Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Il centro commerciale rivisitato
Lui & Lei

Il centro commerciale rivisitato


di Valico57
06.04.2026    |    2.433    |    1 8.3
"La spogliò con urgenza, mentre lei rispondeva con una foga che cercava rifugio in quella protezione ruvida..."
Il centro commerciale "Le Betulle", nel cuore pulsante della Brianza, era il tempio del consumo e del passaggio anonimo. Ma per Elena, 35 anni e una vita matrimoniale piatta come la statale alle tre del pomeriggio, quel luogo era diventato molto altro. Con un marito che non soddisfaceva la sua sete di trasgressione, Elena aveva trasformato quelle gallerie nel suo terreno di gioco sensuale.
Non cercava coetanei palestrati o sguardi famelici da discoteca; lei cercava la sostanza, il rigore e quel fascino stropicciato che solo l'esperienza sa regalare. Lo aveva trovato in Vittorio, il responsabile della sicurezza: sessant’anni portati con dignità, uno sguardo grigio acciaio che sembrava aver già visto tutto il catalogo delle debolezze umane e una leadership innata.
Ogni giovedì pomeriggio, Elena metteva in scena il suo rituale. Non era volgare, era metodica. Passava davanti alla postazione di Vittorio sapendo che lui, quel giorno, faceva il turno fino a dopo la chiusura. Lasciava una scia di profumo ambrato troppo persistente per essere casuale e si fermava a pochi metri da lui, fingendo di cercare nervosamente le chiavi dell'auto in una borsa troppo piccola, finché non incrociava il suo sguardo nello specchio di una vetrina.
Un giorno, con la scusa di aver dimenticato le chiavi del negozio — ben sapendo che le guardie avevano i doppioni — lo avvicinò.
"Vittorio, credo di avere un problema e lei sicuramente saprà risolverlo," esordì, usando quel titolo per solleticare l'ego dell'uomo. La voce era un sussurro caldo, confidenziale.
Vittorio, abituato a sedare risse tra adolescenti, sentì subito il pericolo. Ma era un pericolo diverso, che gli faceva battere il cuore con una frequenza dimenticata.
"Mi dica, signora. Vediamo cosa possiamo fare," rispose lui, mantenendo una distanza professionale, anche se l'occhio indugiava inevitabilmente sul décolleté profondo e sui pantaloni in pelle che mettevano in risalto le curve del suo corpo. La bocca gli si fece asciutta; faceva fatica a parlare.
Elena non mollava. Si spingeva sempre un centimetro più in là: una mano che sfiorava la divisa blu, una battuta audace sulla solitudine del suo letto vuoto mentre il marito era di turno, e quel modo di mordersi il labbro inferiore guardandolo dal basso verso l’alto.
"Lei sa perfettamente che le chiavi erano solo una scusa a doppio senso, vero Vittorio?" disse infine, mentre le serrande dei negozi calavano con un rumore metallico che isolava il corridoio.
Il silenzio che seguì fu interrotto solo dal ronzio dei condizionatori. Vittorio fece un passo avanti, accorciando la distanza di sicurezza.
"Le chiavi sono sempre state una scusa, vero Elena?" disse lui, usando per la prima volta il suo nome. "Lei non è qui per fare shopping. È qui perché spera che io la trattenga."
Senza aggiungere una parola, la guidò verso il corridoio di servizio, lontano dalle telecamere. Entrarono nel piccolo ufficio della sorveglianza, un ambiente spartano illuminato solo dal riflesso bluastro dei monitor. Vittorio chiuse la porta a chiave.
"Elena, lei ha quasi l'età di mia figlia," sussurrò ancora una volta, ma la resistenza era ormai un barlume lontano. La trasgressione non fu un atto violento, ma un crollo lento e inesorabile.
Le dita di Elena iniziarono ad accarezzare il petto dell'uomo, scendendo con decisione verso la divisa. Vittorio, sentendo il peso dei suoi sessant'anni sciogliersi, la prese alla nuca e la baciò con una passione che non provava da decenni. La spogliò con urgenza, mentre lei rispondeva con una foga che cercava rifugio in quella protezione ruvida.
Quando la fece distendere sul tavolo dell'ufficio e la penetrò, ogni confine tra dovere e desiderio svanì.
"Vittorio, mi stai facendo sentire donna!" gridava lei nel pieno del piacere. "Sapevo che sotto la divisa si nascondeva un toro."
L'orgasmo fu violento, una liberazione per entrambi che lasciò l'ufficio immerso in un silenzio carico di elettricità.
Alle 22:30, Elena uscì dall'ingresso posteriore. L'aria fresca della notte lombarda le schiarì le idee. Salì in auto, si sistemò i capelli allo specchietto e partì. Vittorio rimase dentro, un'ombra dietro il vetro scuro della garitta.
Il gioco era finito. O forse, era appena iniziato.
Storia quasi vera con molta fantasia.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il centro commerciale rivisitato :

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni