Lui & Lei
SORRISO SPORGENTE DI AGRATE
A_PART_OF_ME
29.04.2026 |
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"Si sposò, e con la stessa naturalezza con cui era entrata nella mia vita ne uscì..."
Doveva essere il 2016. In quegli anni in cui internet era ancora uno spazio di incontri inattesi e possibilità leggere, conobbi una ragazza su un altro sito. Lavorava a Milano ma viveva nel Bergamasco, una zona che mi era familiare: da ragazzo ci avevo passato estati intere in villeggiatura, e solo sentirne il nome evocava immagini tranquille e luminose.Ci scambiammo qualche fotografia, più per gioco che per reale necessità. Lei era piccolina, compatta di energia, con un’esuberanza che bucava lo schermo. Il suo tratto più evidente era quel sorriso largo, generoso, dominato da denti pronunciati che non cercava minimamente di nascondere. Anzi: li sfoggiava con fierezza, come se fossero una firma personale. Quando sorrideva – e lo faceva spesso – il volto intero si accendeva, gli occhi si stringevano in due fessure vivaci e sembrava che stesse ridendo anche prima di parlare. Era uno di quei sorrisi imperfetti che restano impressi più di qualsiasi bellezza convenzionale.
Dal vivo, in zona Agrate, la prima cosa che notai fu proprio quello. Scese dalla macchina e mi sorrise subito, un sorriso pieno, sfacciato, senza difese. I dentoni pronunciati le davano un’aria autentica, solare, quasi infantile, ma allo stesso tempo comunicavano sicurezza: come se dicesse al mondo “io sono così, prendimi o lasciami”. Io, forse più impacciato, strappai un sorriso a mia volta e l’abbracciai, cercando di sintonizzarmi con la sua naturalezza.
Il caffè filò via liscio. Lei parlava molto, gesticolava, rideva spesso, e ogni risata tornava a mostrare quel sorriso largo, rumoroso, contagioso. Non era una bellezza costruita, la sua: era presenza, carattere, vitalità pura. Capimmo in fretta che c’era intesa, quella che non ha bisogno di essere spiegata o forzata, e decidemmo di spostarci in un luogo più tranquillo.
Il resto del tempo scorse in una dimensione sospesa, fatta di leggerezza, complicità e naturalezza. Lei era travolgente, intensa, incapace di trattenersi: anche nei momenti di pausa, un sorriso o una risata improvvisa rompevano il silenzio. Quel sorriso, sempre lui, sembrava il filo conduttore di tutto: spontaneo, esagerato, vero.
Restammo in contatto ancora per un periodo, finché la sua vita prese un’altra direzione. Si sposò, e con la stessa naturalezza con cui era entrata nella mia vita ne uscì. Senza drammi, senza rimpianti.
Di lei mi è rimasto un ricordo nitido: una persona allegra, vitalissima, ma anche più sensibile e matura di quanto il suo modo di fare potesse suggerire.
E, soprattutto, quel sorriso largo e indimenticabile, capace ancora oggi di riaffiorare alla memoria e strappare un sorriso anche a me.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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