tradimenti
Sotto lo sguardo del Cuckold
22.02.2026 |
2.510 |
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"Quando è il momento, la volto e le sborro sul viso, pulendola poi con un gesto sprezzante..."
Mi chiamo Dario, ho più di 65 anni e vivo vicino al Lago di Garda. Vedovo da tempo, sono una persona che molti definirebbero trasgressiva: nel sesso sono un dominante, quello che nell'ambiente chiamano "Padrone". Amo l’esibizionismo e sono da sempre attratto dalle ragazze giovani; per questo qualcuno mi ritiene perverso, ma io mi considero semplicemente un uomo che sa cosa vuole. Ho ancora voglia di godermi la vita e intendo farlo in modo che soddisfi sia il corpo che il cervello.Dopo la morte prematura di mia moglie ho avuto parecchie esperienze con donne di ogni tipo, ma sempre incontri fugaci: una sveltina e via, amici come prima. Tuttavia, un tarlo mi tormentava da tempo: dominare una coppia in cui lui fosse un cuckold, per sottometterli entrambi. Un’ambizione che, alla mia età, pensavo fosse ormai difficile da realizzare.
Un giorno rivedo il mio vecchio amico Franco. Lo trovo preoccupato: sua moglie sospetta un tradimento, ed è la verità. Franco frequenta una coppia particolare: lei, Luana, ha solo 23 anni ed è attratta dagli uomini maturi; lui, Moreno, è un sottomesso che gode nel vedere la moglie con altri. Franco vuole liberarsene e mi propone di andare al suo posto a un appuntamento a Sirmione. "Se riesci scopatela, altrimenti si incazzano e poi me la vedo io," mi dice, dandomi le dritte giuste: a lui piace essere trattato male, lei è una ragazza senza freni che adora le situazioni più scabrose.
Incuriosito, accetto. L’appuntamento è alle 14:00 in un noto bar di Sirmione. Il sole picchia sulle acque scintillanti del Garda, ma all'interno del locale l'ombra è fresca. Individuo subito la coppia in un tavolino appartato. Mi avvicino con passo lento, studiandoli. Senza troppi convenevoli, esordisco con voce bassa e roca: "Sono qui per Franco." Fisso Luana con un sorriso accennato, poi sposto lo sguardo su Moreno, riducendolo immediatamente a un’ombra sullo sfondo. "Tu devi essere Moreno. Lei Luana, immagino." Non è una domanda.
Ordino da bere senza consultare nessuno: due Spritz e un Campari con ghiaccio. Prendo il comando della situazione. Sotto il tavolo, la mia mano trova il ginocchio di Luana. È un tocco fermo. Lei sussulta, mentre Moreno fissa il suo bicchiere, fingendo di non vedere o forse godendo già dell'inizio dell'umiliazione. "Franco mi ha detto che ti piacciono le sfide," dico a Luana. Lei mi sfida con lo sguardo: "E tu credi di esserlo?". "Non lo credo. Lo sono," rispondo calmo.
Mentre le mie dita risalgono la sua coscia, sento la sua pelle bruciare. Luana cerca di fermarmi, ma la sua è una resistenza debole, un invito. Prendo la sua mano e la guido verso il mio inguine. Intanto, trovo l'elastico delle sue mutandine e scopro un "lago" di eccitazione, umido come l'acqua che abbiamo di fronte. Con mossa esperta inizio a stimolarla; Luana emette un gemito soffocato. "Vedo che non sei solo una ragazza che fa la difficile," le sussurro.
Decido di alzare la posta. "Vado in bagno. Tu vieni con me," ordino a Luana. Moreno resta lì, impalato. Una volta dentro, chiudo la porta a chiave. La afferro per i fianchi e la schiaccio contro lo specchio. "Tuo marito è là fuori e tu sei qui con un estraneo, pronta a tutto. Sei davvero la troia che dice Franco?". Lei non parla, cerca la mia bocca con fame, ma io la scosto: non ha il permesso di baciarmi.
Le sollevo la gonna, la volto di schiena contro il lavandino e la obbligo a guardarsi nello specchio. La penetro con spinte profonde e autoritarie. Ogni colpo è un promemoria di chi comanda. Luana è in estasi, i suoi palmi battono contro lo specchio bagnato. Quando è il momento, la volto e le sborro sul viso, pulendola poi con un gesto sprezzante. "Sistemati. Voglio che lui senta il mio odore su di te."
Torniamo al tavolo. Moreno ci guarda cercando un segno, una conferma. "Tua moglie ha bisogno d'aria. Andiamo in macchina," sentenzio. Nel parcheggio, riparati solo da una siepe di oleandri, ordino a Moreno di inginocchiarsi e guardare senza toccare. Sotto il sole che cala, possiedo Luana sul cofano caldo dell'auto. "Vedi, cornuto, come prendo tua moglie? Senti come gode?". Moreno, al limite della sottomissione, finisce per leccare i nostri umori che colano. "Adesso basta giochi all'aperto," ordino. "Portatemi a casa vostra. La notte è lunga."
In casa loro, prendo possesso del letto matrimoniale. Moreno è confinato ai piedi del letto, obbligato a guardarci e a servirci vino. La notte diventa una maratona di eccessi. Uso Luana in ogni modo, esplorando la sua depravazione con l'esperienza di chi sa esattamente dove toccare. La differenza d'età alimenta la sua lussuria: in me trova una cattiveria erotica che i coetanei non sognano nemmeno.
La costringo a posizioni estreme, usandola per torturare psicologicamente il marito. "Guardala, Moreno. Non è il tuo nome quello che urla." Ad un certo punto, ordino a Moreno di occuparsi del piacere di lei con la bocca mentre io la possiedo da dietro. È un trio distorto, un'occupazione di corpi e menti dove io sono il perno immobile.Prima dell'alba, l'ultimo atto di dominio: li faccio inginocchiare entrambi davanti a me. Luana è sfinita, segnata dalla passione; Moreno è svuotato di ogni dignità, ma paradossalmente grato. "Adesso sapete cosa significa avere un Padrone in casa. Siete stati dei buoni giocattoli," dico mentre mi rivesto con eleganza.
Lunedì mattina, chiamo Franco. Alla sua domanda curiosa su come sia andata, rispondo con un sorriso sornione: "Franco... altro che vederli. Li ho smontati e rimontati come un vecchio orologio. La tua Luana aveva solo bisogno di qualcuno che sapesse come farla esplodere. E Moreno? Beh, ha imparato più ieri sera che in tutta la sua vita matrimoniale."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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