La Farmacia del Paese 2
Victor69
Le tre settimane successive alla prima cena erano passate come un turbine. Ornella non riusciva a togliersi dalla testa la sensazione di quel cazzo enorme che l'aveva riempita, che l'aveva sfondata, che l'aveva fatta gridare come non aveva mai gridato in trent'anni di matrimonio. Ogni volta che chiudeva gli occhi, rivedeva Sergio sopra di lei, sentiva il suo peso, il suo odore, il suo respiro. E sentiva ancora l'allargamento, quel dolore che si trasformava in piacere puro, quella sensazione di essere completamente piena, completamente aperta, completamente sua.
Claudio, dal canto suo, non riusciva a togliersi dalla testa Anna. Il modo in cui aveva gemuto quando lui l'aveva penetrata, il modo in cui si era aggrappata a lui, il modo in cui aveva urlato il suo nome. Per la prima volta in anni, una donna lo aveva guardato come se fosse l'uomo più desiderabile del mondo. E quella sensazione lo faceva sentire vivo.
Una sera, dopo la chiusura della farmacia, mentre Claudio abbassava la saracinesca, Ornella gli si avvicinò da dietro e gli posò le mani sulle spalle. Claudio, disse, dobbiamo parlare. Lui si voltò, e la guardò con un'espressione interrogativa. Di cosa? Ornella prese un respiro profondo. Di quella notte. Di Sergio. Di Anna. Di noi. Claudio annuì, e per un momento ci fu un silenzio. Poi disse: Anch'io ci penso continuamente. Ornella sorrise, e gli prese la mano. E allora, disse, perché non li richiamiamo? Claudio la guardò, sorpreso. Vuoi rivederli? Ornella annuì. Sì, disse. E non solo per il sesso. Anche se quello... è stato incredibile. Ma perché mi sono sentita viva, Claudio. Per la prima volta in anni, mi sono sentita desiderata. E anche tu, lo so. Claudio la guardò, e capì. Sì, disse. Anche io. E poi sorrise. E allora, richiamiamoli.
Il giorno dopo, Ornella chiamò Anna. Il telefono squillò tre volte, e poi sentì la voce di Anna, che sembrava felice di sentirla. Ornella! Che bello sentirti. Ornella sorrise, e disse: Anna, volevamo invitarvi di nuovo a cena. Ma questa volta, se preferite, possiamo venire noi a casa vostra. Ci fu un momento di silenzio, e poi Anna disse, con un tono che era insieme sorpreso e felice: Davvero? Sì, disse Ornella. Se vi va. E Anna, con una voce che tremava leggermente di eccitazione, disse: Ci farebbe molto piacere. Sabato sera? Perfetto, disse Ornella. Sabato sera.
Il sabato arrivò in fretta. Ornella e Claudio si prepararono con cura: lei con un vestito scuro che le lasciava le spalle scoperte, lui con una camicia chiara e un'aria nervosa. La casa di Anna e Sergio era una villetta a due piani, con un giardino curato e una veranda sul retro. Quando suonarono il campanello, Anna aprì la porta, e sorrise. Era elegante, con un vestito rosso che le arrivava al ginocchio, e i capelli sciolti. Entrate, disse. La cena è quasi pronta. Si sedettero a tavola, e per un po' parlarono di cose banali: del lavoro, del tempo, del paese. Ma c'era una tensione nell'aria, una corrente elettrica che passava tra i quattro. Dopo il secondo piatto, il vino aveva sciolto le lingue, e la conversazione si fece più intima. Anna guardò Ornella, e disse: Sapete, dopo quella notte, Sergio e io abbiamo parlato molto. Ornella la guardò, e sentì il cuore che batteva più forte. E cosa avete detto? Anna sorrise, e guardò Sergio, che annuì. Abbiamo detto, disse Anna, che è stata la notte più bella della nostra vita. Non solo per il sesso. Ma perché per la prima volta, ci siamo sentiti davvero... completi. Ornella sentì un nodo alla gola. Anche noi, disse. E per un momento, nessuno parlò. Poi Sergio alzò il bicchiere, e disse: Allora, perché non brindiamo? A noi. E a quello che è venuto. E che verrà. Brindarono, e per un momento ci fu un silenzio carico di significato. Poi Anna si alzò, e prese Ornella per mano. Vieni, disse. Ti mostro la casa. Ornella la seguì, e Claudio e Sergio rimasero a tavola, a guardarsi con un sorriso.
Anna la portò in salotto, dove il divano era ampio e le luci erano basse. Si sedettero, e per un momento nessuna delle due parlò. Poi Anna si avvicinò, e le posò una mano sulla guancia. Ornella, disse, non voglio che quella notte sia stata solo un episodio. Ornella la guardò, e sentì un brivido. Nemmeno io, disse. E si baciarono. Un bacio lento, profondo, che sapeva di desiderio e di attesa. Le loro lingue si esplorarono, e Ornella sentì le mani di Anna che le accarezzavano la schiena, che le sbottonavano il vestito, che la spogliavano con una calma che la faceva impazzire. In pochi istanti, Ornella era nuda, e Anna la guardò, con gli occhi che brillavano. Sei bellissima, disse. Ornella sorrise, e la baciò di nuovo. Poi Anna si inginocchiò davanti a lei, le aprì le gambe, e si chinò sulla sua figa. Non cominciò subito a leccarla. Prima la guardò, la studiò, con gli occhi che esploravano ogni piega, ogni angolo. Poi cominciò a leccarla, con una lentezza che faceva impazzire, con la lingua che si muoveva in cerchi lenti, precisi, che la portavano al limite senza mai farla cadere. Ornella urlò, si contorse, affondò le dita nei capelli biondi di Anna, e venne con un urlo che riempì il salotto. Poi Anna si alzò, e si sdraiò sul divano, tirando Ornella sopra di sé. Vieni qui, disse. Ornella si mise a cavalcioni sul suo viso, e Anna cominciò a leccarla di nuovo, mentre con le mani le accarezzava i seni, i fianchi, il culo. Ornella gemette, si contorse, e venne di nuovo, con un urlo che riempì la stanza. Poi si scambiarono: Ornella si sdraiò sul divano, e Anna si mise a cavalcioni sul suo viso, offrendole la sua figa bagnata. Ornella cominciò a leccarla, con la lingua che esplorava ogni piega, ogni angolo, e Anna gemette, si contorse, e venne con un urlo che riempì il salotto.
Nel frattempo, in cucina, Claudio e Sergio si guardavano, con un sorriso di complicità. Sergio versò due bicchieri di vino, e ne porse uno a Claudio. Alla salute, disse. Claudio alzò il bicchiere, e brindò. Alla salute. Per un momento, nessuno dei due parlò. Poi Sergio disse: Sai, non avrei mai pensato che sarebbe successo. Claudio lo guardò, e sorrise. Nemmeno io. Ma è successo. E non voglio che finisca. Sergio annuì. Nemmeno io. E poi disse: Andiamo a vedere cosa stanno combinando? Claudio sorrise, e lo seguì.
Quando entrarono in salotto, trovarono Anna e Ornella intrecciate sul divano, nude, sudate, con i respiri affannati. Anna alzò lo sguardo, e sorrise. Venite qui, disse. Abbiamo bisogno di voi. Claudio e Sergio si guardarono, e poi si avvicinarono. Sergio si inginocchiò davanti a Ornella, e cominciò a leccarla, con la lingua che esplorava la sua figa, che la portava al limite. Ornella urlò, si contorse, e sentì le mani di Claudio che le accarezzavano i seni, mentre Sergio la leccava. Poi Sergio si alzò, e si mise dietro di lei. Ornella era a quattro zampe sul divano, con il culo sollevato, e sentì le mani di Sergio che le aprivano le natiche. Sentì la punta del suo cazzo che premeva contro il suo buco, e un brivido la attraversò. Era enorme, molto più grande di quello di Claudio, e Ornella sentì il cuore che batteva all'impazzata. Sergio cominciò a spingere, lentamente, e Ornella sentì la testa del suo cazzo che entrava, che la riempiva, che la allargava. Gemette, e affondò le dita nel cuscino. Sergio continuò a spingere, e Ornella sentì ogni centimetro che entrava in lei, che la riempiva completamente. Era un dolore che si mescolava al piacere, una sensazione che non aveva mai provato prima. E quando Sergio fu completamente dentro di lei, Ornella sentì un'ondata di piacere che la travolse. Cominciò a muoversi, e Sergio la seguì, con un ritmo lento, profondo, che la faceva impazzire. Ornella urlò, si contorse, e sentì il cazzo di Sergio che la sfondava, che la riempiva, che la faceva godere come non aveva mai goduto. E mentre Sergio la scopava nel culo, Claudio si avvicinò a Anna, e cominciò a leccarla, con la lingua che esplorava la sua figa, che la portava al limite. Anna urlò, si contorse, e sentì le mani di Sergio che le accarezzavano i seni, mentre Claudio la leccava. Poi Claudio si alzò, e la penetrò, con un movimento lento, profondo. Anna gemette, e sentì il cazzo di Claudio che la riempiva, che la faceva impazzire. Era più piccolo di quello di Sergio, ma sapeva come usarlo, e Anna sentì finalmente un piacere che non provava da anni. Claudio cominciò a muoversi, con un ritmo perfetto, e Anna sentì l'orgasmo che saliva, che la travolgeva, e venne con un urlo che riempì il salotto.
E così, i quattro corpi si muovevano in un intreccio di carne, di sudore, di sesso, senza mai fermarsi, senza mai saziarsi. Ornella venne infinite volte, con il cazzo di Sergio che la sfondava nel culo, e Anna venne infinite volte, con il cazzo di Claudio che la riempiva nella figa. Ma questa volta, quando l'alba filtrò attraverso le tende, non erano solo intrecciati sul divano. Erano consapevoli di aver trovato qualcosa di raro, qualcosa che andava oltre il semplice piacere fisico. Ornella si sdraiò sulla moquette, con il respiro ancora affannato, e guardò il soffitto. Non voglio che sia solo una volta, disse. Non voglio che sia solo un segreto. Anna la guardò, e annuì. Nemmeno io, disse. E allora, disse Ornella, facciamo un patto. Claudio e Sergio si guardarono, e poi guardarono le loro mogli. Che patto? chiese Sergio. Ornella si mise a sedere, e li guardò tutti. Il patto è questo, disse. Ci vediamo una volta al mese. A casa nostra o a casa vostra. E in quelle sere, siamo liberi. Liberi di desiderare, di godere, di prenderci quello che vogliamo. Ma quando torniamo alla nostra vita, torniamo insieme. Come marito e moglie. Come prima. Ma con un segreto in più. Un segreto che ci tiene uniti. Ci fu un lungo silenzio. Poi Anna sorrise, e prese la mano di Ornella. Accettato, disse. Sergio annuì, e guardò Claudio. Accettato, disse. Claudio sorrise, e prese la mano di Ornella. Accettato, disse. E così, il patto fu sigillato. Non con un documento, non con un giuramento. Ma con un bacio, e con la promessa di rivedersi. E da quel giorno, ogni mese, la farmacia chiudeva un'ora prima, e i quattro si ritrovavano. A volte a casa di Claudio e Ornella, a volte a casa di Anna e Sergio. E ogni volta, era come la prima: intenso, profondo, meraviglioso. Ornella scoprì che il cazzo di Sergio non le faceva più male, perché il suo corpo si era abituato, e il dolore si era trasformato in puro piacere. E Anna scoprì che con Claudio poteva finalmente godere senza paura, senza dolore, senza dover stringere i denti. E i quattro, ognuno a modo suo, avevano trovato quello che cercavano. Erano soddisfatti, finalmente. E sapevano che quella soddisfazione non sarebbe finita. Perché avevano trovato il modo di averla, ogni volta che volevano.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La Farmacia del Paese 2:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
