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Orgia a motore (caraibi 4)
Matertattoo
14.06.2026 |
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"Il tubetto di crema passava di mano in mano, e così altre due girls si fecero prendere in doppia penetrazione, mentre quelle momentaneamente libere si leccavano a vicenda in un 69 da brividi..."
L’albergo era strutturato a ferro di cavallo, su due piani. La reception si trovava in un edificio separato che affacciava con l’ingresso sulla strada; attraversando la sala, si usciva nella zona comune con la piscina. Non c’erano ascensori né corridoi interni: le camere si raggiungevano tramite scale esterne che portavano a lunghi ballatoi, sui quali si affacciavano le porte e le finestre delle stanze. Al centro esatto sorgeva l’area comune, molto curata. Tra le palme e i cespugli ben tenuti erano distribuite sedie, sdraio e alcune amache dove gli ospiti si fermavano a rilassarsi. Era un hotel economico, pulito e accogliente, ma molto diverso dai resort di lusso della zona, tra i quali spiccava – e c’è ancora oggi – un famoso villaggio naturista.Rientrando dal locale eravamo tutti un po' brilli, così ci fermammo nella zona piscina per continuare la serata. Le girls erano sei, giovani, dai venti ai venticinque anni, tutte con dei culi da applauso: sporgenti, rotondi e duri come l’acciaio, sostenuti da cosche abbondanti e senza un filo di grasso. Appena videro l'acqua, si spogliarono della già poca stoffa che le copriva e si tuffarono senza pensarci due volte, rimanendo solo con il perizoma e le tette al vento. Anche i nostri eroi, cogliendo al volo l’ottima occasione, rimasero in mutande e si lanciarono dietro di loro, tra i gridolini delle ragazze e le loro urla di battaglia. Io, che ero stanco, mi sistemai su un'amaca con Cindy a farci le coccole. Poco dopo mi resi conto che intorno regnava il silenzio; tirai su la testa e vidi tutti i miei amici avvinghiati, a pomiciare lingua in gola con le giamaicane. A quel punto Cindy mi chiese di andare in camera: voleva darmi il regalo che mi aveva promesso. Dissi subito di sì, ma un’idea pericolosa si andava già formando nella mia mente. La mia stanza era una delle due posizionate alla fine del ferro di cavallo, quindi, oltre alla finestra sul ballatoio, ne aveva un'altra da cui godevo di una visuale perfetta su tutto l’edificio e sugli spazi comuni. Il piano cominciava a prendere forma.
Entrati in camera, Cindy andò in bagno. Io, dall’alto della seconda finestra, guardavo la piscina dove la temperatura stava salendo rapidamente. Aspettando che lei uscisse, mi spogliai, spensi la luce e mi distesi sul letto con il ventilatore a soffitto acceso al massimo. Cindy uscì dal bagno illuminata solo dalla luce che veniva da dietro: era nuda e fresca di doccia, non si era asciugata e le gocce d’acqua sembravano cristalli sulla sua pelle scura. Venne verso di me; il contatto con il suo corpo fresco e bagnato mi eccitò all'istante. Avevo iniziato a capire che mi piaceva comandare a letto, quindi la tirai a me e mi misi sopra di lei. Ci baciammo appassionatamente, ma io avevo un tarlo in testa e volevo fare in fretta. Con il corpo le feci spalancare le gambe e la penetrai subito. Era bagnata abbondantemente e iniziai a scoparla con colpi decisi. Quando rallentai il ritmo, lei ne approfittò per liberarsi e mettersi sopra di me. Con la mano mi avvicinò alle sue labbra e si impalò, iniziando a muoversi mentre io affondavo la faccia tra le sue tette, strizzandole i capezzoli.
Eravamo entrambi al limite quando lei si fermò. Dopo avermi dato un lungo bacio dolce, mi disse che era il momento di iniziare a scartare il regalo. Si mise a pecora, si allargò le chiappe con le mani e sussurrò: «Lick it up now»… leccalo adesso. Infilai subito la faccia tra quei glutei durissimi e iniziai a leccare con gusto il suo sacro pertugio. Anche questa era la mia prima volta, e fu bellissimo. Sentivo che si stava rilassando, così inserii lentamente l’indice nel buchetto bagnato di saliva. Lei emise un piccolo gemito che mi incoraggiò a infilare anche il medio. Sospirava, muovendo il bacino a seconda del movimento delle mie dita, poi disse: «I'm ready, fuck my ass».
Era la prima volta che praticavo l'anale, ma pensai fosse meglio essere delicato. Dopo aver appoggiato la cappella, iniziai a spingere con calma. L’idea di entrare in quel buchetto mi eccitò da morire e il mio cazzo, durissimo, in pochi secondi affondò tutto. Che sensazione stupenda: sentire il cazzo avvolto in quella maniera mentre lei contraeva i muscoli anali e mi stringeva l’asta. Aumentai il ritmo e, con esso, anche i gemiti di Cindy salirono di volume. A quel punto, avendo capito che godeva, iniziai a pompare come un toro. I gemiti diventarono urla; la sensazione di potere che provai fu bellissima, mi faceva sentire un vero maschio alfa. Cindy gridava «fuck my ass» e si strofinava il clitoride, io spingevo come se non ci fosse un domani, sudando copiosamente. Mentre l’orgasmo la stava per travolgere, non resistetti più e le sborrai dentro, godendo profondamente in culo.
Mi lasciai cascare sul letto per far diminuire i battiti cardiaci. Lei mi si avvicinò e mi chiese: «Piaciuto il regalo?». La guardai negli occhi e dissi solo: «Woooowwww». Mi alzai e andai in bagno per rinfrescarmi sotto la doccia. Quando uscii, andai dritto alla finestra e vidi che tutti erano ancora là sotto, con una differenza: da coppie sparse ai bordi della piscina si era formato un unico groviglio di corpi che si muoveva selvaggiamente sotto la luna. Il piano era completo, non potevo farmi scappare l’occasione di partecipare alla mia prima orgia.
Mi girai verso il letto e lentamente mi sdraiai vicino a lei accarezzandola. Feci un paio di sbadigli finti e dissi: «I ragazzi stanno ancora bevendo, ma io sono distrutto. Mi hai fatto il regalo più bello, grazie». Ci guardammo negli occhi e lei mi rispose: «Grazie a te per questi giorni di felicità». Ci baciammo dolcemente e lei si girò, accoccolandosi con la schiena contro il mio petto nella classica posizione del cucchiaio. Da dietro la abbracciai e le sussurrai all'orecchio: «Goodnight».
Chiusi gli occhi, ma il cuore mi stava esplodendo nel petto: dovevo solo aspettare che si addormentasse. Fortunatamente dalla piscina non arrivavano rumori troppo forti, così cercai di non pensarci e feci finta di dormire. Dopo poco il respiro di Cindy si fece lento e regolare; si era addormentata. Il cuore mi accelerò di nuovo. Lentamente mi staccai da lei, scivolai giù dal letto e andai alla porta, cercandola di aprire nel modo più silenzioso possibile. In pochi secondi fui fuori, correndo lungo le scale esterne per raggiungere gli altri.
Avevano unito sei lettini in un punto riparato, schermato dalle piante. Quando arrivai, mi trovai davanti a un sei contro sei spettacolare. Nessuno si accorse del mio arrivo perché erano tutti distesi e le girls li stavano cavalcando. Sembravano i sei cilindri di un motore a scoppio: una saliva e quella accanto scendeva, creando un su e giù ipnotico. Al posto del rumore del motore, l'aria era piena dei gemiti delle ragazze e dei grugniti degli uomini. I sei culi in fila erano uno meglio dell’altro; non sapendo chi scegliere, puntai il più grosso. Avevo appena scoperto il piacere di un culo e non vedevo l’ora di farmene un altro.
Mi avvicinai da dietro a quel culone. Non appena la ragazza avvertì la mia presenza, si girò e scoppiò a ridere, attirando l'attenzione di tutti. Il mio arrivo fu salutato da applausi e risate collettive. Io, con le mani, facevo cenno di fare piano: «Così la svegliate, cazzo!», e giù altri applausi e altre risate. A stento trattenevo le lacrime dal ridere. La culona, che aveva capito perfettamente le mie intenzioni, allungò una mano verso la sua borsetta, tirò fuori un tubetto di crema per il corpo, se ne versò un po' sul palmo e con le dita si lubrificò il buchetto. La rimanente la spalmò sul mio cazzo, facendomi una sega veloce. Quando lasciò la presa e si rimise in posizione, mi sistemai dietro di lei e puntai l’obiettivo. Spinsi piano ma con costanza; lei inarcò la schiena e io entrai tutto.
A quel punto il ragazzo sotto di lei iniziò a pompare e io andai a ritmo dietro di lui, con la culona che gemeva e si allargava i megachiapponi con le mani. Gli altri si eccitarono ancora di più a quella vista. Il tubetto di crema passava di mano in mano, e così altre due girls si fecero prendere in doppia penetrazione, mentre quelle momentaneamente libere si leccavano a vicenda in un 69 da brividi. Ormai la direzione dell’orgia era tracciata: si continuò a rotazione, rigorosamente in doppia, con le ragazze senza cazzo che facevano da jolly passando da un corpo all'altro.
Esausti e appagati, dopo aver scopato e inculato per non so quante ore, ci buttammo tutti in piscina per rinfrescarci e permettere alle girls di ripulirsi di tutta la sborra che avevano addosso. Quella fu l’ultima volta che entrai in quella piscina.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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