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Scambio di Coppia

Capitolo 2 – Malati di sesso


di Membro VIP di Annunci69.it Victor69
11.07.2025    |    84    |    0 6.0
"Quando Angela gli tolse la benda, lo sguardo si incrociò per un istante con quello di Stefano..."
Angela si svegliò tardi quella mattina, le gambe ancora indolenzite, la pelle calda sotto le lenzuola e la testa piena di immagini che non si decidevano ad andar via. Marisa, il suo odore, le sue dita, quel modo naturale e diretto di toccarla, come se il corpo di Angela fosse stato suo da sempre. Sul comodino, una rosa lasciata da Marco, un gesto che le fece sorridere. In cucina, il profumo di caffè. Angela si avvolse nella vestaglia, quella stessa trasparente e provocante della sera prima, e raggiunse il marito. Marco era in accappatoio, il viso disteso, un sorriso diverso dal solito. Dormito bene le chiese, passandole una tazzina calda. Diciamo riposato poco, ma rigenerata. Angela si sedette con grazia, le gambe accavallate con lentezza. Lo guardava dritto negli occhi, con quella scintilla maliziosa che aveva dimenticato di avere. Hai pensato a ieri sera sussurrò. Marco si schiarì la voce. Continuamente. Tu eri bellissima, selvaggia, non ti vedevo così da anni. Angela accennò un sorriso. È che qualcuno ha risvegliato parti di me che credevo addormentate. Gli lasciò un bacio sul collo, poi sussurrò. Ti è piaciuto guardarmi, vero? Marco annuì. Sì, mi ha fatto impazzire vedere le tue cosce tremare, il tuo viso che cambiava mentre godevi sotto di lei. Angela si avvicinò ancora. E se ti dicessi che mi sono bagnata solo a ripensarci? Marco la guardò serio. Angela, stai giocando con il fuoco. Lo sai che il mio cazzo non è mai abbastanza. Lei sorrise. Forse, ma mi piace sentire il calore del cazzo.

Verso sera, Angela ricevette un messaggio da Marisa. Mi sei rimasta. Se domani vuoi, passo da sola. Una tisana, due chiacchiere, o qualcosa in più. Angela rimase a fissare il testo per qualche secondo, poi digitò con calma. Porta il dildo realistico e il gel. Marco sarà via domani. Sono tua. Chiuse il telefono. Si alzò, si guardò allo specchio. La professoressa, la moglie, l'amante. Tre donne in una. E tutte, per la prima volta dopo tanto tempo, vive.

Il pomeriggio era tiepido, l’aria profumava di lavanda. Angela aveva passato ore a prepararsi, un bagno lungo, oli profumati, una lingerie nuova sotto una sottoveste morbida color avorio. Il suo corpo sembrava più giovane, teso, pronto, la figa che palpitava. Alle 17.30 suonò il campanello. Marisa non era sola. Con lei c’era anche Stefano, il marito, lo sguardo curioso e visibilmente eccitato, come se sapesse già cosa li attendeva. Spero non disturbi, disse Marisa con un sorriso tagliente. Angela ha scritto che era tutta mia, ma oggi volevo condividerla. Angela deglutì. Un fremito le attraversò la schiena. Sono pronta, Marisa, anche per qualcosa in più. Non persero tempo. La conversazione fu breve, ma i corpi avevano già iniziato a parlarsi. Angela fu fatta accomodare sul grande divano del salotto. Marisa le si sedette accanto, le slacciò la sottoveste lentamente, come se stesse aprendo un regalo. È tutta tua chiese Stefano alla moglie, mentre guardava le curve mature di Angela rivelarsi una dopo l'altra. No, rispose Marisa, è nostra. In pochi istanti Angela si ritrovò nuda. Le mani di Marisa erano ovunque, le labbra pure, le succhiava i capezzoli con una fame sensuale, mentre le dita esploravano la sua intimità con sicurezza.

Stefano si era già spogliato. Il suo membro, grosso e pulsante, era un invito silenzioso. Si avvicinò e si inginocchiò davanti ad Angela, che lo guardava ipnotizzata. Posso chiese, quasi per cortesia. Angela non rispose, ma spalancò le gambe, guidando con le mani il suo membro alla bocca della figa. Marisa intanto la baciava sul collo, la leccava dietro l'orecchio, sussurrandole. Ti vedo finalmente viva. Stefano cominciò a muoversi dentro di lei con calma, sentendola stringere ancora, nonostante l'età. Angela gemeva piano, come se ogni penetrazione liberasse una frustrazione mai davvero estinta. Marisa scese, si mise tra le gambe di Angela e iniziò a leccarla mentre il marito la scopava. Alternava la lingua sul clitoride e piccoli baci sul punto esatto dove i loro corpi si univano. Angela tremava, completamente esposta, dominata dal piacere e da quella nuova sfrontatezza. Sentiva di non voler mai più tornare indietro. Vi prego, continuate, ansimò con la voce spezzata dal godimento.

Stefano aumentò il ritmo e, mentre veniva dentro di lei, Marisa sostituì il suo posto, inginocchiandosi per raccogliere il liquido caldo e succhiarlo via, direttamente dal sesso di Angela, senza alcuna vergogna. Angela gridò. Un orgasmo intenso la attraversò come un'onda improvvisa. Più tardi, stesi sul tappeto, nudi e sudati, Angela chiese. Perché aspettare così tanto per vivere questo? Marisa le accarezzò il ventre. Perché prima eravamo occupati a essere ciò che gli altri volevano. Ora siamo solo noi. Finalmente. Angela chiuse gli occhi. Non era più solo desiderio. Era rinascita.

Marco tornò a casa prima del previsto. Angela lo attendeva, apparentemente tranquilla, seduta in soggiorno con un calice di vino. Ma non era sola. Marisa e Stefano erano lì, vestiti in modo fin troppo rilassato per essere solo ospiti. Sorpreso chiese Angela con un sorriso intrigante. Piacevolmente, rispose Marco, anche se un filo di tensione gli vibrava sotto la pelle. Oggi vogliamo farti rilassare, aggiunse Marisa, accarezzandogli il petto sotto la camicia con un gesto lento e deciso. Angela gli prese le mani. Ti fidi di me? Sempre, rispose lui, con un leggero tremore nella voce. Marisa si avvicinò alle sue spalle e, con un gesto elegante, gli coprì gli occhi con una benda di seta nera.

Marco rimase in piedi, cieco ma curioso. Mani femminili iniziarono a slacciargli i bottoni, una dopo l’altra. La camicia gli scivolò dalle spalle, i pantaloni seguirono. La pelle nuda, tesa dall’attesa, sembrava vibrargli addosso. Angela lo guidò verso il divano, lo fece sedere. Stai fermo e goditi tutto, sussurrò. Qualcosa di caldo e umido avvolse il suo sesso. Una bocca morbida, affamata. La lingua girava lenta intorno al glande, poi risucchiava con forza. Marco gemeva. Mmmh, Angela. Ma Angela era a due metri da lui, seduta nuda, le gambe accavallate e il respiro pesante per l’eccitazione.

Era Stefano a lavorarlo con la bocca, con una sicurezza disarmante. Non l’ha mai preso in bocca un uomo, vero? sussurrò Marisa ad Angela, sfiorandole il seno. Mai. E non ha idea, rispose lei, eccitatissima nel vederlo così vulnerabile, così ignaro. Stefano continuava, spingendosi più in fondo, mentre Marco si lasciava andare, piegando la testa all’indietro, ansimando. Quando Angela si avvicinò per togliergli la benda, Marco era in pieno godimento, il corpo contratto. Quando vide chi lo stava succhiando, il cuore gli esplose nel petto. Ma non si tirò indietro. Anzi, il suo sguardo cercò quello di Angela. Sapevi tutto? Lei gli si sedette sulle gambe, nuda, bagnata, e si strusciò su di lui. E ti è piaciuto. L’ho visto nei tuoi occhi. Nei tuoi fianchi che spingevano. Marco non rispose. Era vero. C’era qualcosa di potentemente erotico nel non sapere, nel perdersi.

Angela lo baciò, poi guardò Stefano. Ora scopami mentre mio marito guarda. E se volesse partecipare? chiese Marisa, già pronta a provocare ancora. Angela sorrise. Forse è arrivato il momento che anche lui scenda in ginocchio. Marco era immobile. Bendato. Il fiato corto. Sapeva che qualcosa in lui stava cambiando. Quando Angela gli tolse la benda, lo sguardo si incrociò per un istante con quello di Stefano. Nessuno parlava. Ma il silenzio era più eloquente di qualsiasi parola. Angela si chinò e baciò Marco, ancora eccitato, poi si rivolse a Stefano. Lui è tuo adesso. Ma voglio guardare ogni singolo secondo.

Stefano annuì, e Marco, inaspettatamente, non si tirò indietro. Non c’era più imbarazzo, solo desiderio nudo e diretto. Stefano si sedette sul tappeto, le gambe aperte. Il suo sesso, rigido e pulsante, sembrava chiamare Marco, che si inginocchiò davanti a lui. Lo prese in mano, esitò un secondo, poi fece scivolare lentamente le labbra su di lui. Angela, seduta nuda sulla poltrona, si toccava. Guardava Marco succhiare un altro uomo, lentamente, goffo all’inizio, poi più sicuro, quasi affamato. Bravo amore, sì, prenditelo tutto, sussurrò con voce roca. Stefano si sdraiò sul tappeto e, con un gesto deciso, prese in bocca il sesso di Marco. Le loro teste si incrociarono. Un 69 improvviso, audace, naturale. Due uomini pieni di desiderio che si abbandonavano completamente.

Marisa si avvicinò ad Angela, le accarezzò il ventre, poi il seno. Sono bellissimi, vero? Sono miei, rispose Angela. Ma mi eccita da morire vederli così. I gemiti dei due uomini si mescolavano, mentre si leccavano, si succhiavano, si esploravano con la bocca, senza più paura. Ogni spinta, ogni sussulto, accendeva ancora di più le due donne, che si masturbavano l’una accanto all’altra. Angela non resistette. Si alzò e si inginocchiò accanto a loro. Posso unirmi? Marco, senza dire una parola, le offrì il suo sesso, mentre continuava a succhiare quello di Stefano. Lei lo prese in bocca e li guardò da sotto, immersa in una scena tanto proibita quanto irresistibile. Era il momento più intenso, più spinto, più libero della loro vita. E nessuno aveva più bisogno di spiegazioni.

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