Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Cap 29 - Gelosia omicida
Gay & Bisex

Cap 29 - Gelosia omicida


di Raphs_0406
26.03.2026    |    422    |    0 8.7
"«Vediamo quanto durano» E voltandosi sussurra, così piano che lo sento solo io, probabilmente, e vorrei non averlo sentito: «E vediamo quanto riuscirai a fare il duro a novanta gradi»..."
Inutile dirlo, Drag passa i prossimi dieci a minuti a pulirmi l'entrata con metodica lentezza, una mano ad afferrarmi i polsi per inchiodarmi contro la coperta e l'agente rivolto al muro che cerca di non sbirciare.

«Ceh, ma dove l'ho trovi uno carino come il mio Cas? Ma hai mai visto un culo così?» Drag commenta ad alta voce, fierissimo.

«Drag, ma che merda...» ormai sto fumando dalle orecchie, mentre l'agente arrossisce anche lui.

«Drago, fai veloce, cazzo» sbotta, guardando dappertutto fuorché me. «Mezza sezione sta facendo tardi a cena per colpa tua»

Poi mi sbircia, e borbotta sottovoce, quasi isterico: «Non mi piacciono i ragazzi»

Mi mordo la lingua per non ridere o bestemmiare.

«Fatto. Tornato come nuovo, Cas» dichiara Drag, dandomi uno schiaffo sul sedere. «Mi dici un grazie? Sono o non sono stato bravo a pulirti il culo?»

«Grazie, Drag» lo accontento, poi mi tiro su, mi infilo i pantaloni, allaccio alcuno bottoni della camicia e cerco di tenere un'aria dignitosa quando l'agente si gira con una smorfia.

Drag si riveste con tutta calma, sogghignando.

«Ti piace Cas?» fa all'agente, con un sorriso predatorio, uno di quelli orrendi che usa per mettere ansia.

«Drago, ma che cazzo di domande fai?» sbotta l'altro, è leggermente più basso di Drag, che allarga le spalle e avanza verso di lui.

L'agente posa una mano sul manganello, ma indietreggia impercettibilmente. Drag incute molta ansia. Davvero.
«Fermati» ordina, la voce incrinata.

Drag si ferma con un ghigno storto, incrocia le braccia e inclina la testa. «Quindi?»

«È tuo» fa, nervoso. «E non sono pedofilo»

Drag si mette a ridere, si batte una mano sulla coscia, scuotendo la testa.

Ovviamente in tutto questo sono rimasto contro il muro, ad aspettare che Drag finisca di giocare con l'agente.

«Non è che ti manca una motivazione?» incalza, divertito all'inverosimile.

«Non sono gay» quasi lo sputa fuori dall'agitazione, ma vedo che arrossisce tutto, e gemo esasperato.

Non godo a far diventare bi o gay o quello che è quelli che sono etero, ma davvero.

«Cas, andiamo a mangiare» annuncia Drag, afferrandomi il braccio. «Ho bisogno di ricaricare le batterie per dopo»

L'agente quasi corre fuori dalla cella, sollevato a morte. «Niente cazzate!» abbaia, senza nemmeno voltarsi.

Faccio alcuni passi in direzione del refettorio, ma sento una leggera fitta tra le cosce e mi aggrappo al muro, arrossendo furiosamente.

Gli altri ragazzi della mia sezione ovviamente mi squadrano ridacchiando, mi ficco in faccia gli occhiali da sole per non far vedere il rossore delle guance e spingo fuori il petto.

«Oh, ma che cazzo avete da guardare?» sibilo, seguendo Drag un passo dietro.

«Proprio un frocio del cazzo» ridacchia qualcuno, a voce abbastanza bassa da non farsi sentire da Drag. «Il Drago gli ha distrutto il buco di culo»

«Ma vaffanculo» sbraito di rimando, individuo il ragazzo che ha parlato, con uno scatto mi avvicino a lui e gli mollo una sberla con tutte le forze.

Quasi sbatte contro il muro per il colpo.

«Oh, ma sei fuori?!» urla lui, ma poi Drag mi si affianca sogghignando e appoggia la mano sul mio fianco.

«Problemi?» mormora, mellifluo, e si inumidisce le labbra, fissando il ragazzo che è sbiancato suo malgrado.

Passa lo sguardo da Drag a me, bestemmia sotto voce, ma infine sussurra: «No, no. Tutto apposto»

«Meglio» fa Drag, compiaciuto. Mi palpa un attimo il culo da sopra i pantaloni, affonda la testa nell'incavo nel mio collo e mi annusa, poi fa un cenno annoiato: «Ho fame, su, andiamo»

Mi attacco a lui mentre camminiamo verso il refettorio, e i ragazzi si aprono automaticamente in corridoi naturali.

«Bravi» Drag ridacchia, quando alcuni si schiacciano contro il muro, cercando di sottrarsi alla vista.

«Il Drago che gira con la sua puttana personale» impreca qualcuno. «Che merda»

Cerco di non badarci, uno schiaffo basta e avanza. Mi limito a fare un sorriso strafottente e mi inumidisco lentamente le labbra, intrecciando una mano a Drag.

«Drag» mugolo, mentre mi appoggio su di lui e gli passo una mano dietro il collo.

«Cosa c'è, Cas?» sbotta lui, con un sorriso compiaciuto in faccia.

Gli prendo la nuca e lo bacio con trasporto, stringendomi contro di lui.

Drag ridacchia nella mia bocca, mi spinge contro il muro e ricambia con fame.

Sento le bestemmie degli altri ragazzi e mi sento quasi euforico. Che guardino pure, anzi, voglio che lo facciano.

«Ma che cazzo, andate a cenare invece che limonarvi in pieno pubblico!» sbotta un'agente all'improvviso, distogliendo lo sguardo.

Drag si stacca, sogghignando, mi dà una pacca sul culo e mi prende la mano, poi mi trascina verso il refettorio.

E appena mettiamo piede, cade il silenzio assoluto. Il brusio si spegne così di colpo che sento una goccia cadere dal rubinetto delle cucine.

«Adoro quando fanno così» mi bisbiglia Drag, poi il suo sguardo si concentra su un punto della sala.

E vedo un lampo di eccitazione attraversargli gli occhi.

«Oh, ma guarda chi c'è» sussurra, leccandosi le labbra. «Non sapevo che l'avessero messo nella sezione D»

Quasi pianto le unghie nella mano di Drag per lo shock. «Mangia al nostro turno?» sibilo, con un fastidio così forte che sto quasi mordendo i denti.

«Guarda un po', sta raccogliendo accanto a sé pure dei cuccioli» ridacchia. «Che adorabile»

Lo guardo seccato, ma prima che possa imprecare con una torsione del polso mi costringe a mollare la sua mano.

E si gira verso il Divo, passandosi le dita tra i capelli, e sorride.

Il biondino è terreo in faccia, occhi sbarrati, con i ragazzini seduti accanto.

Drag ridacchia piano, squadrandolo da testa ai piedi, e non mi piace per niente il suo sguardo.

Gli tiro un braccio, ma mi scansa con uno strattone, e mormora, divertito: «Quindi adesso ti fai chiamare Daddy, Divo?»

A parte il fatto che Drag è rientrato nel ruolo del Drago, il modo in cui pronuncia il suo nome mi fa già odiare a morte subito l'appellativo.

Suona come un "diiivo" con l'eco finale, ma che merda.

Sono così incazzato all'improvviso che non sento neanche la conversazione successiva, finché Drag non si irrigidisce tutto, lo sguardo incredulo, e mi obbligo a tornare in me.

«Cos'hai detto, Faccia d'angioletto?» sibila, il volto contratto. «Ripetilo»

Esatto, cosa mi sono perso?

Quello lì ingoia qualcosa, una carota, forse, inspira, e...
«Vaffanculo. Così, non hai sentito?»

Lì per lì quasi mi scappa un urlo. Nessuno osa parlare così a Drag. Mai. Se non vuole finire all'ospedale.

Drag accetta di essere insultato solo da me, per inciso.

Questo qui ha un istinto di sopravvivenza zero, ma zero spaccato.

Guardo terrorizzato Drag che trema dall'oltraggio, stringe i pugni, le vene in rilievo che pulsano sottopelle. Stasera lo massacra, lo sento.

Dovrei essere felice se lo manda all'ospedale, ma mi sento in pena per il biondino. Sono troppo sensible, seriamente. Magari è difficile passare da figlio di papà a carcerato.

«Oh, raga. C'è la cotoletta»

Quasi mi strozzo nella saliva per la sorpresa.

Ha parlato qualcuno. Lucifer.

Solo adesso noto che sono seduti vicino al Divo lui e... Daemon.

Impreco tra me e me: come cazzo posso essere così sfigato da avere persino la mia copia in miniatura in combutta con il Divo?

«Meglio non sprecarla con una rissa, dai» continua lui, cercando di suonare calmo.

Drag per poco non scoppia a ridere, ma del resto la tensione si è rotta fin troppo. Ormai la scena è andata, vedo i muscoli di Drag rilassarsi, mentre ridacchia.

Sputa per terra, tutta scena, Drag relativamente non ama il teatrino da finto duro, visto che gli basta allargare le spalle e sogghignare che molti se la fanno addosso scappando.

«Hai le palle, Divo» commenta, divertito fin troppo. «Vediamo quanto durano»

E voltandosi sussurra, così piano che lo sento solo io, probabilmente, e vorrei non averlo sentito: «E vediamo quanto riuscirai a fare il duro a novanta gradi»

Quasi balzo in aria per la rabbia, e faccio la prima che mi viene in mente: mi muovo di un passo verso il tavolo del Divo, metto su anch'io il mio teatrino e mi sfilo gli occhiali, con tutto il mio repertorio di seduzione.

Gli sorriso in modo più lascivo possibile e me lo immagino castrato, anzi, con le emorroidi, e sibilo: «Ti sei scavato la fossa...» mi stoppo un attimo per capire come chiamarlo, perché non esiste che lo chiami Divo, poi lo trovo, «... Superstar.»

Te lo scaverò io la fossa, oh, sì, mica Drag.

Mi lecco le labbra, sfiorandomi il collo, e lo fisso con così tanto odio che non capisco perché mi stesse fissando di rimando con le labbra mezzo socchiuse, arrossendo fino alle orecchie.

Lucifer gli mormora qualcosa, il biondino lo guarda, e inizia a ridere.

Ma neanche una risatina. Una risata di quelle lunghe, isteriche, che fanno venire voglia di strozzarlo pur di non sentirlo più.

Mi sento così offeso che perdo di colpo tutta la spavalderia.

Voglio rannicchiarmi tra le braccia di Drag, tante tante coccole e qualche ciambella.

E anche un po' di cazzo, diciamocelo.

«Questo qui è fuori» sussurra qualcuno, nessuno respira più. In tutta la sala riecheggia la risata isterica del biondino, è raccapricciante.

Drag è così stupefatto che non si gira neanche, poi si volta, gli sorride velenoso, poi appoggia con mio immenso piacere una mano sul mio fianco e mi stringe a sé.

Devo trattenermi da non lanciare uno sguardo trionfante al biondino.

Cerco di spostare la sua mano sul sedere con un movimento del bacino, invano, spero che abbia capito che Drag è mio.

È solo mio, cazzo. Che gli vengano le emorroidi.

«Che serata intensa» Drag mi bisbiglia all'orecchio, ridacchiando. «Sto morendo di fame»

«Anch'io» mi stringo a lui e andiamo a cenare, vaffanculo al Divo, ma davvero.

-----

Siamo in cella.

«Il Divo è proprio una persona interessante» mi fa Drag, stiracchiandosi. «Non trovi?»

«Secondo me è solo un idiota di quelli irrecuperabili» sbotto, leggermente più isterico di quanto non volessi suonare. «E ha i capelli sporchi, deve farsi uno shampoo, e anche entro breve»

Drag ridacchia, lanciandomi uno sguardo divertito, ma suonano tre colpi secchi alla porta.

E si paralizza all'improvviso.

«È il mio contatto» bisbiglia, all'erta. «Chissà cosa è successo»

Fischia di rimando, vedo lo sportellino aprirsi.

E si affaccia un agente, agitato.

«Cosa c'è, Ben?» chiede Drag, un po' preoccupato.

L'agente lo guarda per un minuto intero, prima di sussurrare: «Dragan... Mi dispiace»

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Cap 29 - Gelosia omicida :

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni