incesto
le mie vacanze con le cugine (vera
24.09.2025 |
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"Era mezzanotte, dopo aver baciato tutti Gesù bambino, fù messo nella mangiatoia, all'1 i saluti e tutti alle loro case, lei usci nella notte fredda, mi venne vicino, "ti rivedo prima ke..."
FIGLI KE SCOPANO MADRI, PADRI KE SCOPANO FIGLIE, FRATELLI E SORELLE KE SI SCOPANO, NONNI CON NIPOTI.Scopare in famiglia mi fa semplicemente cagare, ma uscite di casa ke è pieno di uomini e donne ke hanno voglia.
Detto questo, il racconto ke segue, tratta di cugini, ma non lo chiamerei incesto, xke si possono sposare civilmente e con dispenza anke in chiesa.
La storia tratta di un periodo della mia gioventù, a quando avevo 16 anni, ed è nella categoria incesto xkè non ho altra categoria ke la può riquardare.
All'epoca avevo 16 anni, vivevo in Abruzzo, Lanciano, cresciuto dai nonni, ed ero ancora in 3° media, non xkè fossi asino, anzi, ebbi anke gite gratis come primo della classe, ma la condotta era altra cosa.
Spesso fui beccato nei bagni con le ragazzine dal bidello/a,
ke riferivano al preside, un altra volta al professore di disegno ke mi cacciava dall'aula x un orecchio, diedi un calcione nelle palle, con una settimana di malattia x lui e una di sospensione x me. Questo x farvi capire ke tipo ero, e ke ero sempre arrapato.
QUESTA LA STORIA PIU' KE VERA.
Come detto nella storia con mia cugina Silvia, in estate e nelle festività natalzie le vacanze le passavo a Bari, dove vivevano tutti i miei parenti, genitori, fratelli, sorelle, zii, nonni, cugini, un numero imprecisato.
In estate babbo ci portava al mare a Monopoli, bellissimo posto,
e la mia natura mi portava a cercare approcci con le ragazze, in acqua, ma a quei tempi le mamme le tenevano strette, specie al sud. Ogni tanto vedevo Silvia, ma era fidanzata, sarei voluto andare in discoteca col suo gruppo di amiche, ma facevano entrare solo a 18 anni, e allora seghe.
Tornato a Lanciano ricominciò la scuola, alle vacanze di Natale mio nonno mi portò a San Vito presi il treno e via a Bari, la tradizione voleva ke la sera si giocasse a carte e a tombola, con a centro tavola mandarini e dolci tipici, ogni sera in casa di zii diversa. La vigiglia di Natale eravamo in 20 a casa dei zii Rosa e Amedeo, ke avevano 3 figli, una di 15 anni e 2 gemelli di 10, dopo la cena alle proprie case eravamo tutti là, i saluti, gli auguri, un dolcetto e si fini ai tavoli da gioco, gli adulti in cucina a giocare pesante, 10 zie e cugini/e in sala con la tombola, i bambini a fare casino, sedemmo tutti, io a capo tavola co 2 sedie, una distribui le cartelle, poi mentre la cugina di cui non sapevo nemmeno il nome, stava sedendomi affianco,"Mina,
prendi in cucina da bere e il vassoio di dolci," "si mamma" e sedette anke lei.
Non era bella di viso ma si immaginava un bel corpicino, sotto il maglioncino e la gonna al ginocchio, aveva gambaletti e ciabatte, abbigliamento sexi da ridere, però dava di pulito ed emanava un buon profumo. La prescelta col cartellone iniziò ad estrarre i numeri, e dopo un po le domande, "è uscito questo, e questo?"
Mina era molto sbadata, la sua spalla toccava la mia quando si sporgeva a vedere le mie cartelle, così io controllavo le sue, toccando a mia volta lei, "quello e uscito, e anke quello," dissi, "grazie, ma parla così piano," "se non stai attenta non vinci mai." Iniziò un altro giro, un altro e un altro, ormai parlavamo e ridevamo, decidemmo di prendere 6 cartelle a società, x contollare meglio, e lei avvicinò la sedia più vicino a me.
La mia coscia sx toccava la sua dx, misi il piede sul suo x scherzo, e lei tolse la ciabatta e si posò sul mio.
Feci una panoramica delle giocatrici, io ero l'unico ragazzo, ki metteva e cacciava gli occhiali, ki chiedeva, ki masticava, e fui tentato di.
Le misi la mano sx sul ginocchio coperto dalla gonna, lei non si scompose, azzardai passando sotto la stoffa, lei disse "è uscito il" passai ad accarezzare la coscia fino alle mutandine, lei le allargò di qualche cm dando spazio alla mia mano, le accarezzai la fighetta da sopra le le mutandine umide, lei mise la sua mano sotto, prese la mia, ma no x fermarmi, ma x spingerla di più,
entrai dal lato e mi trovai sulla mano una fighetta zuppa, la accarezzai, misi dentro un dito, poi 2 e 3, la sditalinavo di brutto, le tremava la mano con il fagiolo da mettere sul numero, le cadde e si spotarono gli altri, sentii la fighetta stringersi attorno alla mia mano, era venuta contraendosi, si alzò, "vado in bagno, controlla tu," quando tornò aspettai 10 minuti e poi ci andai io, ero duro e bagnato, e mi masturbai.
Era mezzanotte, dopo aver baciato tutti Gesù bambino, fù messo nella mangiatoia, all'1 i saluti e tutti alle loro case, lei usci nella notte fredda, mi venne vicino, "ti rivedo prima ke parti?"
"Penso di si, sto fino al 5" "se vuoi mi puoi telefonare, non dire ke sei tu, ma un compagno di scuola ke vuole sapere dei compiti," e mi diede un bigliettino col numero e un cuoricino.
Dopo 2 giorni la chiamai, rispose al 1° squillo, "pronto vorreli parlare con Mina," "sono io, mamma è al mercato, pensavo chiamavi ieri," "volevo, ma i miei hanno il lucchetto al telefono, e ho dovuto scoprire dove nascondono la chiave," non esistevano i cellulari. "Mi è piaciuta la tua mano, è stata la 1° volta ke non lo facevo da sola," "xkè non esci e ci vediamo?" "Mamma non mi manda in giro sola," "ke peccato, ti potevo far godere tanto,"
"ma io sono vergine!" "Ma io mica ti svergino," "è tornata mamma,
ciao."
Arrivò il capodanno, e come ogni anno tutti i parenti si riunivano a casa dei genitori, i nonni x noi cugini,
ke avevano la casa in campagna e si potevano sparare i botti.
Zii e zie si davano da fare in cucina, i maschi preparavano la brace x la grigliata, le donne preparavano i contorni, tagliavano il pane, salavano la carne, riempivano le bottiglie di vino dal tino, Mina e altri/e più piccole di lei apparecchiavano, un tavolo x adulti e uno x i cugini, io davo il mio contributo sventolando la brace con un cartone.
Ogni tanto Mina mi lanciava sguardi languidi, ke io ricambiavo.
Alle 17 cominciarono a grigliare, nonno faceva la spola da fuori dove era la griglia alla stufa economica in casa dove metteva la carne x tenerla calda, e alle 18,30 tutti a tavola come tradizione, dato ke la vigilia si digiunava a pranzo, Mina non potè sedersi vicino a me xkè altri cugini l'avevano preceduta.
Finita l'abbuffata, gli uomini fuori a fumare le donne a sparecchiare e lavare, io x ammazzare il tempo a giocare a 7 e mezzo con i cuginetti, a 5 e 10 lire, poi come la vigilia di Natale tutti a giocare, Mina anke ora era distante, ma si vedeva ke fremeva. Alle 23,45 gli zii andarono fuori a preparare i botti, a 5 minuti della mezzanotte erano tutti fuori, con giubbe e cappotti, anke io e Mina, ke eravamo dietro a tutti.
Mi sfiorò la mano, vide la madre in prima fila, me la strinse
"vieni andiamo dietro casa," entrammo nel pollaio, mi abbracciò e mi baciò, non era esperta, ma come sentì la mia lingua in bocca imitò i movimenti con la sua nella mia, intanto i botti erano iniziati, misi la mano sotto la gonna fino alla fighetta, aveva i collant, salii fino al bordo e portai la mano fra le grandi labbra, con l'altra mi abbassai la cerniera dei pantaloni e lo cacciai, presi la sua mano e ce la misi sopra, lei lo strinze, ma non la muoveva "fai su e giù," ubbidì e fù un altra cosa, la fighetta era diventata zuppa, stava godendo, "e bellissimo sento gli spasmi come l'altra volta," la mano sul mio la muoveva ancora, "dagli un bacino," "come? Non lo so," "mettiti giù,"
si inginocchiò e le misi la punta del cazzo avanti la bocca, la strusciai sulle labbra e lei dette dei piccoli baci, "lecca un po attorno, come al gelato, si cosi brava ora apri," sparavano ancora quando le entrai in bocca, lei non sapeva ke fare, e fui io a muovere la sua testa, sentii ke stavo x sburrare e iniziai a scoparla io, le riempii la bocca, lei sputò tutto, "oddio è dolce e salato, quanto ne hai cacciato, sparano ancora, ma è ancora duro" "e si ho ancora voglia, girati," "anke io, ke vuoi fare?"
"vedrai, poggiati con le mani a quel banchetto," le sollevai la gonna sulla schiena e abbassai collant e mutandine, le andai dietro le sgrillettai la fighetta, misi il cazzo fra le cosce muovendolo come se scopassi, "non mi sverginare però," "tranquilla glielo facci solo assaggiare" "si, mi piace, muovi di più le dita," il mio cazzo era pieno dei suoi umori, lo puntai al culetto, "no, ke vuoi fare," "ssssh ti faccio godere," "mi farà male, no," "e già dentro, dammi la mano senti," "e vero, non fa male," con una mano la sditalinavo e col cazzo le scopavo il culetto stretto, "e bello bellloooo, sto avendo di nuovo gli spasmi oddio ke bello, sto godendo si si," "allora ti piace nel culetto?" "Si mi piace mi piace," stavo x venire anke io, "girati
apri la bocca," lo fece subito e lo succhiò, le sburrai in goola e questa volta non lo sputò tutto, ne ingoiò buona parte.
"Andiamo ke non sparano più," disse.
Le vacanze finirono, ma arrivarono quelle di Pasqua e poi l'estate, e lei era sempre un punto fermo, a 18 anni era diventata carina ed era un vulcano a letto, anke xkè non era più vergine, sfondata da chissà ki, disse ke non sapeva il nome, xkè se la scoparono in 3 ad un compleanno, e ogni vacanza potevo gioire anke io della sua non più fighetta, ma figa esplosiva.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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