tradimenti
Arianna 2
01.02.2026 |
888 |
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"" Dopo l'ultimo sussulto, l'uomo si ricompone e mormora: "Sei una bella cagna in calore, signora", prima di lasciarla sola..."
Il giorno dopo, in ospedale, Arianna non è più la stessa. Il camice bianco, che prima rappresentava ordine e cura, ora le sembra una prigione di stoffa che nasconde una pelle ancora elettrizzata. Ogni movimento dei colleghi, ogni odore di dopobarba nei corridoi, le provoca un brivido improvviso.La "fame" è nata: Marcello ha scardinato una porta che lei non vuole più chiudere. Anche il rapporto con Fabio subisce una mutazione radicale. Se prima era lei a cercare di capire lui, ora è Arianna a dettare le regole, spesso con una punta di crudeltà che eccita entrambi. Comincia a vestirsi in modo più audace anche per le commissioni quotidiane, godendo del fatto che Fabio sappia esattamente cosa stia cercando. Non aspetta più che sia lui a chiedere; gli descrive nei minimi dettagli ciò che vorrebbe subire da altri uomini, trasformando il "permesso" del marito in una vera e propria sottomissione ai suoi nuovi bisogni.
La voracità di Arianna la spinge a non accontentarsi più delle scenografie organizzate. Inizia a frequentare luoghi dove può sentirsi preda, ma con la piena consapevolezza di essere lei a scegliere il cacciatore. Se Marcello era un conoscente, ora lei cerca l'ignoto: il brivido del rischio diventa la sua droga.
Passa una settimana e la donna dolce che Fabio aveva sposato è svanita. Una sera, tornando dall'ospedale, Arianna non lo bacia nemmeno. Si toglie le calze davanti a lui, gliele getta addosso e, con uno sguardo bruciante, sentenzia:
"Marcello era solo l'antipasto. Domani sera uscirò da sola. Tu resterai qui a scrivermi e a immaginare chi mi starà toccando, perché ho deciso che stasera non mi basta uno solo."
Fabio, tremando tra desiderio e soggezione, capisce che il mostro evocato non è un gioco. Arianna è diventata una predatrice.
La vera fame si manifesta nei luoghi di passaggio, dove il rischio di essere scoperti è altissimo. Durante un turno di notte, Arianna si ferma in un autogrill isolato. Nota un camionista e un operaio che la squadrano con insistenza. Invece di abbassare lo sguardo, li sfida. Si fa trascinare dietro i bagni, nel parcheggio buio, cercando quell'odore rude che Marcello le aveva fatto scoprire.
Si abbandona alla trasgressione totale: con avidità si prende cura di entrambi, mentre l'operaio la possiede da dietro, esplorando ogni centimetro del suo corpo. In questa fase "solista", lo smartphone diventa lo strumento di tortura per Fabio. Arianna gli manda messaggi vocali dal parcheggio, facendogli sentire i rumori della sua sottomissione:
"Fabio, sono con due sconosciuti. Aspetta sveglio, perché quando torno dovrai pulirmi e ascoltare tutto."
Persino i corridoi asettici del lavoro diventano terreno di caccia. Arianna usa la divisa da infermiera come uno strumento di potere. Provoca un medico e un addetto alla manutenzione, trascinandoli in un magazzino. Lì, su un materasso di fortuna, sperimenta per la prima volta la sottomissione più cruda. Mentre viene posseduta brutalmente, attiva la videochiamata:
"Cornuto, senti come mi usano? Sono la loro cagna, sto godendo come mai prima... e dopo toccherà a te ripulirmi."
L'audacia cresce insieme alla voglia di degradazione. Qualche giorno dopo, Arianna siede al bancone di un bar di periferia, lontano dai quartieri bene. Indossa solo un impermeabile e l'essenziale. Accanto a lei c'è Rocco, un ex muratore sulla sessantina, segnato dall'alcol e dal lavoro pesante.
L'odore di tabacco e sudore dell'uomo la eccita in modo animalesco. Senza troppi preamboli, lo sfida: "Spero tu sia forte quanto sembri." Lui la guida verso i bagni, un luogo angusto illuminato da un neon tremolante. Prima di entrare, lei invia una foto della schiena dell'uomo a Fabio con una sola parola: "Inizia".
Dentro il bagno, Arianna solleva la gonna mostrando le autoreggenti. Rocco non ha la delicatezza di Marcello: le sue mani sono carta vetrata. La gira rudemente verso lo specchio, strappandole l'intimo. Arianna vede il riflesso di se stessa — l'infermiera stimata — che si fa usare da uno sconosciuto che non sa nemmeno il suo nome.
Mentre Rocco la possiede con irruenza animalesca, lei avvia l'ultima videochiamata per Fabio: "Guarda come mi usa... non gli importa chi sono, vuole solo sfogarsi." Dopo l'ultimo sussulto, l'uomo si ricompone e mormora: "Sei una bella cagna in calore, signora", prima di lasciarla sola.
Arianna si sistema il trucco allo specchio con una calma inquietante. Scatta una foto alle calze macchiate e la invia a casa: "Dopo me la pulisci, cornuto."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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