UN VENERDI SERA "REIKI"
A_PART_OF_ME
La risposta è arrivata in modo semplice, diretto, privo di qualsiasi forzatura. Già da quel primo scambio ho percepito un tono diverso, lontano da promesse miracolistiche o misticismi eccessivi. Ci siamo accordati, e poche ore dopo mi sono ritrovato davanti a una persona che, sin dal primo sguardo, trasmetteva presenza e centratura. Nessuna teatralità, nessuna maschera: solo una calma solida, quasi contagiosa.
L’ambiente in cui mi ha accolto era coerente con quella prima impressione. Luci calde, soffuse, silenzio rispettato. Uno spazio che non cercava di impressionare, ma di accogliere. Ancora prima di iniziare, mi sono sentito rallentare. Come se il mio corpo avesse capito, prima della mia mente, che lì dentro non c’era nulla da dimostrare, nulla da fare se non esserci.
La sessione è durata un’ora, ma il tempo ha perso presto la sua dimensione abituale. Si è iniziato con l’ascolto: non solo parole, ma pause, respiri, esitazioni. Parlare senza sentirsi giudicati, raccontare senza dover spiegare troppo. Poi lentamente il focus si è spostato sul corpo, sul respiro. Ogni inspirazione diventava più profonda, ogni espirazione un piccolo gesto di resa.
La meditazione è arrivata senza essere annunciata davvero. Un invito gentile a chiudere gli occhi, a sentire. Il silenzio non era vuoto, ma pieno. Pieno di sensazioni sottili, di immagini che affioravano e sparivano, di un dialogo intimo che raramente mi concedo. Il lavoro energetico si è inserito in questo flusso con naturalezza, come se fosse sempre stato lì, in attesa che io mi fermassi abbastanza da accorgermene.
Non saprei descrivere esattamente cosa sia successo in termini tecnici, e forse non è nemmeno importante. Quello che so è che, minuto dopo minuto, ho sentito sciogliersi delle tensioni che non sapevo di portare, come nodi antichi che improvvisamente allentano la presa. C’era un senso di calore, di leggerezza, ma soprattutto di chiarezza. Una presenza mentale limpida, quasi affilata, e allo stesso tempo una profonda quiete.
Quando la sessione si è conclusa e ho riaperto gli occhi, il mondo aveva la stessa forma di prima, eppure qualcosa era cambiato. Mi sentivo rinnovato, come se avessi fatto spazio dentro di me. Non euforico, non “gasato”, ma fermo, radicato, con uno spirito nuovo e una calma che non ricordavo da tempo.
Sono uscito portandomi addosso una sensazione rara: quella di essermi concesso davvero del tempo, non per migliorarmi o aggiustarmi, ma semplicemente per ascoltarmi. E forse è proprio questo, più di ogni altra cosa, il vero valore dell’esperienza.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per UN VENERDI SERA "REIKI":

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
