeto. Federico si sdraiò sull’erba, tenendosi il cazzo ben dritto con le mani. Gattonai verso di lui, in preda all’estasi più pura. La mia figa grondava acqua e umori. Quando fui davanti a lui, mi alzai in piedi e, divaricate le gambe, iniziai ad abbassarmi su quel cazzo pulsante. I nostri corpi si unirono, scivolò dentro di me e mi baciò il seno, succhiandomi i capezzoli.
Lo sentivo spingere fino al profondo, muovendosi piano piano, lo strinsi a me, ondeggiai i fianchi in movimenti prima lenti e poi circolari. Ogni tanto spingevo con le gambe per spremerlo dentro alla mia vagina. Fu un breve momento, ma fu bellissimo.
La punta del cazzo di Bruno mi fece tornare il desiderio di essere penetrata ferocemente.
“Culo o figa?” Mi chiese, strusciandosi su di me e sbattendo il suo membro sulle mie natiche.
“Proviamo con la figa dai…”
Nel momento in cui raggiunse Federico dentro di me, fui travolta dal desiderio più assoluto. Mi abbandonai all’abbraccio del ragazzo sotto di me e lo baciai con un trasporto che mi imbarazzò un pochino. Mai nella vita avevo desiderato la bocca e la lingua di un altro uomo con così tanto ardore prima di quel momento.
I due membri bagnati scivolavano dentro di me, si facevano strada, spingevano con forza. Federico in modo gentile, Bruno con la solita veemenza, stavolta rallentata dall’altro ospite. Raggiunsi un secondo potentissimo orgasmo, Bruno fu sorpreso dalla quantità di fluidi che rilasciai. Il mio nettare gocciolava giù dalla mia figa, sulle palle di Federico che, forse per quella dolce sensazione, forse per la tensione erotica creatasi, mi avvisò che stava per venire.
Fece per spostarsi, ma io lo bloccai e strinsi forte la mia figa.
“Non pensarci nemmeno” dissi in un sospiro.
La sua bocca si unì di nuovo alla mia, mentre le sue spinte crescevano di intensità.
Il suo calore esplose in me come un fuoco d’artificio. Sentii il suo seme dentro la mia vagina, fui estasiata dalla vampa di calore e dal suono acquoso di quei cazzi che continuano imperterriti a tormentarmi. La sua sborra colava lentamente fuori di me, imbrattando le due aste, gocciolando sulle palle del ragazzo.
Bruno uscì e, masturbandosi forte, si avvicinò alla mia faccia. Lo sentii uscire, ma presa come ero nel baciare Federico, fui sorpresa di vedermelo arrivare a pochi centimetri dal volto, la sua cappella puntata verso di me.
Non ebbi neanche il tempo di rendermene conto. La sua calda sborra schizzò sui nostri visi, uniti in un bagnatissimo bacio. Continuammo a far danzare le nostre lingue in quel vischioso bacio, assaporando l’orgasmo di Bruno che ci guardava soddisfatto e bagnato di sudore.
Con ancora lo sperma di Bruno in faccia, mi voltai verso il lettino. Mi accomodai in un gustoso sessantanove per godermi Alessio e Barbara, mentre cercavo il mio sapore succhiando il cazzo stanco di Federico che, per tutta risposta, affondò il viso tra le mie gambe bagnate.
Il mio Alessio se ne stava in piedi, accanto ad Alex. I loro cazzi impugnati da Barbara che, dandomi le spalle, li incitava a venire.
Alessio fu il primo. Lo vidi chiudere gli occhi come suo solito. Barbara si alzò di scatto, lo abbracciò mentre con l’altra mano cercava di guidare il cazzo dentro di lei.
“Non fermarti” disse.
Il mio Alessio, lo stupore negli occhi, liberò il suo orgasmo dentro Barbara, che danzava sinuosa stretta a lui. Lo baciò a lungo mentre lo accompagnava verso la coda del suo piacere. Poi si voltò verso Alex e fece lo stesso con lui.
Quando anche Alex schizzò dentro di lei, crollò esausta sul lettino. Io lasciai Federico e cercai di raggiungere Alessio sulle mie gambe malferme dopo quella intensa sessione. Ci baciammo in uno stretto abbraccio, al quale si unì anche Barbara.
“Mica sarete già stanchi?” Ci chiese sorridendo maliziosa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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