Lui & Lei
TUTTO E' COMINCIATO DA UN ELETTRODOMESTICO
A_PART_OF_ME
27.04.2026 |
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"A distanza di anni, ci ritrovammo non come estranei, ma come due che avevano già fatto conoscenza tempo prima, senza fretta..."
All’inizio doveva essere una cosa pratica.Un annuncio letto di fretta, un messaggio educato, un appuntamento fissato per il pomeriggio. Andavo a casa sua per comprare un elettrodomestico usato, nulla di più. Eppure, ancora prima di suonare il campanello, ricordo quella sensazione sottile che a volte si presenta senza permesso, come se qualcosa stesse già prendendo appunti.
Mi aprì lei. Un sorriso semplice, nessuna posa, ma uno sguardo attento. Io non sono mai stato un marpione, mai uno che entra in una stanza cercando conferme o avventure. Eppure, in quell’istante, me ne accorsi. L’avevo addocchiata. Non in modo invadente, non plateale. Era più un riconoscimento, come quando incroci qualcuno e pensi: potrei parlarci per ore.
E, col senno di poi, capii che lo stesso era successo dall’altra parte.
Entrai. La casa aveva quell’aria un po’ vissuta, un po’ disordinata in modo sincero. Mi mostrò l’elettrodomestico, spiegò come lo usava, cosa funzionava e cosa no. Ma le parole, a tratti, prendevano una strada tutta loro. Piccole allusioni leggere e divertenti, niente di diretto, solo battute che restavano sospese un attimo più del necessario.
— “È più rumoroso di quanto sembri”,
— “Dipende da come lo tratti”,
frasi così, dette con il sorriso appena accennato, abbastanza da far scattare quella complicità istintiva che non ha bisogno di essere nominata.
Parlammo più del dovuto. Il tempo si allungò senza chiedere permesso. Alla fine comprai davvero quello che ero venuto a prendere, ma uscii con la sensazione di aver portato via qualcos’altro, anche se allora non avrei saputo dire cosa.
Gli anni fecero il loro lavoro silenzioso. Le vite si separarono, si riempirono di altro. Ma certe persone restano archiviate in un punto preciso della memoria, non per nostalgia, ma per possibilità non esplorate. E quando il caso — o il destino, dipende da quanto si è indulgenti — ci rimise sulla stessa traiettoria, non partimmo da zero.
Partimmo da quello sguardo iniziale.
Da quelle battute leggere.
Da quel primo incontro che, senza che nessuno dei due lo sapesse, aveva già tracciato una linea.
A distanza di anni, ci ritrovammo non come estranei, ma come due che avevano già fatto conoscenza tempo prima, senza fretta. E allora non ci fu bisogno di spiegare troppo: il passo successivo venne da sé, naturale, adulto, condiviso.
Ogni tanto penso a quell’elettrodomestico.
All’idea che alcune storie inizino con la scusa più banale possibile, ma si rivelino, col tempo, molto più di quello che promettevano all’inizio.
E se mi chiedessero quando tutto è cominciato, direi la verità:
davanti a una porta, con un acquisto qualunque… e due persone che, ancora senza saperlo, si stavano già riconoscendo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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