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Cap 10 - Corpo>chiave (C&C1)


di Raphs_0406
21.03.2026    |    242    |    0 8.7
"Non vale così poco l'intero servizio, ma avrei preferito che non me la desse, quella banconota..."
«Devo dargli una lezione» è la terza volta che Drag lo ripete, e finalmente capisco dove vuole arrivare.

«Ma devi proprio picchiarlo in cella? Non puoi farlo in cortile?» Faccio io, rassegnato.

Drag sorride. «Voglio salire di livello, Cas, dammi una mano»

Mi fissa negli occhi, pieno di aspettativa. Tamburella con dita sulla coscia in attesa della mia risposta.

«Prendimi un preservativo, però» sbotto.

Drag sgrana gli occhi: evidentemente si aspettava tutt'altro che quello.

«Un...» Quasi soffoca. «Un preservativo? E dove cazzo lo trovo?»

Lo guardo un po' perplesso. «Tu trovi tutto, no? Dal brodo alle coperte, come hai fatto?»

Drag serra i denti. «Ok, ma lì almeno è roba che entra e esce dal carcere, qui...»

Ci pensa su un attimo, fa un sorriso stirato. «Cas, non è che puoi farlo senza?»

Mi sento molto offeso dalla scarsa sensibilità di Drag, ma seriamente.

«Senti, se mi ammalo non mi scopi più, eh»

Lui sbuffa. «E va bene, ho bisogno di due ore, almeno, per procurartelo»

Drag è proprio un imprevedibile del cazzo: prima sembra che sia una cosa impossibile, ora dice che gli servono solo due ore.

Ingoio le parole velenose e gli sorrido.

«E... Non è che riesci pure a darmi qualche info sull'agente che devo sedurre?»

Drag si mette a ridacchiare. «Cos'è, lo tieni in considerazione in futuro?»

«Può essere» lo punzecchio, mi avvicino e mi attacco a lui.

Mi circonda con le braccia sogghignando.

«Questo almeno è facile» schiocca le labbra. «Dopo a cena ti faccio avere tutto»

------

A cena io e Drag entriamo, lui con una mano sui miei fianchi, e si girano tutti, fermandosi di colpo di mangiare. Hanno gli occhi sbarrati fissi su di noi.

Drag sogghigna, compiaciuto. Mi dà un bacio sul collo e andiamo a sederci.

Il silenzio è tombale, si sente ogni nostro passo.

«Vado a recuperare le info» mi bisbiglia, lasciandomi accanto il tavolo.

Poi scivola lentamente verso uno dei ragazzi a due tavoli più in là, che si irrigidisce completamente.

Fissa Dragan come se volesse scappare.

Drag gli posa con calma una mano sulle spalle, si china verso il suo orecchio, senza dire nulla.

Lo fa solo per attirare la sua attenzione, evidentemente.

Il ragazzo lo guarda, pallidissimo,

Drag ridacchia e indica uno degli agenti, poi traccia una specie di rettangolo in aria con le mani, apre le dita e fa scorrere orizzontalmente la mano.

Il ragazzo annuisce subito.

Drag fa un cenno compiaciuto, si stringono un attimo la mano e torna da me.

Nessuno dei due ha detto una sola parola in tutto questo.

Lo guardo stupefatto. «Ma che?»

«Oh, sanno benissimo cosa voglio da ognuno di loro» Drag scrolla le spalle, tutto gonfio. «Non c'è bisogno di sprecare fiato»

«Quindi ci cerca le info quel ragazzo?» Sono ancora incredulo.

«Ma ovvio, mica spreco tempo io» Drag mi guarda senza capire.

In cella mi ritrovo con un post It scritto fitto fitto in mano, e una scatola intera di preservativi nell'altra.

Drag fischietta tutto compiaciuto appoggiato al muro.

«Grazie, sei incredibile, Drag» mi ritrovo a dire, con gli occhi sgranati.

«Usali con cura» sbotta. «È stato leggermente complicato trovare quei preservativi»

Prego mentalmente che non dovrò usarli più di una volta, e penso a quello che dovrò fare.

«Drag, quindi sicuro che non riesci a prendere la chiave da solo?»

Lui sogghigna. «Tu prova a vedere se riesci tu»

Mi scappa un gemito: vuole mettermi alla prova, Cristo.

«E va bene, ma ti avverto che dovrò recitare» dico, sarcastico. «Perciò non diventare geloso»

«No, no» conferma subito, ma vedo con soddisfazione che è impallidito leggermente.

Dragan è geloso. Non lo ammette ma lo è, ma molto.

«Ma dovrai pure guardarmi?» Arrossisco leggermente.

Drag mi guarda imbarazzato.

«Beh, finché non mi dai la chiave certo, poi...» Si ferma un attimo. «Quando voi... Lo fate, ecco, io vado a saldare i conti, d'accordo?»

«Non diventare geloso» mi limito a dire, e strappo la confezione di preservativi. Ne ficco uno in tasca e gli faccio cenno di andare.

-------

Prima di tornare in cella mi giro verso la guardia, mi avvicino di un passo.

«Cosa c'è?» Fa lui, allarmato.

Non rispondo. Lo squadro con gli occhi languidi.

«Hai proprio un bel fisico» mormoro, gli sfioro la divisa con la punta delle dita. «Te l'hanno mai detto, hmm?»

Mi fissa imbarazzato, fa un passo indietro. «Cosa vuoi, Casanova?»

Inclino la testa, socchiudendo le labbra. «Sai... È un po' di tempo che ti guardo... Mi hai fatto venire molta voglia, davvero»

Quello arrossisce violentemente, mi guarda scandalizzato.

«Che cazzo stai dicendo?»

Il tono però è incerto, mi sento più rassicurato, e gli metto una mano sul braccio.

«Come ti chiami?» Sussurro, alzando un sopracciglio. Con le dita gli sfioro la spalla.

Non si ritrae. Ansima leggermente, e balbetta: «...Tom»

Gli sorrido, poi mollo il braccio e gli sfioro il mento. «Sei davvero sexy, Tom... Non è che mi fai fare un giretto, hmm?»

L'agente acquisisce un lampo di lucidità, e mi maledico se ho corso troppo.

«Senti, Casanova, torna dal tuo fidanzatino e pensa a come farlo divertire» sbotta, rosso in faccia. «O ti sei stancato di lui?»

Chiedo mentalmente scusa a Drag e lo guardo imbronciato.

«È noioso farlo sempre con la stessa persona, Tom»

Tocco la sua gamba con la mia, siamo faccia a faccia. Gli sfioro il petto, e sorrido seducente. Mi lecco piano le labbra.

Vedo che mi sta fissando.

«Fammi... Provare te, dai...»

«Cristo, ma ti sembro frocio, io?» ribatte lui, seccato, ma non smette di guardarmi. «Torna da Dragan, fai il bravo, che ti sfonda a volontà»

«Mai andato con maschi?» Mi mordicchio le labbra, disegno cerchi sul suo petto, lenti. «Prova, su, una volta...»

«Cos'è, il cazzo del Drago non ti basta?» Sta ridacchiando, un po' isterico.

È eccitato anche se non vuole ammetterlo.

Mi appoggio contro di lui e strofino la gamba contro la sua coscia. Lo guardo languido, labbra socchiuse.

«Voglio assaggiare il tuo, Tom, non credi?»

Senti Dragan ringhiare leggermente dall'angolo in cui è nascosto e prego che non perda il controllo.

«Dio santo, Casanova, sei proprio un caso perso» commenta l'agente, trema un po' quando gli prendo una mano e la infilo sotto la mia camicia, che avevo sbottonato dal basso apposta.

Sgrana gli occhi quando si trova la mano sul mio corpo senza stoffa in mezzo.

«Che cazzo...» Balbetta, ma non ritira la mano.

Quasi lo abbraccio, mi attacco contro il suo busto, bacino contro il suo, è eccitato, ora lo so con chiarezza.

Mi strofino contro di lui e gli sfioro il collo con le labbra, gli accarezzo le spalle.

Sussulta tutto.

Sento che mi sta palpando, suo malgrado.

«Casanova, io non sono frocio» tenta ancora, senza però smettere di toccarmi.

Inclino la testa e mi inumidisco lentamente le labbra.

«Non ti piaccio, hmm?» Pizzico un punto sensibile del collo. «Prova, su... Sarà bellissimo»

L'agente sta ansimando tutto, la sua mano si fa invadente, è scesa nei pantaloni.

Ha gli occhi completamente sbarrati.

Mi avvicino al suo volto, dieci, cinque centimetri, e lo bacio.

Non si scosta.

Mi stacco, mi passo la lingua sulle labbra e mormoro: «hai un buon sapore... Non è che mi dai anche qualcosa in più? Tom... Sei troppo sexy»

Infilo una gamba tra le sue, mi avvolgo tutto intorno a lui.

E quello crolla.

Mi afferra per un braccio, il fiato corto, e mi trascina lungo il corridoio.

Sento Drag che ci segue furtivamente, rasente le ombre, completamente silenzioso.

Poi mi ritrovo nel bagno degli agenti, che dà su uno stanzino con qualche tavolino e sedie.

L'agente si ferma, si guarda intorno un attimo e mi guarda famelico.

Gli sorrido e mi passo una mano sul collo.

«Hai dei bei fianchi stretti...» Ansima lui, le mani di nuovo addosso a me. «Cristo, c'hai anche la faccia da frocio, Casanova. Proprio un bel faccino.»

Non so se prenderlo come un complimento vista la situazione, mi limito a fare un gemito quando l'agente scende con la mano tra le natiche.

Per uno che non è mai andato con maschi ci sa fare fin troppo bene.

Lo tocco anch'io, sospirando, gli slaccio la cintura lentamente.

Non si oppone.

«Tom... Dammi di più, ti prego...» Seguo il contorno del viso con le labbra, Ie sue vene pulsano sotto al collo.

L'agente trema tutto quando si abbassa i pantaloni, quasi me lo sbatte in faccia quando mi inginocchio.

«Casanova, che cazzo però...» Farfuglia, ma è già perso.

Lo tocco con la mano e cerco di infilargli il preservativo, invano, è agitato. Troppo agitato.

Gemo dal dolore quando sento che mi afferra per i capelli e quasi mi tira verso l'inguine.

«Piano, piano, Tom, mettiti il preservativo e ci divertiamo, Ok?» Bisbiglio, cerco di guardarlo con adorazione.

Lui respira a fatica, ridacchia.

«Casanova, ma prendilo in bocca, su, cosa ti servirà mai?»

Sembra quasi ubriaco.

«Tom, per favore, mettilo, sarà più bello per entrambi, d'accordo?»

Cerco di sgusciare via dalla sua mano nei capelli, ci riesco dopo un po'.

«Sono anni che batto, Ok? Non rischiamo nessuno se te lo metti»

Mi guarda con disprezzo divertito.

«Aperto le gambe a chiunque sul marciapiede, eh, Casanova? Proprio un frocio di merda»

Mi dà una sberla in faccia, mi mordo l'interno guancia e gli sorrido.

Almeno si è messo il preservativo.

«Un cazzo di buco messo in vendita, Casanova. Bello prenderlo in culo, eh?» mi insulta ancora, ride.

Gli faccio un'altro sorriso e mi metto al lavoro.

Vedo con sollievo che si sta calmando un po', mi sento in colpa verso Drag, poi mi dico che stato proprio lui a chiedermi di fare questo, e mi concentro sull'agente.

«Cristo, Casanova...» Balbetta, gli occhi sbarrati.

Prendo le sue gambe e lo spingo verso di me, cerco di soffocare i conati e quasi mi attacco al suo bacino.

Quello geme all'istante.

Guardo in quei pochi secondi le chiavi, e vedo seccato che sono pure attaccate al portachiavi. Provo a muoverlo, ma l'agente mi ha staccato da lui.

Sbianco, penso che mi abbia visto, invece mi afferra per un polso e mi tira in piedi.

Mi sbatte contro il muro, ansimando.

Sento una mano sotto i pantaloni e poi me li abbassa.

Drag si starà mordendo le labbra per non ringhiare.

«Tom, dammelo, su» mi giro a guardarlo, mordicchiandomi le labbra. «Mi stai facendo venire troppa voglia»

Quello si tocca, mi guarda famelico.

Sono leggermente in ansia ma stringo i denti.

È solo un cliente.

Mi sbottono la camicia e la lascio cadere accanto, mi tocco dal petto fino ai fianchi.

E si avventa su di me, mi stringe i fianchi e prova a entrare, trema tutto e sbaglia posizione, poi mi prende di colpo.

Rimango senza fiato quando mi spinge contro il muro: questo qui è un quarantenne, un po' che mi sono abituato a Drag, adolescente perverso tutto ormoni e giovinezza.

Questo qui no, cazzo.

Gemo senza nemmeno fingere, fa più male di quanto pensassi.

Quello ride e inizia a sbattere con foga, è eccitato al limite.

Fa male eppure devo pure capire come prendere quella chiave.

Mi contorco, senza riuscirci, sbuffo dalla frustrazione.

«Tom...» Mormoro. «Voglio vederti in faccia, ti prego»

Lui sogghigna, sprezzante. «Ti piace?»

Sospiro. «È bellissimo, cambiamo posizione, però? Faccia a faccia, voglio vederti»

Mi stringe le natiche, fa male, mi rimarrà un livido.

Gemo quando ficca anche le unghie nella pelle.

«Sei solo un pezzo di carne bella tenera, Casanova» mi sibila nella orecchie. «Ti scopo come mi pare, chiaro?»

Per poco non mi metto a gridare dalla frustrazione.

Tutta quella fatica e niente risultato?

Mi spingo verso di lui, fino a ritrovarmi appoggiato, giro la testa e gli bacio il collo, con la mano lo accarezzo.

«Ti prego, Tom...» Sussurro, languido.

Gli sfioro il collo anche con la lingua, sussulta tutto.

«E va bene, sei proprio un birichino, Casanova» sbotta quello, mi afferra con forza e quasi mi lancia di peso su uno dei tavoli.

Mi spalanca le cosce e si fionda su di me.

Lo stringo a me con le gambe, la sua testa è appoggiata sulla mia spalla ora.

Con le mani libere sgancio di colpo le chiavi.

E mi ritrovo terrorizzato a chiedermi come diavolo faccio a passarle a Drag.

L'agente si sta agitando, tra un secondo o due si volterà e mi vedrà con le chiavi in mano. E finirò male.

E in quel momento vedo Dragan muoversi, mi sta facendo cenno che è pronto, con una smorfia orrenda in faccia.

Gelosia omicida.

Arrossisco violentemente: non sono esattamente in una posizione bellissima, con le gambe spalancate e quello che mi sfonda.

Ma l'agente sta per staccarsi dalla mia spalla.

«Tom» faccio io, afferro la sua testa con una mano e attacco la bocca alla sua.

Lui chiude gli occhi, d'istinto.

Io li tengo aperti, bacio con tutta la mia esperienza, e allungo le chiavi a Drag, che le afferra al volo.

Mi fa il segno dell'ok e sparisce nel corridoio.

E finalmente mi stacco dalla bocca dell'agente.

«Meglio contro il muro» dichiara l'agente con un ghigno, non si è accorto di nulla.

Mi scaraventa giù dal tavolo, per poco non cado di faccia, e mi ritrovo schiacciato contro il muro e il corpo di lui.

Mi dico che la missione è quasi compiuta e qui si tratta solo di farlo finire.

Mi aggrappo invano al muro, inchiodato dalle spinte, e gemo, metà finto metà vero.

Sento un urlo soffocato provenire dal corridoio, altre urla.

Evidentemente Drag si sta divertendo con quel ragazzo e sta saldando i conti con i pugni.

L'agente mi dà una sberla sulle natiche, ridacchiando.

«Bello essere sfondato, hmm?» Mi chiede, all'orecchio.

«Si...» Per poco non gli sbraito contro quello che penso di lui.

Alla fine geme, trema e finisce.

«Divertente, Casanova» commenta, toccandomi. «Non male, davvero non male»

Lo guardo esausto mentre si tira su i pantaloni, e cerco di rivestirmi pure io.

«Un bel buco strettino» aggiunge ancora, sogghignando.

Mi sforzo di sorridere. «Grazie»

Mi chiedo cosa devo fare adesso, vedo l'agente tirare fuori il portafoglio con aria di disprezzo divertito.

E butta una banconota stropicciata per terra. Da dieci.

Stringo i denti, arrossisco violentemente per l'umiliazione.

«Su, prendilo, Casanova» sogghigna, divertito.

Mi viene incontro e mi spinge giù la testa.

Cerco di resistere, poi mi arrendo, e mi inginocchio per prendere la banconota, mordendomi l'interno guancia.

Non vale così poco l'intero servizio, ma avrei preferito che non me la desse, quella banconota.

Lui nota il mio sconforto e allarga il ghigno, stringendomi le natiche.

«Casanova, è il tuo lavoro, no? Non fare così» mi arruffa i capelli. «Ora pensa al tuo fidanzatino, puoi fare il doppio giro, contento?»

Cerco di sorridere, sono stanchissimo, sento un po' di dolore tra le gambe.

Barcollo leggermente e mi aggrappo all'agente, che mi guarda divertito.

«Troppo fragile, eh?» Commenta. «Ti stai rammollendo, cos'è, il Drago ce l'ha piccolo e non sei più abituato?»

Stringo i denti e abbasso gli occhi.

Mi lascio portare in cella, vedo le chiavi appoggiate con noncuranza su un gancio, Drag da nessuna parte.

Quando arriviamo in cella Dragan è già dentro, si alza come se niente fosse e ci guarda con sorpresa genuina.

«Com'è che ci avete messo così tanto?» Fa lui, squadrandoci.

L'agente ridacchia. «Oh, ci siamo divertiti un po', Drago»

Mi spinge di colpo verso di lui, incespico e gli cado addosso.

«Capirai da solo quando vi metterete a scopare» conclude con un ghigno compiaciuto.

Dragan finge di essere stupefatto, è così credibile che mi viene da ridere.

Poi l'agente esce e Drag mi abbraccia stretto.

«Ben fatto, Cas» dichiara, compiaciuto.

Lo guardo esausto. «Bene»

E tira fuori un po' di roba.

Lo guardo incredulo quando vedo un paio di pacchetti di patatine, una tavoletta di cioccolato bianco e due lecca lecca, insieme a un rotolo intero di Pringles e un pacchetto di sigarette.

Scarta una lecca lecca e me lo ficca in bocca.

La dolcezza mi esplode, per poco non ingoio lo stecco.

«Da dove vengono? E perché?» dico a fatica.

Drag mi guarda tutto fiero.

«Oh, non ti preoccupare» sventola la mano. «Sono un po' di... Regali, diciamo, da parte degli altri ragazzi. Goditelo, hai fatto un buon lavoro»

Ci sdraiamo sulle coperte e passiamo l'ora successiva a mangiare e ci fumiamo qualcosa entrambi, è bellissimo.

È tantissimo che non fumo, una sigaretta e quasi sono volato in aria.

E quasi dimentico persino quello che ho subito con l'agente.

Poi ci spogliamo e facciamo il nostro giro, Dragan è di buon umore, è ancora delicato, e si addormenta abbracciato a me, e mi sussurra: «Sono orgoglioso di averti incontrato, Cas»

E mi dico che ne è valsa la pena.

Per lui lo rifarei ancora.
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