trio
La Riviera dei Desideri 3
Victor69
24.07.2025 |
70 |
0
"Rosanna fu legata al soffitto con le braccia in alto, le gambe aperte, il corpo teso..."
Corpi senza nome.Il lunedì successivo sembrava voler spegnere ogni cosa con quella brezza leggera che, in Riviera, segnala la fine dell’estate. Ma a casa di Enzo e Rosanna l’aria era ancora densa di desiderio e di ricordi troppo freschi per potersi raffreddare. Le lenzuola ancora umide della notte sulla barca erano state lasciate in un angolo come trofei, i bicchieri mezzi pieni sul tavolo della veranda raccontavano la fretta con cui si erano strappati i vestiti l’un l’altro appena rientrati, e il corpo di Carla, ancora seminudo, era disteso sul divano con le gambe divaricate, stanca ma con un sorriso che prometteva altri peccati. Rosanna fumava una sigaretta in piedi, completamente nuda, i capelli sciolti, i capezzoli ancora duri. Enzo la guardava da dietro, seduto sul bordo del letto, con il cazzo molle ma lucido. Nessuno parlava. Non serviva. Finché Rosanna, senza voltarsi, disse solo: «Marcello ha proposto un weekend in un posto… diverso. Un resort naturista, privato. Lontano da qui. Stanze a tema. Ospiti selezionati. Sauna, piscina, camere senza chiavi. Regole poche. Parole ancora meno.» Enzo non chiese niente. Si alzò. La baciò tra le scapole. Disse solo: «Quando si parte?»
Partirono il venerdì pomeriggio. Tre auto. Rosanna e Enzo nella loro, Carla e Ilaria in un’altra, e Marcello con una nuova compagna, appena conosciuta, di cui nessuno sapeva il nome, solo che era argentina, aveva un accento caldo e le mani nervose. Arrivarono al tramonto, dopo un’ora e mezza di curve in collina. Il resort si chiamava Selvarea. Era immerso in un parco di pini e querce, lontano da tutto, nessuna insegna, solo un cancello in ferro battuto e un sentiero sterrato che portava a un’antica villa ristrutturata, con piscine di pietra, saune scavate nella roccia e stanze arredate in stile coloniale. All’ingresso li accolse una donna alta, sui cinquant’anni, seno sodo, pelle color miele, completamente nuda, tranne per un foulard rosso attorno al collo. «Benvenuti. Qui non ci si presenta, ci si scopre. Le regole sono due: rispetto assoluto. E nessuna domanda.» Detto questo, prese Rosanna per mano e la accompagnò dentro. Tutti la seguirono.
Ogni stanza era diversa. Enzo e Rosanna avevano la “Camera della Vite”, con una grande vasca in pietra, tende leggere e una parete di vetro che dava sul bosco. Carla e Ilaria furono accompagnate nella “Camera dei Nodi”, con ganci alle pareti, corde di lino e un grande specchio centrale. Marcello e l’argentina andarono nella “Stanza delle Onde”, con pavimento in legno galleggiante e letto rotondo che sembrava ruotare appena ci si sdraiava. Ma non era necessario restare chiusi. La zona comune, chiamata semplicemente “Lo Spazio”, era aperta a tutti: divani, tappeti, vasche, tappetini, giacigli. E lì che cominciò la vera esperienza.
Il venerdì sera fu lento, esplorativo. I corpi si avvicinavano come animali annusandosi. Nessuno parlava. Ci si sfiorava. Ci si sedeva vicini. Si osservavano dettagli: un capezzolo più scuro, un’ombra di lubrificante tra le cosce, una goccia di sudore scesa lungo la schiena. Rosanna fu la prima a rompere il silenzio. Si inginocchiò al centro dello Spazio e guardò Ilaria. Disse solo: «Vieni.» Ilaria si avvicinò, nuda, tremando leggermente. Rosanna le baciò le ginocchia, poi salì lentamente, leccandole le cosce, il pube, fino a succhiarle il clitoride con labbra leggere. Ilaria si aprì come un fiore. Carla le stava dietro, la sorreggeva mentre gemeva piano. Enzo guardava. Marcello si avvicinò da dietro e lo spogliò lentamente. Gli baciò il collo. «Adesso godi solo guardando. Tocca a loro.»
Ma Enzo si girò. Prese Marcello per i fianchi e lo spinse sul cuscino più grande. Gli allargò le gambe e cominciò a leccarlo, lentamente, tra le natiche. Marcello gemeva con il viso rivolto al soffitto. L’argentina si avvicinò a loro e prese in bocca il cazzo di Enzo mentre lui continuava a leccare l’altro. Ilaria, Rosanna e Carla si erano stese sul tappeto come dee di un quadro erotico, toccandosi a turno, alternando lingue e dita, capezzoli e respiri. A un certo punto, un’altra coppia entrò nello Spazio. Nessuno li aveva visti prima. Lei, capelli corti e occhi neri, si avvicinò senza dire nulla e si inginocchiò davanti a Rosanna. Le leccò la figa con delicatezza, come se volesse impararne il sapore. Rosanna l’accolse senza esitazione. Le tenne il viso tra le mani, guidandola, gemendo a ogni passaggio di lingua. Lui, il compagno della nuova arrivata, si avvicinò a Carla e le offrì il cazzo. Lei lo prese in bocca con foga, mentre Ilaria le infilava due dita nel culo e le leccava i capezzoli. Tutto si muoveva. Tutto si mescolava. Ogni confine svaniva.
La notte fu un vortice. Rosanna si ritrovò a cavalcare Enzo con Carla seduta sulla sua faccia. Ilaria prendeva due cazzi alternandoli con la bocca e la figa. Marcello si faceva leccare da Rosanna e contemporaneamente leccava l’argentina, che stava a gambe aperte sopra di lui. Nessuno sapeva più dove finiva una bocca e iniziava una mano, dove partiva un fiato e terminava un orgasmo. Ci furono momenti in cui tutti vennero insieme, senza sincronizzazione apparente, come se un’onda invisibile li avesse travolti nello stesso istante. Altri in cui solo uno tremava, urlava, si lasciava andare, mentre gli altri assistevano con rispetto e desiderio puro.
Sabato mattina si svegliarono sparsi ovunque. Alcuni nella sauna, altri nella sala comune, qualcuno immerso nella piscina calda sotto gli alberi. Rosanna era seduta sulla panchina di legno, con le cosce aperte, le dita lente sul clitoride, e Carla le accarezzava i piedi. Enzo emergeva nudo dall’acqua, con l’argentina che lo seguiva e gli baciava le scapole. Nessuno parlava. Non era necessario. I corpi dicevano tutto. Dopo una colazione nuda, silenziosa, si riunirono nello Spazio. Lì li attendeva la donna con il foulard rosso. Disse solo: «Oggi c’è un rito. Ma serve fiducia.» Nessuno si tirò indietro.
Vennero bendati uno a uno. Legati con corde leggere, morbide, al centro della sala. Rosanna fu legata al soffitto con le braccia in alto, le gambe aperte, il corpo teso. Carla a quattro zampe, con una pallina tra le labbra. Enzo seduto, mani dietro la schiena. Marcello legato al palo centrale con il cazzo esposto. Tutti vennero toccati, leccati, accarezzati da mani sconosciute. Rosanna venne più volte senza sapere chi la stesse toccando. Carla fu presa nel culo da qualcuno che non parlò mai. Enzo fu leccato, succhiato, penetrato con delicatezza. E mentre tutto accadeva, le parole sparivano. Esisteva solo il presente. Il calore. La pelle. Il respiro. Quando furono slegati, piangevano in silenzio. Lacrime vere. Di liberazione. Di pace.
Quella sera, dopo la cena servita su vassoi portati da altri ospiti nudi, decisero di restare a dormire tutti insieme nella Sala degli Specchi. Nessun letto. Solo corpi, tappeti, e il riflesso di loro stessi moltiplicato in ogni parete. Rosanna si sdraiò in mezzo. «Chi vuole, venga. Ma solo se sente. Non per dovere.» Enzo fu il primo. Poi Carla. Poi Ilaria. Poi Marcello. Poi altri. Uno alla volta. Con dolcezza. Senza urla. Solo carezze. Penetrazioni lente. Baci lunghi. Rosanna venne lentamente, più volte, mentre le mani le tenevano i fianchi, il collo, i seni. Ogni riflesso negli specchi era una poesia. Ogni sussurro, una nota. Ogni orgasmo, una confessione.
Domenica mattina, quando il sole filtrò dagli alberi, tutti uscirono nel giardino centrale. Nudi. In cerchio. Qualcuno piangeva. Qualcuno rideva. Qualcuno tremava ancora. La donna del foulard rosso disse solo: «Qui finisce. Ma dentro di voi, continua.» E lo sapevano tutti. Che non si trattava più di sesso. Né di corpi. Ma di verità. Di una nudità che andava oltre la pelle.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La Riviera dei Desideri 3:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
