trio
Alessia l'abisso sotto la superficie
08.04.2026 |
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"Alessia, invece di ritirarsi, aumentò il ritmo, fissando gli sconosciuti e ordinando al marito di abbassare il finestrino di un centimetro affinché potessero sentire le sue grida..."
Il contrasto tra la luce del sole e l’oscurità dei desideri di Alessia divenne, col passare dei mesi, una crepa sempre più profonda e affascinante. In casa, era tornata a essere la moglie impeccabile, quasi irritante nella sua pignoleria: le pieghe delle lenzuola dovevano essere millimetriche, le camicie di Moreno stirate senza un’ombra e le discussioni a cena vertevano esclusivamente sulla gestione economica della famiglia. Ma era una calma apparente, una diga che a fatica tratteneva una marea montante.Tutto ricominciò durante un aperitivo programmato da tempo con Pia, la direttrice dell’ufficio di Alessia. Pia era una donna di potere: austera, distaccata, sempre avvolta in tailleur scuri. Quella sera, però, dopo il terzo calice di vino, l’atmosfera cambiò drasticamente.
Alessia, con una mossa audace che lasciò Moreno senza fiato, iniziò a raccontare alla superiore le "follie" del marito: la sorpresa di compleanno con Niku, la sua vena esibizionista e il piacere sottile che provava nell’essere guardata e desiderata. Invece di scandalizzarsi, Pia si sciolse. Iniziò a fare apprezzamenti espliciti sulla bellezza di Alessia, confessando senza filtri l'attrazione che provava per lei e il desiderio di esplorare ogni centimetro della sua pelle.
Moreno colse l’attimo e, provocatoriamente, fece notare che il sedile posteriore della sua auto era libero. Le due donne salirono dietro e lui, conoscendo la vena esibizionista della moglie, le guidò fino al parcheggio semibuio di un parco cittadino. L’abitacolo divenne il teatro di un nuovo gioco di potere.
Mentre Moreno restava alla guida osservando tutto dallo specchietto, Alessia guidò le mani di Pia sotto la propria gonna. "Senti come sono bagnata per te" sussurrava, mentre la direttrice, abbandonata ogni dignità professionale, la esplorava con dita esperte. L'amplesso saffico divenne presto animalesco; tra sospiri e gemiti, le due si fondevano in un groviglio di seta, incuranti del rischio di essere scoperte. Proprio quel brivido risvegliò il lato più oscuro di Alessia: non le bastava più lo specchio di casa, voleva occhi estranei.
Sotto una pioggia battente, le due donne si spogliarono completamente, perdendosi in un lungo ed estenuante rapporto orale. L'eccitazione raggiunse l'apice quando Alessia ordinò a Moreno di accendere le luci interne della macchina e di passarle uno strap-on a doppio fallo, acquistato per l'occasione.
Mentre possedeva Pia contro il vetro appannato, Moreno scorse fuori le sagome di due guardoni attirati dalla luce. Alessia, invece di ritirarsi, aumentò il ritmo, fissando gli sconosciuti e ordinando al marito di abbassare il finestrino di un centimetro affinché potessero sentire le sue grida. L'orgasmo che ne seguì fu violento, pubblico e privato al tempo stesso.
L'apice della trasgressione arrivò però con l'ingresso di Ernesto e Sharon, una coppia di amici argentini conosciuti in palestra. Lui muscoloso e dallo sguardo ardente; lei la quintessenza della sensualità latina. Durante una cena a base di asado e vino rosso, la tensione erotica esplose.
Sharon, complice l'alcol, iniziò a baciare Alessia, spogliandola sul tavolo e dando inizio a una danza di corpi che coinvolse tutti. Ernesto descriveva con termini crudi come avrebbe posseduto Alessia, mentre lei, ormai preda e carnefice, si perdeva nel sapore dell'amica.
Alessia si ritrovò al centro di un quadrilatero perfetto, regista e attrice di una scena pornografica d'autore. Mentre Ernesto la possedeva con foga sudamericana, lei continuava a cercare il corpo di Sharon, che a sua volta si alternava tra Alessia e Moreno.
Moreno, con il cuore a mille, accese la videocamera per immortalare la scena. Alessia lo guardava con sfida: "Vedi? Questa è la tua troia, Moreno! Guardami come mi prendono!". La serata si concluse in un'esplosione di sensi, con le donne esauste e gli uomini che segnarono il corpo di Alessia con il loro seme, prima di una doccia purificatrice collettiva.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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