Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > La versione di Ale
tradimenti

La versione di Ale


di Sissy_bella
11.08.2025    |    3.437    |    3 9.7
"“Ho un appuntamento col dottor Calligari” ho risposto a voce bella alta affinché tutti potessero sentire..."
Quella sera mio marito è tornato dal lavoro completamente sconvolto. Io ovviamente sapevo bene quello che gli era successo, però volevo che fosse lui a parlarmene per primo. Così, ho fatto finta di niente per un po’.
Visto che lui non si decideva a fare il primo passo, sono dovuta intervenire io.
“Che cos’hai, maritino? Sembra che tu abbia visto il diavolo in persona!”
“Come, scusa? Ah, lascia perdere, sono successe cose… non puoi capire… certe situazioni che…”
“Calmati e cerca di articolare qualche frase comprensibile” gli ho detto allora. “Vieni, mettiamoci sul divano, ti stendi un po’ e mi racconti”.
“Sì, guarda, non so proprio da dove incominciare…”
Ci siamo accomodati, gli ho fatto allungare le gambe su di me e intanto lo accarezzavo.
“Prova dall’inizio. Ok?” e gli ho sorriso, anche se dentro di me, nel vederlo così confuso, cominciavo a dubitare della bontà di quello che avevo fatto. “Allora? Che ti è successo?”
“Il mio capo sa tutto!” ha detto d’un fiato. Ed è quasi scoppiato a piangere.
“Tutto cosa?” ho chiesto fingendo spudoratamente.
“Di me, di noi, del fatto che mi sono fatto inculare. Tutto! Aveva le mie foto dell’altra sera, me le ha mostrate… Terribile!”
“Oh Gesù!” ho detto portandomi la mano alla bocca.
“A proposito: quelle foto che mi hai fatto. Le hai mandate a qualcuno?”
“Cosa? No, certo. Oddio, forse a qualche amica”.
“Amica? Sono circolate, il mio capo ce le ha! Quale amica?”
“Lascia stare, continua. Lui che ha fatto?”
“Mi ha insultato, mi ha chiamato puttanella, me ne ha dette tante. E poi voleva farmi trasferire nella filiale della ditta più lontana. Capisci? In quattro e quattr’otto mi sarei ritrovato allo sprofondo! Oppure…”
“Oppure cosa?”
“Mi ha chiesto di fargli un bocchino” ha sospirato mio marito, quasi vergognoso.
“Che bastardo! E tu che hai fatto?”
“Che ho fatto? Mi sono infilato sotto la scrivania e gliel’ho preso in bocca, ecco quello che ho fatto…”
“Oh, povero caro” l’ho consolato io anche se, dentro di me, stavo ridendo immaginandomi la scena. “Sarà stato terribile”.
“Proprio terribile no. Ha pur sempre un gran bel cazzo…”
“Davvero? Bello?”
“Sì, proprio bello e funzionante”.
“Allora ti è piaciuto spompinare il tuo capo?”
“Alla fine sì, mi è piaciuto. Figurati che mi ha sborrato in bocca e gliel’ho ingoiata tutta. Non voleva che sporcassi in terra!”
“Era tanta?”
“Cosa?”
“La sborra del capo. Era tanta?”
“Un fiume…”
A quelle parole, mi sono immaginata il gran cazzo del porco che eruttava su di me e che mi ricopriva il volto, le labbra e il seno, e io che con le dita raccoglievo la sua sborra e me la mettevo tutta in bocca. Immediatamente ho avvertito una fitta di piacere venirmi dal basso. Mi stavo bagnando e avevo una gran voglia di scopare. Sentivo però che anche mio marito, a forza di raccontare, si stava eccitando, così l’ho blandito un po’.
“Alla fine è stato bello, quindi” gli ho detto accarezzandogli il cazzetto.
“Sì. Ma non è finita qui. Adesso viene il peggio…”
“Che altro ha voluto? Racconta. Non dirmi che si è preso anche…” e ho lasciato la frase a metà.
“No, quello no. Non ancora almeno. C’è dell’altro… non so come dirtelo…”
“Forza, parla!”
“Il capo vuole che tu, domani, vai da lui nel suo ufficio”.
“Tutto qua? Vorrà parlarmi, tranquillo”.
“Parlarti?” è quasi schizzato in piedi nel dirlo. “Ma quale parlarti?”
“Allora cosa vuole?”
“Non fare l’ingenua, Ale! Cosa può volere dalla moglie di uno a cui ha chiesto di fargli un bocchino? Eh? Cosa vuole secondo te?”
L’ho lasciato sfogare e ho fatto finta di pensarci su.
“Va bene” ho detto poi. “Tu stai tranquillo. Domani vado da lui e sistemo le cose”.
“Davvero? E come pensi di fare? Ti avverto che è uno stronzo di prima categoria! Ha detto che vuole sbatterti come la gran troia che sei!”
“Ha detto così? Mi ha chiamata troia? Tu non preoccuparti, caro. Anch’io so essere stronza, se serve”.
Gli ho fatto un sorrisetto di quelli diabolici e mi è sembrato che lui si rassicurasse.
“E adesso guarda che cosa ti fa la tua mogliettina per farti rilassare un po’…”
Gli ho sfilato i pantaloni, sotto aveva le mie mutandine. Gliele ho abbassate un po' e gli ho preso il cazzetto in mano.
“Avanti, tesoro, adesso godi: sborrami in mano che poi me la ingoio”.
“Oh, sì! Sì, ne ho davvero bisogno…”
Gliel’ho scappellato e massaggiato i coglioni che erano molto più grandi del pisello, davvero piccolino.
Si è rilassato ed è venuto in men che non si dica. Ho assaporato la sua piccola produzione e intanto pensavo che l’indomani, invece, l’indomani sarebbe stata davvero dura. Con un cazzo di ben altra portata. Ma sapevo già come sarebbe andata a finire e non vedevo l’ora!

La mattina dopo, mio marito aveva la stessa faccia lugubre della sera prima. Nemmeno la pippetta veloce che gli ho fatto appena uscito dalla doccia lo ha messo di buonumore. Si è vestito in tutta fretta e si è avviato al lavoro.
“Mi raccomando” mi ha detto sulla porta. “Stai molto attenta”.
Gli ho infilato la lingua in bocca per rassicurarlo.
“Non temere, tesoro. Lo sai quanto sono brava a trattare questo genere di cose, no?”
Appena uscito, mi sono dedicata ad agghindarmi un po’. Niente di eccezionale, giusto quello che serviva per far attizzare un uomo. Le mie calze migliori, scarpe col tacco, una camicetta che lasciava vedere un po’ più di seno di quanto ne lasci scoperto normalmente, una gonna al ginocchio morbida e facile da sfilare. E tutto il trucco che basta ad accendere il fuoco della passione. Mi sono guardata allo specchio, soddisfatta del risultato finale.
“Grande, Ale! Sei davvero una gran fica: andiamo a conoscere quel porco del suo capo!”
Arrivata in ufficio, mi sono recata subito alla scrivania di quella che sapevo essere la sua segretaria.
Mentre lo facevo, sentivo gli sguardi dei colleghi di mio marito fissi su di me. Era un buon segno quello. La segretaria era una signora piacente, probabilmente rifatta in più punti, che cercava ancora di essere desiderata. Sicuramente l’aveva data al suo capo, anche più di una volta. E adesso era stata sostituita. Mi ha guardato con sospetto.
“Desidera?” mi ha chiesto.
“Ho un appuntamento col dottor Calligari” ho risposto a voce bella alta affinché tutti potessero sentire.
La donna ha consultato l’agenda. Il sospetto si stava tramutando in evidente gelosia.
“Non ci sono appuntamenti in programma stamattina” ha detto infine.
“Ah no? Dica al dottor Calligari che c’è la signora Alessia per lui”.
La segretaria stava per ribattere ma, a quel punto, si è aperta una porta ed è apparso il capo in persona. Mi ha fatto un ampio gesto con la mano.
“Venga, signora. Venga pure! La stavo aspettando”.
“Lo vedi?” ho detto con tono soddisfatto alla tipa. “Mi stava aspettando!”
Sono andata sculettando verso di lui che mi ha fatto entrare e subito ha richiuso la porta.
“Alessia, finalmente” ha detto squadrandomi da capo a piedi. Mi ha quasi mangiato con gli occhi. “Che piacere! Devo dire che sei molto meglio di persona che nelle foto che mi hai mandato!”
“Grazie, lo so bene. Anche tu sei molto meglio così. Maturo e brizzolato come piacciono a me. Vogliamo cominciare? Abbiamo molte cose da dirci e da farci”.
E, senza indugi, perché capisse subito quali fossero le mie intenzioni, gli ho palpato ben bene il cazzo attraverso i pantaloni. Aveva ragione mio marito: il suo capo aveva veramente un signor cazzo.
“Sì, cominciamo…” ha sospirato lui, soddisfatto. E mi ha trattenuto a lungo la mano sul pacco affinché sentissi tutta la sua eccitazione.
Gliel’ho stretto e massaggiato un po’, quel tanto da sentirlo vibrare ed agitarsi sotto il mio tocco.
“Mmmm, che meraviglia! Sei già bello in tiro…”
“Perché ti aspettavo. Ho avuto mille pensieri su di te… quella tua foto nuda dove ti masturbi: mi ha fatto impazzire! Sei davvero una gran troia, lo sai? E adesso sono pronto a sfondarti”.
Ho sorriso, orgogliosa dell’effetto che faccio sui maschi. Volevo sentire quel palo tutto dentro la fica, essere riempita fino a non poterne più: avevo cominciato a sbrodolare da quando avevo messo piede nella sua stanza. Prima però avevo una precisa domanda da fargli.
“E dimmi: come sta tuo figlio?”.
“Bene. Dopo che si è inculato tuo marito, adesso non vede l’ora di sbattersi la moglie!”
“Chissà” ho detto sorridendo. “Dopo che mi sarò fatta scopare dal padre, perché no?”


Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La versione di Ale:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni