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Lui & Lei

La rivelazione


di Valico57
02.02.2026    |    453    |    1 6.0
"Nello stesso istante sono esploso anche io, bagnando il ventre di Giorgia mentre Paolo inondava Lena..."
L'eccitazione di quell'incontro non poteva esaurirsi con una semplice fuga. La connessione elettrica che si era creata attraverso quel vetro, in quel parcheggio buio, aveva lasciato una scia che meritava di essere esplorata. Nonostante la ritirata precipitosa, l'immagine della rossa con la maschera veneziana era rimasta impressa sulla mia retina come un marchio a fuoco. Per giorni non ho fatto altro che pensare a quel riflesso: nei suoi occhi non c’era giudizio, ma un invito primordiale a scoprire i meandri della trasgressione più profonda.
Una settimana dopo, l'impulso è diventato insostenibile. Ho detto a mia moglie, Lena, che il lavoro si sarebbe protratto fino a tardi; invece, con il cuore che martellava contro le costole, sono tornato in quel parcheggio. Il camper era lì: una sagoma scura sotto un lampione tremolante. Questa volta non mi sono nascosto. Mi sono avvicinato con passo deciso, lasciando che le mie scarpe risuonassero sull’asfalto.
Prima ancora che potessi spiare, la porta laterale è scivolata via con un sibilo metallico. Sulla soglia è apparsa la bionda, Giorgia. Indossava solo un corsetto di pizzo nero e stivali alti. Mi ha guardato con un sorriso complice, quasi mi stesse aspettando.
"Lo zio ha detto che saresti tornato, guardone," ha sussurrato con una voce che era pura seta.
Mi ha preso per il bavero della giacca e mi ha tirato dentro, nell'aria pesante di incenso, profumi femminili e l’odore inconfondibile del sesso recente.
All'interno, la luce era di un rosso soffuso. La donna rossa era distesa sul letto in fondo, nuda, con le gambe spalancate e la maschera indossata come un feticcio. Il seno generoso si ergeva come un simbolo di conquista. L'uomo di mezza età, Paolo, era seduto nell'ombra, nell'angolo opposto, con la mano che accarezzava il suo sesso ancora turgido.
"Vieni avanti, Roberto," ha detto la rossa. Lì per lì non ho dato peso al fatto che conoscesse il mio nome; pensavo mi stesse battezzando con la sua fantasia. "Volevi vedere? Ora guarda da vicino."
Giorgia si è inginocchiata davanti a me e, con dita esperte, ha liberato il mio sesso in preda a un'eccitazione spaventosa. Non appena sono scattato fuori, duro e pulsante, la rossa ha inarcato la schiena: "Haaa... però, tanta roba," ha ansimato. Mentre Giorgia avvolgeva le labbra intorno a me, la rossa ha ordinato con voce roca: "Voglio che mi guardi mentre mi prendono."
L'uomo l'ha afferrata per i fianchi, possedendola con colpi animali che la facevano sobbalzare. Lei teneva i suoi occhi inchiodati ai miei: "Ti piace? Una donna vogliosa che si fa scopare da un maschio poderoso?". Ero a pochi centimetri, sentivo il calore dei loro corpi. Ero l'ingrediente mancante del loro gioco.
All'improvviso, nel calore soffocante di quel camper, è successo l'imprevedibile. L'uomo l'ha afferrata per i capelli rossi, tirandole indietro la testa per penetrarla più a fondo. In quel movimento brusco, il laccio di seta della maschera si è allentato. Lentamente, la maschera è scivolata via, rivelando il volto contratto dal piacere.
Il mondo si è fermato. Sotto quella parrucca rosso fuoco, incorniciato dal sudore, c’era il viso di Lena. Mia moglie. La donna che credevo "poco avvezza" alla trasgressione, la moglie rassicurante che pensavo fosse a casa a leggere, era lì, trasformata in una creatura di pura lussuria.
Il cuore mi è quasi esploso. Non era rabbia: era un’eccitazione devastante, un corto circuito che ha polverizzato anni di inibizioni. Lena ha aperto gli occhi e, vedendomi lì, non ha mostrato vergogna. Ha sorriso—un sorriso predatore—e ha inarcato il bacino verso Paolo con una ferocia nuova.
"Roberto..." ha ansimato, "guarda bene la tua Lena... guarda quanto le piace essere la cagna di tutti."
A quelle parole, ogni freno è saltato. Mi sono avventato su di loro in un groviglio di membra, sudore e umori. Le mie mani cercavano la carne di mia moglie, stringendo i suoi seni mentre Paolo continuava a possederla. Il camper oscillava paurosamente. Vedere mia moglie godere in quel modo, tra le mani di uno sconosciuto e la bocca di Giorgia, mi ha portato oltre il punto di non ritorno.
Lena ha emesso un urlo disumano, un orgasmo che ha fatto tremare ogni sua fibra. Nello stesso istante sono esploso anche io, bagnando il ventre di Giorgia mentre Paolo inondava Lena. Siamo rimasti lì, ansimanti, nel silenzio rotto solo dai respiri spezzati. Lena si è girata verso di me, si è tolta la parrucca rivelando i suoi capelli castani e mi ha baciato con un sapore di peccato e di verità.
"Bentornato a casa, marito mio," ha sussurrato.
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