Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > Cap 27 - Dormire da solo (C&C2)
bdsm

Cap 27 - Dormire da solo (C&C2)


di Raphs_0406
25.03.2026    |    332    |    0 6.0
"Lui sbuffa, punta verso il mio culo, ci struscia sopra un paio di volte, ma prima che possa affondare mi torna in mente «Il preservativo!» Ovviamente non ce l'ha, ma chi diavolo ce l'ha, ..."
La cella è così fredda e vuota senza Drag che quasi mi metto a piangere.

Forse sono emotivo io, ma sento la disperazione assalirmi, Cristo Dio, non ho mai dormito senza che Drag fosse da qualche parte, di solito addosso a me da dietro, le braccia a stringermi.

«Cosa c'è, Casanova?» mi fa l'agente di turno, notando il mio sconforto.

Scuoto la testa, entro dentro così abbattuto che riesco a stare in piedi senza tremare per miracolo.

«Ti manca il fidanzato? Non riesci a dormire senza aver scopato?» continua quello, vorrei prendergli la gola e strozzarlo, se potessi.

Mi limito a lanciargli uno sguardo triste e mi siedo sulla nostra coperta, dandogli le spalle. Col cavolo che mi spoglio con lui in cella.

«Vabbè, è più grave del previsto, Casanova» commenta lui, scuotendo la testa. «Il Drago è un pezzo di merda, sappilo»

«Non è pezzo di merda!» mi giro mio malgrado e sbraito contro l'agente, quasi mi butto contro di lui, ma sbatto contro la porta che ha chiuso in tempo.

«È il mio uomo!» grido ancora, e inizio a singhiozzare.

Anche se vorrei morire per pensarlo, davvero faccio fatica a dormire senza aver scopato, forse perché sono così abituato da un anno a farlo con Drag, che dormire vestito o robe simili mi sembra qualcosa di alieno.

Valuto se spogliarmi lo stesso, ma poi rinuncio. Fa troppo freddo per dormire svestito da solo.

Il calore e il petto asciutto di Drag che mi stringe da dietro non mi è mai sembrato tanto bello, nel momento in cui mi rannicchio sulla nostra coperta.

È diventata improvvisamente così larga, senza Drag.

Cerco di dormire, invano. Il corpo di Drag è una presenza che pesa parecchio, la sua assenza è insopportabile.

«Drag, manchi» mugolo, vorrei che mi sentisse, anche se so che è impossibile.

Alla fine prendo il suo cuscino, lo abbraccio e affondo il naso dentro. Il familiare odore un po' muschiato mi fa sentire leggermente meglio.

Mi sono addormentato senza nemmeno accorgermi, aggrappato al suo cuscino, finché il rumore dello sportello che si apre mi sveglia di colpo.

Per un istante assurdo fantastico che abbiano deciso di riportare Drag indietro, poi vedo terrorizzato che è l'agente da cui ho passato il pomeriggio.

«Casanova, mi hanno detto che fai fatica a dormire senza compagnia» ridacchia, avvicinandosi.

Indietreggio a carponi, dimenticandomi persino di mollare il cuscino di Drag. Quello lo nota e si mette a ridere. «Cos'è, il suo cuscino? Ma perché? Ci viene sopra?»

Arrossisco violentemente e mi sento obbligato a negare: «C'è il suo odore... E basta. Non di...»

«Chissene, Casanova» fa spallucce, chiede la porta alle sue spalle e ormai sento il muro contro la schiena. «Ho il turno di notte e non ho un cazzo da fare fra adesso e quarantacinque minuti dopo, vengo a farti compagnia»

«No...» balbetto, mi contorco per cercare di sfuggire alla sua mano che si è posata sul mio petto, ma l'altra mi afferra e mi inchioda contro il muro.

«Senti, oggi pomeriggio sei stato così bravo» sbotta, seccato. «Il tuo fidanzatino è in isolamento, no? Ti manca?»

Annuisco d'istinto, e mi maledico, quando vedo il suo sorriso trionfante.

«Che ne dici di farmi questo favore, e io te lo faccio uscire prima? Per adesso vogliono tenerlo dentro per tre giorni»

Tremo dalla disperazione quando sento tre giorni. Altri due, fottuti giorni con le ore d'aria dove sopravvivere da qualche parte.

«Vuoi che ti faccia un altro pompino?» mormoro, abbassando gli occhi per non fargli vedere il rossore delle guance, ma mi alza il mento e ridacchia, scuotendo la testa.

«Casanova, da quello che mi risulta ti sei già fatto scopare da un po' di guardie, lasciami provare, su. Tanto non è poi così tragico, ci sei abituato, no?»

Mi mordo le labbra per trattenere le lacrime, e scuoto la testa. «Dragan... Io non...»

«Ancora sta fedeltà di merda?» mi molla uno schiaffo che mi sbatte contro il muro, e mi fissa seccatissimo.

«Sai cosa? Posso dire loro di prolungare l'isolamento del Drago per qualche giorno in più tranquillamente, vuoi questo?»

Quasi mi aggrappo alle sue gambe per la disperazione e lo guardo supplicante da terra. «No, ti prego, fallo uscire... prima, non dopo.»

Mi guarda compiaciuto, vedendomi attaccato alle sue cosce, e mi asciuga una lacrima che mi scivola in faccia.

«Allora spogliati e apri le gambe, da brava puttana» mi sussurra, mi viene la nausea al suono delle parole. «Fammi vedere il tuo buchino delizioso da solo»

«Non possiamo limitarci alla bocca?» tento, disperato.

Non voglio farmi scopare da qualcuno che non sia Drag, ma che cazzo, non è possibile. Non voglio tradirlo così, ma è tradimento, questo? Che lo sia o no, mi ritroverò il cazzo di un altro nel culo, e il solo pensiero mi fa singhiozzare di nuovo dal senso di colpa.

«Casanova, fai il bravo e domani sera tiro fuori il Drago» mi fa, con un tono impaziente. «Veloce»

Mi slaccio tremando la camicia, la lascio cadere di lato, lo guardo un attimo, disperato, poi mi tolgo i pantaloni.

E finalmente mi accorgo che sto per mettermi sulla coperta matrimoniale, e un lampo di lucidità mi trapassa.

Lì non c'è mai stato nessuno altro al di fuori di me e Drag.

«Aspetta» mormoro, mentre l'agente mi guarda perplesso barcollare verso le copertine singole e trascinarle per terra.

Si mette a ridere quando capisce il motivo. «Dio santo, voi due la prendete troppo alla seria sta cosa» commenta. «Non vuoi farti sfondare dove ti sfonda lui, giusto?»

Arrossisce fino alle orecchie, mi mordo l'interno guancia per mantenere un minimo di dignità, invano, visto che sto per distruggerla completamente tra alcuni secondi.

Socchiudo gli occhi mentre mi abbasso le mutande e sento gli occhi dell'agente addosso, arrossisco ancora di più.

«Casanova, per uno che batte arrossisci tantissimo» commenta, infatti. «Fa morire dal ridere sta cosa. Però velocizziamoci un po', su. Il culo in alto.»

Mi siedo sulle copertine singole e mi prendo dieci secondi per singhiozzare, poi mi distendo e guardo ancora con disperazione l'agente, magari cambia idea.

«Apri le gambe, Casanova, veloce» sbotta lui, eccitato, vedo il rigonfiamento sotto i pantaloni.

«Per favore...» sussurro, senza speranze.

«Prometto che lo faccio uscire domani» mi fa. «Vuoi che lo dica al Drago che l'hai fatto per lui? Se ti fa sentire meglio»

Sbianco alla prospettiva. «No!» mi scappa. «No... Non farglielo sapere...»

E mi odio per quello che sto dicendo. Allora è un tradimento in piena regola, cazzo. «Glielo spiegherò... Io»

Quello ridacchia. «Se non vuoi che lo sappia, non è un problema, ti capisco. So che è un possessivo della Madonna, ma ti morde tutte le notti?»

Non rispondo e mi limito a fissare il soffitto.

Lo fai per farlo uscire prima, non l'hai voluto davvero.

E apro le gambe, cercando di sollevare il bacino come vuole lui.

Mi dispiace, Drag, sono un cazzo di marchettaro che si fa usare da tutti.

«Bravo» mormora l'agente, spogliandosi a metà. «Vedo che ci capiamo»

Tengo lontano la sua faccia dalla mia quando si avvicina. «No... Quello no» articolo a fatica. Niente baci, cazzo.

Lui sbuffa, punta verso il mio culo, ci struscia sopra un paio di volte, ma prima che possa affondare mi torna in mente «Il preservativo!»

Ovviamente non ce l'ha, ma chi diavolo ce l'ha, in un ambiente di soli uomini?

«Sono pulito, davvero» mi fa, sarcastico. «Semmai dovrei preoccuparmi io, ma da quello che risulta in archivio sei stranamente a posto pure tu»

Stringo i denti quando sonda un attimo il terreno con due dita, cerco di rilassarmi, e mi sento trapassare da lui, alcuni istanti dopo.

Mi ritrovo a singhiozzare, fissando il soffitto, sentendomi così male per Drag che se svenissi sul posto non mi sorprenderei.

«Ma Dio santo, per essere un marchettaro una simile devozione non me la sarei mai aspettata» sbotta lui, iniziando a muoversi.

«Strettino... Sei proprio buono da scopare, Casanova, non scherzavano. Ci credo che il Drago ti sfondi due volte al giorno, lo farei anch'io»

Quasi quasi preferisco quelli che si limitano ad ansimare e a gemere piano, questo qui che continua a parlare mi dà così sui nervi che smetto addirittura di piangere.

«Non fare così, Casanova, non faccio così schifo» sbotta lui, dopo, sembra quasi offeso.

Allora provo a gemere un pochino, solo per tenerlo buono, e cerco di immaginarmi le mani di Dragan intorno al petto. Il suo fiato sul collo.

E non ci riesco più di tanto, visto che l'agente tra un affondo e l'altro continua a chiaccherare e a lodare le qualità del mio buco.

«A quattro zampe» mi ordina, uscendo un attimo, molto compiaciuto. Mi palpa il petto mentre mi giro, poi mi spinge giù la testa.
«Più in alto il culo, Casanova»

Affonda dentro con un gemito soddisfatto e mi sbatte contro le cosce.

Da quella posizione non lo vedo e il mio corpo lo confonde con Drag, e risponde. Brucio dalla vergogna quando l'agente se ne accorge.

«Ma allora ti piace» dichiara, trionfante.

«No...» faccio io, debolmente, affondo la testa nelle coperte e ricomincio a piangere in silenzio.

Drag, mi manchi, voglio te, non questo stronzo di un agente che non sa neanche scopare ai tuoi livelli.

Dura meno di Drag e pochi affondi dopo lo sento gemere e poi si scarica dentro, quasi vomito, che cazzo, lì può venire solo Drag.

Poi penso che in generale lì può infilarlo solo Drag, e mi sento invadere dalla disperazione.

Crollo sulla coperta con la testa tra le mani e singhiozzo apertamente, mentre l'altro si stacca, soddisfatto.

«Buono da scopare, un po' meno buona la partecipazione» dichiara, tirandosi su i pantaloni. «Casanova, non c'è bisogno di tutta questa scenata, davvero. Scommetto che ci sono stati clienti peggiori di me, io non sono violento a letto»

Almeno su questo ha ragione.

Annuisco, arrossendo, mentre sento colare un pochino. Ma che schifo, ma dio santo.

«Domani... Fai uscire Dragan. Ti prego» mi trascino a carponi davanti a lui e mi aggrappo alle gambe.

Lui ridacchia, e annuisce. «Non ti preoccupare, domani sera te lo ritrovi. Fidati che recupererà tutte le scopate che si è perso in isolamento.»

Sono così sollevato che mi rannicchio sulla coperta con ancora la roba che cola e gli faccio cenno di andarsene. Pulirò dopo.

Appena esce mi travolge di nuovo il senso di colpa, e ricomincio a piangere. Sono così sfinito da queste sensazioni che mi chiedo se davvero sto esagerando.

«Drag, scusa» sussurro, avvolgendomi intorno al suo cuscino, prima di andare in bagno a pulirmi. «Così esci prima. Voglio te. Sono tuo.»

Mi sento un po' meglio. Quasi riesco a sentire il suo respiro sul mio collo quando affondo la testa nel cuscino, nel suo odore.

«Drag, tienimi per sempre» singhiozzo piano. «Non odiarmi. Ti prego.»

E cerco di convincermi.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
6.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Cap 27 - Dormire da solo (C&C2):

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni