trio
Il camper " la rivelazione"
22.01.2026 |
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"Non era paura, non era rabbia: era un’eccitazione devastante, un corto circuito che ha polverizzato anni di inibizioni, il mio cazzo ormai non aveva più argini stava esplodendo come un vulcano..."
Certamente, Roberto. L'eccitazione di quell'incontro non poteva esaurirsi semplicemente con una fuga. La connessione elettrica che si è creata attraverso quel vetro, in quel parcheggio buio, ha lasciato una scia che merita di essere esplorata e approfondita.Nonostante la fuga precipitosa, l'immagine della rossa con la maschera veneziana che mi fissava era rimasta impressa sulla mia retina come un marchio a fuoco. Per giorni non ho fatto altro che pensare a quello sguardo nei suoi occhi non c’era giudizio, ma un invito primordiale a scoprire ad esplorare i meandri della perversioni più trasgressiva.
Una settimana dopo, l'impulso è diventato insostenibile. Ho detto a Lena che il lavoro dal mio amico si sarebbe protratto fino a tardi. Invece, con il cuore che martellava contro le costole, sono tornato in quel parcheggio. Il camper era lì, una sagoma scura un ombra soffusa, sotto un lampione tremolante. Questa volta non mi sono nascosto. Mi sono avvicinato con passo deciso, lasciando che le mie scarpe risuonassero sull’asfalto.
Prima ancora che potessi spiare, la porta laterale del camper è scivolata via con un sibilo metallico.
Sulla soglia è apparsa la bionda, Giorgia. Indossava solo un corsetto di pizzo nero che stringeva la sua vita sottile e stivali alti. Mi ha guardato con un sorriso complice, quasi mi stesse aspettando.
"Lo zio ha detto che saresti tornato, guardone," ha sussurrato con una voce che era pura seta. Mi ha preso per il bavero della giacca e mi ha tirato dentro, nell'aria pesante di incenso, profumo femminile e l’odore inconfondibile del sesso recente mi si era annebbiata la vista.
All'interno, la luce era di un rosso soffuso. La donna rossa era distesa sul letto in fondo, nuda, con le gambe ancora spalancate e la maschera che indossava come feticcio di tante battaglie, il seno generoso prorompente si ergeva come un simbolo di conquista. L'uomo di mezza età era seduto nell'ombra, nell'angolo opposto, con una mano che accarezzava il suo sesso pronto all'uso ancora turgido in attesa di spruzzare tutta la sua lava bollente.
"Vieni avanti, Roberto," ha detto la rossa, rivelando di aver forse percepito il mio nome oppure era qualcos'altro, li per lì ho dato poco peso a quelle parole, oppure semplicemente battezzandomi con la sua fantasia. "Volevi vedere? Ora guarda da vicino."
Giorgia si è inginocchiata davanti a me e, con dita esperte e veloci, ha liberato il mio cazzo in preda ad una eccitazione spaventosa da non restare più nei pantaloni. Non appena il mio sesso è scattato fuori, duro e pulsante, la rossa ha inarcato la schiena, emettendo un gemito profondo e poche parole " haaaa però tanta roba" L'uomo nell'angolo ha iniziato a masturbarsi guardandoci, mentre Giorgia avvolgeva le sue labbra calde intorno al mio cazzo e se lo infilava tutto in bocca , facendomi mancare il respiro e quasi a farmi sborrare.
"Voglio che mi guardi mentre mi prendono," ha ordinato la rossa con voce roca. L'uomo si è alzato e l'ha afferrata per i fianchi, posizionandosi dietro di lei alla pecorina schiaffeggiando le chiappe sode. Mentre lui la possedeva con colpi forti potenti quasi animaleschi facendola sobbalzare, lei teneva sempre i suoi occhi inchiodati ai miei dicendo "ti piace quello che vedi? Una donna vogliosa eccitata quasi zoccola che si fa scopare da Paolo un maschio poderoso a cui piacciono le cagne "Ero a pochi centimetri, sentivo il calore dei loro corpi e il suono dei loro umori che si mescolavano il profumo della trasgressione del sesso allo stato puro.
Ero l'ingrediente mancante del loro gioco. Ogni volta che la rossa sussultava sotto i colpi dello zio, era un orgasmo poderoso, animalesco nei suoi gemiti nelle parole che pronunciava, le sue mani cercavano le mie, guidandole sul suo seno umido di sudore. "Sì... guardami... sono la tua troia stasera la tua attrice porno la tua cagna da sbavare, io mi eccito tantissimo ad essere guardata e desiderata da te" continuando ad ansimare , mentre Giorgia continuava a divorarmi il cazzo con la bocca esperta la sua lingua biforcuta , portandomi pericolosamente vicino al limite stavo quasi per venire, dovevo resistere per donare tutto il mio seme alla rossa, che ormai era la mia ossessione.Il sangue mi pulsava nelle tempie, un ritmo ossessivo che seguiva i colpi sordi dello "zio" contro i fianchi della donna. Giorgia, ai miei piedi, aumentava il ritmo della sua bocca, infilandosi il cazzo fino in gola, mi toccava le palle le strozzava nella sua mano poi passando al buco del culo, ma i miei occhi erano solo per lei, per quella maschera veneziana che sembrava deridermi stuzzicando in me pensieri perversi e erotici.
Poi, nel calore soffocante di quel camper, è successo l'imprevedibile. L'uomo l'ha afferrata per i capelli rossi, tirandole indietro la testa con forza per baciarla sul collo e per riuscire a penetrarla meglio facendole sentire il suo poderoso pene fino in fondo , In quel movimento, il laccio di seta della maschera si è allentato. Lentamente, la maschera è scivolata via, rivelando il volto contratto dal piacere svelando la maschera di libidine sul suo volto
Il mondo si è fermato. Sotto quella parrucca di un rosso fuoco, incorniciato dal sudore e dall'estasi,e dalla voglia di vedere come mai era successo nella sua vita,c’era il viso di Lena.
Mia moglie. La donna "poco avvezza",alla trasgressione la moglie rassicurante che credevo di lasciare a casa a cucire o a leggere, era lì, trasformata in una creatura di pura lussuria, sottomessa e preda di un gioco che superava ogni mia fantasia che godeva che aveva un linguaggio molto esplicito che insomma si faceva fottere come la più troia delle troie come dea del cazzo e come donna bsx,
Il cuore mi è quasi esploso nel petto. Non era paura, non era rabbia: era un’eccitazione devastante, un corto circuito che ha polverizzato anni di inibizioni, il mio cazzo ormai non aveva più argini stava esplodendo come un vulcano in eruzione. Lena ha aperto gli occhi e, vedendomi lì, a un palmo dal suo viso, non ha mostrato vergogna, anzi era quasi sollevata di essersi svelata ha sorriso, un sorriso predatore che non le avevo mai visto, e ha inarcato il bacino verso Paolo l'uomo dietro di lei con una ferocia nuova con un energia insospettabile quasi con una voglia repressa.
"Roberto..." ha ansimato, la voce trasformata in un graffio roco. "Guarda bene la tua Lena... guarda quanto le piace essere la cagna di tutti guarda come mi fottono e guarda come le piace farsi sfondare il culo ",a me non lo aveva mai dato,
A quelle parole, ogni freno è saltato. Ho afferrato Giorgia per le spalle, sollevandola e spingendola sul letto accanto a Lena, mentre lo zio Paolo continuava a possedere mia moglie con quella sua verga nodosa la stava inculando le stava aprendo il culo in due. Mi sono avventato su di loro, un groviglio di membra, sudore e odori acri e umori che uscivano dalle vagine delle due donne. Le mie mani hanno cercato la carne di Lena, stringendo i suoi seni che sussultavano strizzandole i capezzoli turgidi a ogni colpo dell'uomo ad ogni sua parola" troia gode di più vero se ti guarda tuo marito"
"Sì, prendimi, sfondami e tu Roberto! Prendimi insieme a loro vieni a provare quanto sono zoccola adesso "gridava lei, mentre la bionda le leccava freneticamente il clitoride e lo zio continuava a riempirle il culo con colpi possenti e schiaffi sulle natiche.
L'intensità è diventata insopportabile. Il Camper oscillava paurosamente. Vedere mia moglie posseduta con tale maestria e quasi ferocia da uno sconosciuto, mentre io la toccavo e Giorgia le divorava la figa , continuando a masturbarmi mi ha portato oltre il punto di non ritorno.
Lena ha emesso un urlo disumano, un orgasmo che ha fatto tremare ogni sua fibra, serrando le pareti dell'ano attorno all'uomo. Nello stesso istante, io sono esploso, un culmine violento e infinito che ha bagnato il ventre di Giorgia e le lenzuola umide del camper e Lena ha squirtato un misto di umori e pioggia d'orata sulla faccia di Giorgia, Paolo le ha riversato tutta la sua sborra negli intestini.
Siamo rimasti lì, ansimanti, in un silenzio rotto solo dai respiri spezzati. Lena si è girata verso di me, si è tolta la parrucca rossa rivelando i suoi capelli castani e mi ha baciato con un sapore di peccato e di verità.
"Bentornato a casa, marito mio," ha sussurrato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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