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tradimenti

Arianna 3


di Valico57
01.02.2026    |    615    |    1 9.5
"È in cucina, trema; Arianna gli ha ordinato di restare nudo, seduto su una sedia scomoda, con le mani legate dietro lo schienale..."
Arianna non si accontenta più dell'oscurità dei parcheggi; inizia a cercare il brivido del contatto in piena luce, dove il pericolo di essere scoperta è reale e imminente. Durante un turno pomeridiano, decide di non indossare biancheria intima sotto la divisa bianca.
Mentre assiste un giovane medico specializzando in ambulatorio, lo provoca con piccoli gesti apparentemente casuali, godendo del fatto che lui sia intimidito dalla sua sicurezza. Lo spinge al limite, facendosi possedere velocemente contro una scrivania carica di cartelle cliniche, mentre fuori dalla porta i colleghi chiamano il suo nome. Non è più lei a raccontare a Fabio cosa farà: ora è lei a imporgli la sua presenza come testimone silenzioso.
Una sera, Arianna lo trascina in un locale notturno, ma non per partecipare insieme. Lo obbliga a sedersi a un tavolo appartato, ordinandogli di guardare senza parlare mentre lei si mostra a un gruppo di estranei sulla pista da ballo, trattandolo come uno qualunque che ha il solo privilegio di osservare la sua padrona.
Il desiderio di "sporcarsi" diventa un bisogno di annullare la Arianna borghese. Inizia a frequentare i quartieri più degradati, cercando persone che la facciano sentire sempre più umiliata, dando sfogo alla sua perversione. Mentre viene usata, scatta foto ai dettagli più crudi: le sue mani curate strette da dita sporche, il contrasto tra la sua pelle chiara e il pavimento polveroso. Invia tutto a Fabio con messaggi brevi e taglienti: "Guarda come mi riducono. Questo è quello che merito stasera."
Al ritorno a casa, il rituale è cambiato. Arianna non cerca conforto, ma umiliazione riflessa. Torna stanca, con i segni della notte addosso e, invece di lavarsi, ordina a Fabio di inginocchiarsi. Gli fa sentire l'odore degli altri uomini su di lei, costringendolo a ringraziarla per avergli permesso di far parte, anche se solo come spettatore, della sua perdizione.
La metamorfosi è completa: Arianna ha trasformato la sua vita in una performance di lussuria estrema dove Fabio non è più il marito, ma l'archivista della sua corruzione.
Il culmine della perversione prende forma tra le mura asettiche dell'ospedale. È un martedì pomeriggio, l’ora dei cambi turno, quando i corridoi sono un viavai di medici e barelle. Arianna ha pianificato tutto. Sotto il camice bianco indossa solo un paio di autoreggenti e i soliti zoccoli ospedalieri. Ha puntato la sua preda: il dottor Valenti, un chirurgo noto per il suo carattere autoritario e freddo.
Lo segue in una piccola sala consulti, un ambiente stretto con le pareti coperte di radiografie. Appena la porta si chiude, Arianna non usa giri di parole. Si sbottona il camice, mostrandogli la pelle nuda e il desiderio che le brucia negli occhi. Il dottore, travolto dall’audacia di quella donna che credeva una pacata infermiera, cede istantaneamente.
Arianna, con un gesto deciso, appoggia lo smartphone tra alcune provette su un ripiano, angolandolo perfettamente, e avvia una videochiamata. Dall'altra parte dello schermo, Fabio vede apparire l'immagine. È in cucina, trema; Arianna gli ha ordinato di restare nudo, seduto su una sedia scomoda, con le mani legate dietro lo schienale. Può solo guardare e ascoltare.
"Guarda bene, Fabio," sussurra lei rivolta alla telecamera mentre Valenti la spinge contro il tavolo delle medicazioni. "Guarda come un vero uomo prende quello che vuole. Senti il rumore della mia pelle contro il metallo freddo."
La scena è brutale. Valenti la possiede con la ferocia del predatore, sbattendola sul freddo lettino. Arianna geme, urla tra dolore e piacere, ma non distoglie lo sguardo dall'obiettivo. Vuole che Fabio veda ogni sussulto, ogni goccia di sudore.
"Lo senti, grande cornuto?" incalza lei, mentre il dottore la scuote con colpi profondi. "Lui non sa nemmeno il mio cognome, eppure ora è il mio padrone. E tu? Tu sei lì a guardare la tua donna che diventa la troia di un intero reparto. Ringrazialo, Fabio. Ringrazialo perché ti permette di guardare." Fabio, impotente, balbetta parole di ringraziamento attraverso lo schermo, umiliandosi completamente mentre vede l'atto concludersi sul camice bianco di lei, steso come un trofeo.
Quando Arianna torna a casa, ore dopo, non si pulisce. Entra in cucina dove Fabio è ancora legato, stremato. Lei gli si avvicina, gli solleva il mento e gli mostra i segni rossi sulle braccia.
"L'ospedale oggi era molto impegnativo," dice con un sorriso gelido. "Slegati e pulisci il pavimento. Poi metterai in lavatrice il mio camice, ma prima voglio che lo annusi bene. Devi imparare a riconoscere l'odore del tuo fallimento come marito."
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