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La Riviera dei Desideri


di Membro VIP di Annunci69.it Victor69
24.07.2025    |    84    |    0 6.0
"Poi Rosanna prese lo spazzolino di Carla e glielo passò lentamente tra le labbra..."
Erano sposati da 45 anni.
Enzo e Rosanna, settantenni, vivevano in una villetta curata a due passi dalla spiaggia di Rimini. Il profumo del mare entrava ogni mattina dalle persiane, mescolandosi con l’aroma del caffè che Rosanna preparava con gesti ormai automatici. Le loro giornate scorrevano lente: passeggiate sul bagnasciuga, gelati al tramonto, chiacchiere tranquille sotto l’ombrellone, e poi la sera… il solito letto, i soliti pigiami, i soliti silenzi comodi.

Ma da mesi qualcosa ribolliva sotto quella routine.
Un desiderio sordo, che affiorava nei sogni, nei piccoli tocchi a tavola, negli sguardi persi.
Un bisogno che si faceva insopportabile soprattutto di notte, quando i loro corpi si sfioravano senza davvero cercarsi.
Una fame antica. Un vuoto bollente.

Una sera di luglio, seduti sul terrazzo con vista Adriatico, l’aria che profumava di salsedine e gelsomino, Enzo spezzò il silenzio con una voce ruvida:

«Rosà… ti manca sentirci giovani? Ma davvero giovani…»
Lei lo guardò sopra il bicchiere d’Aperol. Il tramonto le colorava le rughe di bronzo e malinconia.
Poi parlò, senza filtri:

«Mi manca essere sbattuta come una troia. Guardata. Leccata. Riempita. Senza vergogna, senza pietà.»

Il bicchiere tremò nelle mani di Enzo. Quel linguaggio, quella confessione così cruda e lucida lo fece fremere.

Quella notte, fecero l’amore. Ma non come al solito.
Rosanna si spogliò davanti a lui, lentamente, fissandolo negli occhi. Poi si mise a quattro zampe sul letto, con il culo alto e le gambe divaricate.
«Scopami forte. Nel culo. Voglio sentire che esisto.»
Enzo obbedì.
Le affondò il cazzo lentamente, poi con rabbia, come se volesse strappare il tempo con ogni spinta.
Rosanna venne con un urlo rauco, gli artigli conficcati nel materasso.
Le persiane tremarono, insieme a tutto quello che credevano fosse finito per sempre.

Due settimane dopo, curiosi e ancora accesi, si presentarono a un party esclusivo in una villa privata sul colle di Covignano.
Era un incontro per over 50, ma l’età non contava.
Champagne, musica jazz soffusa, piscine illuminate, e corpi liberi. Nessun obbligo. Solo possibilità.

E fu lì che incontrarono Marcello.
58 anni, capelli sale e pepe, pelle abbronzata, sorriso da lupo di mare.
Indossava un bermuda chiaro e una maglietta aderente che lasciava intravedere un fisico asciutto, curato.
Si avvicinò con due bicchieri in mano e una voce che sapeva di sigarette leggere e notti lunghe:

«Siete la coppia più eccitante della serata. Mi fate venire voglia di… partecipare.»

Rosanna rise, accavallando le gambe con lentezza.
Enzo arrossì, ma non distolse lo sguardo.
Sentì un brivido quando Marcello gli sfiorò il polso con il dito medio:

«Anche tu, Enzo. Hai un’aria da uomo che ha solo bisogno di essere svegliato.»

Tre giorni dopo, Marcello entrò nella loro casa con una bottiglia di prosecco e uno sguardo famelico.
Rosanna lo accolse con una vestaglia di seta aperta sul seno nudo.
Sedettero sul divano. Un brindisi. Poi un silenzio carico di elettricità.
Marcello si avvicinò, le accarezzò la coscia.
Enzo osservava, teso. Poi si avvicinò anche lui. Le baciò il collo, mentre le mani si incrociavano sulle sue gambe aperte.

«Fatemi sentire viva… come non lo sono da anni.»

Marcello si inginocchiò e le leccò la figa con lentezza chirurgica.
La lingua esplorava, scavava, accarezzava.
Rosanna gemeva, la testa all’indietro.
Enzo le succhiava i capezzoli, mentre con due dita le massaggiava il clitoride.
Poi, con naturalezza, Marcello prese la mano di Enzo e la posò sul suo cazzo già duro.

«Toccami. Voglio sentire le tue dita mentre la fai godere.»

Enzo esitò. Poi lo fece.
Mentre sua moglie urlava sotto la lingua di un altro uomo, lui lo masturbava, guardando tutto.
Marcello si alzò e gli offrì il cazzo.

«Succhialo, Enzo. Guardala… guarda come ti guarda mentre ingoi il mio cazzo.»

E Enzo lo prese in bocca. Piano, inesperto, ma voglioso.
Rosanna si toccava, bagnata come non mai.

Poi fu il momento.
Rosanna a quattro zampe. Marcello dietro. Colpi profondi, selvaggi.
Enzo davanti, che si masturbava.
Finché Marcello non gli prese il cazzo e lo spinse nella bocca di Rosanna:

«Riempiamola insieme. Da ogni buco. Come merita.»

Gemiti. Sudore. Corpi intrecciati.
Rosanna venne con un urlo roco, Marcello le sborrò nel culo, Enzo le venne in gola.
Crollarono sul divano, esausti. Ma affamati di più.

Nei giorni seguenti esplorarono ogni fantasia.
Rosanna prendeva due cazzi insieme: uno in figa, uno in culo.
Marcello e Enzo si masturbavano l’un l’altro. Si baciavano. Si leccavano.
Rosanna li faceva inginocchiare, gli infilava i plug e comandava, nuda e regale.

Erano anziani solo per l’anagrafe.
Ma il sangue correva veloce.
La carne vibrava.

L’ultima sera, Marcello disse sottovoce:

«Mi avete fatto sentire giovane. Libero. Desiderato.»
Enzo rispose guardando sua moglie con occhi nuovi:

«Anche noi. Per la prima volta… ci siamo davvero conosciuti.»

La settimana successiva, mentre facevano colazione nudi sul terrazzo, Rosanna guardò il mare e disse:

«La prossima volta… voglio una donna. Una che mi lecchi mentre voi due vi sbranate davanti a me.»

Marcello sorrise, come se lo sapesse già.

«Conosco la persona perfetta.»

E così, una sera di fine agosto, arrivò Carla.
55 anni, capelli corti, occhi verdi, labbra carnose e decise.
Quando varcò la soglia della casa, non disse una parola.
Si tolse il vestito lungo e rimase nuda, con solo dei sandali chiari.
Rosanna le si avvicinò, la sfiorò con le dita tremanti.

«Non ho mai avuto una donna. Ma l’ho sempre desiderato.»

Carla le prese il viso tra le mani.

«Allora sarà dolce. Ma anche sporco. Come dev’essere.»

E la baciò. Un bacio lento, caldo, che sciolse anni di attese.
Poi scesero giù sul tappeto del salotto.
Rosanna le leccò la figa con una fame nuova. Carla gemeva, le dita tra i capelli grigi della sua amante.
Enzo e Marcello, già nudi, si accarezzavano guardandole.

Poi Rosanna si mise a quattro zampe.
Carla le aprì le natiche e le leccò l’ano con lentezza divina.
Marcello, dietro, glielo ficcò nel culo.
Enzo davanti glielo mise in bocca.

Una sinfonia di carne.
Tre bocche. Tre buchi.
Rosanna tremava, mentre Carla la stimolava da sotto, leccando anche i testicoli dei due uomini.
Fu un’esplosione.

Ma non era finita.
Carla prese uno strap-on e sodomizzò Rosanna mentre Enzo le leccava il clitoride.
Poi i due uomini si masturbarono davanti alle donne che si baciavano, si leccavano, si offrivano.
Non c’era più pudore. Solo desiderio.

Alle tre del mattino, esausti, si abbracciarono tutti sul divano.
Marcello prese un bicchiere e disse:

«Siamo vecchi. Ma scopiamo come ventenni. Anzi, meglio. Perché non dobbiamo dimostrare niente. Solo goderci tutto.»

Rosanna si strinse a Carla.
Enzo prese il cazzo flaccido di Marcello tra le dita, lo baciò con affetto.

E in quel silenzio caldo, mentre fuori il mare faceva il suo respiro lento, la Riviera dei Desideri continuava a vibrare.

L’ultima settimana di agosto si apriva con una luce diversa, più morbida, come se anche il sole rallentasse, sazio d’estate. Enzo e Rosanna, dopo quella notte con Marcello e Carla, avevano smesso di fingere normalità. Non c’erano più pigiami o silenzi forzati. Vivevano nudi, con i segni dell’amore sparsi sul corpo come medaglie: morsi, lividi, graffi che raccontavano storie che nessun album fotografico avrebbe mai potuto contenere. Al mattino Rosanna si svegliava prima, faceva il caffè e tornava a letto per berlo tra le lenzuola ancora sporche di sesso. Enzo si stiracchiava, poi la baciava dove capitava, sulla spalla, sulla pancia, sul seno, sul pube se lei apriva le gambe con quel mezzo sorriso che ormai era diventato un invito costante. Ma non era solo voglia: era fame, era rinascita, era il corpo che chiedeva quello che per anni era stato negato dalla paura di essere ridicoli, vecchi, fuori tempo massimo.

Fu proprio in una di quelle mattine lente, mentre il sole entrava obliquo e Rosanna si stava masturbando davanti allo specchio con le dita appoggiate leggere sul clitoride, che arrivò il messaggio. Era di Carla. Un audio, breve, sussurrato. «Sto pensando a voi. Alla tua lingua, Rosanna. Al cazzo di Enzo che mi ha tenuta aperta. Torno giovedì. Restate caldi.» Rosanna lo fece ascoltare a Enzo mentre lui le leccava il seno. E sentirla parlare così, quella voce bassa, carica di lussuria trattenuta, lo fece venire senza nemmeno toccarsi. Rosanna lo guardava ridere e tremare mentre il suo liquido gli colava sul ventre. «Ti sei svuotato solo con la voce di quella troia...» disse, compiaciuta, mentre si infilava due dita nel culo.

Il giovedì arrivò con un vento caldo e insistente. Carla si presentò all’improvviso, senza avvisare. Indossava un vestito nero corto e leggero, i capelli raccolti in una treccia morbida che lasciava il collo libero. Non portava reggiseno. Non portava mutandine. Sotto il vestito, solo pelle e profumo di vaniglia salata. Rosanna le aprì la porta nuda, senza alcun pudore, con i capezzoli duri per il vento e l’emozione. Si baciarono subito. Nessun saluto, nessuna frase di circostanza. Lingue. Fiato. Mani. Enzo le osservava da lontano, già in erezione, seduto sul divano con un bicchiere di rosso che tremava nella mano. Carla si avvicinò, gli salì sopra senza dire nulla, si abbassò lentamente e lo prese in bocca mentre lo guardava fisso negli occhi. Rosanna si inginocchiò accanto e le carezzava i fianchi, le leccava il culo, mordendole le natiche nude con voglia quasi feroce.

Quella sera non spensero mai le luci. Non si misero a letto. Il sesso si spostava da stanza a stanza come un temporale bollente. Sul tavolo della cucina, Rosanna si fece prendere da dietro da Carla con lo strap-on mentre Enzo le leccava il clitoride fino a farla squirtare sulla tovaglia. In bagno, Carla si fece lavare tra le gambe da Rosanna mentre Enzo si masturbava guardandole nella vasca. Poi Rosanna prese lo spazzolino di Carla e glielo passò lentamente tra le labbra. «Ti lavi i denti, troia?» sussurrò, mentre le apriva le gambe e le infilava due dita. Nella notte, dormirono a turno, sfiniti ma incapaci di fermarsi. Verso le tre, Rosanna si svegliò e trovò Carla che le stava leccando i piedi. Non disse niente. Si lasciò fare, accarezzandosi i seni. Poi sussurrò: «Metti quel plug rosa che mi hai fatto vedere. Voglio sentirlo mentre Enzo mi prende.»

E così fu. Enzo glielo mise con calma, lubrificandolo con la saliva. Le gambe di Rosanna tremavano mentre sentiva la doppia pressione dentro di sé. Carla, sdraiata accanto, la leccava con una dolcezza feroce. Enzo le entrava nella figa lenta, poi sempre più forte, fino a farle perdere il respiro. Quando Rosanna venne, urlò come un animale, e non fu un urlo di piacere soltanto, ma di liberazione, di rabbia, di giovinezza ritrovata. Enzo le venne dentro, Carla lo baciò con la bocca piena dei liquidi di entrambe. Poi si addormentarono, nudi, sudati, appiccicati.

Il giorno dopo uscirono. Colazione in piazzetta, come una coppia qualsiasi. Carla con occhiali da sole enormi, Rosanna con un pareo trasparente che lasciava intuire la mancanza di reggiseno, Enzo con la camicia sbottonata e l’aria soddisfatta. Un gruppo di ragazzi giovani li fissava, incuriositi. E Rosanna sorrise, complice. «Sai cosa pensano? Che siamo troppo vecchi per essere così vivi.» Carla accavallò le gambe con lentezza e sussurrò: «Che ci venissero a vedere stanotte. Capirebbero tutto.»

Quella sera, Carla portò un’amica. Non disse il nome. Disse solo: «È discreta. E ha voglia. Tanta.» Si chiamava Ilaria. 49 anni, curva nei punti giusti, sguardo timido e labbra da film proibito. Quando entrò, Carla la baciò davanti a tutti, poi la spogliò come un regalo da scartare. Enzo era già nudo, Rosanna la accarezzava con calma. Nessuna parola. Solo mani. Bocche. Liquidi. Il pavimento della veranda divenne una pista di corpi che si intrecciavano come radici impazzite. Rosanna leccava Ilaria mentre Carla la prendeva con le dita. Enzo guardava tutto e si masturbava, poi si fece leccare il culo da Carla mentre scopava Rosanna da sopra, forte, come lei voleva. Ilaria venne guardando tutto questo. Non toccata, solo guardando. Si strinse il seno, tremava. Carla le disse: «Benvenuta.»

Il giorno dopo, la Riviera sembrava più calda. Più viva. E nel cuore di Rimini, in quella villetta tra sabbia e desiderio, qualcosa era cambiato per sempre.

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