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Cap 15 - 12 luglio: «Perdonami...»


di Raphs_0406
22.03.2026    |    181    |    0 8.7
"«Qualche soldo mi era rimasto, ci sono tornato e l'ho preso, e c'è anche questo» Fa un ghigno e mi lancia addosso un sacchettino di carta..."
Siamo tornati nel perimetro.

«Portate pazienza, fidanzatini» fa uno, mentre ci strattonano dentro il carcere verso l'ingresso principale.

Tolgono le manette a Drag, ma non fa nemmeno in tempo a respirare che gli legano di nuovo i polsi dietro la schiena con le fascette di plastica, stringono fino al limite, poi due agenti lo afferrano per le spalle.

Drag ringhia per l'impotenza, è così immobilizzato che ogni movimento deve fargli un male cane.

Poi tocca a me.

«Casanova...» l'agente sussurra il mio nome mentre si china su di me. «È stato divertente, almeno?»

«È stato il giorno più bello della mia vita» dico con tutta la convinzione che ho, vedo che Drag ha alzato un attimo lo sguardo su di me.

L'agente ridacchia. «Meglio per voi, perché passerete entrambi due anni in più qui dentro, eh»

Scrollo le spalle, cercando di fare l'indifferente. Lo sapevo già, non è che sia una sorpresa.

Sento che mi tolgono le manette, ho i polsi doloranti, appena riesco a muovere il dita mi allaccio la camicia e sistemo i pantaloni.

Gli agenti mi guardano divertiti, arrossisco tutto.

Uno di loro viene da me e appoggia la mano sul pezzettino di pelle scoperta vicino al colletto, la base del collo in pratica, nient'altro.

Non preme neanche tanto, un tocco leggero.

Sanno benissimo che non farei niente, non riuscirei neanche a scappare, visto che Drag è legato in quel modo.

«Su, andiamo» dichiara lui, dandomi una sberla sul culo.

Ci muoviamo verso l'ingresso e vedo che hanno fatto si che ci sia il carcere intero nel cortile, e mi sento morire.

Anche Dragan se n'è accorto, sento che ringhia piano, ma non può fare niente.

«Vediamo se gli altri hanno ancora il coraggio di fare qualcosa del genere» sogghigna infatti uno degli agenti, mentre ci trascinano verso lo stanzino dell'ingresso, sotto lo sguardo degli altri detenuti: ci guardano con rabbia, ammirazione e rassegnazione.

Drag spinge fuori il mento e non dice niente, io mi limito a fare un sorriso strafottente.

Che guardino pure, noi abbiamo passato il giorno migliore della nostra vita.

-----

Siamo arrivati davanti allo stanzino, mollano di colpo Drag, gli danno una spinta violenta alla sprovvista e lui quasi cade di peso dentro lo stanzino.

«Che cazzo!» Gli scappa, mentre crolla sulle ginocchia, senza le mani non è riuscito a mantenere l'equilibrio.

Se fosse libero ammazzerebbe tutti, ma davvero.

Balza in piedi subito, comunque, ma lo afferrano in due e lo trascinano verso l'angolo della stanza.

«Drag!» Urlo, mi precipito verso di lui, e mi ritrovo la strada sbarrata da un agente, gli finisco quasi tra le braccia.

«Non ti preoccupare per il tuo fidanzato» sogghigna lui, afferandomi i fianchi. «Dobbiamo fare una breve perquisizione e tornate a scopare in cella»

Mi afferra per le braccia e mi trascina verso il centro della stanza, so già cosa mi aspetta, lo so benissimo, ma Drag è obbligato a guardare, e mi sento morire per lui.

«Mi dispiace, Drag» gli grido, mi mordo le labbra per non piangere.

Lui mi fissa un attimo, poi guarda il pavimento.

«Cristo, Casanova è proprio emotivo eh» commenta uno. «Ci credo che lo prende nel culo»

«Braccia aperte, Casanova» mi fa uno, obbedisco stringendo i denti.

Drag ringhia dall'angolo, si divincola un attimo, invano.

Mi sforzo di stare fermo mentre un agente viene da me ridacchiando e comincia a slacciarmi la camicia, non fino in fondo, a metà.

Poi infila la mano sotto la scollatura e mi palpa lentamente.

È sempre così la perquisizione per me, fin dal primo giorno.

Sanno che il mio corpo stesso è un'arma, quindi non possono fare altro che umiliarmi, e si prendono tutta la calma del mondo.

Fisso il vuoto mentre la mano mi tocca il corpo, poi torno di scatto con gli occhi sull'agente.

Ha estratto il manganello e lo ha alzato.

Indietreggio d'istinto, c'è un agente che mi blocca, no, no, fa un male cane essere colpito con quello.

«CAS!» Dragan sta urlando, si divincola con tutte la forze, senza riuscire a fare niente.

Ha gli occhi straziati dal dolore, ma non geme, urla solo il mio nome.

Chiudo gli occhi e sento il sibilo del manganello che si abbassa, aspetto che esploda il dolore.

Invece sento solo qualcosa di freddo sulla faccia.

Riapro gli occhi terrorizzato e vedo che l'agente si è stoppato all'ultimo e adesso sta ridendo come un matto.

Mi sono scappate le lacrime per il terrore, mi scendono ancora, Cristo.

«Ma stai tranquillo, che se no il tuo fidanzato muore per la preoccupazione» mi fa, guardo solo il manganello che ho ancora in faccia, l'agente lo sposta piano, scivola sul mio corpo, è orribile, tremo tutto.

Mi ha spinto contro il muro.

«Lasciatelo stare, basta!» Drag sta ancora gridando, scuote la testa, sta per impazzire dal dolore, non capisco nemmeno se è il dolore suo o per me.

«Scusa, Drag...» Singhiozzo disperato, mentre sento che mi abbassano i pantaloni fino a metà coscia.

«CAS! BASTA COSÌ!» urla lui, si divincola ancora, inutilmente, ha due agenti addosso. «LASCIATELO STARE, CAZZO!»

«Cristo, Casanova è più fedele di quanto pensassi» commenta l'agente dietro di me. «Chiede pure scusa al fidanzato prima di farsi fottere»

Mi limito a stringere i pugni, sussulto tutto per i singhiozzi mentre sento che mi passa un attimo il manganello anche sul culo, poi me lo stringe con calma.

«CAS...» sento che anche Drag sta cedendo, ha la voce rotta.

«Drago, ma dimmi un po', com'è che ti fai piegare così solo per il tuo fidanzato?» Ridacchia un agente, sento che Drag ringhia sordo.

L'unica cosa che sento è la mano dell'agente sulle natiche, mi ha passato qualche dito sul solco, sta ridendo.

E mi esplora con le dita, brucio dalla vergogna, Cristo, mi stanno guardando tutti, pure Dragan.

«LASCIATELO!» Sta urlando di nuovo, mi chiedo se gli altri detenuti ci sentono o se è insonorizzato. «Fatemi quello che vi pare, ma lasciatelo stare!»

Mi viene quasi un colpo.

Allora ha ceduto sul serio, Dio santo, mi volto verso di lui e vedo che ha le braccia coperte di sangue, è stato graffiato a sangue dagli agenti a forza di divincolarsi.

Mi fissa disperato.

Guardo indietro e vedo che l'agente si è già slacciato i pantaloni e per poco non svengo.

«Cosa, vuoi farti sfondare tu al posto suo?» Chiede l'agente, divertito fino all'inverosimile. «Cristo, questo sì che è interessante.»

Dragan sbianca di colpo, ma così di colpo che si ritrova a tossire.

Gli agenti si mettono a ridere, scuotendo la testa.

«Quindi cosa...» Inizia uno, ma lo interrompo.

«Faccio io!» Mi ritrovo a gridare tra le lacrime. «Drag, scusami... Faccio io»

Chissene se mi sfondano, una volta ogni tanto lo reggo perfettamente.

«Che carini, ma davvero» commenta uno, sarcastico.

«Evidentemente ha paura che se il Drago lo prende nel culo non lo sfonda più» dice un altro, sogghignando. «Su, accontentiamolo»

Stringo i denti, sento già una pressione sul culo, scivola un attimo lungo il solco, poi affonda dentro.

E mi metto a piangere, non tanto per il dolore, ma per Dragan.

«Mi dispiace, Drag... Perdonami...» Singhiozzo, mi aggrappo invano al muro mentre quello inizia a sbattere stringendomi i fianchi.

«CAS! CAS, IO...» Drag ha la voce completamente rotta, forse sta piangendo, non si divincola più.

«Drago, ma stai tranquillo che non lo rompiamo, stanotte tocca a te a scoparlo, d'accordo?» Sento che un agente gli dà pure una pacca sulle spalle.

Stringo i denti per non gemere dal dolore, sta peggiorando, appoggio la fronte contro il muro.

«Il preservativo!» Mi ritrovo a gridare in un lampo di lucidità, disperato.

Quello dietro di me si limita a ridacchiare.

«Io non ho niente, tranquillo. E non è cambi poi molto per te, no? Fatto fottere da chiunque sul marciapiede» sussurra, mentre mi morde il collo.

Cerco di ritrarmi, invano, mi sta succhiando la pelle, rimarrà il segno, che schifo, non voglio il suo segno.

«No, che cazzo gli stai facendo!» grida Drag dall'angolo della stanza, geme dal dolore, non riesco neanche a voltarmi per capire cosa gli hanno fatto.

«Per favore...» Non so neanche per cosa sto supplicando, solo il fiato dell'agente sul collo.

«Che bel culo che hai, Casanova» dice l'agente, spingendo con forza. Mi sta inchiodando contro il muro.

«Cas... Cas...» Drag ripete il mio nome, una volta, due, tre, sono ormai così distrutto che non ho neanche le forze di guardarlo.

Non ho neanche il coraggio di vedere la sua espressione.

Sento l'agente gemere, mi dà una sberla sulle natiche e finisce dentro, sto fumando dalla vergogna.

Fisso il muro disperato mentre quello si ritira con un gemito di soddisfazione, mi esplora un'attimo con le dita, sto colando tutto.

Cristo, è proprio indecente. Ma davvero.

Mi metto a singhiozzare senza controllo.

«Proprio un bel buchino, Drago, sei davvero fortunato» dice quello, tirandomi su i pantaloni.

Li sto sporcando completamente, dovrò lavarli stasera.

Sento tutto appiccicoso tra le gambe e continuo a colare.

L'agente mi ha fatto voltare, mi prende il mento con due dita e mi passa una mano in faccia asciugandomi le lacrime.

«Non fare così, Casanova» sbotta. «Non sono peggio del tuo fidanzato, tanto per te uno vale l'altro, no?»

Lo fisso disperato, sento il dolore che pulsa leggermente tra le gambe.

I pantaloni sono già bagnati.

Non hanno sfondato Drag, mi aggrappo al pensiero. Meglio me che lui. Lui morirebbe, davvero, l'hai salvato. Di più non puoi fare.

Mi dà una spinta violenta verso Dragan e mi ritrovo addosso a lui.

Drag mi guarda, cerca di divincolarsi per abbracciarmi ma non lo mollano.

«Cas...» Ha delle tracce ormai asciutte di lacrime sul volto.

Lo abbraccio io, affondo la testa nel suo petto, per un attimo riesco a far finta che non sia successo niente.

«Potete divertirvi voi, adesso andiamo in cella» dice un agente, ci spingono fuori.

Ci buttano in cella, chiudono la porta e siamo di nuovo in due.

------

Drag è così dolorante che barcolla, l'hanno stretto di brutto per le braccia.

Ha ancora i graffi che sanguinano quando viene verso di me e mi stritola in un abbraccio.

«Mi dispiace così tanto...» Sta singhiozzando sulla mia spalla. «Tutta colpa mia, Cas, tutta colpa mia...»

Mi metto a piangere anch'io, è ridicolo, lo so, per una volta che Dragan mi piange addosso mi metto a piangere pure io. Ma non riesco a trattenermi.

«Perdonami...» Mi fa lui, tra i miei capelli. «Cas...»

Mi limito a togliergli i vestiti, mi spoglio anch'io e lo porto sulla coperta.

«Dammi solo un attimo» sussurro, vado in bagno e cerco di ripulirmi alla meglio, poi mi passo addosso una spruzzata di Dior Sauvage.

Torno da lui e mi accocolo contro, lo abbraccio con tutte le mie forze.

«Drag, mi dispiace» mormoro tra le lacrime, ma lui non piange più, si gira e mi si stende sopra, mi abbraccia di rimando.

Rimaniamo in silenzio, così, abbracciati, intreccio le gambe intorno a lui per stringerlo di più. Ed è bellissimo.

«Beh...» Mi fa lui, improvvisamente. «Mi sono scordato di dirtelo, ma ti avevo preso qualcosa, comunque»

«Hmm?» Lo guardo senza capire.

Drag fa un sorriso tirato, rotola giù da me, apre il sacchetto delle tinte e tira fuori un balsamo.

Rimango a bocca aperta: è quello che guardavo.

«Ma...» Non finisco la domanda.

«L'ho pagato io» ridacchia. «Qualche soldo mi era rimasto, ci sono tornato e l'ho preso, e c'è anche questo»

Fa un ghigno e mi lancia addosso un sacchettino di carta.

Lo apro e c'è una ciambella dentro.

Torno a piangere e trascino Dragan giù con me, mi attacco completamente a lui e lo bacio.

«L'ho infilata sul mio cazzo, però» dichiara compiaciuto. «Non ce la facevo a resistere, Cas, con quella di stamattina non mi hai dato la possibilità»

«Fa lo stesso» mi strofino contro di lui, con un movimento mi intreccio completamente al suo corpo e mi giro, sono sdraiato a pancia in giù e lui sopra.

Drag si mette ridere e mi abbraccia il petto.

«Questa posizione mi piace un sacco» commenta lui, e infila un dito del buco della ciambella che ho in mano.

Chiudo un attimo gli occhi, rassegnato che finisca di giocare.

Si agita tutto sulla mia schiena, ridacchiando eccitato e si struscia contro le mie natiche.

«Cas, non è che mi fai fare un giretto veloce?» È già eccitato al limite.

La sensibilità di Drag è scesa di nuovo a zero, sta tornando allegro come sempre, mi chiedo come cazzo faccia, poi mi arrendo. «Vai»

Sogghigna tutto compiaciuto mentre affonda dentro di me, poi giocherella ancora con la ciambella. «Cristo, se è bello»

«Cosa?» Lo punzecchio, mettendomi sui gomiti.

«Scoparti mentre ho una ciambella in mano» risponde serafico, e geme dal piacere. «Mi sa proprio che dovrò mettere un occhio sulle ciambelle in carcere»

«Che cazzo, Drag, non ti basto io? Ora vuoi scopare pure le ciambelle?»

Nonostante tutto mi ritrovo a ridere, mi puntello sulle mani e assecondo i movimenti di Dragan che è in piena crisi ormonale.

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