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Gay & Bisex

Sulle scale del palazzo


di svuotocazzi
18.07.2025    |    8.174    |    8 9.3
"Mi dice di abbassarmi meglio, punta il cazzo sul buco e mi sprofonda dentro in una botta sola..."
Stamattina devo andare in centro a fare un paio di acquisti prima di partire per le vacanze. Prima di arrivare, però, passo a salutare uno scopamico che, come al solito, mi riempie il culo per bene.
Lo saluto, riprendo la macchina e parcheggio in centro. Uscito dal parcheggio, accendo Grindr per dare un'occhiata a chi c'è nei dintorni: qualche messaggio arriva, quasi solo da gente che già conosco. Sembra che tutti cerchino per il pomeriggio e non per adesso.
Dopo un po' mi scrive il profilo di una coppia di turisti. Dalla descrizione sembrano spagnoli, ma residenti a Londra: entrambi carini e sui trent'anni. Iniziamo a 'parlare' e capisco che uno solo dei due è disponibile adesso: non so se l'altro dorme o proprio non c'è. Le foto sembrano promettere una bella sorpresa in mezzo alle gambe e chiedo subito se può ospitare.
Purtroppo anche lui non ha posto, ma mi scrive subito, proponendomi una situazione che non ho mai sperimentato: "Forse me lo puoi succhiare sulle scale del palazzo".
Ovviamente accetto subito, mi faccio mandare l'indirizzo e in pochi minuti lo raggiungo. Lui mi sta aspettando alla porta: alto come me, un po' in carne ma non troppo, carnagione olivastra.
Mi fa entrare, lo seguo e svolta verso le scale. A metà della rampa si ferma: siamo nascosti dall'entrata, davanti alle porte dell'ascensore e con una visuale chiara fino al piano superiore. Direi che abbiamo tutto sotto controllo. Appoggio a terra la borsa che avevo con me e gli tocco il cazzo massaggiandogli i pantaloncini.
Il porco è già in tiro. Se li abbassa e un bel palo mi si presenta nella penombra, un cazzo non lungo, ma bello spesso. Sì, niente male.
Mi inginocchio a pomparlo e lui geme al primo contatto con la mia lingua. Gli faccio cenno di abbassare il volume dei sospiri e mi sorride in risposta. Lo succhio con vigore, del resto mi ha sempre eccitato farlo in luoghi pubblici o semipubblici.
Mi accarezza la testa e le spalle, mentre dò qualche altra succhiata profonda. Me lo faccio uscire dalla bocca e prendo a leccargli le palle. Gradisce molto anche questo trattamento e con la coda dell'occhio intravedo la sua mazza resa lucida dalla saliva.
Credo che a nessuno dei due basti questo bocchino. Mi sollevo, mi abbasso pantaloni e slip e mi giro, offrendogli il culo. Un suo mugugno sommesso mi dimostra quanto gradisca questa iniziativa.
Mi tocca delicato con un paio di dita e subito si accorge che la mucosa cede senza resistenza. Me le infila tutte in culo e prende a scavarmi dentro con decisione. Lo sento gemere con una certa intensità. Estrae le dita e se le porta alla bocca.
Mi chiede in inglese se ho già sborra dentro e io confermo. Vuole anche sapere quante sono e gli rispondo che è solo una.
Evidentemente era quello che voleva, un culo pieno da scopare. Mi dice di abbassarmi meglio, punta il cazzo sul buco e mi sprofonda dentro in una botta sola. Inizia subito a scoparmi velocemente: del resto, sappiamo entrambi di non poter restare lì troppo. Rallenta solo un paio di volte, quando avvicina un dito al buco per raccogliere tracce della sborrata precedente che si gusta con soddisfazione.
All'improvviso esce da me e mi ributta dentro le due dita, in cerca di altro sperma. Riesco a tirare di popper dalla boccetta che avevo in tasca e gli dico di non fermarsi.
Si abbassa un attimo a leccarmi la mucosa, ma resiste poco. Torna a scoparmi più veloce di prima: lo sento sempre più gonfio dentro di me e capisco che non manca molto.
Mi sussurra infatti che sta per sborrare. Non rispondi, ma mi piego ancora di più. Lui mi afferra i fianchi e prende a fiottarmi sborra nel retto, mordendomi l'orecchio.
Esce appena ha finito di schizzare. Entrambi ci rivestiamo, ci guardiamo e ci sorridiamo. Facciamo in tempo a salutarci che si sente la serratura della porta scattare e una signora entra nell'androne. La saluto, mentre mi tiene la porta aperta per uscire.
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