trio
La Dea
01.02.2026 |
1.072 |
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"Sono fradicia, " ansimava Sara, offrendo il seno alla bocca del marito mentre i suoi occhi restavano fissi su quelli della sconosciuta..."
Il patto di sangue firmato tra le mura di casa non era che l’inizio. La trasformazione di Sara richiedeva un nuovo palcoscenico e il destino si presentò sotto forma di un messaggio anonimo sul telefono di Leo poche sere dopo: "Il video è pronto. Venite a prenderlo. Parcheggio sotterraneo del Centro Direzionale, Settore D. Ore 23:00."Il luogo era gelido, deserto, illuminato solo da neon ronzanti che proiettavano ombre lunghe e distorte. Era un ambiente che trasudava quel pericolo eccitante che Sara ormai cercava come ossigeno, una linfa vitale indispensabile per sentirsi davvero donna. Quando arrivarono, una sagoma sottile era appoggiata a una berlina scura. Era lei: la ragazza del cinema. Indossava ancora quella mascherina nera che le copriva metà volto, lasciando scoperti solo occhi gelidi e magnetici, capaci di spogliare e ipnotizzare chiunque li incrociasse.
Sara scese dall'auto con un vestito di maglia metallica che non lasciava nulla all'immaginazione. Non c'era traccia di timore, nessuna paura; solo la consapevolezza di essere, finalmente, padrona del proprio destino.
"Hai il video?" chiese Sara con voce ferma.
La ragazza non rispose subito. Si avvicinò lentamente, facendo scorrere lo sguardo sul corpo di Sara come se stesse valutando una merce preziosa.
"Ho molto di più," sussurrò. "Ho le reazioni di chi lo ha già visto in anteprima nel mio circuito privato. Ti vogliono, Sara. Ti desiderano. Vogliono la tua mente e poi il tuo corpo. Vogliono vedere se la 'signora' è davvero così affamata come sembra nel video."
La sconosciuta estrasse un tablet. Sullo schermo, le immagini del cinema scorrevano nitide: Sara era al centro della scena, immersa nella lussuria, circondata dal desiderio. La ragazza si avvicinò all'orecchio di Sara, mormorando: "Una nuova scommessa: voglio vedere se sai farlo anche dal vivo. Voglio capire se sei davvero la troia che appari o se ti ecciti solo davanti a un obiettivo. Vediamo se la 'signora perbene' esiste ancora o se si è trasformata in una cagna in calore."
L'atmosfera nel garage divenne elettrica. La ragazza con la mascherina si sedette sul cofano della sua auto, incrociando le gambe e accendendosi una sigaretta. "Fatevi guardare. Ora."
Leo non se lo fece ripetere. Spinse Sara contro la portiera della macchina. I tacchi di lei stridevano sul cemento mentre lui le sollevava il vestito, rivelando che non indossava biancheria, ma solo le autoreggenti della notte precedente.
"Guarda come mi riduci, Leo... sono fradicia," ansimava Sara, offrendo il seno alla bocca del marito mentre i suoi occhi restavano fissi su quelli della sconosciuta. "Guarda come mi fissa, vorrebbe essere qui a leccare i miei umori."
In preda a un desiderio di esibizionismo irrefrenabile, Sara guidò la mano di Leo tra le proprie gambe, premendola contro il clitoride bagnato. La ragazza della mascherina, spettatrice eccitata, iniziò a toccarsi sopra i pantaloni di pelle, emettendo gemiti soffocati. Quella convalida esterna spinse Sara oltre ogni limite. Si girò, appoggiandosi al vetro dell'auto e gridando nel silenzio del parcheggio: "Prendimi qui, davanti a lei! Fammi sentire la tua puttana, infilamelo dentro!"
Leo la penetrò con una foga mai vista. Sara urlava di piacere, la faccia schiacciata contro il vetro, fino all'orgasmo finale. Quando Leo la inondò, lei raccolse lo sperma con le mani, portandolo alla bocca e offrendolo simbolicamente alla ragazza, in una totale perdita di contegno.
"Basta così," interruppe la ragazza con voce roca. "Il resto lo finirete al Black Mirror. Vi aspetto lì tra mezz'ora. Sarete i miei ospiti d'onore."
Il club era un labirinto di velluto rosso e specchi unidirezionali. Appena entrati, l'odore di profumi costosi e sesso colpì Sara come un pugno allo stomaco. La ragazza, tolta finalmente la mascherina per rivelare una bellezza predatrice, li condusse nel privé centrale.
"Signori," annunciò alla platea di uomini in smoking e donne mascherate, "vi presento la trasformazione di una santa in una dea del sesso."
Leo fu fatto sedere su una poltrona imperiale, spettatore privilegiato del suo stesso tesoro. Un uomo robusto, socio del club, si avvicinò a lui: "Ti disturba se verifichiamo quanto è profonda la sua nuova natura?"
Leo guardò Sara. Lei gli fece l'occhiolino, un gesto di pura sfida e amore perverso. "Usala, fanne ciò che vuoi," rispose Leo con un filo di voce. "A me fa solo piacere vederla desiderata."
Quello che seguì fu una danza di corpi senza nome. Sara si offriva con una ferocia che spaventava e incantava. Mentre il socio del club la possedeva brutalmente da dietro, la ragazza della mascherina si inginocchiò davanti a lei, baciandola con passione.
"Guardami, Leo! Guarda tua moglie!" gridava Sara tra i gemiti, mentre altre mani la accarezzavano ovunque.
Non era più una violazione, era un'incoronazione. Mentre il socio culminava su di lei, la ragazza passava a leccare ogni traccia di piacere dalla sua pelle, esplorandola con le dita e con la lingua. Nel frattempo, un giovane ragazzo si aggiunse al cerchio, prendendo Sara in un modo che le strappò un urlo bestiale, un orgasmo definitivo che sembrò scuotere le fondamenta del club.
In quel momento, Sara capì che la sua vecchia vita era morta per sempre. Era diventata carne pubblica, un'icona di piacere che apparteneva a tutti e a nessuno, legata a Leo da un segreto che nessun altro avrebbe mai potuto comprendere. Ma per loro, quel segreto aveva un solo nome: felicità.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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