Lui & Lei
AEREONAUTICA VS BANCARIO
A_PART_OF_ME
27.04.2026 |
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"Io invece, senza sapere davvero perché — e forse proprio per questo — le dico la verità: che sì, sono stato bene, ma non riesco a sentirmi pronto per un altro weekend, per qualcosa che..."
Risponde a un match su Tinder quasi per caso.Lei lavora in ambito aeronautico — uno di quei mestieri che suona già come una promessa di altrove — io sono un bancario qualunque, con i piedi ben piantati a terra. Siamo coetanei. Lei è single. Ci scambiamo i numeri quasi subito, poi qualche foto, qualche vocale. La sua voce arriva piena, sicura. È strano ammetterlo: non è il mio tipo. Eppure mi piace. C’è in lei un non so che che mi tira dentro, come una corrente invisibile.
Le propongo un incontro al buio, sul lago. Io mi occupo del posto per la notte, lei sceglie il ristorante. Non conosco bene la zona, così passo ore su Booking, finché non trovo un boutique hotel: costoso, quasi esagerato. Una salassata. Ma il panorama ripaga tutto. Davanti al lago sembra di stare sospesi.
Il ristorante che sceglie lei è su una spiaggetta raccolta, intima, perfetta. La serata scorre in modo inatteso, come se il tempo decidesse di accelerare. Tra noi si crea subito un’intesa fisica intensa, continua, inspiegabile. È come se i corpi parlassero una lingua tutta loro, senza bisogno di traduzione. Una notte piena, rotonda, memorabile. Saremo venuti 10 volte almeno. Ho usato sicuramente una scatola da 12 preservativi.
La mattina dopo facciamo colazione sul balcone, il lago sotto di noi, la luce che entra piano. È domenica, tarda mattinata. Camminiamo lungo l’acqua, fianco a fianco, poi — senza drammi — ognuno riprende la propria strada. Ci salutiamo sapendo già che non è finita lì.
Programmiamo un altro incontro: due settimane dopo, un weekend alle terme, in montagna. Scegliamo tutto insieme. Lei viene da me, partiamo con la stessa macchina. Il weekend è di nuovo intenso, pieno di risate, di leggerezza, di una complicità che sembra funzionare soprattutto quando non chiede troppe parole. Tanto sesso. Ma proprio tanto.
Eppure, qualcosa resta fuori posto.
Alle terme mi accorgo che faccio fatica a cercare il contatto più semplice. Mano nella mano, le coccole, la tenerezza tranquilla. Guardo le altre coppie, così naturalmente unite, e mi sento diverso. Non sbagliato. Solo… altrove.
Rientriamo a casa mia. Lei deve riprendere la sua auto. È entusiasta, luminosa. Mi dice quanto è stata bene, quanto le è piaciuto quel tempo insieme. Io invece, senza sapere davvero perché — e forse proprio per questo — le dico la verità: che sì, sono stato bene, ma non riesco a sentirmi pronto per un altro weekend, per qualcosa che somigli a un seguito.
Lei scoppia a piangere.
Io cerco di consolarla. Sono goffo, dispiaciuto. Posso sembrare uno stronzo, lo so, ma sono profondamente sensibile e credo — o mi convinco — di averlo fatto anche per proteggerla.
Ci sentiamo ancora la settimana dopo. Qualche chiarimento, parole gentili, ma il danno è fatto. La distanza si è già sistemata tra noi, educata e definitiva.
È passato un anno.
Non ci siamo più risentiti.
Era una bella persona, lo ammetto.
Ma — almeno per me — nulla di più.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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