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Lui & Lei

Serenella: la mia vita da puttana


di Sissy_bella
03.09.2025    |    1.848    |    1 9.4
"Desiderava essere distrutta, disfatta completamente prima di cominciare la sua nuova vita..."
Ormai Serenella era diventata una proprietà del Vecchio.
Tutte le volte che lui aveva la voglia di possederla, lei doveva accorrere.
Non era mai lui a chiamarla, si serviva del suo tramite: Bruno, il direttore dell’ufficio in cui lavorava suo marito.
Bruno le scriveva: “Il Vecchio ti vuole. Alle cinque. Non tardare”, le dava le coordinate e lei si affrettava a raggiungerlo. Ogni volta in un posto diverso ma sempre in abitazioni signorili o in ville o in resort con piscina. E tutte le volte, cascasse il mondo, lui e sua moglie le riservavano un trattamento tale da farla godere.
La nonna, come si faceva chiamare lei, non parlava mai. Era sempre nuda e indossava sempre quello strap-on gigantesco con cui le infliggeva le peggiori torture. Serenella non riusciva a vederle la fica, ma se la immaginava grinzosa e ancora fertile, pelosa e umida. Quanto le sarebbe piaciuto assaporarla, leccarla, serrarle il clitoride tra le labbra. Aveva così tanta voglia di lei! Desiderava lesbicare con lei, abbandonarsi al piacere di un amplesso femminile. Ma non c’era verso di farlo. La moglie del Vecchio si limitava a prenderla da dietro, o da davanti, e la trafiggeva col suo cazzo finto che non si ammosciava mai. E Serenella godeva, godeva come una puttana che non desidera altro che essere posseduta.
Era diventata la loro schiava del sesso.
Il Vecchio, da parte sua, non era da meno. Le martoriava la bocca col suo cazzo di marmo senza venire mai; poi le infilzava la fica lasciando il piacere del culo alla moglie. Voleva che non smettessero mai: li implorava di continuare, non era mai sazia. Ogni volta, tutte le volte, alla fine lei stramazzava, sfinita. Sul divano, sul letto, oppure per terra. Sul tappeto. Dovunque fosse.
A quel punto i due coniugi diventavano amorevoli nei suoi confronti; la raccoglievano, la rassicuravano, le baciavano i seni. Il Vecchio la coccolava, come un nonno con la sua nipotina. Le diceva frasi del tipo: “Brava puttanella, hai fatto godere il nonno!”. Oppure: “Vieni qui, nipotina. Accarezza il nonno che è tanto stanco”.
Lei lo accarezzava, gli baciava il petto, gli sfiorava le guance rasate.
“Vi ringrazio” diceva loro sospirando. “Siete i soli a volermi bene…”
Ma intanto loro ricominciavano subito a possederla. Per lei era diventata una specie di droga, non riusciva nemmeno a pensare di farne senza. Il Vecchio aveva un cazzo meraviglioso, la nonna col suo dildo le regalava emozioni e godimenti inimmaginabili. I pomeriggi e le sere con loro erano fantastici, non avrebbe voluto che finissero mai.
Un giorno, però, dopo l’ennesima sessione sfrenata in cui entrambi avevano abusato all’inverosimile di lei e di tutti i suoi buchi, mentre il Vecchio la coccolava tra le sue braccia le disse:
“Cara nipotina, ho un progetto per te. Vuoi sapere quale?”
“Sì, nonno” rispose lei senza esitare.
“Pensavo che non è giusto che la tua bellezza, la tua passione di amare sia riservata solo a me e a tua nonna. Non credi?”
“Nossignore, non è giusto…”
“Pensavo… pensavamo che dovresti fare così, da adesso in poi”.
“Sì. Fare cosa?”
“Ascoltami bene, non lo ripeterò un’altra volta!”
“Sissignore…”
“Mentre ti spiego, prendimi il cazzo in bocca. Lo sai quanto mi piace”.
Serenella scivolò fino all’inguine e gli prese in bocca il cazzo. Quanto le piaceva farlo, era come succhiare un pezzo di legno duro ma vivo, vigoroso, estremamente sensibile. Quasi umano.
“Brava… così… sei la migliore…”
Compiaciuta dalle sue parole, ricominciò l’ennesimo bocchino. Con cura, con devozione, leccando amorevolmente tutta l’asta, passando poi ai coglioni per risalire alla punta. E quindi succhiarla, sputarci sopra, leccarla di nuovo. Su e giù in un continuo piacere per entrambi.
Mentre faceva tutto questo, intanto lo guardava e aspettava i suoi comandi.
“Da domani smetterai il tuo lavoro. Ti prenderai un periodo sabbatico, sai che cos’è?”
Serenella fece di sì col capo senza smettere di succhiarlo.
“Lascerai ile incombenze ai tuoi sottoposti, tu sai come fare”.
Di nuovo lei annuì.
“Avrai un appartamento tutto tuo. È di mia proprietà, proprio nel centro della città, un posto meraviglioso. Ti piace l’idea?”
“S..s..ì…ì “mugolò lei mentre si ingozzava del suo cazzo..
“Brava, succhia intanto. Non smettere. Così, più veloce. Così! Fammi godere…”
Serenella si concentrò sempre di più, voleva far godere il Vecchio come non aveva mai fatto prima. Intanto, la nonna le stava infilando le dita in fica, con suo grande piacere.
“Scopami” le disse. “Ti prego, scopami…”
“In quel posto, in quell’appartamento” continuò lui, “riceverai i clienti che io, ogni giorno, manderò da te. Sarà tutta gente facoltosa, molto importante. Particolare. Qualcuno vorrà soltanto parlare con te, qualcun altro ti legherà e ti sodomizzerà. Altri vorranno essere frustati, altri ancora ti scoperanno in gruppo”.
Serenella ascoltava, rapita. Il bocchino la stava facendo eccitare, così come le attenzioni della nonna.
“Capisci che cosa voglio dire?”
Lei annuì senza smettere di succhiargli il cazzo.
“Diventerai una vera puttana. A pagamento. Da domani. Per sempre. Basta scopatine con Bruno o con tuo marito. Lavorerai per me, solo per me. Darai il tuo massimo. So che puoi farlo, l’ho capito subito dal primo momento che ti ho vista che tu saresti stata un’ottima puttana. La migliore di tutte! Hai capito?”
Serenella accelerò il ritmo del pompino, su e giù con la bocca, fino a che il Vecchio non le venne in gola riempiendola di sborra. La succhiò tutta, avidamente. Ne raccolse con le dita le gocce rimaste, offrì il culo alla nonna affinché glielo rompesse. Desiderava essere distrutta, disfatta completamente prima di cominciare la sua nuova vita.
“Sì” riuscì a dire tra un orgasmo e l’altro.
“Lo vuoi veramente?” chiese il Vecchio abbandonandosi all’ultimo piacere.
“Sì!” urlò lei, finalmente liberata. “Sì, lo voglio! Sarò una puttana! La vostra puttana! Frusterò, ascolterò chi vuole solo parlare, mi farò legare, sodomizzare, mostrare in pubblico…”
Guardò il Vecchio fisso negli occhi, indemoniata.
“Sarò la puttana migliore della città. La tua puttana. La migliore”.
“Brava” sussurrò lui baciandola in bocca e sulle guance e sul collo. “Brava. La mia puttana!”
“Però promettetemi una cosa…”
“Cosa?” disse lui.
“Tu e tua moglie...”
“Sì?”
“Non dovrete mai smettete di scoparmi… Mai. Vi scongiuro…”
Il Vecchio sorrise e le accarezzò la testa.
“Come potremmo mai smettere? Vero cara?” disse a sua moglie. “Tu sei e resterai sempre la nostra nipotina che ci fa tanto godere! Ti scoperemo sempre, dovunque e ogni volta che vorremo. Contenta, cucciola?”
Serenella sorrise, soddisfatta e si abbandonò esausta sul ventre del Vecchio.



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