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Cap 32 - «Dannami tu...»


di Raphs_0406
28.03.2026    |    426    |    0 4.0
"Mi viene una voglia incredibile di qualcosa lungo come un righello più due millimetri, e anche in fretta..."
«Drag?» mormoro, cauto, mentre entro nella nostra cella. Nessuna risposta. Faccio un passo esitante, mi guardo intorno. Non vedo Drag da nessuna parte.

Poi i due piattini sulla nostra coperta attira la nostra attenzione.

«Ma vaffanculo...» impreco, quando vedo cosa c'è sopra.

Due ciambelle. Tutte e due al cioccolato, come piacciono a me, persino con le stelline sopra, ma Dio mio. Se pensa che lo perdonerò così, allora si sbaglia di grosso.

«Scordati che le mangio» dichiaro ad alta voce, poi mi chino sulla coperta e osservo un attimo le ciambelle.

Su una ci sono le stelline che formano Cas, e sull'altra Drag.

Mi mordo la lingua per non ridere. Che cazzo, Drag ha troppo tempo libero, ma seriamente.

«Cos'è tutta sta fantasia esplosa?» grido all'aria. «Non le mangerò, punto»

Mi siedo contro il muro, e rimango lì a fissare il vuoto.

«Non le mangerò» ripeto tra me e me, ma mi ritrovo a occhieggiare i due piattini. Cristo Dio, avrei dovuto andare a mangiare qualcosa prima di tornare in cella.

Neanche cinque minuti dopo mi ritrovo accucciato davanti al piattino con la ciambella Drag e ci rimugino su.

«La mangio, ma solo perché così dopo lui non ha più la sua ciambella» e mi fiondo su. Dio santo se è buona, però.

Una ciambella tira l'altra, non mi accorgo nemmeno che ho fatto sparire la ciambella Cas.

«Cristo...» mugolo quando mando giù l'ultimo boccone di pasta frolla e mi giro a pancia in giù, occhi chiusi.

Ma quanto cazzo sono buone le ciambelle?

«Golosone del cazzo»

E quasi balzo in piedi. O meglio, l'avrei fatto, se non mi fosse venuto addosso un corpo di novanta chili tutto muscoli e petto.

«Chi ti ha detto che potevi mangiarle, quelle ciambelle?» mi sibila accanto all'orecchio, mentre mi dibatto invano sotto di lui, Cristo Dio, è pesante della Madonna, mi sembra di avere un camion sulla schiena.

«Non avevo nessuna intenzione di mangiarle!» grido, ansimante, mentre sento che mi torce le braccia dietro la schiena e mi si schiaccia sopra con tutto il peso del corpo.

«Però le hai mangiate» fa, compiaciuto. Poi sento che sogghigna. «Nella mia ciambella ho fatto mettere qualcosina di molto interessante, volevo proprio vedere se l'avresti mangiata»

Ho un bruttissimo presentimento.
«Mi hai avvelenato?» sudo freddo, Cristo, questo è Drag, non mi farebbe mai del male, non davvero.

Lui ridacchia, senza rispondere.
«Di meglio» sussurra, dopo un attimo.

«No, no, adesso mi dici che cazzo ci hai messo!» sbraito, cerco di girarmi supino ma è totalmente impossibile,

Drag si limita ad allargare un po' le gambe e mi schiaccia senza nessuna fatica contro la coperta.

«Non mi drogo, cazzo, non ho nessuna intenzione di farmi drogare da te!»

Drag si mette a ridere e mi afferra le natiche. «Oh, non ti preoccupare, è molto più eccitante, fidati di me»

Sento il suo fiato sul collo, poi i suoi denti, contro le pelle. Sceglie un punto ancora intatto e affonda con soddisfazione i denti. Trattengo a stento il gemito.

«Su, Cas, ringraziami per le ciambelle» mi fa, dopo aver lasciato un morso fresco sul collo.

«Scordartelo, il mio culo» sbotto io, anche se non ho la minima idea di come evitare ciò che inevitabilmente accadrà.

Infatti Drag ridacchia: «Cos'è tutto sto coraggio, Cas? Mi prendo il mio buco quando pare a me, chiaro?»

«No, cazzo, non te lo do!» sbraito, ho le mani completamente schiacciate sotto il suo petto, sento che si sposta leggermente, ma non abbastanza da farmi divincolare, mi tiene fermo le braccia con le ginocchia e con le mani mi tira la camicia.

E mi metto a urlare quando capisco dove vuole arrivare: «No, no, no! Ne ho solo tre, di camicie! Ci sono affezionato, cazzo!»

«Bah, te ne procurerò altre» mi liquida con un colpo secco che produce il rumore della stoffa che si lacera.

Quasi mi metto a piangere. Mi sono affezionato davvero a quella camicia, l'ho lavata sempre a mano.

Stavolta Drag è insolitamente violento. Quasi quasi ho paura.

Sento che mi ansima addosso, mi morde ancora, alle spalle, stavolta, poi alla scapola.

«Piano, ah...» supplico, Dio mio, mi sta mordendo a sangue, non riesco a vedermi ma dopo ci darò un'occhiata.

«Devono capire tutti che sei solo mio» ringhia lui, attaccandomi la schiena. Poi mi tira via i pantaloni, si lacera parte anche di quelli, ma che cazzo, sta distruggendo i miei completi preferiti.

«Non ti do il mio culo, ma lo vuoi capire o no?!» sbraito, quando mi passa una mano sul sedere. «Chiedimi scusa per il Divo se vuoi scopare»

Mi molla un ceffone e mi afferra il collo da dietro. «Fidati che mi pregherai da solo per farti sfondare» mi fa, con un sorriso storto.

«Vaffanculo» sibilo io. «Ti odio. Non pensare di avermi comprato con due ciambelle»

«Io non ti devo comprare» ribatte, serafico. «Tu sei già mio»

Cerco di mantenere la parte di un Cas incazzato e di non mettermi a ridere e rannicchiarmi contro il suo petto e farmi coccolare. «Stasera tu non scopi, lo giuro»

«Uhh...» mi fa il verso, per un attimo sembra quasi per mettersi a ridere pure lui, ma mette su un ghigno e fa tintinnare qualcosa. «Che tu lo voglia o no, Cas, io ti scopo quando e quanto mi pare»

«Ti odio» e mi divincolo, mosso da un terrore istintivo, quando sento che mi afferra un polso e ci sbatte qualcosa di metallico sopra. «No, che cazzo stai facendo?!»

Click. Un cerchio di metallo. No, no, che cazzo, non dirmi che sono...

L'altro click. Scuoto i polsi, disperato, cazzo, mi ha ammanettato. Con un paio di manette del cazzo, vere.

Adesso sì che sono terrorizzato, certo, non è che quando Drag mi afferra i polsi con una mano sola possa fare granché, ma ora c'ho i polsi dentro ste merde di metallo fredde come il polo nord, e un Drag che si pregusta la vendetta su un Cas che si è fatto scopare da una guardia per farlo uscire prima...

«Oh, guarda me, cazzo» la sberla di Drag interrompe i miei pensieri angosciati. Mi afferra per le spalle e mi gira di peso, poi mi si butta addosso, tra le mie gambe.

«Si può sapere come diavolo sei entrato in possesso di un paio di manette?!» farfuglio, mentre sento i polsi scorticarsi leggermente per l'attrito sul metallo.

Drag ridacchia, spogliandosi, poi mi allarga le gambe con le ginocchia e si china verso di me.

Cerco invano di chiudere le gambe, cazzo, è impossibile, ho Drag in mezzo. Tutto quello che posso fare è avvolgere le gambe intorno a lui, in pratica un invito a farmi sfondare.

«Un prestito da Ben» mi fa, compiaciuto, mi sventola davanti alla faccia le chiavi, poi le lancia dall'altra lato della cella.

«Bastardo» impreco, non so neanche se è diretto a Drag o a Ben. «Ma è scemo o cosa? Dare delle manette a uno psicopatico come te?»

Drag ride, tutto fiero. «Oh, mi ha fatto giurare che le avrei usate solo su di te, se no non me le dava»

«Grazie mille, Ben» sbotto. «Quindi hai intenzione di stuprarmi mentre sono legato? Ti eccita l'idea?»

«Oh, ma quanta drammaticità!» protesta lui, toccandosi un attimo.

Ovviamente lo eccita l'idea, ma che domande faccio.

«Sono il tuo uomo, ti scopo quando mi pare»

«E Io ho detto che stanotte non mi scopi!» replico di rimando, esasperato.

«Cas, non ti preoccupare, dopo sarai tu a chiedermi di sfondarti» ripete, con un sorriso inquietante in faccia, cerco di strisciare indietro ma mi afferra le cosce.

«Come diavolo pensi... Ma che...»

Cristo Dio, mi ha preso la punta tra le labbra. Solo la punta, certo, ma dal momento che Drag non sa fare i pompini e non ama farli, anche solo sentire la punta nella sua bocca mi fa venire fuoco al cervello.

E perché mi sento improvvisamente così... Sensibile?

«No, basta, cazzo... Sputalo fuori...» mi divincolo invano, mentre Drag ridacchia, e ci lavora con la lingua.

Non me lo prende in bocca, ci mancherebbe, non lo sa fare e odia sentirselo in gola, ma Dio mio, la sua lingua.

Mi sento incendiare, inarco il bacino per raggiungerlo e mi scappano gemiti imbarazzanti.

«Cas, sempre così reattivo» sogghigna, passa sul mio inguine con la bocca, lo sento scendere, e mi bacia il culo.

Sento le sensazioni dieci volte più forti del solito e non capisco il perché, poi mi attraversa un pensiero orrendo.

«Cos'è... C'entra con la tua cazzo di ciambella?» balbetto, scosso dai tremiti.

Drag si limita a ridacchiare, le sue vibrazioni mi attraversano tutto, cazzo, ma che cazzo davvero.

Torna su con la bocca e mi prende di nuovo la punta. E aspira.

«Cristo... Drag... Ma vaffanculo...»

La suzione. Dio mio, la suzione.

«Cas, adoro quando diventi tutto rosso e ti metti a tremare così» sogghigna, poi affonda le dita.

Mi contorco sulla sua mano, Madonna, le dita di Drag, mi maledico dentro e non posso fare altro che farmi esplorare da lui.

E mi ritrovo a spingermi contro le sue dita, Cristo Dio, ha trovato il punticino delle meraviglie.

E ci lavora su con due dita.

«Drag... Madonna...» per poco non mi metto a bestemmiare dal piacere.

Dio mio, se facesse un po' più schifo a letto sarebbe più facile arrabbiarsi con lui.

«Cas, se continui così ti dannerai l'anima per sempre, sai?» Drag ride sotto i baffi, e mi dà una leccatina alla punta.

Sto quasi per svenire, Dio mio, me lo sta succhiando di nuovo, solo la punta, ma mi sta per andare via l'anima.

«Tanto sono già dannato...» farfuglio, contorcendomi. «Dannami tu...»

Non so neanche che cazzo sto dicendo, sento solo che Drag ha infilato un altro dito.

Vorrei disperatamente toccarmi un po' da solo, e finalmente mi ricordo delle manette. E riprendo un po' di lucidità.

Solo adesso mi accorgo che sto gemendo come se non vedessi un domani e Drag non ha nemmeno iniziato sul serio, ho le gambe così spalancate che quasi sto facendo la spaccata.

E vado a fuoco per la vergogna. «Ma che cazzo...» e perdo quel poco di lucidità quando Drag si dedica con fame alle mie palle.

Sono passati in tutto cinque minuti, direi, e quando Drag si stacca, soddisfatto, sono ormai in paradiso.

Anzi, che paradiso, all'inferno.

«Cinque minuti e sei rosso, tremante e morbido» ridacchia lui, mentre cerco di riprendere fiato.

«Cas, sei proprio adorabile quando sei eccitato, ma davvero. Un cucciolotto in calore»

«Ma vaffanculo» balbetto a fatica, e mi sento travolgere da una delusione mortale quando Drag ritira tutte le dita.

Mi viene una voglia incredibile di qualcosa lungo come un righello più due millimetri, e anche in fretta.

«No...» piagnucolo, quando vedo che Drag si allontana leggermente da me, quasi esce dalle mie gambe.

«Cosa c'è, Cas?» mi fa, compiaciuto. «C'è qualche problema?»

Mi dimeno sulla coperta, ho l'inguine così in fiamme che ho bisogno immediatamente di qualcosa, Dio mio, qualcosa anche di molto duro.

Ma ho giurato che non gli avrei dato il culo, cazzo.

«No, tutto apposto» sbotto, e cerco di pensare a qualcosa di brutto per farmi passare l'eccitazione.

Drag mi guarda interessato, si tocca un attimo, poi prende una sigaretta e l'accende, senza fretta.

Mi ritrovo a girarmi a pancia in giù, e non so neanche come mi sto strusciando con l'inguine contro di lui, cercando un po' di sollievo.

«Eh no, Cas, non fare il birichino» mi stacca da sé di peso, con aria di rimprovero. «Avevi detto che non volevi scopare, adesso te ne stai buono lì e lasciami fumare in pace»

Dio mio, ho bisogno di un po' di attrito, cazzo, ma più mi strofino contro la coperta più non mi passa.

«Cas, stai bene?» ridacchia, vedendomi disperato. «Sembra che abbia qualche problemino, vuoi un aiuto?»

E mi sdraio davanti a lui, fumando dalla vergogna, e cerco di fargli capire cosa voglio senza aprire le gambe.

Non gliele apro di mia spontanea volontà, cazzo.

Sono ancora incazzato con lui. Davvero. E molto.

«No, Cas, non capisco cosa vuoi» mi fa, con un sorriso innocente. «Non so leggere nel pensiero, mi dispiace»

E mi arrendo. Gli apro le gambe, e aspetto che mi venga sopra.

E mi viene l'orrore quando Drag si limita a ridacchiare e chiede: «Cos'è, stai facendo ginnastica?»

Cristo Dio, ma vaffanculo.

«Mi sfondi?» lo supplico, bruciando in faccia. «Drag...»

«Avevi detto che non mi davi il culo!» sogghigna, mi si fionda addosso in un secondo, punta, e un secondo dopo mi sento sfondare fino quasi alla gola, Dio mio.

E sento un sollievo così grande che quasi mi metto a singhiozzare.

«Si, vai così...» lo stringo a me con le gambe, e gemo felice, chissene, ho Drag che mi sta sfondando meravigliosamente come sa fare lui, vaffanculo tutti.

Lui ringhia e sbatte, mi spegne la sigaretta sul petto ma sono così andato che non sento neanche dolore, mi limito ad avere un sussulto e a stringere i muscoli.

«Volevi il mio cazzo, eh?» sibila, afferrandomi la gola.

Boccheggio tra un gemito e l'altro: «Ti... Odio... Drag...»

Butta indietro i capelli con la mano, ride e accelera, mi sta spaccando dal basso, Dio mio, ma è così bello che l'ho voglio sempre di più.

Quanto cazzo scopa bene però, ma vaffanculo, Drag, davvero.

Sto quasi per venire senza nemmeno toccarmi, quando Drag esce all'improvviso.

Mi fa un sorriso storto, si tocca da solo e mi finisce in faccia, con un gemito compiaciuto.

E io sono lì che aspetto come un idiota. «Scusa?» faccio, senza capire, quando si allontana a prendere il pacchetto di sigarette. «E io?»

«E tu niente» ringhia, tutto soddisfatto. «Adesso rimani così, con il culo sfondato e ancora arrapato come un cazzo di cucciolo in calore, così impari a farti scopare dagli agenti»

Mi metto a urlare dall'orrore e mi contorco tutto, no, no, che cazzo.

Non mi accorgo nemmeno che sto pregando Drag come un dannato al giorno del giudizio e sto singhiozzando a dirotto, Dio mio, non sapevo che un orgasmo mancato potesse generare così tanta disperazione.

«Di' che mi adori» ribatte lui, compiaciuto. «E chiedimi scusa»

«Ti odio ancora!» strillo, e cerco di venire da solo, invano. Non è possibile, cazzo.

«Dillo, e ti faccio venire» mi ridacchia in faccia, fumando. «Hai un punto esclamativo al posto del cazzo, Cas, è incredibile»

«Sono ancora eccitato, brutto bastardo!» impreco io, mentre lui ride, e tento ancora di venire per due minuti, poi ci rinuncio.

«Scusa» sbotto, guardandolo con gli occhioni. «Però niente ti adoro»

«Va bene» cede incredibilmente, mi viene davanti, ridacchia, e me lo prende in bocca.

Con mia grandissima sorpresa si abbassa con la bocca, quasi gli scendo in gola, e esplodo gemendo: «Cristo Dio, ti adoro, Drag...» mandando a fanculo tutti i miei propositi.

Sento che protesta mugolando mentre gli vengo in bocca, ma poi rimane lì, alla fine si stacca, leccandosi le labbra, e mi guarda trionfante.

«Prima volta che ti assaggio così» commenta, con un sorriso storto. «Non male, Cas, forse perché mangi troppe ciambelle»

Ora che mi è passato l'eccitazione mi raggomitolo su di me e metto su il broncio.

«Non pensare di essertela cavata scopando» sbotto, imbronciato, e gli dò le spalle. Ho ancora le mani legate. «Non ci casco mica»

Mi viene dietro, mi avvolge nelle braccia ridacchiando, e mi lascia un bacino sul lato della faccia.

«Daiii...» mi fa il solletico, e mi ritrovo con le gambe in aria per sfuggirgli. «Vaffanculo, Drag...»

Mi si sdraia addosso, la chiave delle manette spuntate da chissà dove, sogghigna mentre me ne apre una.

E se la aggancia al polso.

«Ma che cazzo fai?!»

«Dormi, Cas» ribatte, con la massima naturalezza, e si sistema più comodo sopra di me.

«Hai il tuo cazzo premuto sul mio» dico, a fatica.

«Meglio» sogghigna. «Così so se il mio Cas ha intenzione di fare un altro giro»

Gemo esasperato, ma quando Drag mi prende la testa e mi bacia con passione mi arrendo.

«Mi tieni?»

Lui ridacchia. «Non mi odi più?»

«Bah»

E mi strofino contro di lui, mio malgrado. E mi lascio chiudere tra le sue braccia.

Cristo Dio, dovrei rimanere incazzato ancora un po'. Ma davvero.

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