tradimenti
Sprofondo nel baratro, ma è quello che volevo
04.08.2025 |
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"Lo mandiamo in qualche alberghetto di terz’ordine, il posto giusto per uno come lui”..."
La mattina del sabato sono stato letteralmente cacciato di casa.“Vattene ai giardinetti” ha detto Mimmo “come fanno i vecchi impotenti come te. Stacci tutto il giorno, ti diremo noi quando tornare. E vieni con i soldi per me, capito?”
“Sissignore” ho risposto abbassando lo sguardo.
“Che cosa ti ha detto di dirmi Alessia quando mi porti i soldi?”
“Che glieli devo consegnare in mano e ringraziarla per aver scopato mia moglie, signore”.
“Bravo cornuto. Se mi va ti mando i video delle scopate con Alessia; guardale con le cuffiette, però: non vorrai mica spaventare i bambini nel parco?”
“Nossignore. Metterò le cuffie…”
“Bravo. E adesso fuori di qui” mi ha spinto sul pianerottolo e ha richiuso la porta. Li ho sentiti ridere, lui e mia moglie. O forse dovrei dire: lui e sua moglie?
Mentre avvilito mi accingevo a ubbidire ai voleri di Mimmo, la porta del nostro vicino di casa si è aperta. Sull’uscio stava lui che mi guardava con commiserazione.
“Che facciamo, signor Bonetti? Ricomincia il film, lì dentro?”
“Non so di che parla” ho balbettato io.
“Dica almeno alla signora di non strillare come un’aquila! Non ci sono solo adulti nel palazzo, ci sono anche dei bambini!”
Pieno di vergogna, sono quasi ruzzolato giù per le scale. Il vicino mi ha strillato: “Avviserò l’amministratore di quello che succede a casa vostra!”
Una volta in strada ho vagato non so quanto in preda all’agitazione. Non sapevo cosa fare, mille pensieri mi turbinavano nella mente. Come un automa ho comprato un giornale, tanto per darmi un contegno, ma già sapevo che non sarei stato in grado di leggerlo. Volevo solo che mi arrivasse il primo video di mia moglie e Mimmo per vedere come veniva scopata, presa come una cagna, sbattuta sul letto senza pietà. Sentirla urlare senza dire basta, implorare il suo uomo di farla godere ancora e ancora e ancora. Inutile dire che il mio cazzetto era in tumulto, volevo segarmi ma non potevo farlo così, in mezzo alla strada. Allora ho raggiunto in fretta i giardinetti, ho scelto una panchina, la più isolata, e lì mi sono fatto la prima sega di quella mattina. Sapevo che tante altre ne avrei fatte, che sarei impazzito a furia di menarmelo ma era più forte di me. Pregai che Mimmo mi mandasse al più presto le immagini dello spettacolo che si stava rappresentando sul mio letto, la scena di quel film porno che avevo sempre immaginato e mai visto veramente.
Col passare dei minuti i giardinetti hanno cominciato a popolarsi delle prime famigliole e di bambini festosi; mi sono trincerato dietro i fogli di giornale ma non potevo toccarmi più. Inspiegabilmente, ma nemmeno troppo, mi sono accorto che il mio cazzetto, animato di vita propria, continuava a pulsare senza che io nemmeno lo toccassi e a gocciolare tra le mie gambe. Ho chiuso gli occhi e ho sborrato una seconda volta, più tardi un’altra e poi un’altra ancora. I pantaloni mi si erano macchiati e io tremavo all’idea che qualcuno potesse accorgersene. Ero caduto in basso, mi sentivo sprofondare in un baratro buio e senza fondo, ma ero stranamente appagato. Non godevo così da anni. Se quello era il risultato delle mie meschine manovre, ebbene sì, ero finalmente felice! Venivo a intervalli più o meno regolari, mi sentivo una vera e propria femminuccia che si bagna solo a immaginare il sesso.
Verso mezzogiorno, finalmente è arrivato un messaggio. Era un video da un numero sconosciuto, sicuramente quello di Mimmo. Ho messo le cuffiette, come aveva consigliato lui, e l’ho aperto.
La scena che ho visto mi ha lasciato senza fiato. Loro due nudi, mia moglie piegata a novanta gradi sul tavolo della cucina e Mimmo che la scopava da dietro come una furia. La porta finestra era spalancata e credo che qualcuno, dalle case di fronte, volendo avrebbe anche potuto vedere la scena. Ma non importava, l’importante era che adesso vedessi io come Mimmo si fotteva mia moglie. La teneva per i capelli, come se avesse dovuto domarla, e sotto i suoi colpi potenti il tavolo traballava e addirittura si spostava in avanti.
“Godi, godi, godi, troia!” diceva lui ad ogni colpo che affondava e naturalmente Alessia urlava come un’ossessa per la gioia o il fastidio dei nostri vicini. Poi l’ha fatta girare, l’ha sbattuta addosso al muro e lì l’ha impalata di nuovo, sollevandola ad ogni affondo. Alessia lo stringeva a sé e diceva frasi senza senso nel parossismo dell’amplesso, cose del tipo “vienimi dentro, mettimi incinta, voglio sentire un altro mimmo dentro la pancia”. Oppure “sbattimi come una puttana, portami sul balcone, fai vedere a tutti come si scopa una cagna!”
“Cornuto” urlava invece lui, “ti sbatto fuori di casa per sempre, ti metto la gabbia al pisellino, mi trasferisco qui e ti scopo tua moglie giorno e notte! Guarda come la scopo, cornuto!”
Mi si appannava la vista ma, neanche a dirlo, la reazione del mio cazzetto diceva tutto il contrario. Venni di nuovo, non so quante volte e intanto sussurravo piano per non farmi sentire da tutti: “avanti, forza, vienile dentro, mettila incinta”.
Mimmo alla fine ha sborrato con un urlo ferino, sussultando ad ogni schizzo che finiva nell’utero di mia moglie. E Alessia, impalata contro il muro, lo stringeva con le gambe dietro la schiena, rovesciava la testa e urlava dicendo: “oddio che bello! Mi stai riempiendo tutta! Godo, godo, godo!!”
Il video era terminato e io già fremevo in attesa del prossimo. I giardinetti ormai erano pieni di gente spensierata così mi sono spostato alla ricerca di un posto più tranquillo. Ho girovagato come un folle con il telefono in mano in attesa di un nuovo messaggio di Mimmo, pregandolo dentro di me che non tardasse troppo a inviarmelo. Quando arrivò, per poco il telefono non mi è caduto in terra. L’ho riagguantato al volo e baciato come si bacia un’icona sacra, con la perversione del pazzo che non desidera altro che di godere attraverso la più dura sofferenza. Mi sono fermato in mezzo al marciapiede e ho aperto il messaggio immediatamente. Dentro di me speravo che stavolta le immagini rappresentassero il mio desiderio più sconcio e recondito, che cioè Mimmo le scopasse il culo. Quel culo che io non ero mai stato in grado di violare nemmeno con un dito, che forse nemmeno il collega aveva osato profanare, speravo con tutto il cuore che il nostro vicino glielo avesse rotto senza pietà.
Nel video, si erano spostati sul lettone matrimoniale. Dalle prime immagini ho capito che si stava avverando il mio desiderio: Mimmo stava lubrificando con molta cura il buco del culo di mia moglie, con lei completamente sottomessa che mugolava per il piacere e l’attesa di essere violata. Il nostro vicino le spiegava come comportarsi, rilassandosi e cercando di spingere lei stessa verso il cazzo. Intanto continuava il lavoro di lubrificazione con le dita, alternando però dei sonori schiaffi sulle chiappe che la facevano sobbalzare.
“Sei vergine anche qui, puttana!” le ha detto per niente infastidito.
“Sì! Il mio culo aspettava te, solo te per essere preso”.
“Impazzirai dal dolore quando entrerò, ma dopo proverai un piacere immenso. Vedrai, prenderlo in culo ti farà godere ancora più che in fica”.
“Sì, voglio prenderlo tutto. Dolore e piacere in uguale misura, dammeli entrambi, ti prego…”
“Adesso ti accontento, troia, non te ne pentirai!”
Si è spalmato tutto il cazzo con l’unguento e, aiutandosi con la mano, lo ha appoggiato bello dritto contro il culo ma, prima di iniziare a spingere, si è girato a favore dell’inquadratura e si è rivolto a me.
“Cornuto” mi ha detto “guarda bene come mi inculo tua moglie. Era quello che volevi, vero?”
L’ha afferrata saldamente per i fianchi e, senza pietà, ha cominciato a infilarglielo dentro.
“No!” ha strillato lei che non si aspettava una cosa simile. “No! No. Oh sì… sì!”
“Forza, puttana, vieni indietro con il culo, aiutati. Così, così, sta entrando!”
Alessia ha urlato come un’indemoniata ma Mimmo non si è fermato. Ha continuato a forzare e, contemporaneamente, ha preso a masturbarla in fica.
“Ti faccio godere in entrambi i buchi, troia!”
“Mio Dio, sì! Che bello… che bello!”
Quando è finalmente riuscito a infilarglielo per una buona parte, si è fermato per farla abituare ma contemporaneamente le provocava orgasmi in fica a raffica. Alessia non la finiva più di godere e gridare, e lo incitava a non fermarsi.
“Sto godendo! Godo! Oh sì, sbattimi forte ti prego”.
“Sei una troia, una cagna nata per essere inculata. Dillo, dillo che sei una troia rotta in culo!”
“Sì, sono una troia rotta in culo! La tua cagna! Non smettere ti prego, non ho mai goduto così!”
Mimmo le stantuffava il cazzo in culo con un ritmo via via sempre più veloce. Era una vera e propria macchina del sesso e io stavo assistendo a tutto quello che avrei sempre voluto vedere: mia moglie, la mia Alessia sbattuta sul mio letto da un toro scatenato. Incurante della gente che passava mi sono appoggiato a un muro e ho goduto anch’io. Ho sussurrato, quasi tra me e me: “Alessia, amore mio, finalmente il nostro sogno si è avverato. Ti stai facendo inculare per davvero…”
Nel terzo e ultimo video che Mimmo mi ha mandato, i due amanti, sfiniti da un’intera giornata di sesso, chiacchieravano tranquilli sul lettone.
“Ho deciso” diceva lui mentre Alessia se lo teneva abbracciato e gli massaggiava il cazzo. “Convincerò mia moglie ad andare a trovare sua madre al paese. Non sta bene e le dirò di assisterla per un po’. Ci pensi? Posso trasferirmi qui, per tutto quel tempo”.
“Oh sì, sarebbe fantastico. Potresti dormire qui ogni notte!”
“Dormire? Ti scoperò tutte le notti fino al mattino. Ti darò un’overdose di cazzo che ti riempirà la fica. È quello che vuoi, no?”
“Oh sì, è quello che voglio. Un’overdose del tuo cazzo” ha detto lei impugnandolo e segandoglielo piano. “E mio marito?”
“Il cornuto? Lo sbattiamo fuori di casa, finalmente. Lo mandiamo in qualche alberghetto di terz’ordine, il posto giusto per uno come lui”.
“Va bene, faremo come dici tu”.
“Adesso però fammi un bocchino!”
“Subito!” ha detto Alessia mettendosi in posizione.
“Ma prima accendimi una sigaretta e dammela” ha ordinato lui.
Immediatamente lei ha obbedito: ha acceso una sigaretta, ne ha aspirato una sola boccata e poi gliel’ha dolcemente inserita tra le labbra.
“Brava puttana” ha detto Mimmo. “Adesso datti da fare con quella bocca!”
Il terzo e ultimo video è terminato con l’immagine di Alessia china sul suo cazzo e lui spaparanzato a gambe larghe che fumava e sorrideva. Il padrone di casa mia.
Verso le 17, un solo messaggio. Era di mia moglie: “puoi venire, ricordati di prendere i soldi e di ringraziare MIO MARITO per avermi scopata quando glieli dai. All’ingresso troverai le tue valigie. Consegna le chiavi di casa a Mimmo, ti dirà lui dove devi andare”.
Ho letto quelle poche righe con il cuore in tumulto, però ho fatto esattamente come mi diceva: ho preso i soldi, sono rientrato, li ho dati a suo marito ringraziandolo per averla scopata, ho consegnato le chiavi di casa, ho ascoltato quello che mi ha ordinato lui di fare, ho preso le due valigie e me ne sono andato a testa bassa.
Ah, dimenticavo: Alessia non l’ho potuta salutare, suo marito mi ha detto che era troppo stanca.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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