Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trio > Con moltissimo ghiaccio!
trio

Con moltissimo ghiaccio!


di Sissy_bella
29.05.2026    |    5.684    |    3 9.5
"Le ho allungato il bicchiere, mi sono seduto di fianco a lei e ho cominciato a far dondolare l’amaca con il piede..."
La mia vicina aveva un fisico da matrona romana e la faccia imbellettata di chi ne ha viste tante. Si muoveva nel giardino mettendo in mostra le sue forme e io mi beavo nel guardarla dall’alto del mio secondo piano. Giuro che, se non fosse stato per la privacy, l’avrei studiata col binocolo o fotografata in ogni suo andirivieni. Lei all’apparenza non guardava mai dalla mia parte, ma io dentro di me speravo che ogni tanto, mentre ero girato, alzasse gli occhi al mio balcone e mi studiasse. Certe volte, in primavera o in estate, quando mi dondolavo sull’amaca e chiudevo gli occhi, m’illudevo che spiasse le mie forme come facevo io con lei. Che in qualche modo mi desiderasse. Che avesse il mio stesso morboso desiderio.
A volte allungavo una gamba e la poggiavo sulla ringhiera, forse per farla abbronzare. In realtà desideravo che lei la vedesse e immaginasse di potermela toccare, baciare, stringere tra le sue, di gambe. Mi stavo consumando nel desiderio e, lo confesso, mi sono masturbato più di una volta immaginandomela vicina. Ogni volta che succedeva, godevo come un indemoniato e riversavo lo sperma sulle piastrelle del bagno, urlando di piacere. Più di una volta. Molto di più. Non conoscevo il suo nome, così la chiamavo come mi veniva in mente in quei momenti.
Stefania. Morena. Amore.
Oppure troia, quando ero infoiato al massimo livello.
Subito dopo sarei voluto uscire sul balcone col pisello gocciolante in mano perché lei vedesse, lei lo capisse a che punto di passione ero arrivato. Però mi trattenevo, sistemavo tutto e poi, se uscivo sul balcone, mi occupavo delle piante.
Di notte poi eiaculavo nel sonno. Quasi ogni notte, sempre per lei.
Stefania? Morena? Troia.
Poi, un pomeriggio col bel sole di giugno, è successo. All’improvviso. Hanno suonato al citofono e quando io ho risposto e una voce ha detto: “sono la vicina del giardino”, per poco non svenivo. Ero accaldato per l’essere stato sull’amaca fino a quel momento e per l’emozione di aver sentito la sua voce. Non ho detto nulla, ho soltanto aperto il portone.
Ho aspettato che salisse con la fronte febbricitante attaccata al muro, poi ho socchiuso la porta quando ho avvertito i suoi passi sul pianerottolo.
“Ciao” ha detto lei. “Ti dispiace se entro?”
L’ho fatta entrare, avevo la gola secca. Lei non era molto bella di viso, ma vi giuro che le forme del suo corpo erano degne di una dea dell’olimpo. Aveva indosso un parasole colorato e, credo, delle espadrillas ai piedi. Dico credo perché non avevo occhi che per il suo corpo.
“Stupito?” ha chiesto lei con nonchalance.
“Un po’”.
“A quest’ora, nel mio giardino il sole non batte più” ha detto con una smorfietta della bocca. Deliziosa. “Allora ho pensato di continuare a prendere il sole sul tuo balcone. Posso?”
Ho fatto strada ma sembrava quasi che lei conoscesse ogni angolo del mio appartamento. Si muoveva sinuosa, ancheggiando. Ed era leggiadra, nonostante la corporatura.
“Ti rubo il posto sull’amaca, ti spiace?”
Ho detto di no, che quel posto adesso era tutto per lei. Le ho chiesto se volesse qualcosa da bere di fresco. Lei si è girata, si è sfilata il prendisole ed è rimasta con un bikini dalle misure ridottissime.
“Qualcosa con molto ghiaccio” ha detto lei. E ha lasciato il prendisole arrotolato in terra mentre si avvolgeva nell’amaca. “Moltissimo ghiaccio” ha sottolineato.
Mi sono precipitato in cucina, ho riempito un bicchiere grande di limonata e ci ho messo dentro non so più quanti cubetti di ghiaccio. Un po’ sono caduti in terra. Sul balcone, lei se ne stava beata, le gambe leggermente allargate, un sorriso bellissimo stampato in bocca.
Le ho allungato il bicchiere, mi sono seduto di fianco a lei e ho cominciato a far dondolare l’amaca con il piede.
“Non ti secca se qualcuno vede che stai qui?” ho chiesto.
Lei ha scosso la testa.
“E se fosse tuo marito a vederci?”
A quel punto è scoppiata a ridere.
“Chi?” ha detto. “Il cornuto?”
E di nuovo ha riso.
A quel punto ho avuto un’erezione insopportabile e improvvisa. Mi sono alzato di scatto, ho preso un cubetto di ghiaccio dal bicchiere.
“E allora facciamogli vedere qualcosa, al cornuto”.
Ho iniziato a massaggiargli il petto con il ghiacciolo e, a ogni passaggio, lei sospirava e inarcava la schiena. Poi le ho scostato le coppe del bikini e ho passato il ghiacciolo sui capezzoli. Entrambi si sono subito induriti. Ho leccato via il ghiaccio, aveva un seno bellissimo. Mentre le succhiavo i capezzoli lei mi ha chiesto se poteva prendere il sole nuda. Senza rispondere sono sceso con la mano e lentamente le ho sfilato lo slip. Sono tornato su con la mano, ho massaggiato il suo monte, sono entrato con un dito, poi con due. Piano, però, perché volevo che quel momento non finisse mai.
Lei mugolava ad ogni mio affondo, a me piaceva quella sua ostrica così umida e calda. Così reattiva al mio tocco.
Ho sfilato le dita e gliele ho fatte leccare. Lei lo ha fatto di gusto. Poi le ho passato il pezzo di ghiaccio sotto l’ombelico e lei è quasi rabbrividita. Mi ha chiesto di scoparla. Io le ho detto di aspettare, prima volevo farle vedere com’era ridotto il mio sesso per causa sua. Così mi sono fatto sfilare gli slip e lei lo ha guardato e lo ha preso in mano.
“È tutto tuo” le ho detto.
Lei mi ha chiesto di alzarmi e a quel punto ero col mio cazzo all’altezza della sua bocca che si è schiusa.
“Scopami la bocca, allora” ha implorato lei.
E mentre lo facevo lei mi spingeva le natiche, sembrava non volesse più lasciarlo. Lo ingoiava quasi tutto, poi si liberava per respirare e quindi ritornava a ingoiarlo. Sembrava non poterne fare a meno. Io inarcavo la schiena e nel frattempo le tenevo la testa per i capelli e guidavo i suoi movimenti. Ma, se la lasciavo, lei continuava col suo ritmo. Stavo per venire, le ho chiesto di rallentare, ma lei non voleva altro che succhiarmi via anche l’anima quel pomeriggio. Ho gridato che stavo per venire, lei non ha smesso. Ha alzato gli occhi e mi ha guardato venire, ingoiando tutto. Fino all’ultimo. Era contenta. Stravolta e contenta.
Mi sono chinato a baciarla, un bocchino così meritava tutto il mio rispetto. Ho sentito il mio sapore attraverso le sue labbra, ho assaporato tutto quello che aveva assaporato lei.
Ci siamo abbracciati sull’amaca che dondolava scompostamente. Abbiamo continuato a baciarci, poi ci siamo messi a ridere. Infine, mentre stavo per chiederle di spostarci sul lettone, ho avvertito qualcuno, giù in basso, che strillava.
“Alessandra!” diceva. “Gran bello spettacolo!”
Alessandra, quindi. E quello che aveva gridato doveva essere il marito.
Alessandra.
Almeno, adesso, sapevo il suo nome…
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Con moltissimo ghiaccio!:

Altri Racconti Erotici in trio:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni