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Una bella vacanza in Sardegna (prologo)


di Sissy_bella
17.07.2025    |    4.806    |    6 9.5
"Intanto ti faccio vedere la vostra camera così potrai metterti comoda e farti una bella doccia”..."
Negli ultimi tempi mia moglie ha messo su un po’ di chili e non si piace più. È disperata e ho paura che cada in depressione. A me fa sempre più sangue, con un bel culone e dei seni gonfi ma lei si guarda allo specchio e dice: “Che disastro!”
Non so come fare a rassicurarla che è sempre una bella donna affascinante ma lei è sconvolta dal fatto che ha dovuto cambiare tutto il guardaroba perché adesso ha un paio di taglie in più. La vedo sconsolata.
Allora mi sono rivolto a uno che ho conosciuto sul sito, un bel manzo maturo che ha la fama di essere un gran porco con le mogli degli altri. Quando ha visto le foto recenti di lei mi ha detto:
“Ma voi siete pazzi! Altro che depressione, tua moglie è una fica pazzesca! Portala da me in Sardegna, vi ospito per una settimana e la faccio ricredere io sul fatto che non è più attraente”.
Cosi non ho perso tempo. Ho imbastito una storiella con mia moglie dicendole che un mio amico, conosciuto per ragioni di lavoro, ci avrebbe volentieri offerto una splendida vacanza in Sardegna. Lei titubava, voleva saperne di più.
“Chi è questo tuo amico? E perché ci offrirebbe una vacanza al mare?”
Ho mentito dicendo che avrei dovuto sistemargli la contabilità.
“Sai” le ho detto,” è un pasticcione e ha bisogno di un aiuto”.
“Così vai lì per lavorare?” ha chiesto lei indispettita.
“Ma no, solo qualche ora il pomeriggio, nelle ore più calde”.
“Ed è tutto gratis?”
“Sì. Io lo aiuto sul lavoro”.
“E io?”
“Beh, qualcosa farai per sdebitarti”.
“Non credere che mi metta a servizio, ok?”
“No, no. Qualcosa troveremo”.
Ancora dubbiosa ma felice di una bella vacanza in Sardegna, alla fine ha acconsentito senza troppe storie.
Atterrati all'aeroporto di Cagliari, c'era una bella macchina e un autista che ci aspettavano.
“Prego signori, vi porto alla villa del mio principale”.
Mia moglie è rimasta piacevolmente sorpresa da quell'accoglienza e si è rilassata seduta sul sedile di dietro mentre l'autista, dallo specchietto, ogni tanto la osservava. Lei era accaldata per il viaggio e il vestito leggero che aveva indosso si era quasi appiccicato al suo corpo mettendo bene in evidenza le sue forme giunoniche.
L'autista guidava e sbirciava, così io, con la scusa del caldo, ho tirato giù le spalline del vestito di mia moglie e ho lasciato scoperto un bel po’ del suo seno.
“Il mio principale non vedeva l'ora di conoscervi” ha detto l'autista con un tono mellifluo.
Appena giunti in villa, un posto stupendo molto vicino al mare, siamo scesi e siamo stati accolti dal nostro anfitrione. Lo avevo visto solo parzialmente sul sito ma dal vivo mi fece un’ ottima impressione. Molto alto, abbronzato dal sole di quei posti, un viso cordiale e uno sguardo magnetico. Aveva più o meno la mia età, ma era davvero molto, molto più in forma.
Ci è venuto incontro e ci ha salutato calorosamente.
“Che bello rivederti" mi ha detto e poi, rivolgendosi a mia moglie, “e tu sei Alessia! Tuo marito mi ha parlato tanto di te. Benvenuta nella mia casa! È veramente un uomo fortunato!”
Alessia ha sorriso imbarazzata, ma si vedeva che il complimento le era piaciuto e, il bacio sulla giancia che lui le ha dato, ancora di più.
“Complimenti per il posto” ha detto lei. “È davvero bellissimo. E per la tua ospitalità! Non so davvero cosa possiamo fare per ricambiarla”.
Lui ha sorriso in maniera ambigua e, prendendola sottobraccio per accompagnarla a casa, ha detto:
“Vedrai carissima che troveremo un modo”.
Siamo entrati in questa villa meravigliosa disposta su due piani e lui, senza tanti preamboli mi ha detto, indicandomi una porta laterale:
“Lì c'è il mio studio. Se vuoi puoi andare a vedere come è combinata la mia contabilità”.
“Certamente” ho detto io ben sapendo quali in realtà fossero le sue mire.
“Ma come?” si è stupita Alessia, “subito al lavoro?”
“Ma sì” ha detto lui trascinandola sempre sottobraccio. “Tuo marito è uno stakanovista. Intanto ti faccio vedere la vostra camera così potrai metterti comoda e farti una bella doccia”.
“Va bene, grazie” ha risposto lei ingenuamente.
Io li ho visti salire le scale a braccetto e dentro di me ho pensato: “È fatta, adesso la porta in camera e se la scopa.”
Allora ho aspettato che arrivassero al piano e, quatto quatto, li ho seguiti.
Peccato però che non mi fossi accorto che l'autista, all’ ingresso con i nostri bagagli, aveva seguito tutta la scena.
"Dove sta andando?" mi ha detto con voce ferma e raggiungendomi sulle scale.
"A vedere la stanza" ho risposto.
"Il principale ha detto di aspettare nello studio. Avanti, mi segua".
"Sì, ma io..."
"Prego"ha insistito llui con voce ferma facendomi segno di scendere.
L'ho seguito a malicuore perché non avevo nessuna voglia di lavorare ed ero in fibrillazione per quello che poteva accadere di sopra.
L'autista mi ha fatto accomodare alla scrivania dove c' era un grande schermo. Lo ha acceso e mi ha detto di guardare.
Davanti a me è apparsa l' immagine di una camera con letto e un box doccia a lato; sul letto un accappatoio e vari oggetti, presumo fossero saponi.
"E questa?" ho chiesto.
"È la camera della signora. Adesso la vedrà entrare con il mio principale e potrà guardare e sentire tutto quello che succederà".
Non credevo ai miei occhi.
"Siete davvero ben organizzati! Complimenti".
"Certo. Cosa crede? Il mio principale fa le cose per bene. Tenga" ha poi detto porgendomi delle salviettine umidificate. "Non sporchi, mi raccomando".
L'ho guardato stupito ma lui era già sulla porta. Prima di uscire, però, mi ha guardato con un sorrisetto ironico e mi ha detto: "Si faccia una bella sega, cornuto!"

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