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incesto

Oltre ogni Tabù


di Valico57
12.02.2026    |    4.190    |    6 9.7
"I quattro corpi si intrecciarono in un groviglio indistinguibile, dove il desiderio filiale e la pura perversione si fondevano..."
Nicolò e Alessia, rispettivamente di 25 e 23 anni, sono sposati da un anno. La loro intesa sessuale è estremamente intensa, alimentata da una passione condivisa per la trasgressione, l’esibizionismo e la perversione. Nonostante la giovane età, frequentano da tempo club privé e siti di scambismo, abitudini che hanno consolidato il loro legame.
I due si conoscono fin dall'infanzia, poiché le loro madri erano grandi amiche. Nicolò ha sempre nutrito un debole per la signora Diana, la madre di Alessia: una donna bellissima e sensuale, caratterizzata da una bellezza mediterranea formosa e appariscente. Ancora oggi, Nicolò si sente profondamente eccitato al solo pensiero di lei. Alessia, dal canto suo, nasconde un segreto mai confessato: un’attrazione profonda per il padre Federico, dirigente di una multinazionale assicurativa, al quale ha dedicato i suoi primi desideri intimi.
In passato, i genitori di Nicolò sono rimasti vittime di un grave incidente che ha lasciato la madre paralizzata e il padre in preda a una forte depressione. In quel periodo difficile, Diana è stata molto vicina al ragazzo, creando un legame che è poi sfociato nell'amore tra i due giovani.
Durante l'estate, i genitori di Alessia si trasferiscono nella loro villa all'Isola d'Elba, dove i ragazzi li raggiungono appena possibile. Anche Diana e Federico sono spiriti liberi e amanti del piacere, dediti a una vita sensuale senza restrizioni. Alessia è consapevole dell’attrazione che Nicolò prova per sua madre; sebbene ne sia gelosa, lui la rassicura derubricando quei pensieri a semplici fantasie adolescenziali.
Una sera, tornando da una festa leggermente brilli, Alessia e Nicolò entrarono in casa e notarono dei vestiti sparsi sul pavimento. Sentendo gemiti inconfondibili, si avvicinarono furtivi alla camera dei genitori. Attraverso la porta socchiusa, il loro istinto voyeuristico prese il sopravvento: Diana era impegnata in un rapporto estremo, una doppia penetrazione con Federico e un giovane ragazzo.
Alessia accennò a volersene andare, ma Nicolò la fermò. Iniziò a toccarla con foga, scoprendola già bagnata ed eccitata dalla scena. In un sussurro roco, Alessia lo sfidò: "Tira fuori il cazzo e scopami... come se fossi lei, come se fossi mia madre!". Nicolò non se lo fece ripetere. La possedette con una foga mai provata prima, mormorando: "È questo che vuole, vero signora?". Nel culmine del piacere, Alessia lasciò cadere ogni freno, urlando: "Papà, fai godere la tua piccola!". Quella frase sconvolse ed eccitò Nicolò a tal punto da portarlo a un orgasmo travolgente.
Per alcuni giorni il silenzio avvolse l'accaduto, finché un violento temporale non colpì l'isola, lasciando la villa al buio. Nella cucina, illuminata solo dai lampi improvvisi, si consumò la resa dei conti. Diana e Federico avevano capito di essere stati spiati e non avevano intenzione di ignorare la cosa.
Diana fu la prima a rompere l’indugio. Avvicinandosi a Nicolò, gli sussurrò: "Ti ho guardato crescere... sapevo che prima o poi avresti smesso di sbirciare dalle fessure". Contemporaneamente, Federico posò le mani sui fianchi della figlia. Alessia sussultò, ma non si scostò, soggiogata dall'autorità di quell'uomo che aveva sempre venerato.
Senza bisogno di parole, le coppie si mescolarono. Nicolò spinse Diana contro il grande tavolo di legno, toccando finalmente la pelle che aveva sognato per anni. Diana rispondeva con un'aggressività esperta, guidando le mani del genero sul suo corpo bagnato e preparandolo al rapporto. Poco distante, Alessia si concedeva al padre: "Sì, papà, quante volte ti ho desiderato... ero gelosa di mamma, ora voglio te".
La situazione degenerò rapidamente in un'estasi collettiva. La villa divenne un santuario di lussuria. Nicolò possedeva Diana da dietro, mentre lei lo incitava con parole spinte, chiedendo di essere riempita senza riserve. Vedere la propria moglie tra le braccia del suocero non scatenava in lui gelosia, ma fungeva da catalizzatore per un’eccitazione ancora più violenta. Alessia, dopo essersi concessa al padre, urlava il suo piacere: "Finalmente sono tua!".
In un crescendo di gemiti, le barriere caddero definitivamente. Diana baciò la figlia, promettendole che da quel momento in poi avrebbero "diviso ogni piacere". I quattro corpi si intrecciarono in un groviglio indistinguibile, dove il desiderio filiale e la pura perversione si fondevano. Al culmine della notte, tutti raggiunsero il piacere supremo, svuotando ogni tensione sui corpi l'uno dell'altro.
Quando tornò la luce, qualche ora dopo, la cucina era nel caos e i respiri tornavano lenti alla normalità. Guardandosi negli occhi, non trovarono vergogna, ma una consapevolezza nuova e devastante: il matrimonio di Nicolò e Alessia, così come le loro dinamiche familiari, non sarebbero mai più stati gli stessi.
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