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La Riviera dei Desideri 2
Victor69
24.07.2025 |
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Enzo si inginocchiò dietro a Carla e glielo mise dentro lentamente, le mani sui fianchi, il respiro corto..."
Il mare dentroLe giornate si accorciavano impercettibilmente, ma l’aria di settembre sulla costa romagnola era ancora tiepida, sensuale, carica di promesse. La villa di Enzo e Rosanna non era più solo il rifugio silenzioso di due pensionati, ma si era trasformata in una sorta di tempio profano della rinascita. Le tende odoravano di sudore e mare, i pavimenti portavano segni indelebili di corpi appassionati, e le stanze erano diventate teatro di sussurri, gemiti, esplosioni di piacere che nessuna età anagrafica poteva contenere. Rosanna si aggirava per casa nuda, indossando solo un filo di perle al collo e una bottiglietta d’olio caldo in mano, mentre Enzo sistemava cuscini sul pavimento come se stesse preparando un rituale, e in effetti lo era. Carla e Ilaria erano rimaste a dormire per due notti consecutive e ormai si muovevano per casa come se vi avessero sempre abitato. Carla si svegliava tardi, spesso già bagnata, e chiedeva la colazione con il plug ancora infilato, mentre Ilaria preferiva restare in terrazzo, le gambe accavallate, leggendo riviste d’arte nuda e disponibile, come se in ogni pagina si aspettasse di essere presa da dietro.
Ma quel lunedì Rosanna decise che era tempo di cambiare scenario. “Stiamo diventando pigri. Serve un movimento. Serve il mare vero.” E così, mentre Enzo era in giardino con Carla a discutere su quale tipo di lubrificante avesse la consistenza più interessante, lei prese il telefono e scrisse a Marcello: “Trova una barca. Non uno yacht da poser. Una vera barca. Con legno vissuto e cabine strette. Dove si scopa con la testa che sbatte contro il legno.” La risposta arrivò dopo pochi minuti: “Fatto. Domani alle 17. Marina di Portoverde. Ci sarai anche tu, con quello sguardo da troia che mi fa venire duro solo a leggerti?” Rosanna sorrise, si voltò verso la casa e gridò: “Domani si salpa. Portate solo corpi e voglia.”
Il giorno dopo arrivarono al molo in silenzio. Nessuno aveva parlato durante il tragitto in macchina. Rosanna aveva una camicetta bianca sbottonata sotto la quale non indossava nulla. Carla un vestito corto in lino beige che lasciava scoperte le cosce e mostrava i capezzoli quando il vento lo gonfiava. Ilaria era in costume intero, ma sotto si intravedeva un piercing sul clitoride. Enzo era l’unico in pantaloni lunghi, camicia di lino e occhiali scuri, ma sotto era nudo. Marcello li aspettava su una barca a vela, non grande, ma pulita, con vele arrotolate e sentina ordinata. Con lui c’era un’altra donna. Alta, bionda, occhi neri come l’inchiostro e un tatuaggio sul fianco sinistro. Nessuno chiese il nome. Nessuno offrì il proprio. Solo sguardi.
Salparono con il sole basso sull’orizzonte. Le onde cullavano i corpi e li preparavano lentamente. Carla si mise al timone per i primi venti minuti, ma presto cedette il posto a Marcello per sdraiarsi sulla prua e aprire le gambe a Rosanna, che cominciò a baciarle le cosce lentamente, mentre Enzo versava del prosecco nel suo ombelico e lo leccava con lentezza oscena. Ilaria era seduta su uno dei divanetti a poppa, con la nuova donna che le stava leccando il collo e accarezzando la figa sotto il costume bagnato. Marcello li osservava tutti, in silenzio, con una mano sul cazzo già mezzo eretto, e l’altra sul timone. Quando furono al largo, gettò l’ancora e disse solo: “Spogliatevi.”
E lo fecero. Carla fu la prima, con gesti lenti, consapevoli, teatrali. Poi Rosanna, che si tolse la camicia con un gesto secco e rimase in piedi come una statua greca del desiderio. Ilaria fece scivolare il costume giù dai fianchi e si inginocchiò subito per leccare le gambe della bionda sconosciuta. Enzo si alzò, si spogliò in silenzio e si avvicinò a Marcello. Lo baciò sul petto. Lentamente. Poi gli prese il cazzo in bocca. Marcello gli afferrò la nuca e sussurrò: “Così. Come quella notte. Ma stavolta fallo tuo.” Rosanna intanto aveva infilato due dita nella figa di Carla e la guardava negli occhi con ferocia. “Mi fai impazzire quando tremi. Ma oggi voglio vedere la tua faccia quando ti scopo io.”
Tirò fuori uno strap-on che aveva portato in una borsa di tela. Se lo mise con calma, lubrificandolo con l’olio per il corpo. Carla si mise a quattro zampe sulla coperta. Rosanna la prese lentamente, poi con forza. Carla urlava, il viso premuto sulla stoffa bagnata di salsedine. Enzo si masturbava guardandole, mentre la sconosciuta gli leccava le cosce e gli accarezzava i testicoli. Ilaria nel frattempo era stata stesa sulla coperta, con Marcello che la penetrava profondamente mentre la baciava con passione e la sconosciuta le baciava i piedi. Rosanna si fermò un istante, si tolse lo strap-on e lo porse a Enzo. “Adesso tocca a te, amore. Scopala tu, mentre io ti guardo.”
Enzo si inginocchiò dietro a Carla e glielo mise dentro lentamente, le mani sui fianchi, il respiro corto. Rosanna era inginocchiata davanti a Carla e la baciava con dolcezza mentre Enzo la scopava. Ilaria si alzò, ancora bagnata e barcollante, e si avvicinò a Marcello che le infilò due dita nel culo con naturalezza, mentre la bionda li leccava entrambi tra le gambe. Nessuno parlava più. Solo sospiri, fiati caldi, sudore che scendeva sulle schiene, mani ovunque. Enzo venne dentro Carla, tremando, e subito dopo Rosanna lo baciò sulla bocca con la lingua ancora bagnata di lei. Poi si girò verso la sconosciuta: “Fammi vedere cosa sai fare.” Lei si mise in ginocchio, le aprì le cosce e cominciò a leccarla con maestria.
Marcello nel frattempo si era fatto sedere da Ilaria su un cuscino, e le stava leccando la figa mentre le infilava due dita nel culo. Carla si mise accanto a loro e cominciò a leccare il culo di Ilaria, mentre Rosanna cavalcava la bocca della sconosciuta e gridava. Enzo guardava tutto, il cazzo duro che tornava in vita tra le dita di Carla. Poi prese Rosanna da dietro, mentre lei veniva di nuovo sulla lingua della nuova arrivata. E mentre entrava nella sua figa bagnata, la sconosciuta si alzò, lo baciò, e si fece scopare anche lei subito dopo. Fu una girandola di corpi che si intrecciavano in tutte le combinazioni possibili. Doppi ingressi. Bocche piene. Gemiti trattenuti. Liquidi che scorrevano. Lenzuola bagnate. Il mare che applaudiva lento sotto la barca.
Vennero tutti più volte, uno dopo l’altro. Il cielo era pieno di stelle. L’acqua scura, calma. Il vento leggero accarezzava i corpi come un amante discreto. Quando tutto sembrò finito, Rosanna disse: “Ho ancora voglia.” E allora si rimisero a giocare. La sconosciuta prese il cazzo di Enzo tra le mani e lo accarezzò con affetto, mentre Carla la leccava da sotto e Marcello si faceva leccare da Rosanna, inginocchiata davanti a lui con le mani dietro la schiena. Ilaria si stese su tutti, cercando calore, mentre il cielo cominciava a impallidire. Verso le sei del mattino, si sdraiarono tutti sulla coperta. Nudi. Appiccicati. Sazi ma non spenti. Marcello accese una sigaretta e guardò Rosanna: “Hai cambiato le regole del gioco.” Lei sorrise, stanca e felice: “No. Ho solo smesso di giocare con regole che non erano le mie.”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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