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Gay & Bisex

L'ex della mia ex!


di Sissy_bella
17.09.2025    |    7.677    |    22 9.1
"Io gemevo solo per quell’intrusione, non osavo pensare che cosa potesse significare avere dentro un vero cazzo..."
Il primo maschio che mi ha scopata è stato il compagno della mia ex moglie. Dopo che io e lei ci eravamo separati, ero rimasta da solo mentre lei aveva continuato ad avere diverse storie. Una di questa la ebbe con Roberto, l'uomo che poi mi ha fatta sua.
Quando Katia, la mia ex, lo ha lasciato, Roberto è venuto a bussare a casa mia con tutta l'intenzione di sfogarsi. Verbalmente, credo, anche se poi le cose hanno preso una piega diversa. L’ho accolto in pantaloncini corti, t-shirt e a piedi nudi: era una sera d'estate di quelle che non ti fanno respirare.
"Certo che è proprio stronza tua moglie" mi ha detto senza nemmeno salutarmi.
"Ex-moglie" ho corretto io. "Che c'è? T'ha mollato?"
Lui ha fatto di sì con la testa.
"E s'è messa con un altro?"
Di nuovo sì con la testa.
Sono scoppiata a ridere e Roberto sembrò rimanerci male.
"Che vuoi farci" l’ho consolato, "Katia è fatta così".
"Un po' troia" ha detto lui.
"Un po' troia" ho confermato. "E adesso che pensi di fare?"
Roberto ha allargato le braccia intanto che io gli versavo una bibita fresca nel bicchiere. Mi ha guardato a lungo prima di rispondermi. Chissà, forse aveva notato le mie tettine messe in evidenza dalla maglietta aderente, forse le mie gambe lunghe e depilate, ma mi è sembrato che, dopo avermi guardato, gli fosse passata per la testa una mezza idea.
"Che conto di fare?" mi ha detto alla fine. "Trovarmi un'altra troia" e mi ha fissato dritto negli occhi.
Sono diventata rossa fino alla radice dei capelli e sono scappata in cucina fingendo di cercare il ghiaccio. Roberto era davvero un bel tipo, alto e muscoloso, bruno, gli occhi che lanciavano fiamme: ricordo che glielo avevo invidiato tantissimo alla mia ex e me lo ero immaginato più di una volta mentre la montava con la furia di un toro, in tutte le posizioni possibili e immaginabili. A Katia piaceva da impazzire quel tipo di maschio e Roberto doveva essere all'altezza. Finché un altro bull non gli aveva soffiato il posto.
"Ah sì?" ho detto dalla cucina. "E come ti piacerebbe fosse questa nuova troia?"
Sono tornata col secchiello del ghiaccio: Roberto s'era stravaccato sul divano a gambe ben aperte. Si era anche slacciato la camicia a metà e potevo vedere benissimo il suo petto villoso e i muscoli del collo. Era bellissimo: i pantaloni leggeri lasciavano immaginare tutto il ben di dio che c’era lì sotto.
Mi venne un brivido.
Ho appoggiato il secchiello accanto alle bibite e nel farlo mi sono piegata solo con il busto, tenendo le gambe molto dritte. Roberto mi guardava con attenzione.
"Ne ho già in mente una" mi ha risposto con voce roca.
"Davvero?".
Ho preso due cubetti per ciascuno di noi e li ho messi nei bicchieri. Le dita sono rimaste bagnate e allora lui mi ha chiesto di avvicinarmi.
"Rinfrescami la lingua" mi ha detto aprendo un po' la bocca.
"Non è meglio bere?" ho chiesto io sapendo già dove voleva arrivare.
Lui ha fatto di no con la testa, poi con la mano mi ha fatto segno di avvicinarmi e mi ha preso entrambi i polsi. Ha tirato fuori la lingua più che ha potuto e io, senza farmi pregare, un po' guidato da lui, ho avvicinato le mie dita bagnate alla sua bocca e gliele ho infilate. Prima quelle di una mano, poi quelle dell'altra. Roberto le ha succhiate a lungo sempre guardandomi negli occhi.
Stordita, mi sono liberata, ho preso un bicchiere e l’ho avvicinato alle sue labbra. L’ho fattoi bere. Un po' di liquido gli è colato lungo il mento e sul collo, fino al petto. Imbambolata ho posato il bicchiere, tirato fuori la lingua e iniziato ad asciugarlo passandola più e più volte sulle goccioline che aveva addosso. Inutile dire quanto mi sono soffermata su quei bei peli del petto! Glieli ho asciugati uno ad uno. Intanto lo guardavo e lui guardava me. Mi sono accorta di quant'era eccitato e così, senza smettere di leccarlo, l’ho provocato:
"Allora? Questa troietta? Si può sapere chi è?"
Imbestialito, Roberto ha lanciato un mezzo urlo, si è alzato di botto e mi ha tirato su di peso tenendomi per le spalle. Mi ha spinto fino addosso al muro con una foga che mi ha lasciato senza fiato. Ha appoggiato la sua bocca al mio orecchio schiacciandomi con tutto il corpo.
"Non l'hai ancora capito, stronza?" mi ha detto, infoiato.
Ho lanciato un gridolino di giubilo e ho cominciai a tirargli su la camicia e a palpargli la grande schiena con entrambe le mani. Era forte e ampia come me l'aspettavo!
Preso dalla furia, Roberto quasi se l’è strappata di dosso e l’ha gettata via mettendo in mostra la parte superiore del corpo. Gli ho ficcato la lingua in bocca e lui me l’ha quasi morsa, poi si è scostato e mi ha alzato la maglietta fino ai polsi, lasciandomi così, con le braccia alzate e le tettine in fuori, intrappolata.
"Sei una bomba" mi ha detto strappazzandomele con forza. Poi mi ha girato i capezzoli con due dita e io ho emesso un altro gemito.
"Mi fai male" ho detto.
"Te ne farò anche di più" ha promesso lui.
Voleva farmi girare ma io gli ho detto di aspettare. Appoggiata al muro, con le braccia in alto sono scivolata con le gambe fino ad arrivare con la bocca all'altezza del suo ventre.
L’ho guardato con una supplica.
Roberto allora si è slacciato la cintura e abbassato i pantaloni.
"Hai visto la troietta" ha detto. "Vuole prima assaggiare!"
Di botto si è calato le mutande e liberato la belva. Un cazzo bellissimo, scuro e venoso, che lui si è scappellato con disinvoltura davanti a me. Avevo fatto pochi bocchini fino ad allora e mai nessuno mi aveva ancora presa da dietro. Ma quel cazzo era così fantastico che avrei fatto di tutto per averlo. E poi l'idea che stavo per essere scopata dall'ex di mia moglie mi eccitava tantissimo.
"E allora assaggia, forza!"
Mi sono data subito da fare con la lingua e con le labbra, assaggiando, gustando, assaporando quel frutto meraviglioso. Ci ho messo più passione che mestiere ma il risultato non doveva essere malvagio perché Roberto, più volte, mi ha chiesto di non smettere. A un certo punto ha voluto perfino dettare lui il ritmo del pompino ma io gli ho fatto capire di no strapazzandogli il glande: volevo essere io, la donna, a scegliere il tempo.
Per cinque minuti buoni ho fatto tutto quello che mi veniva in mente di fare usando solo la lingua; Roberto mugolava di piacere e ogni tanto mi dava dei colpetti sulla testa. Io rimanevo aggrappata stretta alle sue natiche dure come il marmo di Carrara. Alla fine però me lo ha sfilato dalla bocca e mi ha fatto alzare.
"Uffa..." ho sbuffato, dispiaciuta.
"Se non ti giri subito" mi ha detto con la voce devastata dal piacere, "non ce la faccio poi a romperti il culo".
Mi sono alzata in tutta fretta liberandomi della maglietta e degli shorts. Sono rimasta solo con le mutandine rosa e mi sono girata contro il muro. Sfacciatamente ho allargato le gambe e sollevato un po’ il culo.
"Così?" dissi.
Roberto mi ha quasi strappato le mutandine per togliermele ed è rimasto ad ammirarmi nuda davanti a lui.
"Sei stupenda" mi ha detto mentre, con la bava alla bocca, mi massaggiava il culo e mi allargava le chiappette.
"Sta' zitto e scopami" l’ho supplicato. E ho appoggiato la fronte contro il muro.
“È la tua prima volta, troia?”
Gli ho detto di sì.
“Allora vai a prendere una crema, qualcosa per aiutare la penetrazione. Se no ci facciamo male tutt’e due!”
Di corsa, come se dovessi prendere un farmaco salvavita, mi sono precipitata in bagno. Ho preso il vasetto con la crema che usavo per il viso e, sempre di corsa, sono tornata da lui.
“Fai in fretta, ti prego…” gli ho detto tornando ad appoggiarmi al muro, gambe e braccia larghe, il culo leggermente proteso verso di lui, tremando per il piacere che mi aspettava.
"Prima la moglie e poi il marito" ha detto lui con un mezzo sorriso di compiacimento. E ha iniziato a spargermi la crema dentro il buchetto. Spingeva con le dita, prima una, poi due, infine tre. Io gemevo solo per quell’intrusione, non osavo pensare che cosa potesse significare avere dentro un vero cazzo.
“Lo sai che ho inculato anche tua moglie, vero?” mi ha detto continuando a frugarmi dentro con le dita.
“S.. sì… lo so…”
“Lei ha un culone da matrona, tu invece hai un culetto da femminuccia”.
“E ti piace di più quello di Katia?”
Mi ha dato un morso sulla spalla, mi ha lasciato il segno dei denti.
“Te lo dico tra un minuto qual è meglio” ha detto togliendo le dita e appoggiando la punta del suo cazzo nel mio buco.
“Sì!” ho quasi urlato io. “Sì… avanti senza fermarti… prendimi il culo, ti prego…”
“Voglio che mi supplichi” ha detto il bastardo.
“Ti supplico…”
“Cosa?”
“Rompimi il culo, ti prego…”
“Brava troietta, così mi piaci”.
L’ho sentito entrare piano piano. Nonostante l’unguento, il cazzo era grande e il mio sfintere non abituato. Ha dovuto usare tutta la sua abilità per riuscire a farlo entrare. Mi diceva di rilassarmi, guidava i miei movimenti, mi teneva per i fianchi. Quando si è stabilizzato, con un colpo solo è entrato fino in fondo. Il dolore mi ha fatto urlare, ma lui ha atteso che passasse e poi ha iniziato a incularmi. Prima dolcemente poi, a mano a mano che in me il piacere prendeva il sopravvento sul bruciore, ha aumentato il ritmo.
"Ti piace, vero?" mi ha detto in un orecchio mentre mi sbatteva contro il muro. Sentivo il risucchio del suo cazzo che entrava e usciva dentro di me, e io che mugolavo di piacere.
"Oddio, mi fai morire" sono riuscita a dire tra un godimento e l'altro, mentre lui affondava senza sosta il suo bastone.
"Ti faccio morire sì, troietta" ha gridato lui, infoiato come un manzo. “Il primo cazzo non lo scorderai!”
“Non ne vorrò altri, è bellissimo… Godo!”
A un certo punto però si è staccato da me lasciandomi un vuoto dentro che mi ha provocato più dolore del suo stesso incularmi.
"Aspetta" ha detto prendendo il telefono. "Ti faccio qualche foto e poi le mando a quella stronza di tua moglie. Deve sapere come gode con me il suo ex marito..."
"Sbrigati, ti prego" l’ho pregato in un sussurro. "Non ce la faccio più..."
"Eccomi" ha detto lui dopo aver mandato un messaggio a Katia. "Sono tutto tuo..."
Ha ripreso a martellarmi col suo cazzo infuocato ed io strillavo stringendo le chiappe per non perdere nulla di quei momenti, fino a quando lui non è venuto urlando dentro di me ed io ho sentito la sua sborra esplodermi nel culo. Mi ha letteralmente inondata, riempita.
Siamo finiti a terra, di botto, uniti in quell’amplesso e abbiamo continuato a toccarci e a baciarci per un tempo interminabile. Dopo mi ha portata a letto e lì mi ha scopata di nuovo. Prima però mi ha detto:
“Da domani voglio che, quando sei a casa, ti vesti da femmina. Ogni volta che vorrò devo trovarti col culo pronto alla monta. Hai capito bene?”
Ho detto di sì mentre lo baciavo in bocca.
“Sarò la tua femminuccia, te lo prometto. La tua cagna sempre pronta…”




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