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trio

L'Appuntamento


di Membro VIP di Annunci69.it Andrea72
31.01.2026    |    2.055    |    1 9.3
"Continuò il suo attento lavoro orale, ora leccando e stimolando alternatamente il perineo di Andrea e la base del suo pene che entrava e usciva dal corpo umido di Carla, creando una stimolazione..."
L’Appuntamento

L’atmosfera del lounge bar era intima, avvolta in una penombra dorata che sembrava creata apposta per nascondere e rivelare allo stesso tempo. Andrea, 52 anni, commercialista di successo abituato a controllare i dettagli, si sentiva stranamente eccitato da quel totale abbandono al presente. Il ghiaccio nel suo whisky scricchiolò quando li vide entrare, riconoscendoli immediatamente dalla foto. Lei, Carla, non indossava il tailleur della foto profilo, ma un abito di seta color bordeaux che cadeva morbido sul corpo, modellando seni generosi e fianchi ampi. Il tessuto era così sottile che, contro la luce del bar, Andrea poté scorgere l’ombra scura dei suoi capezzoli eretti. Lui, Giorgio, aveva una presenza solida e rassicurante. La sua mano sulla schiena della moglie non era un gesto di proprietà, ma un ponte teso verso di lui.

“Andrea? Piacere, sono Giorgio. Questa è Carla.”
La stretta di mano di Giorgio fu ferma, prolungata. Quella di Carla, invece, fu un tocco leggero delle dita che scivolò volutamente sul suo polso, sfiorando l’orologio. “Finalmente,” sussurrò, con una voce roca che prometteva confidenze.

Seduti al tavolo, la conversazione iniziò formale, ma gli sguardi no. Carla incrociò e mantenne lo sguardo di Andrea mentre beveva un sorso di vino, le labbra umide che premevano contro il cristallo. Sotto il tavolo, la punta di una scarpa sfiorò il suo polpaccio. Non ritirandola, anzi premendo di più, vide una scintilla accendersi negli occhi di lei. Giorgio sorrideva, osservando il gioco. “Carla mi ha detto che sei un uomo che apprezza la… chiarezza dei conti,” disse Giorgio, con un doppio senso che non ammetteva fraintendimenti.

“E io apprezzo i clienti che sanno esattamente cosa vogliono,” ribatté Andrea, sentendo il coraggio salire insieme all’eccitazione.
“A casa nostra i conti sono sempre molto chiari,” rise Carla. “E molto soddisfacenti. Vieni?”

Il viaggio in macchina fu un crescendo di tensione. Andrea sedeva dietro, con Carla davanti accanto al marito. Per tutta la durata del tragitto, lei tenne il braccio appoggiato sul sedile, la mano a pochi centimetri dalla spalla di Andrea. Ogni curva del percorso faceva scivolare l’orlo della sua gonna sopra il ginocchio, rivelando una coscia nuda, soda. Andrea non riusciva a distogliere lo sguardo.

In casa loro, l’intimità fu immediata e travolgente. L’ingresso ampio si apriva su un soggiorno minimalista, ma fu diretto verso il divano largo e profondo. Appena la porta si chiuse, l’atmosfera cambiò. La sicurezza del luogo, il loro territorio, sembrò sciogliere ogni residuo imbarazzo.

“Lascia che ti tolga questo,” disse Carla, voltandosi. Non si limitò alla giacca. Slacciò con dedizione lenta ogni bottone della sua camicia, baciando il petto che scopriva man mano. Mentre lei lavorava davanti, Giorgio si avvicinò alle sue spalle. Le sue mani, larghe e forti, scivolarono sotto la camicia aperta di Andrea, toccandogli i fianchi, stringendogli i muscoli dell’addome, poi salendo a pizzicare delicatamente i capezzoli. Andrea lasciò sfuggire un gemito, intrappolato tra i baci di lei e il tocco di lui.

“Rilassati,” mormorò Giorgio all’orecchio, mentre con una mano iniziava a slacciare la cintura di Andrea. “Siamo qui per farci piacere, tutti e tre.”

Carla, intanto, si era liberata dell’abito. Restò in piedi davanti a loro solo con delle mutandine di pizzo nero, che enfatizzavano la curva piena dei fianchi e il folto triangolo scuro visibile sotto il tessuto trasparente. I suoi seni, pesanti e magnifici, erano coronati da capezzoli grandi e scurissimi, già duri. “Ti piaccio?” chiese, senza un briciolo di insicurezza, passandosi le mani sui fianchi.

Andrea non rispose a parole. Le si avvicinò e chinò la testa, prendendo un capezzolo in bocca, succhiando forte mentre le sue mani le stringevano i glutei, spingendola contro di lui. Carla gettò indietro la testa gemendo, le sue dita si intrecciarono nei suoi capelli. Dietro di lui, sentì Giorgio che si liberava dei vestiti e poi le labbra di lui che baciavano la sua schiena, mentre le sue mani tiravano giù i pantaloni e gli slip di Andrea, liberando finalmente la sua erezione, tesa e pulsante.

Guidati da un desiderio sincrono, si spostarono nella camera da letto. Il letto, enorme, divenne il loro palcoscenico.

L’amplesso non fu una sequenza lineare, ma un fluire organico e intenso di corpi, desideri e permessi. Dopo averlo fatto stendere sul letto, Carla e Giorgio iniziarono a venerarlo insieme con la bocca. Fu un’esperienza travolgente. Carla si concentrò su di lui, prendendolo tutto in bocca con una lentezza agonizzante, la sua lingua esperta che gli percorreva la lunghezza, mentre le sue mani gli massaggiavano l’interno cosce. Contemporaneamente, Giorgio si concentrò sul resto del suo corpo. Le sue labbra e la sua lingua percorsero il torace di Andrea, i capezzoli, l’addome, scendendo poi lungo i fianchi. Si fermò tra le sue gambe, ma invece di concentrarsi sui genitali, le sue attenzioni divennero ancora più intime e inaspettate. Con una naturalezza disarmante, Giorgio sollevò leggermente i glutei di Andrea e iniziò a stimolarlo oralmente in modo ancora più profondo, leccando e massaggiando con abile dedizione la zona del perineo e dell’ano, mentre Carla continuava a succhiarlo con passione crescente.

Andrea era in paradiso, sopraffatto dal doppio, intensissimo stimolo orale, uno tradizionale e l’altro profondamente intimo e liberatorio. Il caldo umido delle loro bocche su parti così diverse e sensuali del suo corpo lo fece quasi impazzire. Guardava la testa di Carla che si muoveva su di lui e sentiva la lingua esperta di Giorgio che lo apriva e lo stimolava in un modo mai provato prima, mentre le forti mani di lui gli massaggiavano glutei e cosce. Poi, Carla si ritrasse, il viso lustro di saliva. "Ora voglio che mi riempia," ansimò, slacciandosi le mutandine e salendo a cavalcioni di lui, ingoiandolo in un solo, fluido movimento che li fece gemere entrambi. Mentre lei iniziava a muoversi, Giorgio non si fermò. Continuò il suo attento lavoro orale, ora leccando e stimolando alternatamente il perineo di Andrea e la base del suo pene che entrava e usciva dal corpo umido di Carla, creando una stimolazione costante, profonda e inimmaginabile, che faceva tremare Andrea dalle fondamenta.

La posizione era travolgente. Andrea, sotto il corpo ondeggiante di Carla, sentiva Giorgio dietro di sé. L’uomo si mise in ginocchio, il suo sesso pieno e duro che sfiorava le natiche di Andrea. "Sei meraviglioso," mormorò Giorgio, carezzandogli i fianchi con ammirazione genuina, mentre continuava a baciargli la schiena e i glutei, senza spingersi oltre, rispettando i confini che il loro gioco silenziosamente stabiliva. Era un circuito di piacere asimmetrico e perfetto: Andrea dentro Carla, la bocca e le mani di Giorgio che lo adoravano completamente, dedicandosi a lui senza chiedere nulla in cambio in quel momento se non il suo godimento.

Il culmine arrivò in una tempesta simultanea. Il doppio, intenso stimolo orale su di lui, unito al movimento frenetico di Carla e alla sensazione di totale abbandono e accoglienza, spinsero Andrea oltre ogni limite. Con un grido liberatorio, esplose dentro Carla, perdendosi in un turbine di puro abbandono. Quel contrarsi violento dentro di lei fece urlare anche Carla, che si irrigidì sopra di lui, il suo interno che pulsava intorno a lui mentre raggiungeva l’orgasmo. Dietro di loro, Giorgio emise un grugnito soddisfatto, la sua bocca ancora premuta contro la pelle di Andrea, godendo dello spettacolo e delle convulsioni di piacere che scuotevano entrambi.

Rimasero così, in un groviglio di respiri affannosi e membra intorpidite, per lunghi minuti. Poi, lentamente, si sciolsero, rotolando sui fianchi, ancora in contatto, gambe e braccia intrecciate.

Il silenzio era rotto solo dal battere dei loro cuori che tornavano alla normalità. Carla fu la prima a parlare, la voce un filo di seta roca. “Allora, commercialista… i conti tornano?”

Andrea girò la testa sul cuscino. La guardò, poi guardò Giorgio, i cui occhi erano socchiusi, soddisfatti. Sentiva un’estraneità fisica totale, un’energia rinnovata, e una connessione intensa con questi due sconosciuti che ora conoscevano il suo corpo meglio di chiunque altro negli ultimi anni.

Sorrise, un sorriso autentico e rilassato. “I conti tornano alla perfezione,” disse. Poi, dopo una pausa carica di nuova complicità, aggiunse: “Dovremmo proprio programmare un controllo di routine. Diciamo… sabato prossimo?”
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