Lui & Lei
Amanti della chat
19.05.2026 |
513 |
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"Senza alcuna pietà, Roberto spinse il cazzo dentro di lei con un colpo secco e profondo..."
Il tintinnio dei calici di vino rosso si fuse con il suono delle risate in salotto, ma sotto la superficie di quella normale serata tra vecchi amici scorreva una corrente elettrica quasi insostenibile. Roberto si alzò per andare in cucina a prendere il vassoio degli antipasti. Un secondo dopo, con il pretesto di aiutarlo, Mariella lo seguì, lasciando Daniela e Davide a discutere animatamente del loro ultimo viaggio.Non appena la porta della cucina si accostò, l’aria divenne densa. Mariella si appoggiò al bancone di marmo, incrociando le braccia. Indossava un abito leggero, i cui primi bottoni erano strategicamente lasciati aperti. Lo guardò dritto negli occhi, con un sorriso di pura sfida.
«Il tempismo del tuo messaggio è stato impeccabile, Roberto», sussurrò, la voce ridotta a un soffio caldo. «Ma sei stato un po' imprudente. Pensa se Davide avesse allungato l’occhio».
Roberto le si avvicinò, annullando le distanze. Il profumo di lei gli fece accelerare il battito. «Il rischio è la parte migliore, Fiocco di neve. E poi, so che ti piace da morire».
Senza aggiungere una parola, Roberto allungò una mano e le accarezzò un fianco, salendo lentamente lungo il tessuto dell'abito. Fu in quel momento che le sue dita confermarono il sospetto: Mariella non indossava le mutandine. Aveva preso alla lettera le provocazioni dei giorni precedenti.
Un brivido violento scosse l'uomo mentre lei, per tutta risposta, gli afferrò il polso, guidando la mano ancora più su, lasciandogli percepire il calore già umido della sua intimità. Le dita di Roberto cominciarono a giocare con il suo clitoride; non ebbe bisogno di allargare le labbra della figa, era talmente bagnata che due dita in figa e il pollice nel culo entrarono senza nessun problema. La stava scopando con le dita e lei, quasi subito, ebbe un orgasmo devastante. Perché non urlasse il piacere, Roberto le chiuse la bocca con un bacio erotico e perverso.
«Amo il sapore del pericolo», mormorò lei, mordendosi il labbro inferiore. «Ma ora dobbiamo tornare di là. Il bello deve ancora cominciare».
Il ritorno in sala da pranzo segnò l'inizio di una recita spietata. La tavola era grande, ma la disposizione dei posti era perfetta per i loro scopi: Roberto era seduto di fronte a Mariella, mentre Daniela e Davide occupavano i capitavola.
Durante il primo piatto, il gioco si spostò sotto il tavolo. Mariella sfilò con eleganza una scarpa col tacco. Con la pianta del piede nudo iniziò a risalire lungo il polpaccio di Roberto, fino a premere con decisione contro il suo cavallo. Roberto dovette fare appello a tutto il suo autocontrollo per continuare a rispondere alle domande di Davide sulla manutenzione del giardino.
«Davide, tesoro, mi passeresti il sale?», chiese Mariella con una voce incredibilmente ingenua, mentre il suo piede continuava a muoversi con ritmo sapiente.
«Certo cara, ecco a te», rispose il marito, del tutto ignaro del fatto che, a pochi centimetri dalla sua mano, sua moglie stava portando Roberto al limite dell'eccitazione.
Daniela, dal canto suo, notò una strana distrazione nel marito. «Roberto, tutto bene? Ti vedo un po' rosso in viso, fa caldo?».
«Sì... un po' di foga ai fornelli, niente di che», si giustificò lui, mandando giù un grande sorso di vino per schiarirsi la gola, incrociando lo sguardo malizioso e trionfante di Mariella.
Dopo cena, l'atmosfera si fece più rilassata, ma non meno tesa per i due complici. Si spostarono sui divani per il caffè e l'amaro. Davide, stanco per il viaggio, si tese sul divano accanto a Daniela, finendo per appoggiare la testa sulle sue gambe mentre lei gli accarezzava distrattamente i capelli, parlando di un libro che aveva appena finito di leggere.
Mariella e Roberto erano seduti sul divano opposto. Approfittando della penombra della stanza e della totale distrazione degli altri due, Mariella fece scivolare la mano sotto il cuscino che li separava. Roberto la intercettò immediatamente. Con una mossa audace, guidò la mano di lei direttamente dentro i propri pantaloni sbottonati.
Il contrasto era totale: da un lato della stanza, una tranquilla scena di ordinaria vita coniugale; dall'altro, una stretta clandestina, frenetica e bagnata di desiderio. Mariella muoveva le dita con dolo; era entrata nei pantaloni di Roberto e, con sapienti carezze sul cazzo dell'amante, lo stava portando in estasi. Il cazzo non voleva restare all'interno dei pantaloni, voleva uscire con tutta la sua vigoria e potenza. Roberto teneva lo sguardo fisso su Daniela mentre parlava, assaporando il potere di quella profanazione virtuale diventata carne.
Prima che la situazione potesse sfuggire di mano, Mariella si ritrasse con un brivido, ripulendosi la mano con un fazzoletto che teneva nella borsa, senza che nessuno se ne accorgesse. Si alzò in piedi, stirandosi con sensualità.
«Ragazzi, il viaggio è stato lungo e l'ottima cena mi ha dato il colpo di grazia. Io direi di andare a riposare», disse, guardando prima il marito e poi, per una frazione di secondo in più, Roberto.
«Hai ragione, andiamo», convenne Davide, alzandosi a fatica.
Dopo i saluti della buonanotte, le luci del corridoio si spensero. Ma nella testa di Roberto e Mariella, i telefoni stavano già per riaccendersi.
All'una di notte, mentre Daniela dormiva profondamente al suo fianco, il telefono di Roberto vibrò sul comodino. Lo schermo illuminò il buio.
Fiocco di neve: La mia camera è l'ultima in fondo al corridoio. Davide ha il sonno pesante, specialmente dopo il vino. La porta è accostata. Vieni a prenderti quello che abbiamo iniziato in chat... o hai paura?
Roberto guardò la moglie addormentata, sentendo il cuore battergli in gola. L'adrenalina vinse su qualsiasi rimasuglio di colpa. Si alzò lentamente, senza fare rumore, e a piedi nudi si diresse verso il corridoio buio, dove la realtà stava per superare definitivamente ogni fantasia.
Il corridoio della casa era immerso nel silenzio più assoluto, spezzato solo dal ticchettio ritmico dell’orologio in salotto. Roberto avanzava a piedi nudi, un passo alla volta, sentendo il pavimento freddo sotto le piante. Ogni millimetro di pelle era percorso da una scossa elettrica.
A metà strada si fermò, sospeso in un limbo di pura adrenalina: alla sua sinistra, la porta della sua camera da letto era accostata, e nel buio poteva scorgere la sagoma immobile di Daniela che dormiva profondamente; in fondo al corridoio, uno spiraglio di luce fioca indicava la stanza degli ospiti. La paura di essere scoperto a sessantacinque anni come un ragazzino, il rischio del crollo totale della sua vita matrimoniale e l’eccitazione perversa di ciò che stava per fare si mescolarono, creando un'erezione d'una durezza quasi dolorosa, che premeva contro il tessuto leggero dei boxer.
Quando raggiunse la soglia della camera degli ospiti, una mano calda e decisa sbucò dall'oscurità, afferrandolo per l'elastico dei boxer e tirandolo bruscamente verso l'interno.
Mariella lo aspettava proprio dietro la porta. La luce soffusa di una abat-jour creava ombre lunghe sulle sue forme. Non indossava più l'abito della cena, ma una vestaglia di seta nera completamente aperta sul davanti, che rivelava il corpo maturo e spudoratamente nudo.
«Sei venuto allora, mio grande stallone da chat...», sussurrò lei contro le ie labbra, con il fiato corto e l'odore acre e dolciastro dell'eccitazione che già emanava dalle sue gambe.
Prima ancora che Roberto potesse rispondere, Mariella lo spinse contro il muro di fianco alla porta. La posizione era di un pericolo estremo: a meno di tre metri, sul letto matrimoniale della stanza, Davide dormiva di schiena, lasciando andare un respiro pesante e regolare, intorpidito dal vino rosso della cena. Roberto, con gli occhi spalancati, guardava alternativamente il profilo del marito tradito e la porta aperta che dava sul corridoio, oltre la quale Daniela avrebbe potuto svegliarsi da un momento all'altro.
La perversione del momento toccò il culmine. Mariella si inginocchiò davanti a lui senza esitazione. Liberò il membro di Roberto, che scattò in avanti, teso e lucido di liquido pre-eiaculatorio. Senza preamboli, lo afferrò con entrambe le mani e lo spinse interamente in bocca, iniziando a succhiarlo con un'avidità feroce.
Roberto dovette mordersi il dorso della mano per non urlare di piacere; il contrasto tra il calore viscido della bocca di lei e il terrore di sentire Davide voltarsi nel letto gli stava letteralmente spaccando il cervello. Mariella lo guardava dal basso, gli occhi sgranati e carichi di malizia erotica, mentre affondava la gola sul cazzo di Roberto, emettendo dei piccoli rumori di risucchio che nel silenzio della stanza sembravano amplificati al massimo. Con una mano si accarezzava freneticamente il clitoride, già bagnato e gonfio, mentre con l'altra cercava il retro di Roberto, infilandogli unito nel sedere per stimolarlo al massimo, proprio come si erano promessi in chat.
«Girati... voglio la tua figa, adesso», ordinò Roberto con un filo di voce rotta dal piacere, non riuscendo più a contenersi.
Mariella obbedì con una rapidità felina. Si appoggiò con le mani al muro, proprio accanto allo stipite della porta, offrendo il culo tondo e i fianchi larghi alla bramosia di lui. Da quella posizione, la testa di Mariella era parzialmente visibile dal corridoio, e lei stessa poteva vedere il marito addormentato sul letto. Era la realizzazione plastica di ogni loro fantasia pornografica.
Roberto le si piantò dietro. Sentendo il profumo selvaggio della sua intimità, le separò le natiche con le mani. La figa di Mariella era bagnatissima, un lago, spalancata e pulsante. Senza alcuna pietà, Roberto spinse il cazzo dentro di lei con un colpo secco e profondo. Mariella inarcò la schiena, soffocando un gemito di puro godimento contro il muro.
Il ritmo divenne subito frenetico, animalesco, ma cadenzato dal terrore. Ogni volta che il bacino di Roberto impattava contro le natiche di lei, il rumore umido e schioccante della carne penetrata risuonava nella stanza. Roberto la possedeva con violenza, lo sguardo fisso sulla porta del corridoio, aspettandosi ogni secondo di vedere l'ombra di Daniela apparire nel buio. Mariella, dal canto suo, godeva nel sentirsi trattare come la "gran troia" che aveva confessato di voler essere: allungò una mano all'indietro, afferrando i testicoli di Roberto e stringendoli per spingerlo ad affondare ancora più dentro.
«Sborrami dentro... no, in bocca, voglio ingoiarti tutto davanti a lui», sussurrò Mariella girando la testa, la bava che le colava dall'angolo delle labbra.
L'eccitazione viscerale e la scarica di adrenalina portarono Roberto al limite in pochi secondi. La sensazione delle pareti vaginali di lei che si stringevano intorno al suo membro lo stava facendo impazzire. La tirò per i capelli, costringendola a girarsi di scatto e a rimettersi in ginocchio, mentre lui si tirava indietro, accostandosi pericolosamente al bordo del letto dove Davide continuava a dormire.
Con un ultimo, vigoroso colpo di mano, Roberto si masturbò per tre secondi prima che il suo cazzo erompesse. Spruzzò una prima, densa scia di sperma caldo direttamente sulla guancia e sulle labbra di Mariella, che spalancò la bocca per raccogliere i getti successivi, ingoiando avidamente la sborra rimasta sulla lingua con un'espressione di trionfo pornografico.
Ansimanti, bagnati di sudore e con il cuore che batteva a duecento battiti al minuto, i due si guardarono per un istante. Il pavimento era segnato dalle loro tracce, il letto di Davide era a trenta centimetri e la casa era rimasta miracolosamente in silenzio. Il turbine di perversione si era consumato sul filo del rasoio, ma entrambi sapevano, guardandosi negli occhi, che il weekend era appena iniziato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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