Lui & Lei
🇵🇹🇮🇹 PORTOGALLO ITALIA : 5 A 2. E non si
A_PART_OF_ME
11.05.2026 |
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"Una partita dura, a tratti amara, ma indubbiamente divertente, di quelle che restano addosso..."
Ero partito senza aspettative, sabato notte, con quella sensazione leggera che si ha quando non si pretende nulla e proprio per questo si è pronti a tutto. La partita era fuori casa, l’impegno difficile. Lo stadio mi attendeva come un vecchio conoscente: ci ero già stato anni prima, e i ricordi, belli e vividi, tornarono a galla già lungo il tragitto, mescolandosi all’euforia silenziosa della sera.Il riscaldamento non avvenne nemmeno sul campo principale, ma in uno stadio di allenamento. Là, mentre i muscoli iniziavano a sciogliersi, sembrava che fosse più l’adrenalina a scaldarli che il movimento stesso. L’aria era carica, elettrica, come se qualcosa dovesse accadere da un momento all’altro.
Al calcio d’inizio, le due squadre si studiarono con cautela. Nessuna fretta, nessun azzardo: era una partita a scacchi, più che di calcio. La squadra di casa, però, sembrava già sapere quale sarebbe stata la prima mossa, e anche la seconda. Gli ospiti, timidi, entrarono in campo in sordina, quasi temendo che il risultato potesse sfuggire di mano in pochi istanti — forse già nei primi tre minuti.
E invece accadde proprio così.
Il primo colpo arrivò secco: 1 a 0. Poi un altro, senza lasciare il tempo di rialzarsi: 2 a 0. E ancora, come un’onda che non smette di infrangersi sulla riva: 3 a 0. Lo sconforto attraversò il volto della squadra ospite, ma non la piegò del tutto. Con orgoglio e fatica, cambi di posizione e improvvisi cambi di ritmo, riuscì a reagire. Un gol conquistato con le unghie e con il fiato corto riportò il punteggio sul 3 a 1.
Il clima diventava sempre più ostile. Un caldo infernale avvolgeva il campo, quasi irreale; forse era il sorgere del sole, o forse solo la stanchezza, ma quando l’arbitro fischiò la fine del primo tempo fu come una liberazione. Spogliatoi, doccia di rito, qualche istante di silenzio e di respiro.
Il secondo tempo riprese con un’Italia determinata, ancora carica, pronta a crederci. Ma il calcio, si sa, sa essere crudele. Inaspettatamente, il Portogallo trovò il gol del 4 a 1 e, a distanza ravvicinata, anche il quinto. Un uno-due che lasciò il segno: 5 a 1, un risultato troppo pesante per restare così.
L’Italia cercò allora aiuto ovunque, persino nel pubblico. Qualcuno non riuscì a dare il proprio contributo, scarico, senza pila, come una torcia spenta. Altri invece, con nuove energie e improvvisi scatti emotivi, riuscirono a riaccendere l’atmosfera. E da quella vibrazione nacque il secondo gol italiano, meritato, sofferto, liberatorio.
Il risultato finale fu 5 a 2 per il Portogallo. Una partita dura, a tratti amara, ma indubbiamente divertente, di quelle che restano addosso. La notte si chiuse così, con la promessa silenziosa di una rivincita: nel girone di ritorno scopriremo chi avrà davvero la meglio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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